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I: NOTIZIARIO GAYA CsF 4 GIUGNO 2008 - ULTERIORE INVIO   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #551 di 573 |
Ecco per voi di nuovo il NOTIZIARIO GAYA CsF
4 GIUGNO 2008


"POLEMICHE, CONFETTI GAY E
VEGLIE DI PREGHIERA..... LA CITTA´ DI L´AQUILA HA SCRITTO UN ALTRO PEZZO
DI STORIA IMPORTANTE PER I DIRITTI CIVILI."
I CONFETTI DI MARIO PELINO
SARANNO A DISPOSIZIONE PER LA DEGUSTAZIONE ANCHE AL ROMA PRIDE ´08
MATRIMONI GLBT E FRIENDLLY A L´AQUILA


"LE PREGHIERE DEL VESCOVO
MOLINARI NON BASTANO AD ARRESTARE LA CARICA DEI `201´ DI PIAZZALE
ULRICHS"
Entusiasmo per il successo mediatico riscosso dalla
manifestazione: "Giornata di libera celebrazione di matrimoni glbt e
friendlly", denominata "l´amore con l´amor si paga". Le stesse
associazioni organizzatrici si dichiarano soddisfatte nonostante le
molteplici difficoltà che si erano riscontrate dall´inizio e che si
sono presentate fino all´ultimo istante della giornata. Nonostante le
`veglie di preghiera´ indette dal Vescovo di L´Aquila, Mons. Giuseppe
Molinari, il Buon Dio ha fatto brillare il sole sui volti degli sposi/e
e soffiato una leggera e fresca brezza che ha allietato ulteriormente i
presenti che fra parenti ed amici, escludendo forze dell´ordine e
giornalisti, erano circa 200. Purtroppo le coppie che hanno avuto il
`coraggio´ di sposarsi sono state solo due, una gay e una lesbo, poiché
la coppia etero e altre due coppie gay, constatata la nutrita presenza
di giornalisti e mezzi di stampa locali e nazionali, hanno preferito
all´ultimo momento ritirarsi dal compiere l´atto pubblico del
matrimonio. Si è provato a mediare con i giornalisti dicendo loro che
magari sarebbe stato meglio tenere spente le telecamere durante la
celebrazione al fine di salvaguardare la privacy delle coppie
impaurite, ma giustamente poi, si è definitivamente deciso di far
sposare sotto la luce dei riflettori e dei fotografi solo coloro che ne
hanno avuto realmente il coraggio di andare fino in fondo. Si sono
sposati così Emiliano con Eracle e Barbara con Carla. Le due coppie
durante il tragitto da Piazzale Ulrichs a Via Benedetto Croce sono
state incoraggiate dai numerosi presenti e soprattutto fermate da
passati sconosciuti che si sono sinceramente complimentati e che hanno
offerto loro anche un piccolo ristoro. Un sincero ringraziamento a
tutti gli amici e amiche che hanno accompagnato e sentito questa nostra
iniziativa percependone speranze e aspirazoni. Ringraziamo anche le
forze dell'ordine per la loro disponibilità nell'arco di tutta la
giornata e in fine ringraziamo la stampa per essere stata paziente e
presente in massa. Nella speranza che opportunità come questa si
moltiplichino e che aumenti la presenza di coppie etero gltb. Chiudiamo
queste righe ribadendo che il nostro intento non è quello di creare
atti provocatori, né di forzare la religione ad accettare realtà
diverse dai propri canoni, ma chiedendo con forza allo Stato di essere
nella pratica e non solo nella teoria democratico, che si adoperi nella
tutela dei diritti di tutte le diversità che rappresenta.
Il comitato
organizzatore: Stargayte, Verdi Abruzzo, Arcilesbica e Arcigay L´
Aquila.


ROMAPRIDE 2008 A PIAZZA SAN GIOVANNI
IL CIRCOLO DI CULTURA
OMOSESSUALE MARIO MIELI
CHIEDE UN INCONTRO RISOLUTIVO
AL QUESTORE E AL
PREFETTO DI ROMA
A quattro giorni dalla manifestazione del RomaPride
ancora non c´è chiarezza sul percorso della parata del 7 giugno.
Nonostante il percorso della parata sia stato comunicato in data 11
aprile 2008, con partenza da Piazza della Repubblica e arrivo in Piazza
di Porta San Giovanni, nei giorni scorsi sono sorte delle difficoltà in
merito alla coincidenza tra l´arrivo della manifestazione e un concerto
all´interno della Basilica. Il Circolo di cultura omosessuale Mario
Mieli, in qualità di organizzatore del RomaPride 2008, ha chiesto un
incontro ufficiale al Questore Marcello Fulvi e al Prefetto Carlo Mosca
per concordare una soluzione positiva in merito al problema dell´arrivo
della manifestazione e si dichiara disponibile a trovare un compromesso
costruttivo che consenta lo svolgimento di entrambi gli eventi,
evitando qualsiasi tipo di sovrapposizione o difficoltà. La nostra
proposta è di anticipare la conclusione della manifestazione e di
posticipare l´inizio del concerto corale, una soluzione tecnica che
permetterebbe lo svolgimento delle due iniziative, per noi
assolutamente compatibili, e che eviterebbe il sorgere di
contrapposizioni, per noi inesistenti. Il Mario Mieli ritiene che la
conclusione della parata in Piazza San Giovanni sia una richiesta
importante e imprescindibile in termini di libertà di manifestazione.
Riteniamo che la città di Roma debba essere accogliente per tutti e
crediamo che il RomaPride e il concerto non siano affatto
manifestazioni tra loro in contrasto. Il nostro auspicio è che non
venga impedito l´accesso alla piazza di san Giovanni del corteo, una
manifestazione da sempre colorata e pacifica, allegra e accogliente per
definizione, il cui svolgimento è impensabile se non in una dimensione
di piena legalità. Il movimento lgbt vuole arrivare a San Giovanni,
legittimamente e in piena concordia civile, come sempre, nello spirito
di ogni Pride nel mondo; invece tale impedimento rischia di ora in ora
di sembrare politicizzato e pretestuoso per i tanti e tante che
parteciperanno alla parata e per i cittadini tutti. Speriamo che in
questa situazione prevalga il buonsenso e che un eventuale rifiuto di
concessione della piazza non vada a costituire un precedente pericoloso
in termini di libertà e democrazia.
Rossana Praitano Presidente Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli
06/5413985 www.mariomieli.org

A POCHI GIORNI DAL ROMAPRIDE
Anche quest´anno la città di Roma ospita il RomaPride, la
manifestazione dell´orgoglio lesbico, gay e transessuale, la cui parata
è prevista sabato 7 giugno. La piattaforma politica, il calendario
degli eventi e la manifestazione di piazza del 7 giugno sono stati
presentati questa mattina in una conferenza stampa presso la sede della
Provincia di Roma a Palazzo Valentini. La manifestazione gode dei
patrocini di Regione Lazio e Provincia di Roma. Erano presenti in
conferenza stampa Rossana Praitano, presidente del Circolo di cultura
omosessuale Mario Mieli, referente del Comitato promotore del
RomaPride, la deputata Pd Paola Concia, l´Assessore regionale al
Bilancio Luigi Nieri, l´Assessore provinciale alle Politiche culturali
Cecilia D´Elia e alcuni rappresentati delle associazioni che compongono
il coordinamento (Facciamo Breccia, Gruppo Pesce, Rosa Arcobaleno,
Rainbow Choir). Dopo le difficoltà sorte nei giorni scorsi in merito
all´autorizzazione per l´utilizzo di Piazza di Porta San Giovanni a
causa della coincidenza della chiusura del corteo del RomaPride con un
concerto all´interno della Basilica di San Giovanni, il Circolo di
cultura omosessuale Mario Mieli annuncia la richiesta di un incontro
risolutivo con la Questura e la Prefettura. I responsabili del comitato
promotore hanno rivolto un appello al buon senso da parte di tutte le
parti in causa. "Se la decisione della Questura ha motivazioni
tecniche allora è risolvibile, ma se interpreta qualche malumore
diffuso allora è pretestuosa", afferma Rossana Praitano, presidente del
circolo Mario Mieli e referente del Comitato Roma Pride 2008. "Non
credo che la Questura sia un organo politico. "Se il problema è davvero
la presenza di un coro nella basilica di San Giovanni - prosegue
Praitano - siamo disposti ad anticipare il nostro arrivo in piazza e
abbiamo già ottenuto la disponibilità dal coro stesso a posticipare di
mezz´ora l´evento. In ogni caso il gay pride è sempre stato una
manifestazione pacifica e la presenza contemporanea dei due eventi
sarebbe invece un grande segnale culturale". Un parere condiviso anche
dall´assessore regionale, Luigi Nieri che afferma: "mi auguro che anche
da parte del Comune ci sia un atteggiamento di apertura da qui alle
prossime ore. Il gay pride è una manifestazione pacifica che rivendica
diritti negati". D´accordo anche l´assessore provinciale, Cecilia D´
Elia: "dare il patrocinio quando il governo e altri enti non lo hanno
fatto è una responsabilità che rivendico in nome dell´articolo 3 della
nostra Costituzione". Per Paola Concia del Pd, "il gay pride fa parte

della cultura storica del nostro Paese e che piaccia o no non deve
essere oggetto delle decisioni della politica. Mi auguro che si trovi
una soluzione anche per smorzare un clima pesante che si sta creando in
questi giorni". La manifestazione sarà caratterizzata, come da
tradizione, dai toni dell´allegria e della pacifica convivenza, senza
scordare le rivendicazioni politiche, sintetizzate dallo slogan
"Testardamente. Parità, dignità, laicità".Ad aprire il corteo, che

partirà sabato alle 16 da piazza della Repubblica, un pullman a due
piani fucsia con i rappresentanti del Coordinamento RomaPride. A
seguire quindici carri delle ventidue associazioni lgbtq e non solo.
FONTE Andrea Berardicurti [Segreteria Politica Circolo di Cultura
Omosessuale `Mario Mieli´ INVIATO DA Paolo Violi Fondazione Massimo
Consoli

PILLOLA DEL GIORNO DOPO: DOMANI IL GIP DI ROMA DECIDERÀ SE
ARCHIVIARE LE ACCUSE A CARICO DEI MEDICI OBIETTORI DI COSCIENZA
Dichiarazione dell´avv. Alessandro Gerardi e di Massimiliano Iervolino,
Segretario dell´associazione Radicali Roma:
"Domani si svolgerà l´
udienza in camera di consiglio all´esito della quale il Giudice per le
indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, dott. Claudio
Mattioli, deciderà se archiviare le accuse contro i medici obiettori di
coscienza. Il predetto procedimento giudiziario tra spunto da una
nostra denuncia avanzata nei confronti di alcuni medici operanti all´
interno delle strutture sanitarie pubbliche i quali si erano rifiutati
di prescrivere il Norlevo ad una paziente che ne faceva urgente
richiesta. Domani, pertanto, per la prima volta in un´aula giudiziaria,
tenteremo di dimostrare che, così come per i contraccettivi in genere,
anche per la c.d. "pillola del giorno dopo" il richiamo all´obiezione
di coscienza non è né previsto né consentito dalla legge e che quindi
la mancata prescrizione del principio farmacologico in questione ad
opera del singolo medico integra a tutti gli effetti gli estremi del
delitto di omissione di atti d´ufficio e/o di interruzione di pubblico
servizio."
www.radicaliroma.com
Massimiliano Iervolino
Segretario
dell'Associazione Radicali Roma
via di Torre Argentina 76
00186 Roma
3453652220
m.iervolino@...
www.radicaliroma.com


FACCIAMOCI
SENTIRE DA MAHMUD
ECCO CHE COSA FA AGLI OMOSESSUALI IRANIANI
di
Aurelio Mancuso
Dal 1979 ad oggi, secondo le organizzazioni
internazionali umanitarie più di 4000 gay e lesbiche sono state
condannate a morte. La guida spirituale e politica della rivoluzione
islamica iraniana l´ayatollah Khomeini, pubblicò una fatwa sulla
transessualità che la definiva una condizione medica che andava curata
con la chirurgia. Da allora sono state migliaia le operazioni
effettuate sotto la stretta sorveglianza dei guardiani della
rivoluzione. Quindi, la legge in Iran prevede la morte per chi pratica
l'omosessualità mentre il governo iraniano fornisce 5mila dollari a
ogni persona che vuole cambiare sesso, oltre ai costi della terapia
ormonale. Le transessuali sono oggi in Iran circa 150 mila, un numero
percentualmente spropositato se si pensa che le transessuali italiane
sono circa 25mila. Moltissimi gay iraniani, pur di scampare a
persecuzioni e morte, sono "portati" ad operarsi, a mutilare il
proprio
corpo, vittime di un´inaudita violenza psicologica. Con questi numeri
si presenta il presidente della Repubblica Islamica dell´Iran a Roma
per la Conferenza della Fao. Ringrazio il Riformista di aver acceso un
potente faro sul caso Iran. Per Arcigay, questa è anche la migliore
occasione per rilanciare l´allarme sulla situazione dei diritti umani
in Iran, diventata sempre più insostenibile a seguito di un´articolata
campagna repressiva. L´Iran non è l´unico paese al mondo che ammazza
per legge i gay e le lesbiche, gli fanno compagnia Arabia Saudita,
Sudan, Yemen, Mauritania, Pakistan. Un´altra ottantina di Stati prevede
condanne severe, anche il carcere a vita, e permette, quando non
sollecita, torture, violenze, discriminazioni. Ma l´Iran ha un triste
primato nel reprimere con la violenza ogni diritto delle persone
omosessuali. Nei primi anni '80, per esempio, 70 persone sono state
trucidate dopo aver tentato di organizzarsi in un'associazione gay e
lesbica. Altri 100 omosessuali sono stati condannati a morte nel 1992
dopo un'incursione della polizia ad una festa privata. Negli ultimi
anni, proprio da quando si è insediato Ahmadinejad, la persecuzione
contro gli omosessuali ha conosciuto un´escalation. Sotto il suo
governo sono state portate a termine esecuzioni pubbliche dimostrative
di giovani accusati di violenze contro i minori, ma in verità solo
incolpevoli vittime, orrendamente scelte come prova di forza. D´
altronde l´accusa di sodomia è utilizzata, e in questo l´Iran fa buona
compagnia a tanti regimi sanguinari odierni e del passato, come arma
politica di eliminazione dei dissidenti e degli avversari politici. I
metodi più usati per uccidere le persone accusate di omosessualità sono
la decapitazione, il taglio in due con la scimitarra, la lapidazione,
il rogo al palo e il lancio da un precipizio o dal tetto di un palazzo,
anche se di recente si preferisce l´impiccagione perché consente una
maggiore teatralità e coinvolgimento popolare. Ho avuto un sobbalzo
quando ieri ho letto su la Repubblica l´intervento di Lucio Caracciolo,
che derubrica Mahmud Ahmadinejad a diavoletto subdolo e odioso. L´
articolo, summa di real politik, non può certamente tenere conto della
scia di sangue che accompagna il presidente iraniano. Quando si tratta
di diplomazia tra stati, strategie regionali e mondiali, per alcuni la
vita delle persone slitta in secondo piano, diventa una variabile
indifferente. Sappiamo bene che l'Italia, sia per ragioni commerciali
sia per il suo ruolo di componente della Comitato per diritti umani
dell´Onu, assunto il 20 Giugno 2007, sarebbe una voce ascoltata in
Iran. Per queste ragioni e per riaffermare la ferma e fattiva
promozione del diritto alla vita, che ha fatto dell'Italia uno dei
principali attori della battaglia per la moratoria universale contro la
pena di morte, chiediamo che il Governo, sia con azioni diplomatiche
dirette, sia con iniziative coordinate in sede europea, faccia il
possibile per scongiurare il perpetuarsi di questa situazione di
oltraggio alla vita e ai diritti umani fondamentali, richiami l'Iran al
rispetto dei trattati internazionali e sostenga i movimenti per i
diritti civili presenti nel paese.
FONTE il Riformista 3 giugno 2008
INVIATO DA Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay Mobile 335
310659
blog.libero.it/mancuso - msn: preatoria@...

PIAZZA SAN
GIOVANNI ERA AUTORIZZATA
Apprendiamo dal sito Corriere.it che la
Questura di Roma dichiara che non ha mai ritirato l´autorizzazione per
Piazza San Giovanni poiché quest´ultima in realtà non è mai stata
concessa. Non vogliamo entrare in polemica con la Questura con cui
negli anni abbiamo avuto ottimi rapporti di collaborazione, ma
puntualizziamo che in data 11 aprile 2008 il Circolo Mario Mieli si è
presentato in via di San Vitale per notificare il percorso del 7
giugno. Quest´ultimo è stato autorizzato da tanto di timbro dalla
Divisione Gabinetto e immediatamente faxato al Comune di Roma. Tale
documento è in nostro possesso. Dal 11 aprile in poi nessun autorità
competente ci ha comunicato di una precedente richiesta del Vicariato
di Roma, soltanto ieri ci è stato fatto presente in conferenza dei
servizi di un problema di sovrapposizione di eventi.
CIRCOLO DI CULTURA
OMOSESSUALE MARIO MIELI
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437
ROMAPRIDE 2008 A SAN GIOVANNI: FARE CHIAREZZA
Dopo l´appello
di ieri rivolto dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, in
qualità di organizzatore del RomaPride del 7 giugno, alla Questura di
Roma di riconsiderare il divieto posto per la Piazza di Porta San
Giovanni quale luogo conclusivo del corteo, si rivolge anche un invito
al Vicariato di Roma ad esprimere pubblicamente eventuali proprie
preoccupazioni o qualunque pregiudiziale di sorta all´utilizzo della
piazza. Questa richiesta è posta per chiarezza ed anche per permettere
di comprendere quale sia l´interlocutore con cui trovare soluzioni per
lo svolgimento di entrambe le iniziative, la conclusione del corteo ed
il coro dentro la Basilica, cioè l´evento ritenuto dalla Questura
incompatibile con il corteo. Specificatamente prospettiamo già
pubblicamente una possibile felice risoluzione nello spostamento di un´
ora in avanti dell´inizio del concerto, che eviterebbe la così tanto
temuta sovrapposizione. Questa richiesta di un qualche segnale dal
parte del Vicariato è dettata anche dal dubbio che le ragioni del
diniego non nascano dall´incomprensibile incompatibilità fra il Pride
ed un coro di musica sacra in luoghi contigui e in orari diversi, ma da
valutazioni politiche di cui non si capisce la provenienza. Va evitato
che ogni cittadino sia costretto a darsi da solo le proprie risposte,
anche perché queste potrebbero facilmente concentrarsi sull´idea che
sia l´autorità ecclesiastica l´ispiratrice del divieto. Il nostro
invito è mirato ad evitare che sorgano polemiche indistinte, a far si
che chi pone delle richieste se ne prenda la responsabilità e perché
sta crescendo in tanti la sensazione che La Chiesa Cattolica,
certamente distante dalle richieste dei cittadini omosessuali e
transessuali, questa volta sia estranea alla vicenda del Pride. E´
evidente che il Pride di Roma risulta fortemente e pretestuosamente
osteggiato. E´ necessario capire da chi e perché. Se fosse invece una
cosa di poca rilevanza, facilmente risolvibile nella maniera
prospettata, sarebbe giusto risolverla.
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli
La Presidente - Rossana Praitano
Segreteria politica
- Andrea Berardicurti
348/7708437

GAY PRIDE, GRUPPO EVERYONE:
"GOVERNO ITALIANO COME REGIME OMOFOBICO CHE NON RISPETTA I DIRITTI
UMANI"
"Ciò che sta accadendo, in un'Italia che è già in preda a un
delirio razzista, è un atto di grave omofobia istituzionale ed è il
principio di una forma di negazionismo della Memoria GLBT che risulta
intollerabile". Commentano così i leader del Gruppo EveryOne Roberto
Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau la notizia di ieri sera secondo
cui la Questura di Roma, che l´11 aprile aveva concesso agli
organizzatori del Roma Pride del 7 giugno la possibilità di concludere
la manifestazione in Piazza San Giovanni, ha revocato l´autorizzazione
per la conclusione della marcia nella stessa sede in cui l´anno scorso,
durante la fine del Pride nazionale, si era riunito quasi un milione di
persone. La motivazione, un concomitante convegno e concerto corale all´
interno dei Palazzi Lateranensi. "Chiediamo al Ministro dell´Interno di
revocare quest´ultima decisione immediatamente e di garantire il
regolare svolgimento del Pride romano così come stabilito l´11 aprile
scorso. Se così non avvenisse, porteremo il caso all´attenzione delle
massime Istituzioni Europee. Negare il patrocinio e affermare che
questo governo è espressione di un popolo italiano che non riconosce i
diritti GLBT, come ha fatto il Ministro ex velina Mara Carfagna,
corrisponde infine a definire il governo come un regime omofobico che
non rispetta i diritti umani e questo non è consentito, per fortuna,
dalle norme Ue, dalle Carte per i Diritti dell'Uomo, dalla stessa
Costituzione." "Il Governo Italiano, e così il Ministro Carfagna, non
hanno una preparazione riguardo al significato delle manifestazioni per
i Diritti Umani," continuano Malini, Pegoraro e Picciau "che non è
semplicemente quello di combattere la discriminazione, ma di celebrare
la presenza e il contributo di una minoranza, già oggetto di
persecuzioni, all'interno della società. Secondo la Carfagna, quindi,
quando il Governo riterrà che gli ebrei non sono più discriminati,
negherà il patrocinio al Giorno della Memoria o alle Marce dei Vivi? Il
Gay Pride e il Corteo LGBT (Gay Parade)" proseguono gli attivisti "sono
manifestazioni riconosciute in tutti i Paesi democratici e celebrano
l'orgoglio della comunità omosessuale riguardo alla sua stessa
esistenza, alle sue istanze di emancipazione alle sue tradizioni, alla
sua cultura". "Credo - aveva affermato la Carfagna ai microfoni di Sky
Tg24 qualche giorno fa - che il Gay Pride sia una manifestazione che dà
una visione caricaturale di un mondo che invece va affrontato con
grande serietà e che va rispettato". Riguardo a questo, i
rappresentanti di EveryOne spiegano che "le simbologie
'trasgressive',
che suscitano l'ilarità o la disapprovazione degli intolleranti,
costituiscono la memoria storica della persecuzione che a Berlino colpì
la comunità e lo stile di vita gay, la cui estetica era improntata a
una ricerca di libertà, creatività e disinibizione, in reazione a
secoli di repressione ed emarginazione. Il travestitismo, il nudo, il
lato 'cabarettistico' del Gay Pride hanno precisi riferimenti
culturali, sociali e politici su cui si basarono le istanze contro
l'omofobia di Magnus Hirschfeld, nonché l'opera eroica dei primi
movimenti per i diritti GLBT. Il modello proposto dai nuovi movimenti
per i diritti omosessuali si poneva quale unica forma possibile di
contrasto alla repressione promossa dall'Articolo 175 del Codice penale
tedesco, che considerava l'omosessualità un crimine e fu il fondamento
ideologico per la persecuzione attuata dai carnefici di Hitler.
Sicuramente" concludono "né il Ministro né la totalità del Governo
Berlusconi conosce questi e altri aspetti del Gay Pride, la cui
presenza nella società assicura un principio di rispetto delle
tradizioni della diversità. Il Giorno dell'Orgoglio Gay è un invito
internazionale ad accettare i diritti delle persone GLBT e a dire 'mai
più alle persecuzioni".
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334 8429527
www.everyonegroup.com :: info@...

LETTERA AL PRESIDENTE NAPOLITANO
Ho inviato al Presidente la lettera.
che segue. Non so se la leggerà,ovviamente, né tantomeno se sortirà
qualche effetto, ma non potevo non tentare, data la situazione di
"colonia" che ancora siamo costretti a subire. Continuo in ogni caso
a
ritenere, al di là delle polemiche tra le varie anime della Comunità
varia, che l'unico luogo significativo e significante (per il solo
corteo nazionale del GayPride) sia ancora Roma, finché da Roma un
qualsiasi teocrate assoluto travestito da icona continuerà a governare
la politica degli italiani con la scusa della religione e l'arroganza
di essere il depositario dell'unica vera verità passata, presente e
futura. Gajssimi saluti Alba
Signor Presidente della Repubblica
Italiana, Sig.Giorgio Napolitano, nell'ormai lontano 1974,neo nominata
docente s.m.s. giurai solennemente di osservare,difendere e insegnare
la Costituzione della nostra Repubblica assieme alla Storia e all'arte.
Sapevo bene che è la Legge di tutti i cittadini dello Stato Italia, il
patto fondante a cui tutte le altre leggi e regolamenti devono
coerentemente riferirsi. Ancora ho ricordo dell'emozione grande, che mi
ha preso il cuore e la voce nel pronunciare la formula, consapevole
della responsabilità che mi stavo assumendo pubblicamente. Tra le molte
difficoltà, ho trascorso la mia intera vita e spero quel che ne rimane,
a spendere esperienza, conoscenze ed energie per la crescita umana,
civile e culturale dei cittadini dell'Italia presente e futura, perché
e i principi costituzionali possano diventare parte integrante e vitale
della vita quotidiana di ciascuno, nella nostra terra e oltre, come
certo desideravano coloro che fortemente li vollero e democraticamente
li promulgarono. Ma la nostra Costituzione è ancora purtroppo poco nota
a tutti i livelli e ancor meno applicata nella vita civile. Cosi
ignorandola si ritiene necessario ri-scriverli falsandone addirittura
il significato. "Innovazioni costituzionali" ( con relative leggi e
regolamenti applicativi), inutili, anzi che possono generare confusione
e disagio poiché i principi sono già tutti scritti, in forma chiara,
semplice, inequivocabile, negli articoli relativi della Costituzione.
Faccio solo un esempio: cos'è per lo Stato Italiano una famiglia?
"società naturale fondata sul matrimonio" ovvero sull'impegno
reciproco
liberamente scelto e pubblicamente testimoniato, tra persone, secondo
la loro natura, a con-dividere la loro quotidianità, con tutto ciò che
comporta, cioè aiutarsi nelle avversità come condividere le gioie, per
e con amore e rispetto vicendevoli.Dichiararlo e solennemente annotarlo
su un atto pubblico "di Stato" è quindi una pura "formalità
contrattuale", per rendere gli interessati titolari, civilmente, dei
diritti, dei doveri e delle responsabilità che ne derivano. E lo Stato
dovrebbe essere ben felice di esserne garante. Per tutti. Ma quanti
cittadini sono discriminati, esclusi, umiliati proprio in ciò rispetto
a una parte della popolazione dell'Italia, ed anche della Comunità
Europea? Dopo sessant'anni non è forse improrogabile attualizzare il
"senza distinzione di sesso, di razza, di lingua o religione"? Anche
nell'organizzarsi la propria "famiglia" e la vita civile in base
alle
personali scelte di vita e di affetti, e non solo di norme religiose,
senza ulteriori discriminazioni. Non è rimandabile oltre l'applicazione
in Italia di quanto già vigente in Europa nostra "patria allargata",
in
difesa della vita civile, culturale e socio-affettiva, dell'incolumità
psico-fisica, del lavoro. Per le donne, gli omosessuali, i transgender,
è urgente ed ineludibile difenderne il rispetto umano, il diritto ad
essere pienamente in una società di pari, a collaborare ciascuno
secondo le proprie capacità alla sua realizzazione. Lei, Signor
Presidente, rappresenta tutti i cittadini italiani, anche quelli a cui
parità di diritti è ancora negata di fatto e che, come in un passato
non troppo lontano, è ancora oggetto di discriminazioni e violenza. Le
chiedo perciò di compiere un atto simbolico positivo di attenzione nei
confronti della annuale celebrazione del GayPride Nazionale 2008, certa
che la Sua sensibilità potrà consigliarLe i modi e i mezzi più
opportuni ed efficaci. Ringraziando per l'attenzione Alba Montori
evviva le differenze -evviva i pari diritti e doveri
abbasso falsità e
ipocrisia - abbasso omologazioni egualitariste
condividi le
informazioni e le esperienze
http://albamontori.blogspot.com


LAMBDAISTANBUL DOPO LA DECISIONE DI CHIUSURA DA PARTE DELLA CORTE:
COSA
FARE ADESSO?
da lambdaistanbul.org
"Il 29 maggio 2008 la Corte di
Giustizia di Istanbul ha annunciato la sua decisione di chiudere l´
associazione di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT) della
città, Lambdaistanbul. L´associazione non chiuderà finchè non verrà
emessa una sentenza definitiva della Suprema Corte d´Appello.
Lambdaistanbul, organizzazione locale antimilitarista attiva dal 1993,
viene inserita nel registro delle associazioni (e quindi è
ufficialmente riconosciuta) nel maggio 2006. Tuttavia, la municipalità
di Istanbul ha ritenuto che lo statuto dell´organizzazione fosse
illegale e contro la moralità pubblica, e ha fatto causa all´
associazione al fine di chiuderla. Sebbene il Pubblico Ministero abbia
rifiutato di pronunciarsi sulla base della libertà di associazione, la
municipalità ha fatto ricorso, portando il caso fino alla Suprema Corte
d´Appello. Il processo è iniziato nel luglio del 2007. Il 29 maggio
2008, data della sentenza, la Corte ha deciso in favore della chiusura
di Lambdaistanbul, nonostante il rapporto legale di alcuni esperti non
avesse trovato alcun riscontro con le accuse. A nostro avviso, questo
processo è solo il primo passo di una campagna discriminatoria nei
confronti delle associazioni GLBT che lavorano in Turchia. Invece di
accettare e tutelare l´esistenza delle associazioni GLBT, le autorità
statali turche hanno deciso di condannarle e privarle del loro diritto
di esistere. Non abbiamo alcuna intenzione di allontanarci dal nostro
lavoro e continueremo a lottare, al fine di ottenere il riconoscimento
legale, pur essendo consapevoli dei rischi a cui andiamo incontro, ma
pensiamo che non sia più possibile ignorarci.
FACCIAMO APPELLO ALLA
COMUNITÀ INTERNAZIONALE AFFINCHÈ CI SOSTENGA
NEL NOSTRO LAVORO:
1)
Invitiamo tutti, associazioni e singoli individui, a sostenere la
nostra battaglia, inviando una mail (nome, cognome, professione) al
seguente indirizzo donttouchmyassociation@...
2) Scenderemo in
piazza sabato 7 giugno per protestare contro la decisione della Corte
che ci vuole obbligare a chiudere. Vi invitiamo ad organizzare campagne
e dimostrazioni nelle vostre città, al fine di appoggiare la nostra
causa.
3) Presto lanceremo la nostra campagna don´t touch my
association, fornendo a breve ulteriori dettagli.
ASPETTIAMO LA VOSTRA
SOLIDARIETÀ!
LAMBDAISTANBUL

CERTI DIRITTI A GAY PRIDE LETTONIA.
VATICANO CHIARISCA OMOFOBIA CARDINALE
CERTI DIRITTI CHIEDE AL VATICANO
CHIARIMENTI SU GRAVI AFFERMAZIONI OMOFOBICHE CARDINALE LETTONE, SAREMO
ANCHE NOI AL GAY PRIDE DI RIGA.
L´Associazione radicale Certi Diritti
partecipa, con il responsabile per le questioni europee dell´
Associazione e funzionario liberale al PE, Ottavio Marzocchi al Gay
Pride della capitale della Lettonia, Riga. La manifestazione si
svolgerà questo week end e culminerà domani, sabato 31 maggio, con una
marcia nel centro della città. Insieme a Ottavio Marzocchi parteciperà
all´iniziativa la deputata europea olandese del partito radicale D66
nel quadro della campagna per i diritti LGBT "ALDE 4 Equality" del
gruppo Liberale e Democratico del Parlamento europeo. Al Gay Pride
partecipano anche le associazioni LGBT europee e quelle per i diritti
umani, tra le quali Amnesty International, che monitoreranno in
particolare l'andamento della manifestazione e la protezione garantita
dalle autorità locali e nazionali. L´Associazione Certi Diritti chiede
urgentemente alle gerarchie vaticane di chiarire la loro posizione
rispetto alle affermazioni violente ed omofobiche del cardinale lettone
Janis Pujats, verificando al più presto se parla a nome del Vaticano o
suo personale. In una lettera aperta al Governo firmata dalla
conferenza dell'arcidiocesi di Riga, il cardinale omofobico ha infatti
chiesto alle autorità di dichiarare la marcia illegale e di proibirla,
perché contraria "alla morale ed alla famiglia". La lettera paragona

gli omosessuali agli alcolizzati, ai drogati ed alle altre "pseudo-
minoranze con inclinazioni immorali", critica gli "stranieri" che
parteciperanno al gay pride al fine di "propagandare pubblicamente
perversioni", denunciando "che tale vergognoso comportamento sarà pure
protetto dalla polizia, umiliata perché forzata a stare vicino ai gay
durante la marcia". Alcuni esponenti politici si sono associati
all'appello omofobico, tra cui il vice Sindaco di Riga insieme ad altri
di partiti di destra e di sinistra. Il Direttore esecutivo del Comune
di Riga ha richiamato i politici e i religiosi ai principi della
democrazia e dello Stato di diritto, affermando che "non si possono
basare le decisioni sulle emozioni, perché ci sono leggi e norme da
rispettare". L'organizzazione omofobica "no pride" anche
quest'anno
cercherà di sabotare la marcia ostacolando, intimorendo ed aggredendo i
partecipanti.


I GESUITI APRONO ALLE COPPIE OMOSESSUALI SCONTRO SULLA
PIAZZA NEGATA AL GAY PRIDE
Per la Compagnia di Gesù il diritto al
riconoscimento legale è sancito dalla Costituzione - MILANO - I gesuiti
aprono agli omosessuali e definiscono «scelta giustificabile» quella
del riconoscimento giuridico del «legame tra persone dello stesso
sesso». Lo sostengono con un articolo di oltre venti pagine sul numero
di giugno di «Aggiornamenti sociali», rivista della Compagnia di Gesù,
diretta da padre Bartolomeo Sorge, politologo, scrittore, grande
esperto della dottrina sociale della chiesa. Il problema è analizzato
sotto il profilo dottrinale, giuridico, psicologico, storico, sociale.
La conclusione è che «il riconoscimento giuridico, quale presa d´atto
di relazioni già in essere, trova la sua giustificazione in quanto
concorre alla costruzione del bene comune. Prendersi cura dell´altro
stabilmente è contributo alla vita sociale». Al centro San Fedele di
Milano, sede della rivista, spiegano che «lo scopo dell´intervento è
quello di aprire uno spazio di dialogo e di confronto sereno, fuori
dalle strumentalizzazioni politiche» su un tema molto controverso
all´interno del mondo cattolico e della società. L´articolo mette in
fuga subito le possibili obiezioni da parte di chi sostiene che il
riconoscimento legale delle coppie gay potrebbe minare le fondamenta
del matrimonio tradizionale, cioè l´unione fra un uomo e una donna: «La
centralità sociale del matrimonio è collegata al compito della
generazione ed educazione di nuovi individui». Anzi «pare difficile»
che riconoscere «alcuni diritti fondati su una continuità di una
convivenza e di una relazione affettiva» possa portare a una
«svalutazione» della famiglia tradizionale o a una rivoluzione sociale.
Per i gesuiti, la richiesta degli omosessuali per ottenere il
riconoscimento legale trova sostegno nell´articolo 2 della Costituzione
«il quale prescrive che alla persona debbano essere riconosciuti
diritti inviolabili e imposti doveri inderogabili sia come singolo sia
nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità». Quanto
alla scelta della forma giuridica di riconoscimento, l´articolo
propende per la mera registrazione della convivenza, senza
manifestazione di consenso proprio per evitare di «introdurre modelli
paralleli a quelli matrimoniali». Intanto sale il tono della polemica
sul diniego di piazza San Giovanni al comitato organizzatore della
tradizionale parata Gay Pride prevista per sabato 7 giugno. Vibrate
proteste arrivano dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli:
«Siamo stupiti e amareggiati. La Questura ha ritirato con due mesi di
ritardo l´autorizzazione con la motivazione di un concomitante convegno
e concerto corale all´interno dei Palazzi Lateranensi». Il presidente
nazionale dell´Arci Gay, Aurelio Mancuso, parla di «grave provocazione
politica» e chiede «quali problemi d´ordine pubblico potrebbero sorgere
tra una parata nelle vie di Roma e si conclude nella storica piazza e
un´iniziativa della gerarchia cattolica dentro la Basilica?». Di
«operazione antidemocratica e incivile», parla l´ex ministro Paolo
Ferrero (Prc), mentre Anna Paola Concia, deputata del Pd, annuncia
un´interrogazione parlamentare. Per i radicali Rita Bernardini, Marco
Perduca e Sergio Rovasio si tratta di «un diniego inaccettabile».
INVIATO DA Davide Montanari
+39 339 7107082

NEGATA PIAZZA SAN GIOVANNI
AL ROMAPRIDE
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli,
organizzatore del RomaPride 2008, rende noto che ad appena nove giorni
dallo svolgimento della parata di sabato 7 giugno la Questura di Roma
ha ritirato l´autorizzazione, concessa originariamente in data 11
aprile, a concludere la parata a Piazza San Giovanni con la motivazione
di un concomitante convegno e concerto corale all´interno dei Palazzi
Lateranensi. Del problema sul percorso siamo venuti a conoscenza
soltanto oggi, durante un incontro tecnico al Comune di Roma e nel
conseguente incontro in Questura, senza che nessuna autorità competente
l´abbia comunicato prima, nonostante siano passati quasi due mesi dall´
autorizzazione originaria e dall´ampia notorietà pubblica data all´
evento e al percorso. Siamo stupiti e amareggiati per l´evolversi
degli eventi e per l´incredibile ritardo della comunicazione. Domani,
giovedì 29 maggio, alle ore 17.30, presso la sede del Circolo Mario
Mieli, in via Efeso 2/a, si terrà una conferenza stampa dove verranno
dati tutti i dettagli e comunicate le nostre decisioni. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica 3487708436/7/9 -
348 8865214

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UN´ASSOCIAZIONE ISLAMICA
ADERISCE E PARTECIPA AL
´GAY PRIDE´ ROMA 7 GIUGNO.
Si tratta della
Islamic Anti-Defamation League (Iadl) impegnata nella difesa dei
diritti delle comunità islamiche e dei singoli musulmani a livello
legale e sociale. "Alcuni saranno presenti perché gay, lesbiche,
bisessuali, transessuali o ´questioning´ - dichiara la portavoce
nazionale della Iadl, Dacia Valent, nella lettera con cui comunica l´
adesione alla giornata dell´orgoglio omosessuale - ma tutti noi
parteciperemo perché sappiamo nel profondo dei nostri cuori e delle
nostre anime che non è necessario essere "qualcosa" per sentirsi
parte
in causa, o parte del progetto di una vita bella da vivere". La Iadl
già in passato si era occupata della difesa dei diritti degli
omosessuali. "Non è la prima volta che sosteniamo il diritto degli
omosessuali ad una vita piena e priva di discriminazione - conclude la
nota - infatti abbiamo premiato con la Mezzaluna d´Oro un´associazione
GLBTQ musulmana, Al-Fatiha, con sede a Londra"
FONTE
fondazionemassimoconsoli.com INVIATO DA Paolo Violi

GUARDA IN FACCIA
LA VIOLENZA
A cura di ArciLesbica Nazionale e Rete donne Arcigay
Pride
Nazionale Bologna 2008 dal 28 maggio al 4 giugno a Bologna e 4 giugno
ore 15.00 Piazza Santo Stefano "Guarda in faccia la violenza" è un
evento/esibizione di sperimentazione culturale e animazione sociale
interamente dedicato alla violenza di genere, nella sua variante per
orientamento sessuale. Dal 28 maggio 15 sagome a grandezza naturale di
donne lesbiche ed anche di uomini gay saranno esposte presso la
Biblioteca Italiana delle Donne biblioteche in Santa Cristina, Vicolo
Bolognetti quartiere San Vitale, Sala Borse, Cassero e Mel Books.
Questi luoghi saranno il teatro in cui andranno in scena brevi storie
di ordinaria lesbofobia e omofobia; ogni sagoma sarà portatrice di una
storia, un racconto di violenza lesbofobica o omofoba, un fatto
realmente accaduto in Italia in un arco di tempo che va dalla fine
degli anni Ottanta ai giorni nostri e che ha coinvolto lesbiche e gay.
Tali storie sono state tratte da tracce messe a disposizione della
Linea Lesbica di Milano, che le ha raccolte in tanti anni di attività.
Ogni passante potrà entrare in relazione, in maniera autonoma e
casuale, con Maria, Francesca, Alberto... con le loro storie di violenza
fisica, psicologica, sessuale ed economica; ciascuno potrà avvicinarsi
alla crudeltà con cui lesbiche e gay sono stati colpiti, offesi,
traditi; potrà incontrare il dolore e danni della violenza e del
tradimento della fiducia. Ma chi vorrà potrà anche conoscere il
coraggio, la forza, la determinazione con cui tante donne e tanti
uomini, nonostante il trauma subito, sono riuscite a guardare in faccia
la violenza, a rendersi conto che non ne avevano alcuna responsabilità,
che non erano loro quelli "sbagliati" e a chiedere aiuto, a lottare per
avere giustizia, per un futuro dignitoso e di nuovo sereno. Vissuti
reali prenderanno corpo attraverso le sagome, strumenti di denuncia
della violenza silenziosa e distruttiva, e insieme specchi a
disposizione di ciascuno per avviare una riflessione che porti a un
rifiuto fermo verso comportamenti omofobi o complici della violenza. Le
sagome saranno poi raccolte, il 4 giugno, in Piazza Santo Stefano dove
si terranno attività a tema, fra le quali (dalle ore 15) laboratori di
formazione alla pari non formali. Nella stessa giornata (ore 18) anche
il dibattito sulla violenza
esercitata su donne lesbiche e uomini gay
in Italia, con particolare riferimento alle buone pratiche per la
prevenzione.

I FALLEN ANGELS SONO ARRIVATI!!
Il fumetto senza
precedenti che ha travolto la Spagna con l'humor più selvaggio,
l'azione più trepidante e le battaglie più sorprendenti, in una serie
piena di bei ragazzi pronti a perdere i vestiti con estrema facilità.
In prima traduzione mondiale, i FALLEN ANGELS sono qui!
http:
//angeligay.blogspot.com/


UNIVERCITY BETA-HOUSE
Non può essere
definito se non come il party universitario per eccellenza... dopo le
7000 presenze delle due precedenti edizioni del 2006 e del 2007,
quest'anno torna la one night piu' cool del centro-italia ancora
piu'
ricca di musica, spettacolo e sensazioni... Come location quest'anno
abbiamo scelto CENTI COLELLA, il centro sportivo degli universitari del
capoluogo,un enorme spazio all'aperto con stupendi giardini trasformati
in "Veuve Privè", privè only champagne! 2 momenti distinti nella
stessa
serata, il concerto di Pasqualino e Niccolò (il primo finalista ad
amici e il secondo protagonista della famosa fiction "I Cesaroni")
freschi del loro ultimo disco e a seguire il Party M2O con Dj
Provenzano, i suoni e le tendenze della radio N° 1 in Italia, il tutto
allestito in perfetto stile americano "Beta House" con Provocanti
Cheerleaders e tanti mini-eventi che vi lasceranno a bocca aperta...
Spettacolo del Fuoco con Bolas,Sputafuoco,Fachiro... Gare di lanci
dalla struttura di arrampicata posta al fianco della pista principale...
Spettacolo di Hip Hop condotto e diretto da Eleonora Pacini... il tutto
sulla linea che contraddistingue Univercity Night da qualsiasi altro
party...Insomma...il più grande evento universitario quest'anno non si
fa mancare proprio nulla, noi non possiamo far altro che aspettarvi il
5 Giugno a Centi Colella.......
PUNTI PREVENDITA AUTORIZZATI:
bar
facoltà ingegneria roio
bar facoltà scienze coppito
bar hollywood
bar
barbarossa
bar dello sport scoppito
bar gallucci centro commerciale i
tre moschettieri
bar gallucci centro commerciale l'aquilone
cus
l'aquila centi colella
videoplay 24h mondobrico onna

"L´amore con
l´amor si paga...... Sempre"!!!
Gaya CsF
Movimento di libera informazione
e di libera vita
Email: gaya.cronistisenzafrontiere@... - gaya.
cronisti_nf@...


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Gio 5 Giu 2008 9:53 pm

albamontori
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Inoltra Messaggio #551 di 573 |
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Ecco per voi di nuovo il NOTIZIARIO GAYA CsF 4 GIUGNO 2008 “POLEMICHE, CONFETTI GAY E VEGLIE DI PREGHIERA….. LA CITTA’ DI L’AQUILA HA SCRITTO UN ALTRO...
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5 Giu 2008
9:53 pm
Avanzata

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