
Kutadanta accusò il Buddha: «M'hanno
detto che insegni la legge e la via della vita, eppure disprezzi la
religione. I tuoi seguaci abbandonano i riti e snobbano i sacrifici.
Ma la reverenza per gli dei si può mostrare solo coi sacrifici. La
vera natura della religione è adorazione e sacrificio». Il Buddha
rispose: «Più grande del massacro di manzi è il sacrificio
dell'io. Colui che offre in sacrificio i propri desideri morbosi
comprende l'inutilità di codesto macello d'animali sull'altare. Il
sangue non pulisce, ma sporca. La rinuncia alle azioni dannose,
invece, rende il cuore integro. Seguire la via della rettitudine è
meglio che adorare gli dei».
(Kutadanta-sutta, DN V -
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