IL DDL DEL GOVERNO SULLE UNIONI CIVILI NON SODDISFA RADICALI ITALIANI. SI E' TENUTO CONTO PRIMA DEL POTERE CLERICALE VATICANO E POI DELLE ESIGENZE DEI COMPONENTI LE UNIONI DI FATTO. NON AVENDO SENATORI, A CAUSA DELL'ILLEGALITA' DEL NOSTRO PAESE, CHIEDEREMO SUBITO UN INCONTRO CON IL SENATORE CESARE SALVI, RELATORE DEI PROVVEDIMENTI SULLE UNIONI CIVILI INCLUSO QUELLO DEL GOVERNO.
Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani:
"Il provvedimento del Governo sulle Unioni civili non soddisfa Radicali Italiani. Il testo, frutto di vari livelli di compromesso, ha dato priorità alle esigenze del potere politico-clericale-vaticano e poi alle persone componenti le unioni di fatto. Come giustamente detto da Emma Bonino, che ha espresso anche lei le sue riserve sul testo, questo non è il Governo Zapatero che con una semplice legge ha risolto il problema delle discriminazioni verso le persone omosessuali.
I radicali, da sempre impegnati per la difesa della dignità e dei diritti delle persone gay, si batteranno in Parlamento per migliorare questo provvedimento governativo che andrà per il suo esame al Senato. Non avendo propri Senatori, a
causa dell'illegalità istituzionale di questo paese – ricordiamo che su questa vicenda è in corso l'iniziativa nonviolenta di Daniele Capezzone, giunto oggi al 14° giorno di sciopero della fame - chiederemo subito un incontro con il Senatore Cesare Salvi, relatore in Commissione Giustizia dei Disegni di Legge sulle Unioni civili finora presentati, incluso quello del Governo, per chiedergli di tenere conto delle nostre posizioni e proposte migliorative".
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