Avevo dimenticato di inviarvi questa parte, sorry
alba
IV congresso di Radicali Italiani
DIRITTI E LIBERTA' PER LE PERSONE TRANSESSUALI E TRANSGENDER
DIRITTI E LIBERTA' PER LE PERSONE TRANSESSUALI E TRANSGENDER
Mozione particolare
Prima firmataria: Maria Gigliola Toniollo
Approvata
Radicali Italiani si impegna a continuare l'opera iniziata oltre venti
anni fa dal Partito Radicale a tutela dei diritti e delle libertà delle persone
transessuali e transgender, grazie alla quale si ottenne la legge n. 164
del 1982. Questa legge come applicata dai tribunali italiani, consente il
cambiamento del nome e la rettificazione del sesso soltanto a condizione che sia stato effettuato l'intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali.
Nella realtà molte sono le persone per le quali, allo scopo di esprimere
pienamente la propria identità di genere, l'intervento chirurgico sui caratteri
sessuali primari non è soltanto non indispensabile, ma talora dannoso per
il benessere psichico della persona, oppure che non possono affrontare impegnativi interventi chirurgici per problemi legati alla loro salute fisica e
psichica.
La stessa Corte Costituzionale nel 1985 aveva sostenuto l'esistenza di un
diritto fondamentale all'identità sessuale che in questi casi viene violato.
Il contrasto fra l'aspetto fisico e il ruolo di genere da una parte, ed il
nome ed il sesso anagrafici dall'altra, è pertanto fonte quotidiana di pesante
discriminazione nel mondo del lavoro ed in tutte le circostanze in cui le
persone transessuali sono tenute a rivelare le proprie generalità, è motivo
di disagio nei rapporti con il pubblico, nelle vicende della quotidianità,
nei rapporti personali, tanto da ledere innanzi tutto il diritto alla riservatezza
dei dati personali concernenti la vita sessuale e lo stato di salute delle
persone transessuali, e da rendere loro la vita molto difficile.
E' evidente che per nessuna ragione si può forzare la persona a ricorrere
alla chirurgia allo scopo di realizzare la propria identità di genere che,
in diversi casi, proprio attraverso l'intervento chirurgico verrebbe sacrificata
in nome del modello binario dei sessi e dei ruoli di genere che caratterizza
la nostra società. La lunga durata del periodo di transizione espone peraltro
anche le persone transessuali in attesa di intervento a tale situazione.
Uno stato libero, laico e attento ai diritti di tutti i cittadini e di tutte
le cittadine deve pertanto rendere possibile alle persone transessuali la
rettificazione del sesso ed il cambiamento del nome indipendentemente dal
ricorso a delicati e invasivi interventi chirurgici, quando non siano necessari
per la loro realizzazione personale, come già previsto in altri Paesi, tra
cui il Regno Unito, allo scopo di tutelarne l'identità e la dignità personali,
e il diritto alla privacy.
Prima firmataria: Maria Gigliola Toniollo
Approvata
Radicali Italiani si impegna a continuare l'opera iniziata oltre venti
anni fa dal Partito Radicale a tutela dei diritti e delle libertà delle persone
transessuali e transgender, grazie alla quale si ottenne la legge n. 164
del 1982. Questa legge come applicata dai tribunali italiani, consente il
cambiamento del nome e la rettificazione del sesso soltanto a condizione che sia stato effettuato l'intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali.
Nella realtà molte sono le persone per le quali, allo scopo di esprimere
pienamente la propria identità di genere, l'intervento chirurgico sui caratteri
sessuali primari non è soltanto non indispensabile, ma talora dannoso per
il benessere psichico della persona, oppure che non possono affrontare impegnativi interventi chirurgici per problemi legati alla loro salute fisica e
psichica.
La stessa Corte Costituzionale nel 1985 aveva sostenuto l'esistenza di un
diritto fondamentale all'identità sessuale che in questi casi viene violato.
Il contrasto fra l'aspetto fisico e il ruolo di genere da una parte, ed il
nome ed il sesso anagrafici dall'altra, è pertanto fonte quotidiana di pesante
discriminazione nel mondo del lavoro ed in tutte le circostanze in cui le
persone transessuali sono tenute a rivelare le proprie generalità, è motivo
di disagio nei rapporti con il pubblico, nelle vicende della quotidianità,
nei rapporti personali, tanto da ledere innanzi tutto il diritto alla riservatezza
dei dati personali concernenti la vita sessuale e lo stato di salute delle
persone transessuali, e da rendere loro la vita molto difficile.
E' evidente che per nessuna ragione si può forzare la persona a ricorrere
alla chirurgia allo scopo di realizzare la propria identità di genere che,
in diversi casi, proprio attraverso l'intervento chirurgico verrebbe sacrificata
in nome del modello binario dei sessi e dei ruoli di genere che caratterizza
la nostra società. La lunga durata del periodo di transizione espone peraltro
anche le persone transessuali in attesa di intervento a tale situazione.
Uno stato libero, laico e attento ai diritti di tutti i cittadini e di tutte
le cittadine deve pertanto rendere possibile alle persone transessuali la
rettificazione del sesso ed il cambiamento del nome indipendentemente dal
ricorso a delicati e invasivi interventi chirurgici, quando non siano necessari
per la loro realizzazione personale, come già previsto in altri Paesi, tra
cui il Regno Unito, allo scopo di tutelarne l'identità e la dignità personali,
e il diritto alla privacy.
Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi, antispam, antivirus, POP3