Secondo molti studiosi, l'oppressione sulle donne e la violenza sugli
animali possiedono una radice comune
30-10-2005 - Fonte: veganlink.antifa.net
Introduzione
Circa due anni fa ho aiutato ad organizzare una protesta contro il rodeo ad
Austin. In qualunque tipo di protesta ci si aspetta di vedere alcune persone
che tirano giu' il finestrino della loro auto per urlare insulti oppure che
attraversano la strada per interromperti. Ignorare queste persone e' di
solito la strategia migliore. Ma un gruppo di uomini mi ritorna in mente. Si
sono messi davanti a me ed hanno letto i cartelli che avevo preparato. Si
sono fermati, mi hanno guardata ed hanno bisbigliato qualcosa su come non
trovassero niente di ingiusto nell'usare scosse elettriche sui tori o
atterrare animali al suolo.
Uno di questi uomini mi ha detto "Ho scommesso che non mangi nemmeno carne,
eh?" No, gli ho detto, non mangio animali. "Cosa sei una fata o
qualcos'altro?". Prima di allora non avevo mai fatto una connessione fra
sesso, sessualita' e diritti animali; fra l'oppressione delle donne e
l'oppressione degli animali. Strano che quel collegamento non mi fosse
diventato chiaro in presenza di alcune campagne sessiste di associazioni
animaliste. La lotta per la liberazione animale e quella per la liberazione
delle donne sono legate strettamente sia teoricamente che concretamente, ma
questo messaggio e' troppo spesso taciuto o distorto dalle associazioni
animaliste.
-Quali sono le connessioni fra femminismo e diritti animali?
Discutere sul fatto che ci sia una connessione fra l'oppressione delle donne
e l'oppressione degli animali, non significa dire che ci sia una diretta
relazione causa/effetto. Poche persone discuterebbero sul fatto che mangiare
carne o indossare pelle sia causa di discriminazione sessuale. E' anche
importante evidenziare che i teorici che fanno questo tipo di paragoni non
tentano in alcun modo di sottovalutare la forza delle lotte femministe, cosa
di cui qualcuno si lamenta. E' vero l'esatto contrario. Ci sono dei
paralleli fra questi due tipi di oppressione e questo ha condotto molte
persone a pensare che possano essere legate in una stessa lotta. Sia
l'oppressione sulle donne che l'oppressione sugli animali esistono a causa
di un sistema patriarcale che le ha create per un istinto possessivo sulla
loro esistenza (Adams & Donovan). La connessione fra femminismo e diritti
animali puo' essere ulteriolmente spiegata esaminando i casi di violenza
domestica, le varie campagne sui diritti animali e le spiegazioni teoriche
sulla virilita' e la natura.
-Abusare degli animali, abusare delle donne
Gli uomini che picchiano di solito non cominciano - o finiscono - con le
donne. La stessa insensibilita', la stessa rabbia, la stessa mentalita' che
si trasforma in violenza sulle donne si trasforma anche in violenza sugli
animali.
"..L'abuso deriva solitamente dall'eccessiva volonta' di assumere controllo
e potere sulla vittima; i fattori sociali e psicologici che portano alla
violenza sono spesso identici, senza cambiare a seconda del tipo di vittima"
(Lacroix, 62)."
I professionisti che lavorano per prevenire la violenza domestica e per
aiutare le vittime, hanno cominciato ad usare un approccio "multivittima"
alla violenza domestica. La base di questo concetto e' che la violenza sugli
animali debba essere considerato un importante indicatore per altri problemi
disfunzionali nel menage familiare (Arkow, 21).
Gli animali in questo caso possono essere visti come "specie in pericolo" o
come un "indicatore di specie".
Se in una famiglia appare la violenza sugli animali e' probabile che
apparira' anche la violenza sulle donne o i bambini.
Nelle relazioni violente, gli animali vengono spesso usati come oggetti ed
attrezzi per abusare o opprimere le donne.
Una poco discussa forma di violenza comporta l'uso di animali per umiliare
sessualmente le donne. Gli uomini che stuprano le donne usando animali da
compagnia, agiscono tirando fuori le loro fantasie sessuali, per distruggere
psicologicamente la moglie ed imporre il loro dominio su di lei.
Linda racconta che e' stata forzata - sotto la minnaccia di essere ammazzata
di botte - a farsi montare da un cane nella produzione di un film
pornografico amatoriale. "Da quella volta, se non facevo qualcosa che voleva
lui, mi portava un animale, un cane" (Adamas, 1995, 66)
In questo caso l'animale e' usato come una minaccia. Se Linda non ubbidisce
al suo violento compagno, dovra' subire lo stupro e l'umiliazione dal suo
violentatore e dal suo animale. L'unico modo per spiegare perche' cio'
avvenga e' capire che per il violentatore donna ed animali sono entrambi
oggetti.
Lo status di animale oggetto e' importante in questa spiegazione. Ma questo
vale anche per la donna. Agli oggetti usati per il sesso in questo caso,
inclusi animali e vittime femminili, viene negata l'individualita',
l'unicita', la specificita', la particolarita'. Non importa "chi sono" ma
quanto puo' essere ottenuto attraverso il loro uso. Forzare il sesso fra la
sua donna ed il suo animale rivela che per il violentatore entrambi sono
diventati oggetti intercambiabili (Adams, 1995, 67).
Gli animali sono anche soggetto di violenza per traumatizzare donne ed
affermare il predominio maschile. Uccidere o torturare un animale rinforza
il predominio dell'uomo, mentre privando una donna del "suo ultimo rapporto
significatico, aumenta la dipendenza di lei". (Adams, 1995, 70). Se la donna
tenta di interrompere il rapporto violento, un animale familiare viene usato
per fare pressione su di lei. Il violentatore minaccia che se andra' via,
l'animale potrebbe morire, e cosi' la donna.
Un'indagine sulle donne ed i loro violentatori di Jane Ann Quinlisl, ha
rivelato molto circa gli aspetti sessuali della violenza sugli animali e
sugli umani. Da questa ricerca risulta che: "il 68% delle donne violentate
racconta di aver avuto animali nella propria casa, e che c'era violenza
diretta verso l'animale."
"Le donne hanno indicato che i bambini che hanno assistito a comportamenti
violenti per il 54% hanno copiato questo comportamento sugli animali (sono
spesso violenti con gli animali, gli unici su cui possono avere potere in
famiglia).
Il 50% degli uomini le cui mogli erano in delle case famiglia (per
proteggerle) hanno detto di essere cacciatori e di possedere pistole o
fucili, un terzo di questi ha ammesso di aver minacciato di cacciare
l'animale domestico, il 15% ha ammesso di aver usato violenza sugli animali
nella propria infanza. (Quinlisk, 169)
Forse molto significato e' dire che l'intervista della Quinlisk era con un
violentatore.
L'uomo ha continuato con veemenza a sostenere che non aveva fatto niente di
male. Diceva di non essere crudele con gli animali e di non esserlo con sua
moglie. "Diceva di amare il suo cane e di non aver mai voluto fargli del
male, e che se sua moglie fosse stata ubbidiente come il suo cane, non
avrebbero avuto nessun problema" (Quinlisk, 171).
-Campagne sessuali?
Due campagne per i diritti animali per antonomasia sono quelle contro le
pellicce e quelle contro l'uso di animali nei test cosmetici. Entrambe
queste campagne utilizzano donne perche' le donne sono il target di consumo
sia per l'industria della pelliccia che per l'industria dei cosmetici, ed
hanno quindi un peso importante nel determinare il risultato di queste
campagne.
In quella che puo' essere considerata soltanto una reazione sfavorevole alla
crescita di questo movimento sociale, alcuni gruppi hanno criticato il
movimento dei diritti animali di aver scelto le donne come target delle loro
campagne. Molte di queste critiche si focalizzano su un singolo manifesto
circolato durante una campagna antipellicce. Un paio di gambe femminili con
calze nere e tacchi a spillo, trascinano un cappotto di pelliccia lasciando
una scia di sangue.
La didascalia dice: "Sono necessari 40 animali sottomessi per fare un
cappotto di pelliccia. Ma solo una per indossarlo".
Oppositori della campagna anti-pellicce dicono che aver usato questo
sfortunato target femminile e' una forma di molestia sessuale.
Non c'e' differenza, dicono, fra pelliccia e pelle eccetto per il fatto che
le donne sono le principali indossatrici di pellicce.
Il descritto messaggio pubblicitario puo' essere considerato un errore di
marketing. Tuttavia il problema con questo messaggio pubblicitario che si
esprime in linguaggio figurato non e' il target scelto. Il mercato delle
pellicce e' un obbiettivo importante per il movimento per ragioni
strategiche, non per ragioni sessuali. L'industria della pelliccia ha come
clienti i ricchi (rendendoli piu' suscettibili all'attacco) ed e'
vulnerabile al trend della moda (che un boicottaggio potrebbe alterare con
successo). Inoltre i metodi per produrre pellicce - asfissia, trappole ed
elettrocuzione anale - sono difficili da giustificare con la soddisfazione
di sfoggiare pellicce.
I test sui cosmetici sono stati scelti come obbiettivo del movimento
animalista per ragioni simili. Shampoo, profumi e lozioni vengono inniettati
dentro gli occhi dei conigli, causando loro gonfiamenti, infiammazioni,
piaghe e cecita', sebbene nessuna legge richieda tali test. "L'industria
cosmetica crea mercati artificiali ("un'altra ombra di mascara") per
guadagnare soldi.
E con 1.300 shampoo gia' disponibili, difficilmente i consumatori ne
avrebbero chiesti altri. Perche' era necessario avere sempre nuovi prodotti
ed ingredienti che richiedono test? (Regan, 105).
Porre questa questione significa sfidare il consumismo. Questo forza le
donne ad interrogarsi sul ruolo consuntivo - ruolo sessuale - che il
capitalismo ha creato per loro. Tuttavia adesso il "cruelty free" e'
diventato una tendenza di mercato.
Le industrie lanciano i cosmetici cruelty-free come un modo per avere "la
bellezza senza crudeltà": una strada per mantenere un immaginario sessista
nella pubblicità senza perdere la loro base di consumatrici.
-Femministe per i diritti animali.
Le immagini sessiste delle campagne Peta non sono cosa comune nel movimento
animalista. Ma allo stesso tempo, solo poche organizzazioni hanno
apertamento criticato queste strategie e collegato direttamente
l'oppressione delle donne all'oppressione degli animali. Una delle poche
organizzazioni che si e' dedicata a questa connessione e' la Femminist for
Animal Right (FAR).
L'associazione e': dedicata a porre fine a tutte le forme di abuso contro le
donne e gli animali. Perche' lo sfruttamento delle donne e degli animali e'
frutto della stessa mentalita' patriarcale, la FAR tenta di spiegare la
connessione fra sessismo e specismo ogni volta che puo'. Sentiamo che esiste
un comune denominatore di vilenza nella vita delle donne e degli animali -
sia reale che minacciato - e noi lavoriamo con metodi nonviolenti per
cambiare questo stato di fatto (dal sito del FAR).
Parte di questa strategia e' la collaborazione fra il movimento animalista e
femminista, dando informazioni ad ogni altro gruppo circa la connessione fra
"la mercificazione e l'abuso delle donne e degli animali non umani nella
societa' patriarcale" (sito FAR), L'intenzione e' quella di coinvolgere le
femministe nel movimento animalista e gli animalisti nel movimento
femminista.
L'altra parte della strategia e' lavorare in campagne comuni ai due
movimenti, come il Rifugio per animali. Spesso le donne maltrattate sono
riluttanti ad abbandonare il compagno, sia perche' temono per la loro
sicurezza ma spesso perche' temono anche per la vita dei loro animali
domestici.
Tale riluttanza ad entrare nelle case famiglia e' confermata dai volontari e
lavoratori di alcune di queste case, che dicono che molte di queste donne
non lasciano i loro aguzzini perche temono per la vita dei loro animali.
Alcune sono ritornate nella loro casa dopo uno o due giorni perche' erano
preoccupate per gli animali che avevano lasciato (Adams, 1995, 62).
Gli uomini minacciano di uccidere questi animali per esercitare un controllo
sulla donna e per attenere con la pressione la loro condiscendenza. A causa
di cio' "Una donna in questa situazione puo' sentire di essere molto
limitata nelle sue scelte - da una parte stare con il loro animale oppure
andarsene e preoccuparsi di quello che gli succederà" (dal sito del FAR).
Nel 1993 il FAR ha aperto il Companion Animal Rescue Effort (programma di
soccorso per gli animali domestici) per rispondere alla necessita' di
sicurezza per gli animali delle donne maltrattate. Il programma ha creato un
network nazionale di rifugi per animali per gli animali delle donne
maltrattate entrate nelle case famiglia.
-Donne ed azione diretta
Il tema principale del movimento animalista e' che le parole non sono
sufficienti. Non e' abbastanza "dire" che sei contro lo sfruttamento, che
sei contro l'oppressione, che sei contro la distruzione dell'ambiente, se tu
non fai un impegno quotidiano. Come nel movimento femminista anche nel
movimento animalista c'e' enfasi nel concetto che "il personale e'
politica".
Questo prende la forma del veganismo, nell'acquisto di prodotti non testati
su animali, di non assistere a rodei o spettacoli circensi, di non
acquistare abiti fatti con animali. Queste sono tutte scelte personali che
da individuali possono diventare scelte politiche.
Il movimento animalista enfatizza che non e' sufficiente mettere a fuoco
solo la vita personale. E' ammirevole minimizzare il piu' possibile la
sofferenza animale dalla propria vita, ma dobbiamo anche capire cge cio' non
e' abbastanza. Miliardi di animali vengono comunque torturati ed uccisi.
Questa e' la ragione che spinge una certa parte del movimento animalista ad
usare l'azione diretta ed il sabotaggio economico per salvare vite nimali.
Nel suo libro "Free the Animals" ("Libera gli animali"), Ingrid Newkirk
(presidente della Peta) racconta la storia dell'Animal Liberation Front
attraverso una donna che chiama Valerie. Valerie crea delle cellule -
piccoli gruppi autonomi - per penetrare dentro i laboratori di ricerca o
dentro gli allevamenti per salvare gli animali ed a volte per distruggere i
macchinari usati per torturarli. Negli USA l'ALF ha salvato migliaia di
animali ed i video girati dall'ALF hanno portato a conoscere cosa succede
dietro le porte chiude dei laboratori di vivisezione.
Un'altro esempio di come le donne usano l'azione diretta per salvare animali
sta nella campagna contro il mercato delle foche.
I cuccioli di foca vengono letteralmente massacrati dai cacciatori che
vogliono trarre profitto dalla loro carne. Le loro pelli morbide ed
elastiche vengono usate da certi stilisti per le giacche invernali. Gli
animalisti hanno tentato diverse tattiche per permare questo massacro,
incluso verniciare gli animali con coloranti atossici (per danneggiare il
loro pelo senza danneggiare il loro corpo). Altri attivisti hanno portato
via le barche dai luoghi dove sono le foche, in modo da bloccare fisicamente
i cacciatori che le volevano uccidere.
Un'attivista di Greenpeace ricorda un'incidente occorso ad una volontaria
Eileen Cheever: "Lei era la prima donna a venire in questo posto dove per
secoli i maschi di Newfoundland erano venuti a dimostrare la loro virilita'
uccidendo le giovani creature più belle che avessero mai visto.. Un uomo
rovistava nel ghiaccio (dietro ad un cucciolo), non aveva dovuto correre,
adesso si muoveva rapidamente, la madre andava su e giu', sempre con meno
forza di rispondere ai gemiti disperati del suo cucciolo.. Il cacciatore di
foche successivo si e' trovato bloccato da una giovane donna furiosa, che
gli dice con durezza: "No! No! No! Gli sta schiacciando il corpo e lei ha un
corpo troppo delicato per resistere a quei bracci di roccia.. Non lontano,
Jean-Claude Francolon stava per catturare il momento che aveva aspettato,
una donna del ventesimo secolo che si mette fra un uomo con il suo istinto
primitivo di uccidere ed un animale ucciso nella sua infanzia per soddisfare
una simile primitiva vanita' , un nuovo tempo che entra in collisione con
l'arretratezza piu' cupa. (Herscovici , 81)."
Intervenendo per fermare quell'assassinio, Cheever ha sfidato direttamente
l'oppressione sugli animali e l'oppressione sulle donne. Ha minacciato
l'autorita' del cacciatore maschio e quindi la sua virilita'.
Prendendo parte all'azione diretta, sia Cheever che Valerie hanno violato il
tradizionale ruolo maschile. Le donne sono emotive ed empatiche, ma anche
passive e deboli.
L'azione diretta in favore degli animali prende gli aspetti positivi di
questa analisi sessuale (compassione ed empatia) e distrugge gli aspetti di
oppressione (passivita' e debolezza). Da questo punto di vista, le donne nel
movimento di liberazione animale che praticano l'azione diretta possono
veder nascere una nuova concezione della sessualita' .
-Conclusione
Per alcune persone del movimento animalista discutere circa il collegamento
fra l'oppressione animale e femminile e' qualcosa di troppo grande. E' gia'
abbastanza duro vedere animali confinati nelle stalle, massacrati per farne
cibo, shoccati e sezionati negli esperimenti. Discutere del fatto che tutto
questo fa parte di un sistema di oppressione sessuale sembra quasi
soppraffarli. Ma non e' questa l'intenzione. Questa analisi non intende
deprimere ma rafforzare. Realizzare che le lotte per la liberazione animale
e per la liberazione femminile sono concretamente e teoricamente legate
significa state pia'¹ vicini alla comprensione della radice del problema e
non fermarsi alla sua superficiale rappresentazione. Allo stesso modo,
riconoscere che questo messaggio e' troppo spesso taciuto o distorto dal
movimento animalista significa che abbiamo identificato un ostacolo, e se
questa idea prevale portera' beneficio ad entrambe le lotte.
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Tratto da: www.veganlink.antifa.net
Articolo originale: http://www.utanimalrights.com/gender.htm
Per maggiori informazioni contattare SACA info@... o la UT
Alliance for a Feminist Option, feministoption@...
Traduzione a cura di Veganlink Antifa
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