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Inoltra: NEWS DEL 31 LUGLIO 2006   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #398 di 573 |
Mi scuso per non avervi  inoltrato notizie Gaye da un paio di mesi, ma avevo bisogno di una "pausa di riflessione" (leggi riposo dalle tempeste retoriche elettorali e disintossicazione dal web).
Ecco qui
 Se qualcun* desidera gli "arretrati", me lo comunichi personalmente, provvederň ad accontentarl*.
salute
alba


gaya.cronistisenzafrontiere@... ha scritto:
Data: Mon, 31 Jul 2006 15:11:37 +0100 (GMT+01:00)
Da: <gaya.cronistisenzafrontiere@...>
Oggetto: NEWS DEL 31 LUGLIO 2006

Arriva anche oggi il nostro notiziario, nei prossimi giorni l'invio
delle news potrebbe subire ulteriori rallentamenti, per cui potremo
garantire gli invii soltanto il lunedi mattina. Vogliamo inoltre
ricordarvi di acquistare l'Unità di domani martedì 1° Agosto 2006 in
quanto ci sarĂ  come sempre la rubrica Liberi tutti di Delia Vaccarello
che in questo primo Agosto ci parlerĂ  di: feste degli etero al gay
village feste di addio al nubilato e al celibato con il gusto della
trasgressione che non più fa male ne parlano le drag queen, cioè gli
uomini gay travestiti da regine dello spettacolo che intrattengono i
clienti al ristorante dove si tengono queste feste ci dicono quali sono
le domande piĂą frequenti che vengono rivolte a loro parlano alcuni
etero che spiegano i motivi di tale attrazione il fenomeno segna un
cambiamento di stili di vita se prima il travestito faceva
l'avanspettacolo a un pubblico gay ora sono gli etero che vanno al gay
village dove la "maggioranza" diventa minoranza; a fianco un pezzetto
su una manifestazione per lesbiche a torre del lago, luogo finora di
attrazione gay in pagina anche la dichiarazione di montreal, siglata
dalle associazioni gay e trans mondiali riunite per le olimpiadi gay, è
una dichiarazione di intenti per le lotte future che è stata letta da
Martina Navratilova. Infine: una breve testimonianza degli attacchi
della destra al pride in
lettonia, la recensione di un libro sulle
lesbiche negli anni Cinquanta di Gabriella
Romano e il tam tam con
spigolature dall'Italia e dal mondo.
Come sempre un augurio di Buena
Vida a tutti.
Gaya CsF



NOTIZIARIO GAYA CsF
LUNEDI’ 31 LUGLIO 2006


COMUNICAZIONE
MOVIMENTO RADICALE L’AQUILA
DICHIARAZIONE DI BENITO
MARCANIO CAPOGRUPPO DELLO SDI AL CONSIGLIO PROVINCIALE DI L’AQUILA
“L’
anima socialista prevalga su quella radicale”. L’appello di Benito
Marcanio capogruppo dello SDI al consiglio provinciale, è rivolto ai
colleghi capigruppo delle altre province, al segretario regionale
Lamberto Quarta e ai due consiglieri regionali Nicola Pisegna e Orlando
Camillo Cesarone, i quali “dovrebbero far parte di un nuovo
coordinamento regionale”. “E’ il momento di riorganizzarsi – dichiara
Marcanio – Si è creato un vuoto elettorale che vede lo SDI senza una
vera casa. Il rapporto con i radicali è di 20 a 1. Abbiamo dovuto
digerire il progetti di Rosa Nel Pugno che ci ha portati verso l’
annientamento dell’immagine socialista. Non occorre essere radicali per
condividere battaglie come quelle per l’emancipazione femminile e
contro la pena di morte”.
FONTE Il Centro dell’Abruzzo – Cronaca de L’
Aquila
RISPOSTA DI GINO ANTOGNETTI, ESPONENTE DEL MOVIMENTO RADICALE L’
AQUILA, ALLA DICHIARAZIONE DI MARCANIO
“BEN VENGA IL DIBATTITO”
Gino
Antognetti, radicale aquilano risponde all’iniziativa di Benito
Marcanio capogruppo provinciale SDI, che ha chiamato a raccolta i
socialista abruzzesi, oltre che i capigruppo delle quattro province,
consiglieri regionali, provinciali e Lamberto Quarta per decidere sul
futuro dello SDI e il suo rapporto con Rosa Nel Pugno. “Non condivido
ma apprezzo il tuo intervento – scrive Antognetti nella sua nota –
perché è diecimila volte meglio avere degli avversari, dei
contestatori, che venire sommersi da cumuli d’indifferenza. Visti gli
scarsi risultati della RNP alle politiche, ho cercato di reagire ai
primi sentimenti di scoramento e mi sono messo alle calcagna del
segretario provinciale SDI per lavorare insieme e per tempo alle
prossime amministrative aquilane, in modo da conquistare nuovi e
maggiori consensi. E proprio quando l’obiettivo è fallito – prosegue il
radicale – che bisogna rimboccarsi le maniche e darci sotto. Mettersi
seriamente ad esaminare i nostri punti deboli, le nostre carenze ed
attrezzarsi nelle cose in cui abbiamo mancato. Questo tra poco lo
faremo insieme, noi radicali con i compagni dello SDI. Anche perché
vorrei sapere da quelli come te, quale sbocco avete altrimenti in
testa? Volete tornare indietro prima di concepire Rosa Nel Pugno,
quando venivate considerati meno di una pulce da DS e Margherita?
Ritenete invece verosimile che nel partito Democratico prossimo
venturo, rimanga un poco di spazio politico nelle lotte fra gli
equilibri interni di Margherita e DS? Non vedo cosa ci sia di tanto
affascinante in quel partito che non ha chiaro nemmeno se si iscriverĂ 
al PPE o al PSE, perché una sua parte consistente vuole essere
espressione di riferimento per le gerarchie cattoliche più retrive! E’
invece interessante capire di cosa è composta quella immagine
socialista che tu intenderesti promuovere – ha concluso Antognetti – e
capire in che modo possa venire rafforzata da noi compagni radicali, in
quanto, checché tu ne dica, in alcune battaglie politiche ci siamo
ritrovati fianco a fianco, ma in tante altre siamo stati lasciati ben
soli, perché il PSI era in tutt’altre faccende affaccendato. E furono
scelte politiche che lo hanno portato fatalmente ad un triste destino.
Ben venga il dibattito”!
FONTE La Cronaca d’Abruzzo


COMUNICATO
STAMPA
SCRITTE ANTI GAY AL CIRCOLO MARIO MIELI
Questa mattina sul muro
del Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli abbiamo trovato la
scritta GAY SUBUMANI. Ieri pomeriggio in un cortile adiacente la nostra
sede una troupe girava un film e gli operai, hanno ritenuto simpatico
cantare inni fascisti come BOIA CHI MOLLA, manco fosse il tormentone
estivo del momento. Qualche giorno fa due ragazzi gay, a cui il Circolo
Mario Mieli esprime la propria solidarietĂ , sono stati licenziati dal
loro posto di lavoro a causa del loro orientamento sessuale. Gli
episodi sono sì separati, ma purtroppo espressione di un sentire sempre
piĂą esteso e di una nuova fascinazione verso tematiche estreme. Alla
luce di questi episodi, ritenendo sempre piĂą inutile e sterile il
dibattito che si è creato intorno a un’ isola pedonale di 100 metri che
qualcuno vorrebbe ribattezzare Gay Street, crediamo che sia sempre piĂą
opportuno da parte delle Istituzioni, in collaborazione con le
Associazioni glbt presenti sul territorio, un intervento stratificato
nella città, mirato al superamento dell’omofobia e che si inizi
davvero a riflettere sul perché questi episodi siano sempre meno
isolati. Chiediamo che il Comune di Roma rimuova immediatamente la
scritta e la svastica e che le forze dell’ordine si impegnino a trovare
i responsabili di un simile rigurgito fascista.
Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Stefano Mastropaolo
+39.
348.07.03.990
info@...



ROMA,
DUE BARISTI LICENZIATI
PERCHE' GAY
BARISTI GAY LICENZIATI, GAYLIB LAZIO: "A ROMA SI DIBATTE
SULLA GAY STREET MA IN REALTA' I GAY ROMANI NON HANNO ANCORA UNO SPAZIO
DI VISIBILITA'SOCIALE E POLITICAMENTE CHIARA".
VELTRONI ISTITUISCA
SUBITO IL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI.
GayLib Lazio esprime la propria
solidarietĂ  ai signori Marco Carbonaro e Aldo Pinciroli, dipendenti di
un bar di piazza Colonna a Roma, licenziati perché gay, colpevoli solo
di condividere una storia d'amore e al tempo stesso lavorare assieme.
Si tratta dell'ennesimo episodio di discriminazione sul lavoro capitato
certamente anche a causa dell'assenza totale di norme legislative
contro la discriminazione per l'orientamento sessuale. "Che questo
fatto accada oggi a Roma - dichiara Daniele Priori, vicepresidente
nazionale di GayLib - fa pensare una volta di più. Mentre c'è la
comunitĂ  gay romana che discute, spaccandosi, sull'opportunitĂ  o meno
di individuare una via piuttosto che un quartiere da trasformare in
'gay street', in pieno centro storico un gestore, stando alla denuncia
dei due protagonisti, si sente libero di occultare l'esistenza di forme
innocue di omoaffettivitĂ  a tal punto da licenziare in tronco due
dipendenti gay. Quello che risulta evidente, purtroppo, è che Roma
capitale d'Italia prima ancora che di uno spazio fisico da destinare ai
gay ha bisogno di uno spazio sociale, politico, legislativo per quanto
possa fare una amministrazione civica. In questo senso ci piacerebbe
che le associazioni gay oltre a ringraziare il sindaco Veltroni per la
concessioni di due ore in piĂą di sballo in discoteca di notte,
riaccendesse un po' il fuoco su ciò che, di fronte alla comunità
cittadina, può mettere le coppie gay nella condizione di non essere
discriminate: il registro delle unioni civili. Quello strumento che
cittĂ  ben piĂą piccole di Roma hanno giĂ  volenterosamente istituito da
tempo e che, all'apparenza immotivatamente, nei fatti per la mancanza
di uan volontĂ  politica ferma di tutte le giunte, tutte di
centrosinistra, che si sono succedute nell'ultimo decennio, a Roma
continua ostinatamente a mancare. "Contatti Web: www.gaylib.it
Daniele
Priori - Vicepresidente
Cell. 328/6323820
INVIATO DA Alba Montori Gaya
CsF


WORLD PRIDE:
Come conseguenza delle ostilitĂ  correnti nella
regione, la sfilata del Gerusalemme WorldPride sarĂ  posposta.
La
parata, prevista svolgersi il 10 agosto a Gerusalemme, richiede un
ampio schieramento delle forze di sicurezza, compresi rinforzi da altre
parti del paese, che però la polizia non può fornire in un periodo così
burrascoso. Di conseguenza, la OpenHouse di Gerusalemme sposterĂ  la
sfilata a una data successiva da decidersi e non appena le circostanze
nella regione consentiranno lo svolgimento della parata. Gli altri
eventi del Gerusalemme WorldPride - compresi i congressi, il festival
cinematografico, le mostre, le esposizioni, gli eventi politici e
religiosi, gli eventi letterari ed e così via - avverranno come
originalmente progettato, dal 6 agosto al 12 agosto, a Gerusalemme.
L'attuazione di questi eventi fa parte della lotta continua per
Gerusalemme democratica e libera. Continuiamo a sentire i membri della
comunitĂ  mondiale che confermano che effettivamente verranno a
Gerusalemme. La loro partecipazione ci spinge a operare per un
WorldPride riuscito e sicuro in cui incontrarsi riunendoci nello
spirito dei principii che abbiamo promosso sempre: pace, tolleranza e
rispetto per diversitĂ  in tutte le relative forme. Ci riuniremo nella
marcia di Gerusalemme come abbiamo fatto con successo, annualmente dal
2002. Una nuova data per questo Pride dei yearĂ  a Gerusalemme sarĂ 
annunciata non appena diventerĂ  operativo nella regione il "cessate il
fuoco". Speriamo e preghiamo insieme ai/alla nostri compagni e
sostenitori nel mondo per la fine delle ostilitĂ  e delle sofferenza
nella regione.." Rabbi Sharon Kleinbaum, co-presidente della sez.
nordamericana del WP e Beth Simchat, rabbi maggiore della congregatione
della Torah: "Mi impegno assolutamente ad assistere a tutti i
programmi ed eventi di WorldPride, che si svolgeranno la settimana
prossima a Gerusalemme, assieme con dozzine di membri della mia
congregazione, con orgoglio e trepidazione. Ora, più che mai, è
importante che dimostriamo i valori del WorldPride a Gerusalemme - una
cittĂ  come nessun'altra simbolo globale. Il WorldPride sarĂ  tenuto a
Gerusalemme per riaffermare il valore simbolico proprio di Gerusalemme,
originalmente intrinseco, interamente volto alla tolleranza,
all'apertura e al rispetto per tutti gli esseri umani senza riguardo
all'orientamento, alla religione, all'identitĂ  di genere, o alla
nazionalitĂ  sessuale. Siamo qui ad aggiornarvi continuamente sugli
sviluppi della situazione e promuovere con voi il Gerusalemme
WorldPride. Prego di contattare liberamente info@....
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


COMUNICATO STAMPA
RADICALI AQUILANI
1° PUNTATA
L'Aquila 29.07.2006
La proposta di G. Masciocco arriva in
contemporanea con quanto noi radicali stavamo elaborando. In fatti il
primo e prioritario contributo che volevamo dare al programma per le
primarie si incentra sul rapporto politica-cittadini al fine di
rivoluzionarlo ed aggiornarlo agli attuali livelli di sensibilitĂ  e
percezione democratica degli elettori. Noi che abbiamo esperienza piĂą
che decennale nel trasmettere da Radio Radicale le dirette delle Camere
e dei Congressi dei partiti chiediamo come premessa del programma della
coalizione di Centro Sinistra lo sviluppo della cosiddetta e-democrazy
! Significherebbe non solo pubblicizzare le dirette dei Consigli
comunali attraverso la Tv locale ma usare tutti i moderni mass-media:
radio locali, Internet e videofonini e schermi telematici. La diretta
andrebbe fornita sì in modo neutrale ma va accompagnata da brevissime
inserzioni in sovraimpressione che rammentino l'O.d.G. e il nome di chi
sta parlando, con un minimo di didascalie sui temi trattati e
approfondimenti a margine sulle decisioni prese o rigettate. Ascoltare
noi politici potrebbe avere un effetto opposto a quello desiderato. Far
aumentare il disinteresse e la sfiducia nella politica! Sia detto
chiaro, a livello di performance lo spettacolo potrebbe scendere piĂą in
basso dei reality show! !! Quando si manda in tv dev'essere fatto con
professionalità, specie se è importante. Occorre inoltre finalmente
organizzare l'opportunitĂ  di procurarsi certificati e moduli via
internet sia per quei pochi che ce l'hanno ma anche negli internet
point, magari con convenzioni a favore di cittadini anziani. In piĂą
andrebbero parimenti attrezzate tutte le circoscrizioni di appositi
sportelli informatici e ciascun cittadino di carta d'identitĂ 
elettronica. Sarebbe ora di poter usufruire in tempi immediati dei
diversi servizi amministrativi comunali, compreso il poter seguire
passo passo la sorte delle pratiche richieste (per esempio quelle delle
concessioni edilizie o delle licenze). Questo poi indurrebbe una serie
di reazioni a catena in Asl ed altre istituzioni. Abbattiamo gli
inutili ed insulsi tempi burocratici ! Ma per arrivare ancora di piĂą ai
cittadini occorrerebbe installare nelle frazioni e nei punti di
maggiore affluenza degli schermi telematici (come quello vicino lo
stadio) per fornire informazioni puntuali sia sulle attivitĂ 
istituzionali che su quelli culturali e sportive o per informazioni di
emergenza. Anche se qualche buffone potrebbe citarci Orwell, sappiamo
che sono cose ben diverse, anzi opposte. Altro punto dirimente sarebbe
l'impegno a promuovere conferenze stampa annuali di informazione e
riflessione pubblica sulle cose fatte e lo stato dell'arte dei punti
rimanenti del programma. Se gli amministratori non riescono a fare
magie, nessuno ne resta sorpreso ma è segno di feudalesimo trattare i
cittadini come sudditi, cioè non spiegare con cura come vengono
trattate le deleghe che loro ci hanno assegnato votandoci. La nostra
mission è quella di organizzare tutti gli antidoti necessari a consueti
"passi da gambero" che affliggono gran parte dei comuni ove il Centro
Sinistra è stato "vittorioso". Non c'è bisogno di dire come andrebbe
reso maggiormente fruibile ed efficiente il sito istituzionale del
Comune ! In modo analogo proponiamo che il Comitato per le primarie
istituisca anche un sito per interagire con gli elettori e raccogliere
on-line le loro segnalazioni. Ma ciò non ci deve distrarre distogliere
dall'usare i mezzi piĂą tradizionali, come installare dei tavoli di
raccolta proposte sul programma, sia sotto i portici che nelle piazze
delle frazioni. Secondo noi sono gli elettori che devono indicare il
programma ai politici e non il viceversa! A proposito della Rosa nel
Pugno, si ribadisce la nostra volontĂ  di rilanciare unitariamente i
nostri obiettivi passando attraverso momenti di intenso e proficuo
confronto, soprattutto a livello locale, cercando di coinvolgere anche
altri contributi politici. Movimento radicale - L'Aquila, recapito 348
101 8898


COMUNICATO
“SOTTO IL SEGNO DELLA SOLIDARIETA’”
INIZIATIVE
PRESSO LA SALA D’ATTESA TORQUATO SECCI STAZIONE CENTRALE DI BOLOGNA,
LUNEDI’ 31 LUGLIO 2006 ORE 17,00
Presentazione del libro di Beatrice
Tedeschi “Le parole nel vento” Stampa e radio raccontano la strage del
2 agosto Minerva Edizioni Saranno presenti: L’autrice Beatrice
Tedeschi L’assessore del Comune di Bologna Libero Mancuso Il Vice
Presidente della Provincia di Bologna Giacomo Venturi La Consigliera
della Regione Emilia- Romagna Ercolini Gabriella Il Presidente dell’
Associazione 2 agosto 1980 Paolo Bolognesi
INVITIAMO TUTTI A
PARTECIPARE
IL PRESIDENTE
PAOLO BOLOGNESI


SALUTE DELLE DONNE
LESBICHE:
QUALI DIFFERENZE CON LE ETEROSESSUALI?
Di per sé,
l'orientamento sessuale non esercita un'influenza diretta né sul cancro
né su nessuna altra malattia. Tuttavia, il raddoppiarsi della
discriminazione fondata sul tipo e l'orientamento sessuale può avere
effetti significativi sul benessere mentale e fisico, o anche impedire
ad alcune donne di richiedere l'aiuto di professionisti della salute.
Dato che le loro specificitĂ  sono particolarmente trascurate o
ignorate, anche dalle donne interessate, l' ILGA ha deciso di
pubblicare in inglese la relazione "Lesbian and women'bisexual s
health:" common concerns locale uscite "("la salute delle lesbiche e
delle bisessuali: preoccupazioni comuni, problemi locali")." L' ILGA
ha raccolto informazioni da organizzazioni LGBT del mondo intero in
attesa di condividere l'informazione disponibile talvolta sul piano
locale, ma di rado su scala internazionale o anche nazionale, e
descrivere le azioni intraprese per il benessere mentale e fisico delle
donne lesbiche e bisessuali. L' ILGA v' invita a leggerlo, farlo
circolare ed ispirarvi alle iniziative che sono state prese localmente
e che costituiscono idee preziose di azioni da riprodurre. Potete
scaricare questa relazione, o il capitolo che li interessa, dal sito
web dell' ILGA:
http://doc.ilga.
org/ilga/publications/other_publications/lesbian_and_bisexual_women_s_health_report
Se invece preferite averne una copia potete ordinarla scivendo una
email a patriciacurzi@... e facendo una donazione al
centroutilizzando: http://www.ilga.org/donate.asp
Patricia Curzi
Women’s Project Coordinator/ ILGA
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


LETTERA APERTISSIMA AL PRESIDENTE DI TELECOM ITALIA:
DOTTOR MARCO
TRONCHETTI PROVERA
Esimio Dottor Tronchetti Provera, Preciso e
premetto, a futura memoria perchè "on ne sais jamais...", che godo di
ottima salute fisica e psichica ma, vivendo noi tutti nel Paese dei
cavalcavia, è bene che le persone avvedute rendano noto Urbi et Orbi, e
alle Procure, ciò che accade. Immergersi nell'anonimato è la scelta
peggiore, la più pericolosa che si possa fare. C'è il rischio che ti
tocchi un cavalcavia. In una mia nota e nel corso di una intervista
data al direttore di Radio Radicale, intervista ripresa da vari siti e
dal provider Libero.it, ho espresso l'opinione, peraltro non
contrastata da nessun lettore o ascoltatore, che lei o è da Patria
galera o, peggio, è da interdire dal gestire anche una "Caciotta and
Caciocavallo Trust Company". Altro che gestire Telecom, il Cnag e le
"Security" di Telecom! Le spiego perchè: 1: Contrariamente a quanto da
lei dichiarato Urbi et Orbi "Telecom Italia è una azienda perbene e
fatta di gente perbene con qualche mela marcia", si da il caso che una
ventina di milioni di utenti Telecom pensano che le specificitĂ  di
Telecom vanno dall'essere una azienda, anche, ladra di polli (vedi
attivazioni e addebiti in bolletta per servizi mai richiesti, numeri
"speciali" al costo di sei euro al minuto, proteste protervamente
ignorate dal 187 ecc. ecc. ecc.) e via di questo passo fino ad essere,
anche, una estesissima cloaca popolata dai tentacoli di una piovra di
autentici masnadieri e malviventi della peggiore risma. Tutti scelti da
lei in persona. A proposito delle intercettazioni illegali di Telecom
le ha scritto Oscar Giannino su Libero: "Da anni Adamo Bove si era
dovuto moltiplicare per salvare faccia e sedere alla Telecom facendo
sparire ogni prova del coinvolgimento dell'azienda, come se Tavaroli e
compagni fossero stati uomini-ombra al servizio di potenze occulte e
estranee ai vertici aziendali". 2: Non è credibile che il Capo del
personale di Telecom Italia, Gustavo Bracco, capo di Tavaroli, dei
fratelli Bove e quindi vicino a Cipriani, e lei Dottore, abbiate
"ignorato fino a fine maggio 2006" le centinaia di migliaia di
intercettazioni abusive ed illegali nonchè una serie di abusi
specifici subìti dai vostri utenti al fine di impossessarsi di tutti i
loro dati. Gli utenti sapevano, prima che ne scrivessero i giornali
dell'"editore senza scrupoli", voi, tra proprietĂ  e vertici aziendali
di Telecom, no non sapevate. Anche se su google.it e in moltissimi siti
e Forum c'era giĂ  tutto, no, voi non sapevate. Sul fatto che i vertici
di Telecom sapessero sono eloquenti la telefonata, avvenuta il 25
maggio scorso, tra Pompa e Farina e le lettere inviate a Forum e siti
internet proprio da dipendenti Telecom che lo confermano. Che Farina,
poi, avesse un contratto di "consulenze" proprio con la sua Tv, La7, è
una equazione geometrica e simmetrica difficile da non fare Come non è
pensabile che i vertici ignorassero che utenti Telecom erano dati in
"subaffitto" a piccoli provider, alimentati da linee Telecom, al fine
di azioni di pirateria informatica e di intercettazioni. Telecom,
Esimio Dottore, oltre che intercettare illegalmente in proprio, ha dato
in pasto ad operatori estranei all'azienda, alcuni di questi sotto
processo penale per pirateria informatica, i dati personali, i pc, la
privacy, i documenti riservati, password e conti bancari, la vita
pubblica e privata di suoi utenti, ecc. ecc. 3: Il Cnag, il Centro di
ascolto per le intercettazioni ordinate dalla magistratura diretto da
Giuliano Tavaroli, Centro poi degenerato in Usi & Consumi diversi, era
interno, non "esterno" a Telecom e fu lei, Esimio Dottore, ad affidarlo
a Tavaroli, uomo a lei legatisimo tanto da promuoverne la fulminante
carriera in Pirelli e in Telecom. Come legatissimo a lei, Dottore, era
Emanuele Cipriani il quale, i soldi all'estero, li ha ricevuti da
Telecom e da Pirelli non da "esterni" o da GesĂą bambino. 4: Domanda:
Perchè "i softaware per le intercettazioni che non lasciavano tracce (e
invece, per un osservatore attento, le tracce le lasciavano e come)
sono stati scoperti a maggio 2006"? Le intercettazioni e le intrusioni
nei pc degli utenti venivano segnalate incessantemente, almeno dal
febbraio 2005, all'Ufficio legale di Telecom Italia nelle persone di
Guglielmo Bove capo dell'Ufficio legale, della dottoressa Maria Rosa
Salvatore, seconda di Bove, allo Staff dello stesso Ufficio legale,
all'Abuse, al Garante per la Privacy, alla Polizia postale, al
Mininterno e, una volta, Esimio Dottore, anche alla sua segretaria
particolare, il suo alterego, la signora Elena Longaretti. Con
Guglielmo Bove impossibile parlare. In sua vece la signora Salvatori
rispondeva così: "Stiamo verificando (verificando per mesi e mesi?) la
cosa è molto molto complessa... di più non so e non posso dire". Chi ha
ordinato all'ufficio legale di non rispondere agli utenti? E i violenti
abusi continuavano confermando intrecci "tecnologici" con l'Enav,
l'Agenzia per la Sicurezza dei Voli, e con altre sedi diciamo
altolocate. L'Enav, ha un suo server indipendente alimentato da linee
Telecom. A quanto si sa, proprio dalla viva voce del responsabile dei
Servizi informatici dell'Enav, dottor Bruno Carbone, egli asseriva, per
ben due mesi, di essere molto preoccupato e di star avvertendo
ripetutamente le strutture legali e tecniche di Telecom non ricevendone
però alcuna risposta. In seguito anche Carboni fu irreperibile. Esimio
Dottore, lei e Bracco ne sapete qualcosa dell'Enav e di Carbone o
ignorate anche questi soggetti? 5: Vede, Esimio Presidente di Telecom
Italia, gli italiani intercettati illegalmente sanno bene che questo è
"il Paese dei Cavalcavia", quindi, prudentemente, sono balzati come un
sol uomo a depositare tutto alla Polizia postale e poi alle Procure
della Repubblica con tanto di avvocato e di documentazioni. Ma allora
Esimio Dottore, con i supertecnici informatici, gli specialissimi
software spia e le spie di cui si serve Telecom, lei e Bracco delle
intercettazioni illegali non ne sapevate nulla ancora dopo un anno che
le denuncie erano state presentate alle Procure? Bastava navigare su
google.it senza neppure scomodarsi ad andare fino alle Procure. Vede
Presidente, "imprudenze ed ignoranze" plateali siffatte il suo
consuocero Leopoldo Pirelli non le avrebbe mai fatte e mai dette.
Quell'establichement lombardo, che non risale alle Guerre Puniche ma è
solo di ieri, non risponderebbe al profondo sconcerto di un intero
Paese come lei ha risposto in videoconferenza. I Bassetti, i Crespi, i
Rocca, i Fossati Bellani, i Borletti, i Pellicanò, i Zucchi, i
Marinotti, i Pirelli, gli Olcese, i Pesenti, gli Orlando, i Falk, gli
Stucchi, i Bellora, e via via tutti coloro che lei ed io conosciamo
bene, si vergognerebbero di ululare alle "mele marce"; come se ciò che
accade in Telecom, invece che un vero e proprio golpe, fosse la fiaba
di Biancaneve e le sette mele marce. E, inoltre, quell'establichement
non schiafferebbe a slinguettare in Tv le proprie mogli per
accattivarsi gli italiani inferociti contro Telecom, ne' le offrirebbe
come "consulenti per l'Islam" ora a Berlusconi, ora a Mastella, secondo
quale governo tenersi buono. Dottore, ma se li vede il Leopoldo e il
Guglielmo Mozzoni catapultare a Telese di Sotto e a Palazzo Chigi di
Sopra la Zinzi e la Giulia Maria?! Allora, Esimio Tronchetti, è proprio
"la zona grigia degli editori nemici e senza scrupoli che inquina
l'Italia"? O piuttosto è Telecom Italia, in pieno stile da golpe
sudamericano, ad averla violentata ed inquinata all'ombra dei "Reparti
Speciali Sicurezza e Radar", "I reparti clandestini della centrale di
spionaggio a cui attingevano apparati dello Stato e aziende private" e
"gli esperti di hackeraggio" in uso nella sua azienda squalo? Non è,
Dottore, che come ho scritto pubblicamente a Gianni Letta, invece che
da Berlusconi e il suo Governo, siamo stati governati da un golpe di
Telecom e da lei? Quindi, Dottore, sia dignitoso. Almeno, non racconti
agli italiani la favoletta bella di Biancaneve e le sette mele marce. E
non getti nel ridicolo, a volte nella falsa rappresentazione che sfocia
in tragedia, gli ottimi giornalisti che dipendono da Tv e quotidiani di
cui lei è proprietario. Vi sono giorni in cui i lettori soffrono per
l'umiliazione a cui validi professionisti vengono esposti mentre tutti
sanno bene che gli stessi direttori e i siti internet dei suoi giornali
erano intercettati illegalmente. La saluto Esimio Dottore e la lascio
al suo destino con un piccolo pentimento e un proposito buonista: Il
golpe di Telecom e la sua "azienda perbene e fatta di gente perbene" mi
hanno fatto pentire di averla invitata, con tutto il Governo, quindi
con pari dignitĂ  a come feci per il varo della Bicamerale di D'Alema e
Berlusconi e per la nomina del mio fu marito Vittorio Olcese a Primo
Sottosegretario a Palazzo Chigi, al festeggiamento per la nomina di
Ferruccio de Bortoli a direttore del Corriere della Sera, ora direttore
del Sole24Ore. Nonostante il pentimento, qualora ve ne fosse bisogno,
sono pronta a portarle le arance a San Vittur.
Giuliana D'Olcese quota
rosa di internet
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


NESSUNO TOCCHI CAINO
29.07.06
ITALIA. IMPEGNO DEL GOVERNO PER LA
MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 27 luglio 2006: E’ stata
approvata oggi dalla Camera dei Deputati all’unanimità la mozione,
presentata da Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e
deputato della Rosa nel Pugno ed altri che impegna il Governo a
presentare alla prossima Assemblea Generale dell’ONU la risoluzione per
la moratoria delle esecuzioni capitali. Soddisfazione è stata espressa
dai dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, Segretario, ed
Elisabetta Zamparutti, tesoriere e responsabile delle iniziative in
ambito ONU, che hanno dichiarato: “L’approvazione oggi all’unanimità
della risoluzione che impegna il Governo a presentare alla prossima
Assemblea Generale dell’ONU la risoluzione per la moratoria delle
esecuzioni capitali segna un momento cruciale della campagna di Nessuno
tocchi Caino e del Partito Radicale Transnazionale per la messa al
bando della pena di morte. Il Parlamento italiano, con una
straordinaria convergenza dei gruppi sia di maggioranza che di
opposizione, ha oggi espresso la grande convinzione e determinazione a
che il nostro paese riassuma l’iniziativa in ambito ONU per assicurare
pieno successo al conseguimento dell’obbiettivo di una moratoria
universale delle esecuzioni capitali. E’ importante che si sia deciso
di agire in consultazione con i partner europei senza però dover
vincolarsi ad un consenso europeo. Questo consentirĂ  di agire in modo
che l’iniziativa sia espressione di una coalizione di paesi
rappresentativi di tutti i continenti a fronte di un processo, quello
abolizionista, che non ha più oggi le sue basi solo in Europa.”
MISSOURI. GIUDICE FEDERALE RIBADISCE STOP ALLE INIEZIONI LETALI - 25
luglio 2006: il giudice federale Fernando Gaitan ha ribadito lo stop
alle iniezioni letali in Missouri, bocciando le proposte alternative
presentate dalle autoritĂ  locali per modificare le procedure di
esecuzione dei prigionieri. Il mese scorso lo stesso giudice aveva
bloccato le iniezioni letali nello Stato, chiedendo alle autoritĂ  di
introdurre cambiamenti tali che il condannato non corra inutili rischi
incostituzionali di dolore e sofferenza. In particolare Gaitan aveva
chiesto che fosse un medico anestesista a dirigere la procedura di
iniezione letale. Le autoritĂ  del Missouri hanno provato a contattare
298 anestesisti iscritti all'albo nello stato, tuttavia nessuno di loro
si e' detto disponibile a prender parte a un'esecuzione, ritenendo che
violi le regole etiche della professione. Lo Stato ha cercato di
trovare alternative, proponendo che personale carcerario adeguatamente
addestrato si occupi di monitorare una serie di parametri vitali del
condannato, per accertarsi che l'anestesia abbia fatto effetto. Ma per
il giudice non si tratta di una soluzione adeguata e la sospensione
delle esecuzioni e' stata ribadita.
IRAN. DIECI CONDANNE A MORTE E
QUATTRO IMPICCAGIONI - 25 luglio 2006: dieci persone sono state
condannate a morte nella provincia iraniana del Khuzestan, in relazione
agli attentati esplosivi avvenuti all’inizio dell’anno nel capoluogo
Ahvaz. La notizia compare sul sito web della televisione di stato,
secondo cui “i dieci sono stati condannati alla pubblica impiccagione
per gli attentati di Ahvaz, per aver fatto la guerra contro Dio e agito
contro la sicurezza nazionale”. Furono otto le persone uccise e 24 i
feriti negli attentati dello scorso 24 gennaio. Le esplosioni si
verificarono poco prima della prevista visita ad Ahvaz del Presidente
iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che in seguito all’accaduto cancellò l’
impegno. Il Khuzestan, in cui risiede una numerosa comunitĂ  di origine
araba, è stato nell’ultimo anno teatro di scontri e attentati. Secondo
le autoritĂ  iraniane la regia degli attentati sarebbe della Gran
Bretagna, i cui militari sono dislocati subito dopo il confine, nell’
Iraq meridionale. Londra respinge le accuse. Il 24 luglio, Ibrahim
Azeri e Abdollah Qahre-Qoul, di 18 e 19 anni, sono stati impiccati in
pubblico a Aq Qala, nell’Iran settentrionale, riporta l’agenzia di
stampa ufficiale. Erano stati condannati a morte per stupro, ha
riferito il Col. Mohammad Zahedi Tamsokani. Sempre per stupro, il 19
luglio due ragazzi di 21 e 23 anni sono stati impiccati in pubblico
nella cittĂ  di Boroujerd. Lo riporta il giornale Kayhan, identificando
i due come H. M. e A.-R. K. La pena di morte è prevista in Iran per
omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, apostasia,
cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione,
omosessualità, reati legati alla droga. Ogni anno, l’Iran figura
regolarmente tra i primi paesi-boia del mondo. La Cina è di gran lunga
il piĂą giustiziere, ma in rapporto alla popolazione la pena di morte in
Iran è praticata tanto quanto in Cina. Nel 2005 sono state praticate
in Iran almeno 113 esecuzioni. Nel 2004 almeno 197. Le esecuzioni nel
2002 erano state almeno 316, tra cui quella di una donna tramite
lapidazione.
CINA. EX POLIZIOTTO, “PRIGIONIERI GIUSTIZIATI PER
PRELEVARE ORGANI” - 25 luglio 2006: un ex poliziotto di Pechino ha
descritto i metodi usati dalle autoritĂ  cinesi per prelevare organi dai
prigionieri giustiziati, riporta il sito australiano Abc. La
testimonianza di Sun Liyong - ora residente in Australia - si riferisce
agli anni ’80, periodo in cui prestava servizio nella capitale cinese.
“Prima di un’esecuzione, il Bureau di Pubblica Sicurezza si recava nel
centro di detenzione per condurre test sul sangue dei condannati”, ha
spiegato l’ex poliziotto. “Per quanto ne so, all’epoca tutti gli organi
venivano espiantati presso l’Ospedale dell’Amicizia di Pechino. Il
Bureau di Pubblica Sicurezza della capitale avvertiva l’Ospedale che di
lì a poco sarebbero stati giustiziati dei prigionieri. L’Ospedale
mandava quindi un’ambulanza sul luogo dell’esecuzione, per caricare i
cadaveri precedentemente chiusi in sacchi di plastica dai poliziotti”.
“La data e l’ora delle esecuzioni – spiega Sun – era determinata dalle
richieste dei pazienti bisognosi di organi. Quando il corpo arrivava in
ospedale, lo staff era giĂ  pronto per effettuare il prelievo di
organi”. Poche settimane fa, un’organizzazione canadese per i diritti
umani ha denunciato che, a partire dal 2000, sono quasi 40.000 i
trapianti effettuati con organi di praticanti del Falun Gong
giustiziati in Cina. Le autoritĂ  cinesi respingono ogni accusa.
BAHREIN. PARLAMENTO APPROVA NUOVA LEGGE ANTI-TERRORISMO - 22 luglio
2006: il Consiglio Consultativo (Camera Alta) del Bahrein ha approvato
la nuova legge anti-terrorismo, che prevede pena di morte, pene
detentive fino all’ergastolo e arresti domiciliari per atti di
terrorismo o costituzione di gruppi terroristici. Il Consiglio
Consultativo – composto da 40 membri nominati da Re Hamad - ha
approvato il disegno di legge quasi all’unanimità. Alcuni giorni fa,
il testo era stato approvato dalla Camera Bassa – composta da 40 membri
eletti - con 30 voti favorevoli e 10 contrari. Si attende ora la
ratifica del Re. La legge definisce il terrorismo come “uso, o
minaccia di uso della forza o di altro mezzo illegale ... per eliminare
una persona o azione collettiva finalizzata a turbare l’ordine
pubblico, attentare alla sicurezza del paese, all’unità nazionale e
alla sicurezza della comunità internazionale”. “Se attuati con finalità
di terrorismo”, i reati già previsti dal codice penale e da altre leggi
vengono classificati come terroristici. In base alla nuova legge, la
lista delle azioni punibili include la costituzione di organizzazioni
con l’intenzione di ostacolare la formazione di leggi o impedire a un
organismo dello stato di compiere il proprio compito o ... minare l’
unità nazionale usando mezzi terroristici”. Per i deputati che hanno
espresso voto contrario, la legge presenta aspetti di
incostituzionalitĂ , prevedendo sanzioni per le intenzioni piuttosto che
per le azioni concrete. Concederebbe inoltre alle autoritĂ  il potere di
detenere e incriminare qualsiasi cittadino sulla base di un sospetto.
Un responsabile degli affari legali presso il Ministero degli Interni,
Col. Mohammed Abu Hamoud, ha respinto le critiche, sostenendo che la
legge non prevede punizioni sulla base delle sole intenzioni. “Affinchè
ci sia una condanna – ha detto il Colonnello - le intenzioni devono
essere accompagnate da azioni concrete”. I reati capitali in Bahrein
sono: omicidio premeditato, complotto per rovesciare il regime,
collaborazione con un paese straniero nemico, minaccia alla vita dell’
emiro, rifiuto di obbedire a ordini militari in tempo di guerra o
quando vige la legge marziale. La prima esecuzione in 20 anni ha avuto
luogo il 29 marzo 1996. L’ultima è avvenuta nel 2000.



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Lun 31 Lu 2006 4:53 pm

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Mi scuso per non avervi inoltrato notizie Gaye da un paio di mesi, ma avevo bisogno di una "pausa di riflessione" (leggi riposo dalle tempeste retoriche...
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31 Lu 2006
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