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REFEZIONE SCOLASTICA

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  • Petrucci Gabriella
    Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni e sono una nuova iscritta al forum e cerco il sostegno morale di qualcuno che condivide il mio stesso problema.
    Messaggio 1 di 14 , 25 nov 2003
    • 0 Allegato
      Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni e sono una nuova iscritta al forum e cerco il sostegno morale di qualcuno che condivide il mio stesso problema.

      Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la scuola materna, e oltre a tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. devono "sopportare" anche il disagio di questa dieta differenziata imposta dalla Milano Ristorazione (società che fornisce i pasti di tutte le scuole di Milano). Mi spiego meglio se la dieta alimentare della comunità prevede un piatto di pasta al pomodoro, a loro servono una minestra...se agli altri servono del riso a loro portano pizza. Ma nota ancor più dolente: quando agli altri portano il dessert a loro danno la della frutta. E' così difficile cercare di adeguarsi al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile gli ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i costi "diversi" questi bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente coinvolta nella refezione scolastica e apprezzo molto il lavoro fatto finora...ma non è proprio possibile ottenere di più? Noi genitori possiamo fare qualcosa in questo senso?

      E' un problema che sento solo io perché troppo apprensiva o è un disagio avvertito anche da altri? Aspetto Vostre notizie! Grazie!





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    • Sonia Amante
      Salve io sono Sonia vivo a Roma e qui le cose non vanno tanto meglio Mio figlio di tre anni al primo di materna ha invece un menù tutto suo che si ripete
      Messaggio 2 di 14 , 25 nov 2003
      • 0 Allegato
        Salve io sono Sonia vivo a Roma e qui le cose non vanno tanto meglio
        Mio figlio di tre anni al primo di materna ha invece un menù tutto suo
        che si ripete sostanzialmente uguale per tutta la settimana ed ovviamente in
        tutto e per tutto diverso
        da quello degli altri .
        Ciò al fine di garantire la massima sicurezza degli alimenti che,a detta
        della dott.ssa responsabile peraltro molto scrupolosa, sono preparati in una
        cucina differente , da una persona diversa ,con attrezzi destinati solo al
        sensa glutine.... (e fin qua tutto bene). Il problema è che proprio perchè è
        una sola persona che si occupa di questi piatti non solo il bambino è
        costretto a mangiare cose dfferenti dagli altri , ma ciò che è peggio che
        sono sempre le stesse: pasta tutti i giorni o al pomodoro o in bianco( più
        il secondo ed un contorno anche quelli sempre uguali), addirittura neanche
        il riso e neanche un passato di verdura!!!!!!!!!!
        (P:S: tra le altre cose la scuola è privata ed il pranzo lo si paga
        profumatamente, ma questo
        è un altro aspetto della questione.)
        Ciò che è importante è invece cercare di migliorare con l'aiuto della
        Commissione A.I.C. per la ristorazione, il servizio per tutti i bambini che
        scelgono (o devono) mangiare nelle scuole per i quali la sicurezza del pasto
        gf non deve andare a discapito della varietà (e quindi qualità
        dell'alimentazione),
        considerato anche che si parla tanto di alimentazione con cibi naturalmente
        privi di glutine più sani
        e sicuri ma a quanto pare troppo complicati per chi deve gestire questi
        sevizi per le comunità!!!
        Sonia





        ----- Original Message -----
        From: "Petrucci Gabriella" <gabriella.petrucci@...>
        To: <celiachia@yahoogroups.com>
        Sent: Tuesday, November 25, 2003 3:19 PM
        Subject: REFEZIONE SCOLASTICA


        > Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni e sono una nuova
        iscritta al forum e cerco il sostegno morale di qualcuno che condivide il
        mio stesso problema.
        >
        > Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la
        scuola materna, e oltre a tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad
        affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. devono "sopportare" anche
        il disagio di questa dieta differenziata imposta dalla Milano Ristorazione
        (società che fornisce i pasti di tutte le scuole di Milano). Mi spiego
        meglio se la dieta alimentare della comunità prevede un piatto di pasta al
        pomodoro, a loro servono una minestra...se agli altri servono del riso a
        loro portano pizza. Ma nota ancor più dolente: quando agli altri portano il
        dessert a loro danno la della frutta. E' così difficile cercare di adeguarsi
        al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile gli
        ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i
        costi "diversi" questi bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente
        coinvolta nella refezione scolastica e apprezzo molto il lavoro fatto
        finora...ma non è proprio possibile ottenere di più? Noi genitori possiamo
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        avvertito anche da altri? Aspetto Vostre notizie! Grazie!
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      • alessandra foschi
        io sono di Bologna e questo e il primo anno che sono alle prese con la refezione scolastica. l inizio e stato drammatico, Edoardo non mangiava e anche i
        Messaggio 3 di 14 , 25 nov 2003
        • 0 Allegato
          io sono di Bologna e questo e' il primo anno che sono alle prese con la refezione scolastica. l'inizio e' stato drammatico, Edoardo non mangiava e anche i maestri erano preoccupati. Abbiamo telefonato a chi gli prepara il pasto per aggiustare alcune cose, la signora con la quale abbiamo parlato e' stata gentilissima e ci e' venuta incontro su tutto. Ovviamente spesso anche per lui valgono le cose che avete detto voi a tal punto che i maestri ci hanno pregato di mettergli nello zaino la cioccolata quando gli altri bimbi la mangiano a merenda perche' a lui non la danno. Tra l'altro c'e' stato un episodio che mi ha rattristato perche' un giorno per merenda i bimbi avevano un prodotto da forno fresco e per lui c'era la solita merendina che si rifiuta di mangiare, insomma ad un certo punto lui ha preso il prodotto fresco e se lo e' mangiato! Sarebbe bene che i menu' fossero allineati il piu' possibile per evitare epiosodi come questo e sopratutto per non fare soffrire questi bimbi

          ciao

          Alessandra

          Salve io sono Sonia vivo a Roma e qui le cose non vanno tanto meglio
          Mio figlio di tre anni al primo di materna ha invece un menù tutto suo
          che si ripete sostanzialmente uguale per tutta la settimana ed ovviamente in
          tutto e per tutto diverso
          da quello degli altri .
          Ciò al fine di garantire la massima sicurezza degli alimenti che,a detta
          della dott.ssa responsabile peraltro molto scrupolosa, sono preparati in una
          cucina differente , da una persona diversa ,con attrezzi destinati solo al
          sensa glutine.... (e fin qua tutto bene). Il problema è che proprio perchè è
          una sola persona che si occupa di questi piatti non solo il bambino è
          costretto a mangiare cose dfferenti dagli altri , ma ciò che è peggio che
          sono sempre le stesse: pasta tutti i giorni o al pomodoro o in bianco( più
          il secondo ed un contorno anche quelli sempre uguali), addirittura neanche
          il riso e neanche un passato di verdura!!!!!!!!!!
          (P:S: tra le altre cose la scuola è privata ed il pranzo lo si paga
          profumatamente, ma questo
          è un altro aspetto della questione.)
          Ciò che è importante è invece cercare di migliorare con l'aiuto della
          Commissione A.I.C. per la ristorazione, il servizio per tutti i bambini che
          scelgono (o devono) mangiare nelle scuole per i quali la sicurezza del pasto
          gf non deve andare a discapito della varietà (e quindi qualità
          dell'alimentazione),
          considerato anche che si parla tanto di alimentazione con cibi naturalmente
          privi di glutine più sani
          e sicuri ma a quanto pare troppo complicati per chi deve gestire questi
          sevizi per le comunità!!!
          Sonia





          ----- Original Message -----
          From: "Petrucci Gabriella" <gabriella.petrucci@...>
          To: <celiachia@yahoogroups.com>
          Sent: Tuesday, November 25, 2003 3:19 PM
          Subject: REFEZIONE SCOLASTICA


          > Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni e sono una nuova
          iscritta al forum e cerco il sostegno morale di qualcuno che condivide il
          mio stesso problema.
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          > Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la
          scuola materna, e oltre a tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad
          affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. devono "sopportare" anche
          il disagio di questa dieta differenziata imposta dalla Milano Ristorazione
          (società che fornisce i pasti di tutte le scuole di Milano). Mi spiego
          meglio se la dieta alimentare della comunità prevede un piatto di pasta al
          pomodoro, a loro servono una minestra...se agli altri servono del riso a
          loro portano pizza. Ma nota ancor più dolente: quando agli altri portano il
          dessert a loro danno la della frutta. E' così difficile cercare di adeguarsi
          al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile gli
          ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i
          costi "diversi" questi bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente
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        • robertocembali@libero.it
          ... Ciao. Sono Roberto, ho 27 anni ... Innanzitutto premetto che negli ultimi anni sono stati fatti ENORMI passi avanti nella ristorazione collettiva. Io, ad
          Messaggio 4 di 14 , 25 nov 2003
          • 0 Allegato
            > Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni

            Ciao. Sono Roberto, ho 27 anni

            > Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la scuola materna, e oltre a >tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. [...]
            >E' così difficile cercare di adeguarsi al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile >gli ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i costi "diversi" questi >bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente coinvolta nella refezione scolastica e apprezzo molto >il lavoro fatto finora...ma non è proprio possibile ottenere di più? Noi genitori possiamo fare >qualcosa in questo senso?

            Innanzitutto premetto che negli ultimi anni sono stati fatti ENORMI passi avanti nella ristorazione collettiva. Io, ad esempio, non ho potuto frequentare la scuola materna, né le mense scolastiche e via dicendo...
            Detto questo, devo accordare che i problemi da te sollevati esistono, e non credo siano i soli.
            Per quello che ho potuto provare io, infatti, le società di catering fanno molta fatica a servire pasti sicuri e "variegati".
            Non conosco in maniera specifica il settore delle scuole materne, ma ho provato ad essere servito in altre occasioni da società di catering ed è stato, a volte, un disastro in termini di "sicurezza".
            Il problema maggiore nasce quando ci sono degli "intermediari" tra chi prepara i pasti e chi li consuma (camerieri, ad esempio). Non sempre tali intermediari sono tanto informati sul problema.
            Ripetendo che non conosco assolutamente le mense delle scuole materne, consiglio comunque di insegnare ai bambini cosa mangiare e cosa no (come è sempre stato fatto a me).

            > E' un problema che sento solo io perché troppo apprensiva o è un disagio avvertito anche da altri? > Aspetto Vostre notizie! Grazie!

            Non parlo da genitore ma di chi ha passato l'infanzia da celiaco. Forse sì: sei troppo apprensiva. E' vero che il bambino percepisce di essere "diverso", ma è una condizione che deve imparare ad accettare, a mio parere.
            Quando ero bambino io non sapeva nessuno cosa fosse la celiachia, nemmeno la maggior parte dei medici che ho conosciuto. Sono sempre stato considerato "diverso", "sfortunato", ecc... ma, credimi, questo non ha fatto altro che rinforzare il mio carattere.
            Certo, ripeto, è solo una mia opinione. Non sono uno psicologo e mi limito a raccontare la mia esperienza.

            Saluti. A presto.
            Roby
          • Petrucci Gabriella
            ROBERTO TI RINGRAZIO DELLA RISPOSTA CHE IN UN CERTO SENSO UN PO MI TRANQUILLIZZA..AI MIEI BAMBINI SPIEGO SEMPRE COSA POSSONO E COSA NON POSSONO MANGIARE E
            Messaggio 5 di 14 , 25 nov 2003
            • 0 Allegato
              ROBERTO TI RINGRAZIO DELLA RISPOSTA CHE IN UN CERTO SENSO UN PO' MI TRANQUILLIZZA..AI MIEI BAMBINI SPIEGO SEMPRE COSA POSSONO E COSA NON POSSONO MANGIARE E DEVO DIRE CHE SE HANNO DEI DUBBI SU QUALCHE PRODOTTO CHE NON CONOSCONO (SPECIE IL "GRANDE") PREFERISCONO RINUNCIARE. NON HO MAI VIETATO LORO DI ANDARE A GIOCARE DAGLI AMICHETTI, DI ANDARE ALLE FESTICCIOLE DEI COMPAGNI,...MA DA GENITORE C'E' SEMPRE LA TENTAZIONE DI PROTEGGERLI DALLE PICCOLE DELUSIONI DELLA "VITA" E POI C'E' ANCHE LA VOGLIA DI POTER FARE QUALCOSA PER ASSICURARE A LORO E A TANTI ALTRI BAMBINI COME LORO UNA VITA IL PIU' POSSIBILE "NORMALE". PROBABILMENTE TUTTI I PROGRESSI FATTI NEGLI ULTIMI ANNI LI DOBBIAMO A CHI SI E' POSTO IL PROBLEMA E SI E' ADOPERATO A QUESTO FINE.

              MI HA FATTO PIACERE COMUNQUE VEDERE UN PO' LA SITUAZIONE DA CHI QUESTO DISAGIO L'HA VISSUTO IN PRIMA PERSONA...GRAZIE!



              -----Original Message-----
              From: robertocembali@... [mailto:robertocembali@...]
              Sent: martedì 25 novembre 2003 16.58
              To: celiachia
              Subject: Re:REFEZIONE SCOLASTICA



              > Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni



              Ciao. Sono Roberto, ho 27 anni



              > Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la scuola materna, e oltre a >tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. [...]

              >E' così difficile cercare di adeguarsi al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile >gli ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i costi "diversi" questi >bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente coinvolta nella refezione scolastica e apprezzo molto >il lavoro fatto finora...ma non è proprio possibile ottenere di più? Noi genitori possiamo fare >qualcosa in questo senso?



              Innanzitutto premetto che negli ultimi anni sono stati fatti ENORMI passi avanti nella ristorazione collettiva. Io, ad esempio, non ho potuto frequentare la scuola materna, né le mense scolastiche e via dicendo...

              Detto questo, devo accordare che i problemi da te sollevati esistono, e non credo siano i soli.

              Per quello che ho potuto provare io, infatti, le società di catering fanno molta fatica a servire pasti sicuri e "variegati".

              Non conosco in maniera specifica il settore delle scuole materne, ma ho provato ad essere servito in altre occasioni da società di catering ed è stato, a volte, un disastro in termini di "sicurezza".

              Il problema maggiore nasce quando ci sono degli "intermediari" tra chi prepara i pasti e chi li consuma (camerieri, ad esempio). Non sempre tali intermediari sono tanto informati sul problema.

              Ripetendo che non conosco assolutamente le mense delle scuole materne, consiglio comunque di insegnare ai bambini cosa mangiare e cosa no (come è sempre stato fatto a me).



              > E' un problema che sento solo io perché troppo apprensiva o è un disagio avvertito anche da altri? > Aspetto Vostre notizie! Grazie!



              Non parlo da genitore ma di chi ha passato l'infanzia da celiaco. Forse sì: sei troppo apprensiva. E' vero che il bambino percepisce di essere "diverso", ma è una condizione che deve imparare ad accettare, a mio parere.

              Quando ero bambino io non sapeva nessuno cosa fosse la celiachia, nemmeno la maggior parte dei medici che ho conosciuto. Sono sempre stato considerato "diverso", "sfortunato", ecc... ma, credimi, questo non ha fatto altro che rinforzare il mio carattere.

              Certo, ripeto, è solo una mia opinione. Non sono uno psicologo e mi limito a raccontare la mia esperienza.



              Saluti. A presto.

              Roby







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            • robertocembali@libero.it
              ... E a me fa piacere sentire le opinioni dei genitori visto che un giorno, probabilmente, anch io avrò dei bambini celiaci :-) Saluti, Roby
              Messaggio 6 di 14 , 25 nov 2003
              • 0 Allegato
                > MI HA FATTO PIACERE COMUNQUE VEDERE UN PO' LA SITUAZIONE DA CHI QUESTO DISAGIO L'HA >VISSUTO IN PRIMA PERSONA...GRAZIE!

                E a me fa piacere sentire le opinioni dei genitori visto che un giorno, probabilmente, anch'io avrò dei bambini celiaci :-)

                Saluti,

                Roby
              • Luca e Marina
                Ciao Gabriella, io sono Marina e la mia piccola Emma, celiaca, è al primo anno di materna. La diagnosi di celiachia è avvenuta lo scorso anno, quando mia
                Messaggio 7 di 14 , 26 nov 2003
                • 0 Allegato
                  Ciao Gabriella, io sono Marina e la mia piccola Emma, celiaca, è al primo
                  anno di materna. La diagnosi di celiachia è avvenuta lo scorso anno, quando
                  mia figlia frequentava un nido privato. Per loro è stato il primo caso di
                  "ospite" celiaco, e ci siamo venuti in contro (io fornivo la pasta, il pane,
                  il prontuario e loro cucinavano le stesse cose anche per la mia piccola).
                  Nella materna (è anche questa privata) c'è la mensa interna e anche qui ci
                  accordiamo: io ho una copia del menù e cerco di far in modo che anche Emma
                  possa mangiare le stesse cose degli altri: se c'è la cotoletta di pesce,
                  gliela preparo a casa con il suo preparato per impanare, e così via ...
                  E' vero, noi mamme siamo un po' apprensive, ma fa parte del nostro istinto
                  di protezione; è anche vero, del resto, che i nostri figli così speciali
                  devono essere educati all'alimentazione e anche al fatto che spesso saranno
                  costretti, per la loro salute, a dire "no grazie, io questo non lo posso
                  mangiare".

                  Marina
                • Petrucci Gabriella
                  Ciao Marina ti ringrazio per il racconto della tua esperienza ...anch io nel limite del possibile cerco in accordo con le insegnanti, molto attente e
                  Messaggio 8 di 14 , 26 nov 2003
                  • 0 Allegato
                    Ciao Marina ti ringrazio per il racconto della tua esperienza ...anch'io nel limite del possibile cerco in accordo con le insegnanti, molto attente e disponibili, di ovviare ad alcuni inconvenienti creando una piccola scorta di dolci, budini, ecc. per far fronte alle "emergenze"... ma mi piacerebbe, visto che in fondo non richiederebbe un grande sacrificio, ottenere qualcosa in piu' ... Utopia probabilmente...



                    -----Original Message-----
                    From: Luca e Marina [mailto:molinari.martinato@...]
                    Sent: mercoledì 26 novembre 2003 10.41
                    To: celiachia@yahoogroups.com
                    Subject: R: REFEZIONE SCOLASTICA



                    Ciao Gabriella, io sono Marina e la mia piccola Emma, celiaca, è al primo

                    anno di materna. La diagnosi di celiachia è avvenuta lo scorso anno, quando

                    mia figlia frequentava un nido privato. Per loro è stato il primo caso di

                    "ospite" celiaco, e ci siamo venuti in contro (io fornivo la pasta, il pane,

                    il prontuario e loro cucinavano le stesse cose anche per la mia piccola).

                    Nella materna (è anche questa privata) c'è la mensa interna e anche qui ci

                    accordiamo: io ho una copia del menù e cerco di far in modo che anche Emma

                    possa mangiare le stesse cose degli altri: se c'è la cotoletta di pesce,

                    gliela preparo a casa con il suo preparato per impanare, e così via ...

                    E' vero, noi mamme siamo un po' apprensive, ma fa parte del nostro istinto

                    di protezione; è anche vero, del resto, che i nostri figli così speciali

                    devono essere educati all'alimentazione e anche al fatto che spesso saranno

                    costretti, per la loro salute, a dire "no grazie, io questo non lo posso

                    mangiare".



                    Marina





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                    ... parlando con le dietiste mi hanno consigliato di rivolgermi alla dietista che si occupava delle mense ed alla assistente sanitaria. Entrambe mi hanno
                    Messaggio 9 di 14 , 26 nov 2003
                    • 0 Allegato
                      ---------- Initial Header -----------

                      From : "Petrucci Gabriella" gabriella.petrucci@...
                      To : celiachia@yahoogroups.com
                      Cc :
                      Date : Tue, 25 Nov 2003 15:19:59 +0100
                      Subject : REFEZIONE SCOLASTICA

                      > Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni e sono una nuova iscritta al forum e cerco il sostegno morale di qualcuno che condivide il mio stesso problema.
                      >
                      > Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la scuola materna, e oltre a tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. devono "sopportare" anche il disagio di questa dieta differenziata imposta dalla Milano Ristorazione (società che fornisce i pasti di tutte le scuole di Milano). Mi spiego meglio se la dieta alimentare della comunità prevede un piatto di pasta al pomodoro, a loro servono una minestra...se agli altri servono del riso a loro portano pizza. Ma nota ancor più dolente: quando agli altri portano il dessert a loro danno la della frutta. E' così difficile cercare di adeguarsi al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile gli ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i costi "diversi" questi bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente coinvolta nella refezione scolastica e apprezzo molto il lavoro fatto finora...ma non è proprio possibile ottenere di più? Noi genitori possiamo fare qualcosa in questo senso?
                      >
                      > E' un problema che sento solo io perché troppo apprensiva o è un disagio avvertito anche da altri? Aspetto Vostre notizie! Grazie!
                      >
                      Cara Gabriella, a mio figlio la celiachia è stata diagnosticata proprio l'estate prima che cominciasse a frequentare la scuola elementare statale, e io l'avevo già iscritto alla mensa scolastica. Il primo pensiero è stato quello di riorganizzarmi la vita lavorativa e tornare a casa per fargli il pranzo. Ma poi
                      parlando con le dietiste mi hanno consigliato di rivolgermi alla dietista che si occupava delle mense ed
                      alla assistente sanitaria. Entrambe mi hanno consigliato di non penalizzare il bambino togliendolo dal pranzo a scuola. E così (con tanta paura) ho fatto. Fra le altre cose la mensa non ha cucina interna ma si servono da una ditta di catering esterna. L'assistente sanitaria è stata molto disponibile e ha organizzato un corso per i cuochi della ditta esterna, ha indetto una riunione con le maestre per assicurarsi che il bambino mangiasse al loro tavolo o ad uno vicino per evitare che fra bambini ci fossero comportamenti del tipo "mi fai assaggiare il tuo?" e che la forchetta del bimbo vicino finisse
                      nel piatto del mio bambino. Fornivo io pasta, farina, preparati per impanare, basi per pizza e naturalmente il prontuario per l'utilizzo dei prodotti comuni concessi.
                      Mio figlio ha finito le elementari ed è andato sempre tutto benissimo non è mai stato male e in un certo senso si sentiva privilegiato perchè i suoi pasti arrivavano tutti a parte ed erano migliori di quelli forniti agli altri bambini. Per le varie feste, merende e varie avevo l'autorizzazione dall'ASL di portare
                      dolci, panini e salatini a scuola (altrimenti non si potrebbe). E vuoi sapere una cosa? io faccio per Michel una torta facilissima e veloce (rotolo di nutella) e dovevo farne in quantità industriale perchè ne andavano matti tutti i bimbi.
                      Auguri tantissimi Grazia
                      >
                      >
                      >
                    • Petrucci Gabriella
                      Ciao Grazia sono contenta di aver ricevuto anche la tua testimonianza...forse però tu abiti in un centro più piccolo con una dimensione più umana! Io sono
                      Messaggio 10 di 14 , 26 nov 2003
                      • 0 Allegato
                        Ciao Grazia sono contenta di aver ricevuto anche la tua testimonianza...forse però tu abiti in un centro più piccolo con una dimensione più umana! Io sono entrata anche a far parte della "Commissione di vigilanza dei genitori sulla refezione scolastica" ma per quanto riguarda le diete speciali viene tutto deciso e concordato tra dietiste e pediatri con il controllo dell'AIC in un centro cucina con personale dedicato... quindi dal punto di vista della sicurezza posso dire di essere abbastanza tranquilla forse servirebbe un pò più di flessibilità.

                        -----Original Message-----
                        From: graziamas@... [mailto:graziamas@...]
                        Sent: mercoledì 26 novembre 2003 12.18
                        To: celiachia
                        Subject: Re:REFEZIONE SCOLASTICA


                        Cara Gabriella, a mio figlio la celiachia è stata diagnosticata proprio l'estate prima che cominciasse a frequentare la scuola elementare statale, e io l'avevo già iscritto alla mensa scolastica. Il primo pensiero è stato quello di riorganizzarmi la vita lavorativa e tornare a casa per fargli il pranzo. Ma poi

                        parlando con le dietiste mi hanno consigliato di rivolgermi alla dietista che si occupava delle mense ed
                        alla assistente sanitaria. Entrambe mi hanno consigliato di non penalizzare il bambino togliendolo dal pranzo a scuola. E così (con tanta paura) ho fatto. Fra le altre cose la mensa non ha cucina interna ma si servono da una ditta di catering esterna. L'assistente sanitaria è stata molto disponibile e ha organizzato un corso per i cuochi della ditta esterna, ha indetto una riunione con le maestre per assicurarsi che il bambino mangiasse al loro tavolo o ad uno vicino per evitare che fra bambini ci fossero comportamenti del tipo "mi fai assaggiare il tuo?" e che la forchetta del bimbo vicino finisse
                        nel piatto del mio bambino. Fornivo io pasta, farina, preparati per impanare, basi per pizza e naturalmente il prontuario per l'utilizzo dei prodotti comuni concessi.
                        Mio figlio ha finito le elementari ed è andato sempre tutto benissimo non è mai stato male e in un certo senso si sentiva privilegiato perchè i suoi pasti arrivavano tutti a parte ed erano migliori di quelli forniti agli altri bambini. Per le varie feste, merende e varie avevo l'autorizzazione dall'ASL di portare
                        dolci, panini e salatini a scuola (altrimenti non si potrebbe). E vuoi sapere una cosa? io faccio per Michel una torta facilissima e veloce (rotolo di nutella) e dovevo farne in quantità industriale perchè ne andavano matti tutti i bimbi.
                        Auguri tantissimi Grazia
                        >
                        >
                        >


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                        is prohibited. Please return it immediately to the sender and delete
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                        Thank you
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                        ... From : Petrucci Gabriella gabriella.petrucci@telecomitalia.it To : celiachia@yahoogroups.com Cc : Date : Wed, 26 Nov 2003
                        Messaggio 11 di 14 , 26 nov 2003
                        • 0 Allegato
                          ---------- Initial Header -----------

                          From : "Petrucci Gabriella" gabriella.petrucci@...
                          To : celiachia@yahoogroups.com
                          Cc :
                          Date : Wed, 26 Nov 2003 12:39:08 +0100
                          Subject : RE: REFEZIONE SCOLASTICA

                          > Ciao Grazia sono contenta di aver ricevuto anche la tua testimonianza...forse però tu abiti in un centro più piccolo con una dimensione più umana! Io sono entrata anche a far parte della "Commissione di vigilanza dei genitori sulla refezione scolastica" ma per quanto riguarda le diete speciali viene tutto deciso e concordato tra dietiste e pediatri con il controllo dell'AIC in un centro cucina con personale dedicato... quindi dal punto di vista della sicurezza posso dire di essere abbastanza tranquilla forse servirebbe un pò più di flessibilità.
                          >
                          >
                          Si probabilmente il problema è proprio di flessibilità perchè anche qui a Bergamo il menù è fatto dalle dietiste dell'ASL, il menù di mio figlio è stato reso uguale a quello degli altri bambini, anche se sulla dieta di cui ho copia è segnalato le cose da sostituire con prodotti gf. Al limite il problema nasce nel
                          momento di natale, carnevale, o feste varie....ma sono riuscita sempre a portare da casa il necessario
                        • clelia
                          Cercavo messaggi sulla Milano Ristorazione e ho trovato questo del 2003!! Mi spiace constatare che a distanza di molti anni la situazione non sia cambiata. Mio
                          Messaggio 12 di 14 , 28 gen 2010
                          • 0 Allegato
                            Cercavo messaggi sulla Milano Ristorazione e ho trovato questo del 2003!!
                            Mi spiace constatare che a distanza di molti anni la situazione non sia cambiata.
                            Mio figlio segue una dieta senza glutine e senza latte avendo un problema di intolleranza a quest'ultimo.
                            Non gli viene mai portata la pizza perchè il menù della milano ristorazione prevede una pizza senza glutine nel cui impasto però c'è il latte e una focaccia senza mozzarella fatta però con il glutine. Possibile che mio figlio sia l'unico che ha il doppio problema???
                            Adesso ho gentilmente chiesto se potevo far avere loro almeno il gelato perchè possa averlo anche lui quando gli altri mangiano la pizza e il gelato... (lui mangia la minestra...) mi è stato risposto che non si possono introdurre alimenti che non siano portati dalla milano ristorazione ( a parte il pane) e alla mia richiesta di procurare il gelato al bambino è stato risposto che a causa delle gestione delle diete per evitare problemi non possono gestire pasti diversi.. ma se un prodotto è confezionato che problema di gestione hanno????
                            Non vi sembra che sia discriminante nei confronti di un bambino questa gestione???

                            clelia

                            --- In celiachia@yahoogroups.com, "graziamas\@...\.it" <graziamas@...> ha scritto:
                            >
                            > ---------- Initial Header -----------
                            >
                            > From : "Petrucci Gabriella" gabriella.petrucci@...
                            > To : celiachia@yahoogroups.com
                            > Cc :
                            > Date : Tue, 25 Nov 2003 15:19:59 +0100
                            > Subject : REFEZIONE SCOLASTICA
                            >
                            > > Ciao a tutti...mi chiamo Gabriella ho 33 anni e sono una nuova iscritta al forum e cerco il sostegno morale di qualcuno che condivide il mio stesso problema.
                            > >
                            > > Abito a Milano e ho due bambini, di 5 e 3 anni, celiaci. Frequentano la scuola materna, e oltre a tutti i "no" e i "non puoi" che si trovano ad affrontare tutti i giorni connessi alla dieta g.f. devono "sopportare" anche il disagio di questa dieta differenziata imposta dalla Milano Ristorazione (società che fornisce i pasti di tutte le scuole di Milano). Mi spiego meglio se la dieta alimentare della comunità prevede un piatto di pasta al pomodoro, a loro servono una minestra...se agli altri servono del riso a loro portano pizza. Ma nota ancor più dolente: quando agli altri portano il dessert a loro danno la della frutta. E' così difficile cercare di adeguarsi al regime alimentare degli altri bimbi sostituendo dove possibile gli ingredienti con quelli senza glutine? Perché dobbiamo far sentire a tutti i costi "diversi" questi bambini? So che l'Aic Lombardia è direttamente coinvolta nella refezione scolastica e apprezzo molto il lavoro fatto finora...ma non è proprio possibile ottenere di più? Noi genitori possiamo fare qualcosa in questo senso?
                            > >
                            > > E' un problema che sento solo io perché troppo apprensiva o è un disagio avvertito anche da altri? Aspetto Vostre notizie! Grazie!
                            > >
                            > Cara Gabriella, a mio figlio la celiachia è stata diagnosticata proprio l'estate prima che cominciasse a frequentare la scuola elementare statale, e io l'avevo già iscritto alla mensa scolastica. Il primo pensiero è stato quello di riorganizzarmi la vita lavorativa e tornare a casa per fargli il pranzo. Ma poi
                            > parlando con le dietiste mi hanno consigliato di rivolgermi alla dietista che si occupava delle mense ed
                            > alla assistente sanitaria. Entrambe mi hanno consigliato di non penalizzare il bambino togliendolo dal pranzo a scuola. E così (con tanta paura) ho fatto. Fra le altre cose la mensa non ha cucina interna ma si servono da una ditta di catering esterna. L'assistente sanitaria è stata molto disponibile e ha organizzato un corso per i cuochi della ditta esterna, ha indetto una riunione con le maestre per assicurarsi che il bambino mangiasse al loro tavolo o ad uno vicino per evitare che fra bambini ci fossero comportamenti del tipo "mi fai assaggiare il tuo?" e che la forchetta del bimbo vicino finisse
                            > nel piatto del mio bambino. Fornivo io pasta, farina, preparati per impanare, basi per pizza e naturalmente il prontuario per l'utilizzo dei prodotti comuni concessi.
                            > Mio figlio ha finito le elementari ed è andato sempre tutto benissimo non è mai stato male e in un certo senso si sentiva privilegiato perchè i suoi pasti arrivavano tutti a parte ed erano migliori di quelli forniti agli altri bambini. Per le varie feste, merende e varie avevo l'autorizzazione dall'ASL di portare
                            > dolci, panini e salatini a scuola (altrimenti non si potrebbe). E vuoi sapere una cosa? io faccio per Michel una torta facilissima e veloce (rotolo di nutella) e dovevo farne in quantità industriale perchè ne andavano matti tutti i bimbi.
                            > Auguri tantissimi Grazia
                            > >
                            > >
                            > >
                            >
                          • Arrigo Arrighi
                            Buonasera, volevo gentilmente suggerirle di sottoporre queste sue osservazioni ad AIC Lombardia. Le allego link che contiene i nominativi e i recapiti dei
                            Messaggio 13 di 14 , 1 feb 2010
                            • 0 Allegato
                              Buonasera,
                              volevo gentilmente suggerirle di sottoporre queste sue osservazioni ad AIC Lombardia.
                              Le allego link che contiene i nominativi e i recapiti dei referenti provinciali di aic Lombardia con i quali potrà avere un primo approccio sulla questione da lei sollevata, vedi : http://www.aiclombardia.it/Asso/provinc.htm
                              Un cordiale saluto.
                              Arrigo.


                              Clelia scrive:

                              Cercavo messaggi sulla Milano Ristorazione e ho trovato questo del 2003!!
                              Mi spiace constatare che a distanza di molti anni la situazione non sia cambiata.
                              Mio figlio segue una dieta senza glutine e senza latte avendo un problema di intolleranza a quest'ultimo.
                              Non gli viene mai portata la pizza perchè il menù della milano ristorazione prevede una pizza senza glutine nel cui impasto però c'è il latte e una focaccia senza mozzarella fatta però con il glutine. Possibile che mio figlio sia l'unico che ha il doppio problema???
                              Adesso ho gentilmente chiesto se potevo far avere loro almeno il gelato perchè possa averlo anche lui quando gli altri mangiano la pizza e il gelato... (lui mangia la minestra...) mi è stato risposto che non si possono introdurre alimenti che non siano portati dalla milano ristorazione ( a parte il pane) e alla mia richiesta di procurare il gelato al bambino è stato risposto che a causa delle gestione delle diete per evitare problemi non possono gestire pasti diversi.. ma se un prodotto è confezionato che problema di gestione hanno????
                              Non vi sembra che sia discriminante nei confronti di un bambino questa gestione???

                              clelia



                              [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
                            • Daniela Garofalo
                              io il mio bambino non posso lasciarlo alla mensa dell asilo xchè secondo le insegnanti è una responsabilità troppo grossa visto che è celiaco, allergico
                              Messaggio 14 di 14 , 2 feb 2010
                              • 0 Allegato
                                io il mio bambino non posso lasciarlo alla mensa dell'asilo xchè secondo le insegnanti è una responsabilità troppo grossa visto che è celiaco, allergico all'uovo e fino a pochi mesi fa non poteva neppure latte e nocciola.

                                --- Lun 1/2/10, Arrigo Arrighi <arrigoarrighi@...> ha scritto:


                                Da: Arrigo Arrighi <arrigoarrighi@...>
                                Oggetto: Re: [Celiachia] Ogg: Re:REFEZIONE SCOLASTICA
                                A: celiachia@yahoogroups.com
                                Data: Lunedì 1 febbraio 2010, 14:43


                                 



                                Buonasera,
                                volevo gentilmente suggerirle di sottoporre queste sue osservazioni ad AIC Lombardia.
                                Le allego link che contiene i nominativi e i recapiti dei referenti provinciali di aic Lombardia con i quali potrà avere un primo approccio sulla questione da lei sollevata, vedi : http://www.aiclomba rdia.it/Asso/ provinc.htm
                                Un cordiale saluto.
                                Arrigo.

                                Clelia scrive:

                                Cercavo messaggi sulla Milano Ristorazione e ho trovato questo del 2003!!
                                Mi spiace constatare che a distanza di molti anni la situazione non sia cambiata.
                                Mio figlio segue una dieta senza glutine e senza latte avendo un problema di intolleranza a quest'ultimo.
                                Non gli viene mai portata la pizza perchè il menù della milano ristorazione prevede una pizza senza glutine nel cui impasto però c'è il latte e una focaccia senza mozzarella fatta però con il glutine.. Possibile che mio figlio sia l'unico che ha il doppio problema???
                                Adesso ho gentilmente chiesto se potevo far avere loro almeno il gelato perchè possa averlo anche lui quando gli altri mangiano la pizza e il gelato... (lui mangia la minestra...) mi è stato risposto che non si possono introdurre alimenti che non siano portati dalla milano ristorazione ( a parte il pane) e alla mia richiesta di procurare il gelato al bambino è stato risposto che a causa delle gestione delle diete per evitare problemi non possono gestire pasti diversi.. ma se un prodotto è confezionato che problema di gestione hanno????
                                Non vi sembra che sia discriminante nei confronti di un bambino questa gestione???

                                clelia

                                [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]











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