
Ci sono dieci cose su cui chi s'è fatto
monaco dovrebbe riflettere spesso. Quali?
- «Sono diventato senza casta» un monaco
dovrebbe riflettere spesso su questo fatto.
- «La mia vita dipende dalla generosità degli altri».
- «Il mio comportamento dovrebbe essere diverso [da quello dei laci]».
- «Sono inadempiente riguardo alla pratica della moralità?».
- Possono i miei compagni, edotti sui doveri della santa vita, dopo avermi esaminato per bene, giudicarmi inadempiente riguardo alla pratica della moralità?».
- «Mi svilupperò in modo diverso, separato da tutto ciò che mi piace e che mi è caro».
- «Sono il padrone delle mie azioni (kamma), l'erede alle mie azioni, vivo col sostegno delle mie azioni, sono connesso alle mie azioni e ho le mie azioni come giudice. Qualunque azione io compia, per il bene o per il male, erediterò le conseguenze della volizione che l'ha prodotta».
- «Che cosa sto diventando, man mano che i giorni e le notti volano via?».
- «Mi diletto di una casa vuota?».
- «Ho raggiunto una superiore posizione umana, una distinzione veramente nobile di conoscenza e visione, tale che - quando i miei compagni nella santa vita mi interrogheranno negli ultimi giorni della mia vita - non dovrò vergognarmi?».
Chi si fa monaco dovrebbe riflettere spesso
su queste dieci cose.
(Dasadhamma Sutta,
Dieci cose, Anguttara Nikâya X, 48 - ©
copyleft perle.risveglio.net)
La rivista
DHARMA, trimestrale di
buddhismo per la pratica e per il dialogo, vive grazie agli
abbonamenti. Puoi sostenerla abbonandoti alla versione online (15 euri) oppure
alla versione tradizionale stampata (35 euri) che comprende anche la
versione online.