
Proprio come se una giovane donna - o un
uomo - di bell'aspetto, curata nel vestire, guardando in uno
specchio chiaro e limpido, oppure in una ciotola d'acqua pura,
contemplasse con possessività e non senza possessività la propria
immagine riflessa, così con la possessività della forma c'è
«io sono» e non senza tale possessività. Nello stesso modo con la
possessività delle sensazioni, delle percezioni, delle fabbricazioni
mentali e della coscienza c'è «io sono» e non senza tale
possessività.