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Inoltra: NEWS DEL 29 DICEMBRE 2006   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #449 di 573 |


gaya.cronistisenzafrontiere@... ha scritto:
Data: Fri, 29 Dec 2006 13:07:28 +0100 (GMT+01:00)
Da: <gaya.cronistisenzafrontiere@...>
Oggetto: NEWS DEL 29 DICEMBRE 2006

Arrivano le ultime news del 2006. Un augurio a tutti di buone feste e
di buon 2007.
Buena Vida
Gaya CsF


NOTIZIARIO GAYA CsF
VENERDI’ 29
DICEMBRE 2006


COMUNICATO STAMPA
21 Dicembre 2006
Spento Pier Giorgio
Welby
Muore Pier Giorgio Welby.
Dopo il rumore degli appelli, delle
polemiche e degli infuocati dibattiti politici sarebbe giunto il
momento del silenzio e della pietà, ma anche della riflessione politica
seria su un una questione fondamentale per un Paese civile che riguarda
il fondamentale diritto di autodeterminazione e di scelta delle cure
per tutti i cittadini. Siamo invece già costretti ad udire le urla
sguaiate di Volontè e dei vari pasdaran cattolici della politica
italiana. Sarebbe davvero ora per la politica italiana di liberarsi dai
diktat vaticani e di assumere il coraggio e la dignità del suo ruolo e
della sua alta funzione di guida e di espressione dei bisogni veri
delle cittadine e dei cittadini. Il Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli è partecipe del profondo dolore della famiglia per la
scomparsa di Pier Giorgio e, in linea con la sua forte volontà di
impegno politico, vuole trarre spunto da questo dolore per rilanciare a
tutto campo un'azione di disobbedienza civile e di opposizione a una
politica che non sembra più in grado di scegliere sulle questioni
fondamentali. Eutanasia, testamento biologico, discriminazioni, diritti
civili, coppie di fatto, fecondazione assistita, adozioni, libertà
della ricerca scientifica, laicità delle istituzioni sono tutti i
capitoli di un impegno che la politica dovrebbe assumere in piena
autonomia e con spirito di realtà, senza trincerarsi dietro astruse
formule e libertà di coscienza per i parlamentari. In tutta Europa i
partiti di sinistra si distinguono anche e soprattutto per la
condivisione di un patrimonio di valori comune, centrato su laicità e
diritti civili, e su questo patrimonio siamo pronti a premere su quei
partiti di Governo che più mirano a rappresentarci.
Andrea Maccarrone
Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli
06/5413985 cell.3497355715




COMUNICATO STAMPA
Bologna, 20 dicembre 2006
TV: CHIUSURA GAY.TV;
ARCIGAY, PAURA INVESTITORI SEGNALE DI ARRETRATEZZA
“La chiusura di Gay.
tv, il primo esempio di canale televisivo italiano dedicato ai temi
gay, rappresenta un impoverimento per la televisione italiana e per la
comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender)â€. Queste le
parole del segretario nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, all’
annuncio della fine delle trasmissioni dell’emittente, il prossimo 31
gennaio. “La penuria di investimenti pubblicitari – continua Mancuso -
è l’ennesimo segnale di arretratezza dell’Italia sulla questione
omosessuale, che si unisce al ritardo politico sulla parità dei diritti
e alla propensione di lesbiche e gay italiani a nascondere il proprio
orientamento sessuale, molto più che in altri paesi dell’Europa e del
Nord America.“Con Gay.tv si spegne una voce indipendente e appassionata
della comunità lgbt italiana, di indiscussa qualità e capace di parlare
ad un pubblico gay ed eterosessuale. Per anni ha contribuito a ridurre
l’isolamento di tante persone omosessuali lontane dai grandi centri
metropolitani, e a costruire una comunità lgbt nazionale più
consapevole e coesa.“Ci auguriamo che il patrimonio di competenze e
professionalità maturato in seno all’emittente non vada disperso e
possa invece fecondare ed arricchire il panorama televisivo e
multimediale italianoâ€. Ufficio stampa Arcigay




COMUNICATO STAMPA
ASSEMBLEA DELLE ASSOCIAZIONI LAICHE ROMANE
La pretesa di intitolare al
papa Giovanni Paolo II la stazione centrale "Termini" della capitale
della Repubblica italiana non è che il culmine del confessionalismo
istituzionale. La decisione è stata assunta con un colpo di mano
antidemocratico, non trasparente, in periodo di silenzio-stampa,
nonostante fosse stata già precedentemente contestata da migliaia di
cittadini e da centinaia di associazioni italiane ed estere. Il sindaco
Veltroni ha così negato il carattere laico delle istituzioni e il
profondo pluralismo culturale, politico e religioso della società in
cui viviamo. Ha perduto il rispetto per ogni convinzione che non sia
quella cattolica. Riteniamo che, quanto meno, decisioni destinate a
segnare a tempo indeterminato il volto di Roma dovrebbero essere prese
senza demagogia e senza opportunismo. Il 23 dicembre sarà ricordata a
Roma come una data infausta per la laicità e la democrazia delle
istituzioni. L’Assemblea delle associazioni laiche romane tenuta a
Roma il 27-12-2006 in via delle Carrozze, 19 - invita tutti i cittadini
a far sentire la propria protesta sui giornali, sul sito del Comune di
Roma e al call center 06.0606. - richiede la convocazione di una
riunione straordinaria del Consiglio comunale per dibattere
pubblicamente questa improvvida decisione. - invita i comuni italiani a
protestare contro lo stravolgimento del nome storico della Stazione
della capitale italiana e contro la prassi inedita del Comune di Roma
con cui si è appropriato di un simbolo della comunità nazionale. -
invita tutti i cittadini a sottoscrivere questo documento di protesta
presso roma@..., in vista di una prossima assemblea cittadina.
FONTE ASSEMBLEA DELLE ASSOCIAZIONI LAICHE ROMANE
INVIATO DA Alba
Montori Gaya CsF




MARCO PANNELLA: PERCHÉ IL GOVERNO ITALIANO
MOBILITI SUBITO LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE PER IMPEDIRE L’IMMEDIATA
ESECUZIONE DI SADDAM HUSSEIN
Roma, 26 dicembre 2006
Oltretutto, Saddam
vivo potrebbe rivelarsi strumento insostituibile di pacificazione e di
delegittimazione dell’esercito di bande assassine che compie oggi
impunemente stragi continue delle popolazioni irakene. DICHIARAZIONE DI
MARCO PANNELLA: Torno a chiedere al Governo Italiano – come ho già
fatto al momento della prima condanna a morte del dittatore irakeno –
di impegnarsi subito e seriamente per scongiurare l’esecuzione
immediata di Saddam Hussein. Se ciò accadesse il governo irakeno
compirebbe un atto infame, degno di quelli che furono propri di Saddam
Hussein stesso, indegno di un paese civile e democratico. Nel 2003,
malgrado il voto ad ampissima maggioranza del Parlamento italiano volto
a porre l’esilio di Saddam Hussein come alternativa alla guerra , per
un Irak libero, Governo e Opposizione italiani non onorarono quella
decisione vitale. Saddam conobbe quella nostra iniziativa. Potrebbe
ricordarla con riconoscenza e essersi pentito di non averla accolta. IN
TAL CASO, PROPRIO SADDAM HUSSEIN VIVO POTREBBE OLTRETUTTO RIVELARSI
STRUMENTO INSOSTITUIBILE E UNICO DI PACIFICAZIONE E DI DELEGITTIMAZIONE
DELL’ESERCITO DI BANDE ASSASSINE CHE COMPIE OGGI IMPUNEMENTE STRAGI
CONTINUE DELLE POPOLAZIONI IRAKENE. Si presenta una straordinaria
occasione per far esplodere letteralmente nel cuore del Medio Oriente e
nel mondo, un grande atto di pace, un grande dibattito nei popoli e
nelle coscienze, lo scandalo della nonviolenza come alternativa alle
dittature e alla guerra, guerra che più che mai incombe oggi sull’
umanità intera. Chiedo al Governo Italiano di sostenere la
mobilitazione nonviolenta di “Nessuno Tocchi Caino†e del Partito
Radicale Transnazionale, in vista del Primo Satyagraha Mondiale per la
Pace, mobilitazione che ha come obiettivo la difesa della vita di
Saddam e la richiesta all’ONU di deliberare la moratoria della pena di
morte. Personalmente ribadisco la mia offerta di recarmi immediatamente
a Baghdad e ovunque mi sia possibile, per ottenere la grazia della
conversione della pena di morte per Saddam Hussein in quella di trent’
anni di reclusione. A TAL FINE INIZIO DA STASERA UNO SCIOPERO DELLA
SETE E DELLA FAME.



COMUNICATO STAMPA
CARLA LIBERATORE GAYA CsF

SOLIDARIETA’ A MARCO PANNELLA PER LO SCIOPERO
DELLA FAME E DELLA SETE
LETTERA ALL’AMICO MARCO
Carissimo Marco, ho appreso della notizia del
tuo sciopero della fame e della sete, proprio il giorno 26 dicembre, in
cui iniziasti quest'ennesima battaglia. C'è una mia grande amica che
dice sempre: "Non si può parlare ai sordi"! Purtroppo mi accorgo che ha
sempre ragione. Personalmente sono con te in tutto e per tutto, sono
con te per la stima e l'ammirazione che ho per la tua persona, come
sai, fin da bambina. Sono con te perchè sono contro ogni tipo di
sopruso e oppressione verso qualunque essere vivente. Sono con te anche
in questo caso, contro la pena di morte a Saddam. Ho avuto modo di
vederlo durante le immagini dei processi che hanno trasmesso le varie
televisioni, ho capito che è un uomo finito, turbato e profondamente
instabile psicologicamente. Ma come entrambi sappiamo, i poteri
politici, in questo caso il potere statunitense, non si accontentano di
annientare le persone, renderle inermi e farle vivere come bestie
dentro le gabbie per tutto il resto della loro esistenza; No! Loro
devono sempre fare qualcosa che sia di "lezione" e in molti casi di
"intimidazione" verso qualunque azione di ribellione alla loro
"presunta democrazia". Sinceramente, mio caro Marco, non saprei che
tipo di democrazia si possa esportare con la pena di morte, fosse anche
il Saddam della situazione, autore di efferati delitti nei confronti
del suo popolo. E poi, tutti sappiamo che il cosiddetto dittatore,
nient'altro è che un uomo che ha perso una guerra, ma la pietà non è
riservata a uomini come lui, da parte degli "esportatori di democrazia"
e purtroppo, sono molti altri che periscono sotto i colpi di questa
"giustizia" democratica di cui tanto si vantano i "burattini
impomatati" che hanno il potere in mano. No, caro Marco, la democrazia
non si esporta con le armi, tutti lo sappiamo, ma sembra che poi a
conti fatti, non gliene freghi niente a nessuno; la democrazia non si
importa con l'imposizione di questo o quell'altro potere per opprimere
i popoli diversi da noi. E soprattutto non si importa con la pena di
morte. Coloro che hanno stabilito questa esecuzione, non stanno facendo
altro che creare un nuovo martire, fra chi, nella fame e negli stenti,
ha trovato un appiglio per aggrapparsi ad una falsa fede che lo porta a
morire e a combattere assurde guerre. Ma come sempre i presunti
democratici in discussione, devono offrire al mondo una soluzione
esemplare. Ebbene, non sono arrivata ai miei 39 anni per apprendere da
certi esempi, per subire tacitamente certi scempi a danno dell'umanità,
qualunque essa sia. Onestamente troverei molto più giusto e sano,
risarcire con le ricchezze di Saddam, quella gente che avuto i parenti
vittime dei suoi delitti, trovo che sarebbe più costruttivo far sì che
l'ex dittatore iracheno, fosse messo in condizione di fare qualcosa di
veramente buono per il suo popolo, anche dietro le sbarre della sua
"gabbia", ma purché la si smetta di esportare valori umani e
democrazia, attraverso omicidi di massa e pena di morte. Sono con te
Marco e con tutti gli eterni idealisti e sognatori come noi, è
sicuramente la posizione più scomoda in questa società odierna, ma è
l'unica posizione che non mi sta stretta. Un abbraccio. Con Rispetto ed
Ammirazione. Carla Liberatore.




COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO
RADICALI L’AQUILA
L'Aquila 26 dicembre 2006 - Cercare di far tacere
dei giornalisti di diversa opinione ed intimidirli è un atto
gravissimo! E' un attentato ad uno dei beni più preziosi e necessari
della nostra vita: la libertà di scegliere tra diverse informazioni !
Un bene messo a duro rischio oggi nella Russia di Putin ed in altre
nazioni poco liberali. Il nostro compagno ortonese Antonio Russo fu
ammazzato qualche anno fa per le cose che rivelava sugli intrighi russi
in Cecenia senza aver avuto tuttora giustizia. Esprimiamo pertanto
tutta la nostra solidarietà all'editore di TVUNO ed al suo staff,
rammaricandoci che in questa apparente tranquilla cittadina
l'iniziativa di un gruppo di liberi cittadini debba trasformarsi in una
lotta di resistenza e di sopravvivenza democratica. E' veramente un
brutto segno e questo non è solo un attentato contro TvUno ma contro
tutti i giornalisti e tutti noi. Occorre vigilare e speriamo di non
essere i soli. Gino Antognetti Movimento dei Radicali Aquilani



DEMOCRAZIA LAICITA' CITTADINANZA
Democrazia. Una parola semplice che
oggi più che mai suscita allo stesso tempo speranza e disillusione.
Vogliamo restituire speranza e fiducia ad una società che è costretta,
per scelte sbagliate, a guardare alla democrazia non come relazione
sociale, ma come esercizio del dominio dei pochi sui molti. Per queste
ragioni propongo come primo obiettivo politico il rafforzamento della
democrazia, la difesa della Costituzione, la semplificazione e la
democratizzazione dei processi decisionali, la realizzazione di quella
laicità dello Stato che consente a tutti i cittadini di essere eguali
di fronte alla legge e che garantisca una società plurale nei valori,
nelle appartenenze, ma unitaria e solidale nelle garanzie di libertà e
pari dignità. Laicizzare e democratizzare la Repubblica. In un periodo
storico segnato dalla drammatica recrudescenza dei fondamentalismi, lo
sviluppo civile, politico ed economico dell'Italia può essere garantito
attraverso una profonda laicizzazione delle istituzioni, una effettiva
separazione tra Stato e Chiesa a partire dall'abolizione degli articoli
7 e 8 della Costituzione, il Concordato, e un drastico
ridimensionamento della presenza clericale nelle Istituzioni,
nell'informazione, nella scuola, in tutti i settori della vita civile
ed economica, talmente massiccia da non avere eguali in nessun altro
paese occidentale. Ribadire la superiorità civile del principio di
libertà politica, che consente alla religione quello che la religione
non consente alla libertà politica, significa evitare che quei
conflitti che dividono il mondo si riproducano all'interno della nostra
società con effetti devastanti. Affermare la più ampia libertà
religiosa significa tenere conto anche dei milioni di italiani non
cattolici, sostenere che gli equilibri tra libertà e responsabilità del
cittadino sono promossi solo da atti legislativi che prescindono dalla
fede e che l'uguaglianza e laicità dello Stato sono principi supremi
del nostro ordinamento democratico. Soprattutto nella fase storica in
cui l'Italia si apre a persone di fedi diverse dalla cattolica, sarà
molto più utile uno Stato laico che integri le differenze, piuttosto
che uno Stato paraconfessionale che legittimi gli altrui
fondamentalismi. Il nostro impegno deve essere indirizzato alla
costruzione di una società laica, rispettosa delle diversità, capace di
includere le differenze in un progetto di una società aperta e plurale.
Riteniamo che le scelte religiose riguardino la sfera privata, che i
fedeli provvedano volontariamente al mantenimento delle organizzazioni
religiose e che i loro patrimoni non godano di particolari esenzioni
fiscali. Chiedo:
• l’abolizione dell’otto per mille, che, per le sue
caratteristiche di obbligatorietà, trattandosi di denaro che spetta all’
erario e che come tale viene ceduto alle chiese, si profila come una
vera tassa sulla religione;
• l'abolizione delle disposizioni che
disciplinano, e impongono, l'esposizione del Crocifisso, perché lo
Stato non può consentire a nessuna religione di manifestarsi nella
sfera pubblica civile e di costringere i non credenti a riconoscersi
nei simboli religiosi;
• il ripristino del 20 settembre come festa
nazionale dell’Unità d’Italia, data in cui i Bersaglieri entrarono a
Roma restituendola all'Italia come sua capitale;
• l’abolizione della
Commissione nazionale di Bioetica, ritenendo il Parlamento unico
depositario degli indirizzi sulla legislazione in materia di ricerca.
Liberare l’informazione
Una società libera e moderna, è prima di tutto
quella che fonda le proprie scelte su quella consapevolezza data anche
da un’informazione pluralista e libera da tendenze monoculturali. Il
quadro giuridico riguardante la libertà di stampa in Italia è il
medesimo dal 1848 a oggi ed è regolato da leggi speciali, che, di
fatto, pongono l’informazione sotto il diretto controllo governativo.
Le nostre priorità sono:
• l’abolizione della legge Gasparri, favorire
il pluralismo proprietario, imporre tetti per la raccolta
pubblicitaria;
• bloccare ogni forma di privatizzazione della Rai, di
trasferimenti di sedi, riformare i meccanismi di nomina del CDA della
Rai coinvolgendo direttamente i lavoratori della Tv pubblica;
• l’
abolizione della struttura “Rai-Vaticanoâ€, creata in occasione del
Giubileo e ancora attiva, perché la RAI non diventi il megafono di un
disegno egemonico e di pensiero unico clericale, pagato con i soldi dei
contribuenti;
• l’abolizione dell’obbligo di iscrizione all’Albo dei
giornalisti per i direttori di agenzie stampa e giornali.
Liberare la
politica dalla partitocrazia
Cambiare la politica significa cambiare
anche i meccanismi, oggi distorti, di funzionamento dei partiti, di
comunicazione delle idee e di formazione del consenso. Chiedo:
• l’
abolizione di ogni tipo di finanziamento pubblico dei partiti e di
rimborso elettorale;
• una legge che obblighi i partiti a procedure
democratiche e garantisca i diritti degli iscritti;
• la parità di
spazi e tribune elettorali, degli spazi di affissione a carico dello
Stato come uniche forme di propaganda ammesse e come uniche forme di
contributo pubblico ai partiti;
• un’anagrafe patrimoniale degli
eletti;
• l’obbligo di vendita di attività private per gli eletti di
qualunque grado.
Modernizzare lo Stato, ridare centralità ai
cittadini
Il problema dell’articolazione territoriale dei poteri
appare tutt’altro che risolto nel nostro paese. L’ondata di
decentramento amministrativo ha prodotto una moltiplicazione delle
competenze, dei costi e dei contenziosi tra Stato e Regioni. La
confusione legislativa è il vero risultato di questo decentramento, che
ha trasferito il centralismo su base regionale, negando, ancora una
volta, l'autogoverno delle comunità locali con conseguenze non da poco
sulla stessa qualità dell'esercizio della democrazia, visto che la
mancanza di una cornice chiara di responsabilità rende difficile per i
cittadini valutare il ruolo svolto dai governi locali. Uno dei
principali vantaggi dell'autonomia è l’assunzione di responsabilità dei
governi locali, con un recupero d’efficienza del Paese e di esercizio
di controllo da parte dei cittadini, a patto che l'intera architettura
venga ridefinita e soprattutto semplificata, per questo chiediamo:
•
l'abolizione delle province e delle comunità montane, una
riorganizzazione amministrativa basata sul sistema insediativo reale:
aree metropolitane, città, comunità, sostenendo le associazioni
volontarie di comuni limitrofi;
• il riconoscimento alle comunità
locali la responsabilità e la sovranità sul territorio e le sue
risorse, il carattere pubblico di beni e servizi e della loro effettiva
fruizione sociale quale bene comune, in una relazione non mercantile ma
fondata sulla cittadinanza;
• una fiscalità che parta dal basso nella
prospettiva di un autonomismo fondato sull’autogoverno del welfare
locale, della difesa e valorizzazione dei beni pubblici;
• un’
autonomia regionale che sia utile all’attuazione di politiche unitarie
in materia di istruzione, sanità e sicurezza e a relazionare le
comunità cittadine e locali con il Governo centrale e l’Unione
europea.
Dal Senato alla Conferenza delle Autonomie
La riforma
federalista e l’evoluzione bipolare del sistema politico rende urgente
una revisione del bicameralismo perfetto sia per rendere più lineare il
continuum governo-Parlamento, attribuendo alla sola Camera dei deputati
il potere di conferire e ritirare la fiducia, e meno farraginoso il
processo legislativo, per adeguarsi al modello maggioritario sul
versante delle relazioni governo-partiti; sia per costituire una sede
di rappresentanza delle autonomie territoriali che possa fungere da
elemento di garanzia ed equilibrio nelle relazioni tra governo centrale
e istituzioni locali.
Per velocizzare i processi decisionali e
abbattere i costi, propongo la sostituzione del Senato con la
Conferenza delle Autonomie, composta da un rappresentante per ogni
Regione, con compiti di:
- disciplina dei confini, inevitabilmente
mobili, tra governo centrale e sistemi regionali;
- elezione di una
quota dei componenti della Corte costituzionale, a garanzia della
equidistanza della Consulta tra il legislatore nazionale e quelli
regionali;
- verifica degli interventi legislativi che dovessero
limitare le prerogative delle Regioni in nome dell'interesse nazionale
e stabilire i "principi fondamentali" nelle materie a competenza
legislativa concorrente;
- disciplinare delle modalità per
l'attivazione delle competenze legislative esclusive in materia di
sanità, scuola e polizia locale.
FONTE CGIL Nuovi Diritti e Nuova
Cittadinanza
Inviato da Mario Dossena Gruppo VERDI Abruzzo





SADDAM
HUSSEIN: OLTRE 300 PERSONALITÀ ADERISCONO ALL'APPELLO "NESSUNO TOCCHI
SADDAM"
Roma, 26 dicembre 2006
All'appello di Nessuno tocchi Caino
contro l'esecuzione di Saddam Hussein hanno aderito oltre 300
personalità della politica e della cultura. Tra questi ci sono
Francesco Cossiga, Cesare Salvi, Giuliano Vassalli, Giovanni Conso,
Walter Veltroni, Khaled Fouad Allam, i Premi Nobel per la pace Mairead
Corrigan McGuire, Betty Williams e Shirin Ebadi, Giovanna Melandri,
Pierluigi Castagnetti, Gennaro Migliore, Alfredo Biondi, Gustavo Selva,
Pietro Folena, Furio Colombo, Lamberto Dini, Antonio Maccanico, Leoluca
Orlando, Ermete Realacci, Oskar Peterlini, Pablo Echaurren, Fulvio
Abbate, Bruno Tabacci, Sandro Veronesi, Lidia Menapace, Rossana
Rossanda, Riccardo Pacifici, Umberto Ranieri, Willer Bordon, Moni
Ovadia, Yasha Reibman , Gad Lerner, Miriam Mafai, Pasquale Squitieri,
Giovanni Berlinguer, Patrizia Toia, Paolo Cento, Giovanni Albanese.
INVIATO DA Antonio Muffo Gruppo VERDI Abruzzo





COMUNICAZIONE ON.
TITTI DE SIMONE
ORDINE DEL GIORNO
TESTO DELL’ODG CHE IMPEGNA IL GOVERNO
A PRESENTARE UN DISEGNO DI LEGGE SULLE UNIONI DI FATTO
ODG che è stato
appena approvato in Aula. Mi preme sottolineare che il testo dell'odg è
quello presentato ed approvato al Senato, ma che è decaduto a causa del
voto di fiducia, quindi lo abbiamo ripresentato alla Camera, per
impegnare il Governo. L'ODG come dicevo è stato recepito nonostante i
malumore dell'UDEUR e adesso
attendiamo gennaio per un ddl. A.C. 1746
BIS/B - l Senato, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per
il 2007, considerato l’ampio dibattito politico che, da anni, impegna
il Parlamento e l’opinione pubblica sulla disciplina delle unioni di
fatto e sui diritti e doveri che ne derivano, impegna il Governo: a
presentare, entro il 31 gennaio 2007, un disegno di legge sulle
unioni di fatto che: risulti coerente con le numerose decisioni
adottate dalla Corte costituzionale in materia di non discriminazione
di trattamento del convivente, nonché con gli articoli 2 e 3 della
Costituzione italiana, 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’
Unione europea, I-2 del Trattato che adotta una Costituzione per l’
Europa; riconosca diritti, anche in materia fiscale, prerogative e
facoltà alle persone che fanno parte di unioni di fatto e non
consideri dirimente, al fine di definire natura e qualità dell’unione
di fatto, né il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale.
FIRMATO: De Simone, Migliore, Guadagno, Mascia
INVIATO DA On. Titti De
Simone






COMUNICAZIONE A SOSTEGNO DI GIOVANNI PANETTIERE
Invio la
petizione, promossa da Giovanni Panettiere (Noi Siamo Chiesa - coord.
Emilia Romagna), in sostegno di d. Giovanni Nicolini, prete bolognese
da sempre impegnato nel mondo sociale, ora attaccato dalla sua Curia
per aver sostenuto il progetto delle unioni civili aperte a tutte le
coppie di fatto, etero- e omosessuali. Inviate le adesioni a Giovanni
Panettiere giovanni.panettiere@...
TESTO DELLA PETIZIONE
Invitiamo la cittadinanza bolognese, credente e non credente, ad
esprimere la propria solidarietà a mons. Giovanni Nicolini duramente
criticato da BOLOGNA SETTE, settimanale diocesano bolognese, per
un'intervista rilasciata all'UNITA' (14/12/06). In quell'occasione
mons. Nicolini si è dichiarato favorevole ad una legge a tutela di
tutte le convivenze stabili affermando, a proposito delle convivenze
omosessuali, che "non ci possono essere persone ignorate o svantaggiate
a priori" anche alla luce della fede cristiana. Sottoscriviamo il
pensiero di questo prete, da anni impegnato nell'Arcidiocesi di
Bologna, con passione e dedizione autentica, sul versante della carità
e dell'assistenza nei confronti di tutti gli emarginati. Primi
firmatari: Giovanni Panettiere, portavoce Nsc Emilia Romagna; Giuseppe
Sollazzo, Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna; Giancarla Codrignani,
professoressa. INVIATO DA gruppo credenti omosessuali Abruzzo.




ALLARME DESERTIFICAZIONE
Nel giro di 40 anni il fenomeno ha colpito il
30% dell'Italia, in particolare il sud. Il paradosso è che il paesaggio
italiano si avvia a diventare sempre più verde all'interno, con aree
dove la natura è padrona, mentre appare inaridito, inquinato, con
problemi di risorse idriche e di gestione sulle coste, utilizzate da
agricoltura, industrie e turismo.


A confermare l'allarme è una
ricerca dell'Enea, denominata Riade, confinanziata dal Miur e
presentata a Roma. "Si tratta di un processo di degrado che aumenta in
modo esponenziale sulle fasce costiere -dice Massimo Iannetta,
responsabile del progetto Riade- mentre le aree interne abbondano
vivono una 'naturalizzazione'. I boschi in Italia sono cresciuti del
20% rispetto a quelli presenti negli anni '60,mentre sulle coste c'è
una concentrazione della desertificazione del 30% rispetto al
territorio nazionale,dove c'è un problema di qualità e quantità di
acqua e qualità del suolo". Riade ha esaminato alcune zone di Puglia,
Basilicata, Sicilia e Sardegna, aree dove la desertificazione
costituisce una vera e propria emergenza ambientale. "La
desertificazione comporta impoverimento e degrado del territorio e
interessa suolo, acque, ecosistemi vegetali. E' tipico di terre aride,
semiaride, secche e subumide ed è determinato -dice Iannetta-
soprattutto dalle attività umane, oltre ai cambiamenti climatici che
hanno portato eventi estremi, come inondazioni e siccità. Lungo le
coste il problema principale è lo sfruttamento delle acque di falda,
che provoca l'intrusione dell'acqua marina e quindi la salinizzazione
dell'acqua e dei terreni irrigati". Nelle zone collinarie invece, il
problema è dovuto soprattutto a erosione dei suoli, perdita di sostanze
organiche e di vegetazione. Ma una volta accertato il danno, va trovata
la giusta ricetta per intervenire. "Capire il margine di recupero, la
reversibilità del fenomeno è difficile -spiega Iannetta. Nel giro di
pochi anni il Sud dovrà fare delle scelte: decidere se concentrare le
risorse su turismo, agricoltura, attività industriali, oppure usare
meglio le risorse e tappare i buchi della rete idrica, che perde anche
il 30-40%. In agricoltura si potrebbero usare le acque reflue e far
partire la tariffazione dell'acqua, razionalizzando i consumi e
finanziando così interventi sulla rete". Il progetto Riade ha messo a
punto nuove tecnologie di rilevamento, ma anche sistemi di supporto
alle amministrazioni locali. Così, se si vorrà intervenire in futuro
sul territorio, almeno sarà possibile definire prima gli scenari
possibili e scegliere quello maggiormente ecosostenibile. "La ricerca
realizzata, le tecnologie e i processi innovativi messi a punto con le
imprese rappresentano un presupposto di sviluppo e competitività per il
sistema Paese -ha detto Luigi Paganetto, commissario straordinario
dell'Enea - L'obbiettivo futuro sarà quello di portare il progetto sul
mercato attraverso il trasferimento tecnologico". Fonte:www.ansa.it -
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia



I VANTAGGI DEL
“BIODIESELâ€
In Italia il biodiesel è volutamente introvabile, in questa
situazione, l’unica soluzione rimane quella che già molti italiani
stanno facendo: utilizzare olio vegetale o meglio ancora farsi il
biodiesel in casa.
L'articolo, a cura di Roy Virgilio e Andrea Bruno -
completo di foto e altre importanti illustrazioni, è apparso su Aam
Terra Nuova - numero di giugno 2005.
Nonostante i numerosi vantaggi
ecologici e ambientali, il biodiesel continua ad essere introvabile,
allora non resta che farcelo da noi. C’è davvero da mettersi le mani
nei capelli: da una parte le città sotto assedio dello smog e il prezzo
dei carburanti continuano a salire; dall’altra si fa poco o nulla non
solo per ridurre il traffico veicolare, ma neanche per facilitare l’
impiego di carburanti ecologici come il biodiesel che oltre a
presentare caratteristiche molto simili al gasolio, lubrifica la pompa
di iniezione, costa meno e bruciando produce meno emissioni inquinanti.
Nonostante i numerosi vantaggi, in Italia il biodiesel è volutamente
introvabile, in questa situazione, l’unica soluzione rimane quella che
già molti italiani stanno facendo: utilizzare olio vegetale o meglio
ancora farsi il biodiesel in casa. Ed è proprio questo quello che ci
proponiamo con questo articolo. A questo punto, merita fare una
precisazione rispetto a quanto sta circolando in questi giorni su vari
siti e giornali. E’ vero che l’olio vegetale (in particolare l’olio di
colza) può in molti casi sostituire egregiamente il gasolio. Già Rudolf
Diesel, inventore del motore omonimo, utilizzava l’olio di arachidi
come combustibile, (erano i primi anni del ‘900). Ma ahimè le cose poi
sono andate come sappiamo, il petrolio ha preso il sopravvento e oggi l’
ultima generazione dei moderni motori diesel non sempre è compatibile
con il propellente vegetale usato in origine. Il problema non è tanto
nelle impurezze presenti nell’olio vegetale, quanto nella viscosità
degli oli vegetali, più densi rispetto al gasolio comune, che mette
sottosforzo la pompa di movimentazione del combustibile; inoltre la
maggior viscosità diminuisce il grado di miscelazione con aria e quindi
l’efficienza di combustione. Per tali ragioni non è consigliabile
utilizzare olio di colza se non in minime quantità miscelato al
gasolio. Se si vuole usare un olio vegetale come combustibile, l’unico
modo è dunque riportarlo a valori di densità paragonabili al gasolio
attraverso una reazione di transesterificazione (ossia la
trasformazione di un estere in un altro estere), in grado di spezzare
le molecole dei trigliceridi che compongono l’olio, in catene più
piccole e quindi più fluide. Ecco fatto il biodiesel, all’anagrafe Emv
(Estere Metilico Vegetale), combustibile pulito, rinnovabile e ad
effetto serra nullo (ributta in aria la CO2 assorbita dalle piante
durante la crescita). Un po’ di chimica - Per fare chiarezza sui
termini che ho usato, gli esteri non sono molecole che provengono da
oltreconfine (passatemela), ma semplicemente una specie chimica che si
forma dall’unione di un alcool con un acido grasso. Gli acidi grassi
sono a loro volta molecole tutto sommato molto simili agli idrocarburi
a lunga catena presenti nei distillati di petrolio. I trigliceridi sono
esteri formati da una molecola di glicerina (che è un trialcool) e da
tre acidi grassi. Essendo una molecola piuttosto grande rispetto a
quelle lineari degli idrocarburi, per poterla utilizzare come
carburante è necessario spezzettarla, eliminando la glicerina e
“attaccando†gli acidi grassi ad un alcool più piccolo, come il
metanolo. Questa è la transesterificazione; non è un gioco di prestigio
inventato dal mago Silvan, ma si tratta solo di scambiare un alcool
grosso e “ramificato†con uno piccolo e semplice. Facciamolo in casa! -
Seguendo questa reazione e usando come materia prima i trigliceridi che
provengono da qualsiasi fonte, olio vegetale nuovo, olio fritto di
cucina (molto economico!), grassi animali è possibile produrre un
combustibile riciclando addirittura scarti alimentari. In concreto per
la realizzazione occorrono 3 molecole di alcool metilico per ogni
molecola di trigliceride da trasformare e un po’ di catalizzatore (soda
caustica) per promuovere la reazione. Tradotto in misure a noi più
familiari ci vorrebbero: 0,1 litri di metanolo e circa 3,5 g di soda
caustica (NaOH) per ogni litro di olio fresco.
Ma siccome ogni
reazione tende ad un equilibrio e noi vogliamo che tutto l’olio sia
trasformato e non solo una parte, si usa un eccesso di alcool per
spingere la reazione verso la totale conversione. Quindi la ricetta
finale è: X litri di olio fresco + 0,2 *X litri di metanolo + 3,5*X
grammi di soda caustica. Come detto, si può adoperare anche l’olio
usato in cucina dopo la frittura, ma in tal caso va aggiunta una
aliquota in più di catalizzatore per neutralizzare gli acidi grassi
liberi e va eliminata l’acqua e le scorie di cibo eventualmente
presenti. In linea di massima con oli non troppo usati la dose totale
di NaOH è circa 6,25 g per litro. Purtroppo il metanolo non è facile da
reperire, inoltre è soggetto a severi controlli dopo i gravi casi di
sofisticazione del vino di alcuni anni fa, infine è un composto tossico
per contatto e ingestione e va usato con le dovute cautele e
precauzioni. Per tutti questi motivi è consigliabile utilizzare in sua
sostituzione il comune etanolo, il classico alcool etilico rosa del
supermercato. C’è però una precisazione da fare: l’alcool deve essere
assolutamente anidro (quindi quello a 90° non va bene) perché l’acqua
parassita la reazione, bloccandola e promuovendo una reazione di
saponificazione che manda tutto a monte. Quindi bisogna procurarsi dell’
alcool etilico assoluto (99,9%) e usare una maggiore quantità di
catalizzatore (7 g/litro di olio contro i 3,5 g/litro per il metanolo);
occorre anche una maggiore quantità di alcool (27,5% contro il 20% di
olio necessario con il metanolo). Il processo prevede che prima si
mescoli l’alcool con il catalizzatore, in questo modo si ottiene un
intermedio reattivo (il metossido di sodio, o l’etossido a seconda dell’
alcool). Successivamente si unisce il metossido a l’olio a una
temperatura tra i 35 e i 60 °C (optimum a 45-50 °C) agitando il tutto
per circa un’ora. Esperimenti in cucina - L’attrezzatura necessaria è
composta da: un fornelletto elettrico, una bilancetta da cucina precisa
al grammo, una vecchia pentola in disuso della capienza di circa 3
litri e un agitatore (realizzato con un trapano elettrico fissato su
una colonnina, con un perno e una rondella saldata per smuovere il
liquido). Per evitare inutili sprechi è consigliabile provare con un
litro alla volta. Ecco come procedere: Mescolare circa 275 cc di
alcool etilico (CH3-CH2-OH) con 7 g di soda caustica (NaOH) fino a
completa dissoluzione (in questo modo si ottiene l’etossido). A parte,
mettere a scaldare la pentola con un litro di olio di semi e, raggiunti
i 50 °C, aggiungere l’etossido. Subito dopo la miscela si intorpidisce,
diventando di colore scuro. A questo punto si inserisce nel liquido l’
agitatore (realizzato con il trapano). Dopo un’ora, si spengono
fornelletto e agitatore. A questo punto la miscela comincia a separarsi
in due fasi, sul fondo si deposita la glicerina (ottima per creme
emollienti e prodotti cosmetici) densa e scura, in alto l’estere (il
biodiesel), più chiaro e liquido. Si lascia riposare qualche ora per la
completa separazione e poi si prosegue. La cosa migliore è poter
utilizzare un recipiente con un rubinetto sul fondo, in modo da fare
defluire prima la glicerina e dopo l’estere. Ci siamo quasi. L’ultima
operazione da eseguire è il lavaggio del biodiesel. L’importante è
essere precisi e attenti nelle varie fasi, o si rischia di ottenere
degli insuccessi, reazioni che non avvengono, o si fermano a metà.
Tenete presente che usando alcool etilico, invece del metanolo, tutta l’
operazione è più impegnativa, sia in termini economici, che in termini
di cura dei particolari e tempo necessario, per contro vi ripaga con
una minore probabilità di successo (è proprio un ingrato!). L’unico
vantaggio è la minore tossicità. L’importanza del lavaggio - Il
lavaggio del biodiesel potrebbe sembrare superflua, ma è essenziale per
eliminare tutti i residui poco raccomandabili per la salute del motore.
Ci sono diversi modi per effettuare il lavaggio, ecco uno dei più
semplici. E’ sufficiente una botticella di plastica da 50 litri con un
rubinetto in fondo, una pompetta da acquario per soffiare aria, e
relativa tubazione ed erogatore. Ho messo il biodiesel da lavare nella
botticella (30 litri per volta) e ho aggiunto 10 litri d’acqua. A
questo punto ho lasciato gorgogliare l’aria nell’acqua (che, essendo
più pesante, si deposita in fondo) in modo da creare una corrente
continua tra acqua tirata su dall’aria e biodiesel. L’acqua si lega ai
residui disciolti nel biodisel e li trascina con sé in basso. Lasciare
decantare l’acqua (che diventava biancastra) per circa 8 ore e farla
defluire a sedimentazione completata. Ripetere il trattamento 3 volte,
finché l’acqua non rimane pulita. Quindi si apre il rubinetto e si
lascia defluire tutta l’acqua, quello che rimane è il biodisel pronto
all’uso! La prova del nove - A questo punto, bisogna farsi coraggio e
buttare nel serbatoio la “pozione magicaâ€. Conviene provare prima con
pochi litri, aggiunti al gasolio già presente nel serbatoio, poi se
tutto va bene si può utilizzare il biodiesel puro al 100% autoprodotto.
Se avete seguito correttamente tutte le istruzioni, sentirete il motore
girare perfettamente, e in modo più silenzioso e “rotondo†del solito.
Ma la cosa più entusiasmante è constatare che dal tubo di scarico esce
praticamente solo “aria caldaâ€, priva di odore, e che anche nelle
accelerate più profonde con la terza marcia non si forma la classica
fumata del turbodiesel. Ad oggi con il biodisel preparato in casa ho
percorso più di 1000 chilometri senza inconvenienti di sorta. Anche i
consumi sono ottimi, la mia auto ha reso circa 20 km/litro di biodiesel
(motore VW 1.4 TDI 3 cilindri). Il rovescio della medaglia - Purtroppo
accanto ai numerosi aspetti positivi fin qui elencati, ce ne sono anche
di negativi. Innanzitutto il costo. Preparare il biodiesel in casa non
è poi così economico come potrebbe sembrare, alla fine viene a costare
come il gasolio del distributore o poco meno, tranne nel caso in cui si
utilizza dell’olio da cucina usato. In definitiva farsi il biodisel in
casa è più una provocazione nei confronti di enti, istituzioni e
governi che dicono di preoccuparsi della salute dei cittadini, ma che
non fanno niente di concreto. E’ la dimostrazione concreta che con
pochi sforzi si può inquinare meno. C’è poi anche l’aspetto fiscale,
con il carburante “fai da te†di qualsivoglia natura non si pagano le
accise sui carburanti per cui, anche se animati dai migliori propositi,
si è a tutti gli effetti degli evasori fiscali. Insomma, oltre la beffa
il danno. I vantaggi del biodiesel di Giorgio Petrucci - Il biodiesel è
un prodotto ecologico perché non immette ulteriore anidride carbonica
(CO2) nell’ambiente dato che, provenendo dall’estrazione di un seme
oleoso, la CO2 prodotta dalla sua combustione è stata in precedenza
sottratta dall’aria attraverso la fotosintesi clorofilliana per cui il
suo utilizzo non fa aumentare l’effetto serra ne contribuisce all’
aumento del riscaldamento della temperatura terrestre. I vantaggi però
non finiscono qui perché l’utilizzo di questo combustibile per
autotrazione apporta ulteriori benefici: Le sostanze che andiamo a
bruciare nel biodiesel sono esteri degli acidi grassi, sostanze
altamente energetiche che hanno in più già presenza di ossigeno nelle
molecole per cui la loro combustione nel motore è più completa per cui
aumentano il rendimento e generano meno incombusti e polveri. Il
biodiesel è più facilmente infiammabile per compressione del normale
gasolio e questo è un’enorme vantaggio per i motori diesel dove il
combustibile brucia per compressione e non attraverso la scintilla
delle candele come i motori a scoppio. Il biodiesel non contiene
assolutamente composti aromatici nella sua composizione per cui
contribuisce in minima parte all’incremento degli idrocarburi
poliaromatici (IPA) cancerogeni prodotti dai normali combustibili
derivati dal petrolio. Il biodiesel non contiene zolfo, dunque non
contribuisce all’immissione di anidride solforosa nell’ambiente che,
oltre ad essere tossica ed irritante per la gola, contribuisce in modo
rilevante all’aumento dell’acidità delle piogge. Il biodiesel,
ottimizzando la combustione, produce meno inquinanti come monossido di
carbonio ed ossidi d’azoto. Il biodiesel contribuisce a mantenere
pulito tutto il sistema d’iniezione del motore contribuendo ad
aumentarne l’efficienza e diminuendo la necessità di manutenzione. Per
la produzione di biodiesel si possono utilizzare materie prime come
olio di colza o di girasole, ma anche oli e grassi di frittura,
contribuendo così al vantaggioso riciclaggio di potenziali rifiuti.
Inoltre c’è un’enorme convenienza energetica nella produzione di
biodiesel nel saldo tra spese energetiche di produzione e ricavi
energetici, in pratica fornisce più energia di quella necessaria per la
sua produzione, dunque non "consuma" risorse. Per tutti questi motivi,
la Comunità Europea, cosciente di dover intervenire sui fronti del
trattato di Kyoto per la diminuzione dell’emissione di CO2 e sulla
diminuzione dell’inquinamento urbano e nazionale, ha emanato una serie
di direttive per incentivare l’utilizzo del biocarburanti (2003/30/CE,
2003/96/CE). In controtendenza rispetto ad altri paesi, il governo
italiano, dopo aver incentivato nella scorso anno la produzione di
biocarburanti, defiscalizzando una produzione pari a 300000 tonnellate
è tornata sui suoi passi e, con l’articolo 527 della finanziaria 2005
ha ridotto di 100000 tonnellate la quantità di biocarburante in
esenzione d’imposte. Questo mentre in Germania il governo ha concesso
una produzione illimitata di biocombustibili in esenzione d’imposta, in
Francia ha incrementato di un terzo la quantità in esenzione e lo
stesso Presidente Bush, che notoriamente ha forti interessi familiari e
personali nella produzione e commercio di prodotti petroliferi, ha
varato alcuni mesi fa un piano federale d’incentivo alla produzione di
combustibili ecocompatibili. Alcune precauzioni necessarie - 1. Dal
punto di vista sicurezza se si scalda l’olio per la reazione di
tranesterificazione producendo esteri più volatili del materiale di
partenza, alle temperature di reazione, sono più facilmente
infiammabili dell’olio stesso dunque ci può essere pericolo d’incendio.
2. Il metanolo è molto tossico, ricordiamoci il vino al metanolo, e
bolle ad una temperatura di 61 °C. Nelle condizioni di reazione ne
passa molto allo stato di vapore generando pericoli d’intossicazione
per inalazione. 3. Come è stato suggerito, è possibile utilizzare in
alternativa al metanolo, alcol etilico ma non l’alcol denaturato che
contiene dal 5 al 10% di acqua ed inibisce la reazione di catalisi
della soda caustica. 4. L’alcol etilico assoluto costa molto e contiene
residui di benzene cancerogeno dovuto al tipo di distillazione
utilizzata per ottenerlo.
5. La stessa soda caustica, usata come
catalizzatore, è pericolosa per la pelle e soprattutto per gli occhi e
non è il caso di manipolarla con disinvoltura e senza opportune
protezioni. (G. P.) – FONTE www.aamterranuova.it - INVIATO DA
Promiseland.it Redazione Italia




LETTERA A GESU’
Gianni Geraci
Caro
Gesù, cosa scriverti in occasione del tuo Natale? Come accoglierti
ancora una volta in mezzo a noi? Sinceramente, in un momento in cui la
Chiesa sembra rappresentare un ostacolo che impedisce, a tante persone
omosessuali come me, di avvicinarti e di capire quello che hai da dire
a ciascuno di noi, sento forte la mia inadeguatezza e la contemporanea
importanza di questo mio scriverti, di questo mio rivolgermi
direttamente a te, superando, una volta tanto, la mediazione della
Chiesa. In questi giorni mi sono arrivate decine di messaggi di auguri.
Tra i tanti, mi hanno colpito in maniera particolare quei messaggi che
volevano sottolineare un evidente distacco dal significato religioso
delle feste che stiamo iniziando: un amico mi ha augurato una buona
festa del ‘sol invictus’; un altro mi ha scritto: “Anche se sono sicuro
che il tuo Gesù non è mai nato, ti faccio i miei auguri lo stesso; un
altro ancora mi ricordava come i suoi auguri fossero, a scanso di
equivoci, dei ‘laicissimi’ auguri. Cosa può dire uno che, come me, ti
vuole bene davvero, a questi amici che sentono il bisogno, proprio nel
giorno in cui ricordiamo il tuo compleanno, di prendere le distanze da
te? Forse, con il tuo aiuto, in questa lettera, riuscirò a dire la cosa
giusta a ciascuno dei miei interlocutori: ai tanti che non ti aspettano
più perché credono ormai di essere i legittimi proprietari della tua
persona, ai tanti che non vogliono aspettarti perché sono nauseati dall’
ipocrisia e dall’arroganza di chi parla in nome tuo, ai tantissimi che,
nonostante tutto, ti aspettano ancora, perché sanno che l’intimità con
te è molto più importante di tutti i tentativi che impedirci di
raggiungerti davvero. Per sgombrare il campo da un’obiezione abbastanza
comune, ricordo a tutti che so benissimo che, molto probabilmente, tu
non sei nato il giorno di Natale. Così come, molto probabilmente, non
sei nato a Betlemme. Al di là delle fantasticherie di alcuni uomini di
chiesa e di tanti furbacchioni alla Dan Brown, so bene che, quasi
sicuramente, non saremo mai in grado di ricostruire nei dettagli le
circostanze della tua nascita. Ma so anche che quello che ci interessa
non è tanto uno scoop sulla tua vita privata, ma il modo in cui quelli
che hanno creduto in te hanno deciso di ricordare quell’evento. Ecco
perché mi piace, al di là del fatto che forse sei nato il 27 aprile,
scriverti una lettera di compleanno proprio oggi, nel giorno in cui si
è affermata la tradizione che ricorda l’unico fatto certo: che
qualcuno, a un certo punto, ha iniziato di dire (forte o meno di un’
esperienza diretta di questo fatto, questo non potremo dimostrarlo mai)
che: “Il Verbo di Dio si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo
a noiâ€. L’idea che tu abbia abitato in mezzo a noi è una cosa che mi
consola. Così come mi consola la tradizione che ti attribuisce una
nascita verginale. Caspita! Se i sacerdoti della tua epoca avessero
saputo la verità sulla tua nascita ti avrebbero condannato a morte con
la tua mamma. D’altra parte è quello che fanno certe autorità religiose
islamiche quando decidono di applicare alla lettera la legge del
Corano. Ed in parte, è quello che, fino a qualche decina d’anni fa,
facevano i preti della tua chiesa quando creavano un clima pieno di
ostilità e di diffidenza nei confronti di quelle donne che decidevano
di non nascondere la gravidanza che avevano avuto al di fuori di un
matrimonio. Avrebbero potuto farti nascere in circostanze meno
‘ambigue’. E invece hanno deciso di farti nascere da una donna che non
era ancora sposata, così come hanno deciso di elencare tra i tuoi
antenati una prostituta e una donna straniera. Io credo che non
mediteremo mai abbastanza la forza dirompente di questi particolari che
accompagnano il racconto della tua incarnazione: se li meditassimo un
po’ di più capiremmo che ti continui inviti al perbenismo familista che
ci vengono dai vertici della Chiesa cattolica, non sono altro che la
conseguenza di una serie di contaminazioni con il potere che non ha
niente a che fare con l’esperienza viva di quanti hanno confessato, fin
dai primi decenni della nostra epoca, il fatto che tu fossi davvero il
Signore. Fa una certa impressione vedere che i Vangeli ti attribuiscono
fin da subito la macchia originale di una paternità incerta: una
macchia che, ai tuoi tempi, costituiva un motivo di discriminazione
pesante. Una condizione che, a detta dei tanti esperti di diritto
canonico che suggeriscono i loro documenti alla Santa Sede “benché non
sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte,
verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista
moraleâ€. Una condizione che assomiglia in maniera impressionante alla
mia omosessualità. D’altra parte, non è un caso che le parole che ho
appena utilizzato per descrivere la tua condizione di bambino nato al
di fuori di una relazione di coppia familiare incentrata sul
matrimonio, siano quelle che la Congregazione per la dottrina della
Fede, usa per descrivere la condizione omosessuale (cfr. Lettera ai
vescovi della chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone
omosessuali, 1986). Naturalmente, gli stessi esperti di diritto
canonico, di fronte a questa mia affermazione, si straccerebbero le
vesti per dire che non è vero, che la tua condizione di bambino nato
fuori da un matrimonio regolare, non ha niente a che fare con la mia
omosessualità, che mai e in nessun caso si è parlato dei ‘bastardi’ in
termini men che rispettosi. Ma questi stessi esperti dimenticano il
fatto che, tutti quelli che hanno ormai i capelli bianchi, ricordano l’
atteggiamento di discriminazione e di disprezzo con cui le comunità
cristiane guardavano coloro che, non a caso, venivano definiti “figli
del peccatoâ€, un atteggiamento che assomiglia davvero tanto a quello
che circonda le persone omosessuali come me. Ecco Gesù, sapere che
anche tu hai sofferto, quasi sicuramente, lo stesso disprezzo e la
stessa discriminazione che tanti ‘figli del peccato’ soffrivano fino a
qualche decennio fa e che, ancora oggi, noi omosessuali soffriamo nella
tua chiesa, ci consola ed è, per dirla con un’espressione troppo spesso
contestata, un motivo in più del nostro ‘orgoglio omosessuale’. Il
fatto di non essere capiti dai sommi sacerdoti della nostra epoca,
infatti, ci rende, in qualche maniera, molto simili a te, che non sei
stato capito dai sommi sacerdoti della tua epoca. Molto più simili dei
tanti padri di famiglia esemplari che vengono additati dai nostri
vescovi come modelli di santità laica. In questo senso, caro Gesù,
credo che le persone omosessuali come me, dovrebbero festeggiare con
particolare gioia il ricordo del Natale: perché il Verbo di Dio, che è
venuto ad abitare in mezzo a noi, ha accettato che i Vangeli
raccontassero il mistero della sua incarnazione, secondo dei modelli
narrativi che lo avvicinano in maniera impressionante ai tanti
omosessuali che, con un’ostinazione che può addirittura sembrare
ossessiva, l’attuale pontefice e i suoi tanti fan, continuano a
descrivere come dei ‘deviati’ o dei come dei poveri disgraziati che
vanno curati. Vederti nella mangiatoia tra la tua mamma che ha dovuto
affrontare il rischio della lapidazione e il tuo papà che ha dovuto
accettare un racconto che ogni marito, forte del proprio diritto e del
proprio buon senso, rifiuterebbe, ci fa capire che, al di là della
Chiesa che ci condanna e contro questa stessa Chiesa che ha dimenticato
la carità, ci sei tu che ci accogli con le tue braccia aperte e che hai
deciso di condividere la diffidenza e il disprezzo che ancora ci
circondano. In questo senso io credo che la nostra omosessualità sia
davvero una grande grazia, un dono che ci aiuta ad essere più simili a
te di chiunque altro, un’opportunità che tu ci offri per essere capaci
di amare in maniera diversa. E allora buon compleanno Gesù. Buon Natale
a te e a tutti quelli che hanno ancora bisogno di scoprire questa
semplice verità. Gianni Geraci Gruppo del Guado - Omosessuali Cristiani
– Milano




NESSUNO TOCCHI CAINO 23.12.2006
LIBIA. CONDANNA A MORTE
PER INFERMIERE BULGARE E MEDICO PALESTINESE - 19 dicembre 2006: un
tribunale di Tripoli ha condannato a morte le cinque infermiere bulgare
e il medico palestinese accusati in Libia di aver intenzionalmente
infettato centinaia di bambini con il virus Hiv. Il processo era
cominciato l'11 maggio scorso, dopo che nel dicembre 2005 la Corte
Suprema libica aveva annullato le condanne a morte emesse l’anno
precedente. I sei sono in carcere dal 1999, con l’accusa di aver
infettato l’anno prima col virus Hiv 426 bambini nell’ospedale
pediatrico di Bengasi, 52 dei quali sono morti. Adesso hanno la
possibilità di presentare un ultimo appello presso la Corte Suprema.
Gli imputati sostengono di aver confessato sotto torture crimini mai
commessi, tuttavia i poliziotti da loro indicati come torturatori sono
stati precedentemente assolti dalla giustizia libica. Diversi esponenti
della comunità scientifica internazionale si sono schierati dalla parte
dei condannati: per il prof. Luc Montagnier - coscopritore dell'Aids –
per l’italiano Vittorio Colizzi e per numerosi altri studiosi, il virus
era già presente nell'ospedale prima dell'arrivo dei sei, e il contagio
è avvenuto per le pessime condizioni igieniche e sanitarie. L’avvocato
difensore Othman Bizanti aveva prodotto documenti in base ai quali nel
1997 furono registrati a Bengasi 207 casi di contagio da Hiv. NTC.
VICENDA INFERMIERE BULGARE, NO AL RICATTO - 19 dicembre 2006: i
dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, segretario
dell'associazione e deputato della Rosa nel Pugno ed Elisabetta
Zamparutti, tesoriere, hanno così commentato la notizia della condanna
a morte in Libia delle cinque infermiere bulgare e del medico
palestinese: "La vicenda delle cinque infermiere, che con l'ingresso
dal primo gennaio 2007 della Bulgaria nell'UE saranno a tutti gli
effetti cittadine europee, ha tutte le caratteristiche di un vero e
proprio sequestro operato dalla Libia per estorcere denaro alla
Bulgaria e all'Unione Europea. Dopo la condanna a morte dei sei nel
maggio 2004, la Commissione UE aveva stanziato due milioni di euro per
un piano di azione, varato nel novembre 2004, per fornire assistenza al
Centro di Bengasi. Successivamente nel gennaio 2005 la Corte Suprema
libica ha annullato le condanne a morte che ora di nuovo vengono
comminate da un altro tribunale libico di grado inferiore. E' evidente
quindi la strategia libica volta ad ottenere un "prezzo del sangue" di
stampo coranico sempre più alto. Per risolvere il caso, l'UE eviti di
cedere al ricatto ma faccia sentire alla Libia tutto il peso politico
affinchè siano rispettati in quel paese i diritti umani fondamentali ed
introdotta una moratoria delle esecuzioni capitali."
UE. PRESENTATA A
NEW YORK DICHIARAZIONE SU PENA DI MORTE - 20 dicembre 2006: E' stata
presentata a New York, all' Assemblea Generale dell’Onu, una
Dichiarazione sulla pena di morte, predisposta dall'Unione Europea su
iniziativa italiana, sottoscritta da 85 Paesi membri delle Nazioni
Unite. Per la Farnesina si tratta di un risultato positivo dell’
iniziativa europea, consistente non solo nel numero di Paesi che hanno
deciso di sottoscrivere la Dichiarazione, strumento di alto valore
politico e civile, ma soprattutto nella presentazione all'attenzione
dell'Assemblea Generale delle questioni dell'abolizione della pena di
morte e dell'introduzione di una moratoria delle esecuzioni. Per il
sottosegretario agli Esteri, Gianni Vernetti, l'azione del Governo
italiano è in linea con gli indirizzi espressi dal nostro Parlamento,
ed è stata determinante per la presentazione della Dichiarazione e per
il raggiungimento dell'elevato numero di firme raccolte che supera il
numero di co-sponsorizzazioni ottenute dalla risoluzione sulla pena di
morte presentata dall'Unione Europea nell’ultima sessione ordinaria
della estinta Commissione per i Diritti Umani dell’Onu. Grazie alla
nostra azione ed al supporto dei partners comunitari - si legge ancora
nella nota - sono state cosi' poste le basi per le iniziative future
nella prossima Assemblea Generale. Il coinvolgimento dell'UE ha avuto
l'effetto di accrescere considerevolmente le possibilita' di successo
dell'iniziativa, rispetto a quelle che potrebbe avere la presentazione
di un progetto da parte di un solo Stato membro. 'L'Italia - ha
dichiarato Vernetti - ha sempre svolto un ruolo trainante nella
campagna internazionale per l'abolizione della pena di morte. Questo
primo risultato positivo ci permette di avviare un'azione ancor piu'
significativa sul piano nazionale ed europeo che consenta di
raggiungere le condizioni per fare approvare dalla prossima Assemblea
Generale, auspicabilmente, una risoluzione sulla moratoria universale
della pena di morte'. I dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio
D'Elia, segretario, ed Elisabetta Zamparutti, tesoriere, hanno
dichiarato: "La decisione dell'UE, sostenuta dal Governo italiano, di
presentare una dichiarazione priva di valore formale anziché una
risoluzione per la moratoria come chiedeva il Parlamento italiano è
stata un segno di debolezza che ha avuto ripercussioni anche sul numero
di adesioni raccolte. Tra i sostenitori della dichiarazione mancano
infatti numerosi paesi che pure negli anni avevano addirittura co-
sponsorizzato la risoluzione contro la pena di morte alla Commissione
Diritti Umani dell'ONU (Azerbaijan, Turkmenistan, Samoa, Kiribati,
Gibuti, Sud Africa, Namibia) così come paesi, come la Liberia e il
Tagikistan, recentemente divenuti abolizionisti in tutte le
circostanze. E' evidente che l'Unione Europea deve fare una riflessione
sulla sua adeguatezza a condurre una iniziativa contro la pena di morte
in Assemblea Generale non essendo stata in grado di mantenere compatto
neppure il gruppo di quei paesi che negli anni l’hanno sempre sostenuta
in questa battaglia. L'Italia, se vuole davvero presentare, come ha
annunciato il Ministro D'Alema, la risoluzione per la moratoria
all'Assemblea Generale dell'Onu del prossimo anno lavori da subito alla
creazione di una Colazione mondiale di Governi abolizionisti
rappresentativi di tutti i continenti anche in considerazione del fatto
che l'abolizione della pena di morte non è più un'esclusiva europea."
USA. SOSPESA L’INIEZIONE LETLE IN MARYLAND, FLORIDA E CALIFORNIA - 19
dicembre 2006: la Corte d’Appello del Maryland ha ordinato lo stop
delle iniezioni letali nello stato, fin quando una commissione
legislativa non avrà esaminato il protocollo per la somministrazione
delle sostanze letali. La Corte d’Appello ha detto che “In base alla
legge dello stato, il protocollo deve essere sottoposto ai legislatori
prima di poter essere adottato dal Dipartimento di Correzioneâ€. Secondo
la Corte, le procedure esistenti risultano coerenti con la legislazione
statale ma la commissione legislativa competente “potrebbe avere un’
opinione diversaâ€. In Florida, Il 15 dicembre, il governatore Jeb Bush
ha detto che nello stato non saranno firmati ordini di esecuzione
finché una speciale commissione sulle iniezioni letali non avrà
completato il suo rapporto, previsto per marzo. La decisione del
Governatore giunge a seguito dell’iniezione letale praticata in Florida
su Angel Nieves Diaz, che ha richiesto ben 34 minuti e una seconda
somministrazione di sostanze letali prima di dichiarare morto il
condannato. Alla commissione tocca il compito di esaminare la pratica
dell’iniezione letale, valutando se essa violi il divieto
costituzionale relativo a pene crudeli e inusuali. Jeb Bush lascera'
l'incarico di governatore della Florida a gennaio e il suo successore,
Charlie Crist, si e' detto disposto a mantenere la moratoria di fatto
delle esecuzioni capitali. Lo stesso giorno, un giudice federale ha
dichiarato incostituzionale la procedura usata in California per l’
iniezione letale. Il sistema dell’iniezione letale “si è inceppatoâ€, ha
detto il giudice distrettuale Usa Jeremey Fogel, “tuttavia è possibile
aggiustarloâ€. Per il giudice, l’iniezione letale della California viola
l’ottavo emendamento, che proibisce punizioni crudeli e inusuali. Per
Fogel, la cui decisione segue una serie di audizioni sulla controversa
procedura, ci sono elementi per affermare che le ultime sei persone
sottoposte all’iniezione letale nella prigione di San Quintino
potrebbero essere state coscienti durante la somministrazione delle
sostanze.
IRAQ. GIUSTIZIATI IN TREDICI PER TERRORISMO - 19 dicembre
2006: le autorità irachene hanno impiccato 13 uomini riconosciuti
colpevoli di omicidi, sequestri e altri crimini. Un filmato diffuso
dall'esecutivo iracheno mostra i condannati con indosso una tuta e un
cappuccio verde, allineati contro un muro poco prima di essere
giustiziati. Le sentenze sono state eseguite in una prigione di
Baghdad, stando a quanto precisato dal Sottosegretario alla Giustizia
Busho Ibrahim. "Si tratta di terroristi e di altri criminali condannati
per sequestro e omicidio, oltre che per aver pianificato attacchi in
diverse province", ha dichiarato il sottosegretario. Le condanne a
morte sono state ratificate dalle corti di appello e dall'ufficio di
presidenza, ha aggiunto Ibrahim. Dopo la caduta del regime di Saddam
Hussein, avvenuta il 9 aprile 2003, la pena di morte in Iraq era stata
sospesa dall’Autorità Provvisoria della Coalizione. E' stata
reintrodotta dopo il trasferimento di poteri alle autorità irachene,
avvenuto il 28 giugno 2004. L’8 agosto 2004, a poco più di un mese dal
suo insediamento, l’allora Governo iracheno ad interim guidato da Iyad
Allawi ha varato una legge che ripristina la pena di morte per
omicidio, sequestro di persona, stupro e traffico di stupefacenti. Il 4
ottobre 2005, il Parlamento iracheno ha approvato una nuova legge anti-
terrorismo che prevede la pena di morte per “chiunque commetta ... atti
terroristiciâ€, così come per “chiunque istighi, prepari, finanzi e
metta in condizione terroristi di commettere questo tipo di criminiâ€.

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albamontori
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gaya.cronistisenzafrontiere@... ha scritto: Data: Fri, 29 Dec 2006 13:07:28 +0100 (GMT+01:00) Da: <gaya.cronistisenzafrontiere@...> Oggetto:...
alba montori
albamontori
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