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Umorista italiano rischia il carcere   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #249 di 573 |
Re: Umorista italiano rischia il carcere

di solito l'umorismo lo colgo, ma questa volta mi viene un po' difficile...non so se ho ben capito, eppure non credo si tratti di un umorismo sottile :p
boh?! ma si sa chi l'ha scritto?
ciao,
fra
 
----- Original Message -----
Sent: Saturday, February 04, 2006 12:47 PM
Subject: [Vic Vic Cafe] Umorista italiano rischia il carcere

secondo me c'è qualcosa che non quadra.....
 ma non riesco a identificarlo eppure l'umorismo è un genere che conosco benino...................
 
--anche per me vale sempre il volteriano
"Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo".

 Vogliamo parlare di quanto qui appresso?
alba
---------------
 
venerdì, 03 febbraio 2006

Spaghetti fatwa

Domenica scorsa, partita Livorno-Roma. Sugli spalti dei romanisti, un gigantesco striscione: "LAZIO-LIVORNO, STESSA INIZIALE, STESSO FORNO".

Il Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu invoca la magistratura: "Ora mi auguro che possa sentenziare con la maggiore severità possibile", contro l'autore della rima satirica, il quale rischia da tre mesi a un anno di carcere.

Immediata la reazione nel mondo.

France-Soir ha coraggiosamente ripubblicato in prima pagina lo striscione, sotto il titolo "disons NON au spaghetti-fatwa".

Il direttore è stato però immediatamente licenziato dal proprietario della testata, un uomo d'affari franco-italiano. "I francesi - commenta ironico un noto intellettuale parigino - si fanno sempre condizionare dalla borsa, e le loro borse sono tutte made in Italy."

A tenere alta la fiaccola della libertà nella République, ci ha pensato Le Monde, che ha semplicemente riprodotto il testo dello striscione in tutta la prima pagina, con sotto, il volto di Voltaire e in piccolo la scritta, "Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo".

La stampa europea ha condannato unanimamente l'ambigua dichiarazione della signora Benita Ferrero-Waldner, commissaria europea, che ha detto:

"Tutti i venticinque governi europei sono impegnati a difendere, per quanto è nelle loro competenze, il rispetto per gli altri e a impedire manifestazioni di razzismo o di xenofobia. Ma tutti e venticinque sono altrettanto determinati a difendere la libertà di espressione."
Commenta il direttore di Libération:

"Facile lavarsene le mani. Ma come si può accettare in Europa un paese in cui un umorista rischia il carcere solo per una rima, le madri mettono i figli nelle lavatrici, gli oppositori vengono murati vivi nelle fondamenta dei palazzi, il popolo sudtirolese giace sotto l'oppressione, il caffè è una droga pericolosa, anche per comprare la benzina devi pagare la tangente, i semafori sono un optional? E' ora di rivedere seriamente l'opportunità di accogliere in Europa un paese che disconosce i nostri valori fondamentali."
Per Alain Finkielkraut,

"Per troppo tempo abbiamo nascosto la testa sotto la sabbia. Sono cento anni che in Francia gli italiani molestano le nostre bambine, pretendono di avere case popolari, stendono il bucato dai balconi e fanno crescere il peperoncino nelle vasche da bagno. Ed ecco i risultati: facciamo finta che un paese in cui un umorista rischia il carcere sia come noi. Non lo è".
Michael Ledeen, esperto americani di affari mediterranei, ci aiuta a capire meglio da dove nasce il male italico.

"Conosco bene l'Italia, ho cercato anche di fare qualcosa per migliorare il paese.


L'incapacità italiana di capire una satira innocente è il frutto di secoli di una sessualità pervertita dal contatto intimo con le pecore: per sedurre una pecora, l'umorismo non serve; anzi, ciò che più affascina gli ovini è l'obbedienza cieca.
 Mafia, pedofilia, clericalismo, il partito comunista più forte d'Europa, assenteismo sul lavoro, fascismo e cocaina sono le conseguenze di una società che deve ancora scoprire la democrazia e come divertirsi. Il coraggio degli umoristi italiani, disposti a rischiare tutto per la libertà di espressione, ci fa ben sperare; ma senza un sostegno deciso dall'esterno, la loro voce sarà soffocata.

Con certi paesi, ci vuole la mano ferma".
Un aereo pieno di giornalisti stranieri è arrivato a Fiumicino, per intervistare l'uomo che incarna lo spirito di libertà in un mondo soffocato dalle dittature e dall'integralismo: Nando Peracotta, detto "Er Pennarello", 37 anni, pony express stagionale.

"Er Pennarello", che porta due anelli al naso e una trasgressiva svastica sui bicipiti, ci legge da un foglio:

"il mio intento è quello di scuotere le coscienze.


Certo, l'Italia è Totò Riina, Pisanu, i Borboni, Erika e Omar.


Ma non è solo quello: accanto alle grandi opere del Rinascimento, nella cui ammirazione vivo estasiato e in cui palpita il fremito della libertà, ci sono anche le menti nobili dei nostri tempi. Come Francesco Totti o come Umberto Eco, che racconta di come la civiltà occidentale sia il frutto del felice incontro tra libertà di pensiero e la capacità di ridere.


Il carcere non può mai prevalere su una rima ben tornita.


Ahò,  me l'ha scritta Carlo Taormina 'sta dichiarazione, sa?"



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Sab 4 Feb 2006 12:52 pm

frafranci@...
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Inoltra Messaggio #249 di 573 |
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secondo me c'è qualcosa che non quadra..... ma non riesco a identificarlo eppure l'umorismo è un genere che conosco benino................... --anche per me...
alba montori
albamontori
Offline Invia email
4 Feb 2006
11:47 am

di solito l'umorismo lo colgo, ma questa volta mi viene un po' difficile...non so se ho ben capito, eppure non credo si tratti di un umorismo sottile :p boh?!...
Francesco Marongiu
frafranci@...
Invia email
4 Feb 2006
12:50 pm
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