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599Pedofilia al femminile. A colloquio con l'esperto

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  • enrico_faust
    4 dic 2010
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      Notizia del 03/12/2010 - 10:29
      SESSUALITÀ - Pedofilia al femminile. A colloquio con l'esperto



      LUGANO – Donne adulte a letto con ragazzini. Casi di relazioni come queste sono d'attualità, fanno discutere e suscitano perplessità.

      Quando la legge non può far nulla – quando cioè il giovane è già adolescente - la notizia diventa curiosità, ma ci sono casi –l'ultimo in Austria ha visto coinvolta un'allenatrice 42enne e un ragazzino 13enne – per i quali scatta l'arresto.

      Fatti questi che, seppur statisticamente minori rispetto a quelli che vedono coinvolti pedofili di sesso maschile, come ci spiega la sessuologa luganese Kathya Bonatti, hanno sulla psiche del giovane coinvolto la stessa rilevanza, lo stesso peso.


      Cosa spinge una donna adulta a intraprendere una relazione con un ragazzino?

      "Innanzitutto bisogna chiarire che si tratta di pedofilia. Sono persone mature dal punto di vista anagrafico, ma non da quello emotivo. Sovente le persone che compiono atti di pedofilia con ragazzi così giovani sono incapaci di avere una relazione paritaria, sono infantili dal punto di vista emotivo e non sono in grado di avere una relazione dove c'è un confronto e una crescita perché si sentono giudicati e inadeguati".


      Quindi anche il caso della donna 42enne che ha una relazione con un 13enne va letto come patologico?

      "Rientra anche questo nell'ambito delle perversioni, delle parafilie, quindi patologico a tutti gli effetti. Un pedofilo può dire anche di essere innamorato, o di farlo per il piacere dei bambini, o addirittura di essere stato sedotto, ma queste sono proiezioni della sua mente e non appartengono alla realtà dei bambini. Le persone dai 13 anni in giù, per legge, sono incapaci di intendere e di volere. Non sono in grado di dare un consenso reale, non sono consapevoli delle conseguenze del loro si. In un caso come questo può dunque non esserci stata una violenza in senso tecnico, ma c'è un'incapacità da parte del ragazzo di comprendere le conseguenze che poi può avere una relazione di questo genere sulla sua psiche"


      Il fatto che sia coinvolta una donna piuttosto che un uomo a volte rischia di essere fuorviante …

      "Non c'è nessuna differenza se non per il fatto che di solito i pedofili, dal punto di vista statistico, sono in prevalenza uomini".


      Eppure la pedofilia nelle donne è un tema che ultimamente ricorre sempre più spesso.

      "Da una parte se ne parla di più e quindi aumenta la possibilità di venire scoperti, dall'altra i media scatenano quello che si chiama l'effetto Werther, si vedano i suicidi. Se si parla troppo di un argomento il rischio dell'emulazione è da tenere in conto. Chiaramente il fenomeno va a colpire chi già cova una patologia, per chi è sano di mente il problema non sussiste".


      Ma quando dunque si può parlare di pedofilia?

      "Quando l'interessamento verte su bambini prepuberi dai 13 anni in giù. Tra il bambino e il pedofilo ci deve essere una differenze d'età che va dai 5 anni in su, questo per evitare di incriminare adolescenti che hanno rapporti sessuali fra di loro. Il pedofilo deve avere comportamenti o fantasie sessualmente eccitanti nei confronti di questi bambini".


      Quali sono le possibili conseguenze sulla psiche del ragazzo?

      "Può sviluppare disturbi nella sfera della sessualità, insicurezza, arrivare a sentirsi un oggetto, usato nel momento in cui arriva a comprendere di essere stato manipolato in quel momento".


      Davide Milo

      http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=601948&idsezione=15&idsito=124&idtipo=410