
«Dov'è il mio io, la mia identità? C'è
una qualità peculiare che mi rende diverso da ogni altro e da ogni
altra cosa. E io desidero che questo sé, questa personalità,
continui ad esistere. Perciò dove sta questa mia identità?".
«Già, dove?» chiese il Buddha. «L'io cui ti aggrappi è in
costante mutamento. Anni fa eri un bambino, poi fosti un giovanotto,
ora sei un uomo. Qual è il tuo vero io, che sei così ansioso di
preservare? Quello di ieri, quello di oggi o quello di domani?».
«Mi rendo conto di aver sbagliato a capire» rispose piano Kutadanta
«e anche se trovo difficile sopportare la luce, ora si fa strada in
me la verità che non c'è alcun sé separato e
durevole".
(Majjhima Nikaya V,
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