Vi invio questa (gustosissima) tele-cronaca dell'amico Dani perchè possiate godervela anche voi ;-))
alba
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Rockpolitick, il movimento gay (come Berlusconi) nella trappola di Celentano
Due su due. Celentano fa boom. Un boom eclatante in entrambe le puntate dal punto di vista degli ascolti. A correnti alterne, invece, se si guardano i
contenuti. Alla prima (inguardabile e lentissima) è stato stucchevole con
l'ormai nota comparsata dell'ormai ex euroSantoro in versione bimbo viziato
(sempre fazioso) col suo "Rivioglio il mio microfono". Alla seconda, invece,
un grandissimo Benigni ha messo il giusto peperoncino. Prima del premio
Oscar, la dolcezza di superValeRossi e prima ancora, nel tormentone
"rock-lento", l'attacco a Zapatero. Lentissimo secondo Celentano, come
lenti, anzi, pietrificati sarebbero i matrimoni gay. A differenza dei gay
che sono rock e del Papa, addirittura Hard Rock per l'apertura ai
divorziati.
Ora, però, per non essere come Berlusconi-pollo, caduto in pieno nella
trappola celentanesca, al punto di stilare una nuova lista di satiri cattivi
(diverso, come è noto, il discorso da fare per i giornalisti) il movimento
gay italiano doveva sorridere, magari a dentri stretti, ma sorridere e
dire:"Già. Zapatero in Italia non c'è. Nemmeno il più sinistro di noi è come
Zapatero. Quindi tutti tranquilli. Grazie per averci definito rock e sul
matrimonio gay, in fondo, ha ragione Celentano. E' pietrificato. Nel senso
che non è all'ordine del giorno. Per adesso non ci interessa". Invece no.
Purtroppo siamo stati, persino il solitamente acuto Grillini e addirittura
il rossissimo circolo Mario Mieli di Roma, più berlusconiani di Berlusconi.
Tutti a piangere per quei matrimoni gay lenti e pietrificati quando, invece,
bastava, ripeto, farsi una risata. E applaudire (come ha fatto
saggissimamente il quotidiano della Lega, "La Padania") al Benigni. Che
peraltro ci ha deliziato con una sua versione drag-queen esilarante.
Poi, rosse stelle mie, non vi lamentate allora di Berlusconi. E non dite
neppure che, come suggeriva Montanelli, in cinque anni avete fatto il
vaccino. No, no! State dimostrando l'esatto contrario. Mentre noi gay
liberali cerchiamo di riportare il premier alla sua casa madre, quella del
liberalismo, appunto, voi del Cav avete assimilato persino i suoi difetti
peggiori come l'incapacità di distinguere la satira dalla cronaca politica.
Ma ridiamoci sopra, come ci ha reinsegnato il grande Benigni. Qui si
scherza!!! A proposito. GayLib è rock, tutti gli altri, ovviamente,
lentissimi.
24mila baci
DP
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