| 10/11/2006 ISRAELE. ANNULLATO IL GAY PRIDE Gerusalemme, 9 nov. - Dopo oltre una settimana di proteste degli ultraortodossi, la comunità omosessuale israeliana ha annullato gay parade prevista per domani a Gerusalemme. Secondo quanto riporta la radio israeliana, gli organizzatori terranno in alternativa una manifestazione al chiuso, uno stadio o un campus universitario. La motivazione ufficiale per la cancellazione dell'evento è la "situazione di sicurezza" in Israele. La polizia aveva avvisato gli organizzatori del fatto che non avrebbero potuto garantire una protezione adeguata alla parade perchè la maggior parte degli agenti sono stati mobilitati nelle misure straordinarie di sicurezza scattate nel timore di rappresaglie dopo il raid israeliano a Gaza ieri, in cui sono stati uccisi 18 civili. |
| Fonte Adnkronos Al Gay Pride di Gerusalemme è stata annullata la marcia e sostituita con un happening Dopo settimane di discussioni e di rimbalzi, la marcia è stata annullata la marcia: il gay pride di Gerusalemme infine non ci sarà. La polizia ha dato l'alto livello d'allarme nel paese come motivazione per quest'annullamento - argomentazione che le istanze giudiziarie avranno difficoltà a discutere -. Il livello d'allarme nel paese è più alta dopo la minaccia del Hamas e del Fatah di rinnovare gli attentati
suicidi per vendicare la morte di 18 civili palestinesi uccisi in un bombardamento ieri l'8 novembre, a Beit Hanoun nella striscia di Gaza. La polizia afferma che non potrà essere garantita la sicurezza della parata poiché il livello d'allarme richiede lo spiegamento massiccio di poliziotti nel paese. In una riunione tenuta questa mattina, giovedì 9 novembre, tra Habaït Hapatuach e la polizia, agli organizzatori è stato proposto un compromesso organizzando un happening nel campus dell'università ebraica, un luogo chiuso che permetterà alla polizia di garantire meglio la sicurezza. Ieri, la polizia avevano dato il permesso agli oppositori della parata ( che dicono di essere 250.000) di
manifestare venerdì, contemporaneamente alla parata del gay pride. Ed il Vaticano si era aggiunto alle voci religiose che si oppongono al gay pride. In una lettera indirizzata a Zipi Livni, il Ministro degli Esteri di Israele, il Vaticano chiedeva l'annullamento del raduno poiché " può ferire i sentimenti degli ebrei, cristiani e musulmani abitanti di Gerusalemme". Sul posto, le violenze verbali continuano. E' stato trovato un manifesto su un muro di una zona ultraortodossa di Gerusalemme: incitava ad uccidere gli omosessuali ed i poliziotti che li proteggono. Ed una
lettera firmata "Omosessuali fieri" è stata inviata ad un parlamentare ultraortodosso che promette alla lettera: "per " ogni persona della parata ferita, 10 ragazze credenti saranno stuprate ". " Da parte sua, Aswat, una associazione di lesbiche palestinesi, aveva deplorato la tenuta di questo gay pride poiché avrebbe potuto offendere la Comunità palestinese. In un'intervista nel quotidiano Maarriv del 6 novembre, Rauda Murcus, la cofondatrice di Aswat, dichiarava che non c'erano posto per un gay pride in una città "dove l'occupazione continua e dove c'è un muro di segregazione che divide la Comunità palestinese" e invitava la Comunità LGBT ad organizzare una parata con un contenuto più politico. Benché Aswat
abbia buone relazioni con Habaït Hapatuach, i suoi membri non vi parteciperanno: "Ci sono argomenti più importanti su cui attivarsi in questa città, che quello di una parata dei "Gay", concludeva Rauda Murcus." |
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