
«Abbattete la foresta del
desiderio, non gli alberi veri! Dalla foresta del desiderio promanano
pericolo e paura. Quando avrete tagliato la foresta e il sottobosco,
conservatevi disboscati, o monaci».
(Dhammapada, 283 - ©
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Antefatto: Una volta che il Buddha
disse «Abbattete la foresta» alcuni novizi lo presero alla lettera
e cominciarono ad abbattere gli alberi, perciò lui aggiunse: «Non
gli alberi veri!». La foresta è una metafora per le passioni
grosse, il sottobosco per quelle sottili. «Conservarsi disboscati»
allude pertanto al restare liberi da passioni. Nel testo pali c'è,
inoltre, un calembour: «Disboscati» si dice
«nibbanâ»; il gioco di parole con «nibbâna», il
termine che indica l'estinzione della sofferenza, non è certo
casuale.