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Uranium appauvri

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  • Coord. Naz. per la Jugoslavia
    (francais / english / deutsch / italiano) Uranium appauvri 1) Torino 2/11: Presentazione della campagna internazionale per la messa al bando delle armi
    Messaggio 1 di 1 , 1 nov 2006
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      (francais / english / deutsch / italiano)

      Uranium appauvri


      1) Torino 2/11: Presentazione della campagna internazionale per la messa al bando delle armi all'uranio impoverito

      2) Uranio impoverito, una nuova inchiesta (Gigi Malabarba)

      3) Serbie : long silence sur les conséquences des bombardements à l’uranium appauvri (CdB)

      4) ATOMKRIEG OHNE ATOMPILZ. Von Sabine Schiffer

      ... Auch der Truppenübungsplatz im fränkischen Grafenwöhr ist im Verdacht für gesteigerte Krebsraten in der Umgebung verantwortlich zu sein...
      ... Anche la base per le esercitazioni delle truppe a Grafenwoehr (Germania meridionale) è sospettata di essere responsabile per gli tassi di insorgenza tumorale nei dintorni ...

      5) Israel using US-supplied depleted uranium in Lebanon (LINKS)

      6) La position de la Fédération Syndicale Mondiale sur le nucléaire.

      7) Scienziati sospettano che le armi usate da Israele nel Sud Libano contengano materiale radioattivo / Israele ha usato in Libano bombe all’uranio arricchito (R. Fisk)

      8) MORE LINKS AND VIDEOS 
      - on DU in Iraq, Afghahistan, USA... 
      - L’uranium appauvri, désastre sanitaire pour les Irakiens et les Afghans


      === 1 ===

      Presentazione della campagna internazionale
      per la messa al bando delle armi all'uranio impoverito
       
      Parteciperanno:

       

      Hitoshi Shimizu, regista di documentari

       

      Naomi Toyoda, foto-reporter

       

      Massimo Zucchetti, docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino 

       

      Nel corso dell'incontro verrà proiettato il video-inchiesta Unknown Terror of DU di Hitoshi Shimizu e Naomi Toyoda, realizzato a Nassiriya, già diffuso da RAINEWS24 e sarà inoltre allestita una mostra fotografica con immagini scattate in Irak da Naomi Toyoda.

      Salone Gandhi – Centro Studi Sereno Regis – Via Garibaldi 13 – TORINO

      Giovedì, 2 novembre 2006 - Ore 18,00

       


      === 2 ===

      il manifesto
      29 Ottobre 2006

      il commento

      Uranio impoverito, una nuova inchiesta

      Gigi Malabarba

      Aniello D'Alessandro, paracadutista di 27 anni di Casalvelino, è l'ultima vittima accertata dall'Osservatorio militare. Con il giovane napoletano salgono a 49 le morti di reduci dalle missioni all'estero, che hanno subito una probabile contaminazione con polveri prodotte dalle esplosioni di materiale bellico, che vede tra i principali imputati l'uranio killer.
      La possibilità di far emergere la verità su una vicenda che ha visto omertà istituzionali bipartisan e boicottaggi sistematici e persino ricatti sugli ammalati e i loro familiari da parte delle gerarchie militari è in gran parte legata oggi all'iniziativa parlamentare.
      Con un voto all'unanimità in sede deliberante, la Commissione difesa del Senato ha nuovamente istituito una Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito, consentendo così di portare a compimento il lavoro iniziato nel corso dell'ultimo anno della precedente legislatura. La principale novità risiede nella possibilità di indagare non solo sui militari colpiti ma anche «sulle popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale».
      Si tratta di un potenziale salto di qualità nel monitoraggio degli effetti delle azioni belliche, che potrebbe avere conseguenze dirompenti sull'uso disinvolto di armamenti micidiali nei conflitti, come dimostrato dal massiccio impiego di armi di sterminio in Iraq e in Afghanistan, ma anche - recentemente - nei bombardamenti israeliani in Libano.
      La tutela della salute dei militari italiani, infatti, è stato ed è il motore dell'iniziativa parlamentare che, in qualità di segretario della precedente Commissine, mi ha trovato particolarmente favorevole: nei Balcani migliaia di giovani sono stati mandati letteralmente allo sbaraglio, ossia senza protezioni, in un teatro di guerra in cui sono stati sparati dalla Nato numerosi proiettili all'uranio impoverito: sono centinaia gli ammalati con patologie tumorali. Da anni erano noti i rischi sull'impiego di tali armamenti, ma forse si è voluto tenere irresponsabilmente all'oscuro i militari per non riconoscerne gli effetti devastanti sulle popolazioni civili, che la cosiddetta guerra umanitaria contro la Jugoslavia avrebbe dovuto aiutare.
      La Commissione d'inchiesta non è stata in condizione di definire un preciso nesso di causalità tra uranio impoverito e insorgenza di patologie sia per lo scarso tempo a disposizione sia per il continuo depistaggio dei vertici militari e del Ministero della difesa, che ha impedito la raccolta di dati statistici per una corretta analisi epidemiologica.
      Quel che appare certo è che «la dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dall'esplosione di materiale bellico» queste malattie e questi decessi li provoca.
      La nuova iniziativa parlamentare può favorire la nascita di un centro di eccellenza tra l'Università di Modena e l'Ospedale militare di Padova, da cui passano gran parte dei militari in missione, per sviluppare un lavoro serio: i militari colpiti e i loro familiari, le popolazioni civili che vivono attorno ai poligoni di tiro, in particolare in Sardegna, e tante vittime nei teatri di guerra aspettano con ansia che la politica cominci a porre rimedio a questo dramma.
      Lo stanziamento da parte del governo dell'Unione di 300 mila euro a sostegno del fallito progetto Signum, istituito dal Ministro della difesa Antonio Martino proprio per gettare fumo negli occhi ed evitare indagini più serie (e per favorire il giro di amici), speriamo sia solo l'ultima pagina di un libro della vergogna che vorremmo fosse definitivamente chiuso.

      Gigi Malabarba già segretario della Commissione d'inchiesta del Senato



      === 3 ===


      DANAS

      Serbie : long silence sur les conséquences des bombardements à l’uranium appauvri

      TRADUIT PAR PERSA ALIGRUDIC
      Publié dans la presse : 27 septembre 2006
      Mise en ligne : lundi 2 octobre 2006


      Pourquoi garde-t-on le silence sur les conséquences des bombardements à l’uranium appauvri effectués par l’OTAN en 1999 ? 15 tonnes d’uranium appauvri ont été projetées sur la Serbie et 20 tonnes sur le Kosovo. Même si les données fiables et complètes font toujours défaut, on observe déjà une recrudescence anormale des tumeurs malignes et de la mortalité...


      Les experts écologiques et médicaux ont récemment annoncé qu’il fallait s’attendre d’ici à 2020 à une « explosion » de maladies malignes chez les citoyens de Serbie (et du Kosovo-Metohija), en conséquence de l’utilisation de munitions à l’uranium appauvri pendant les bombardements de l’OTAN sur la Yougoslavie en 1999. Bien que les informations sur l’accroissement des maladies malignes ne soient pas encore fiables, les statistiques médicales montrent d’ores et déjà une augmentation de la mortalité due au carcinome.

      D’après les informations accessibles, au cours des 78 jours de l’opération « Ange de la charité », quinze tonnes d’uranium appauvri ont été jeté sur sept endroits du sud de la Serbie, surtout autour de Vranje et Bujanovac, et près de 20 tonnes sur 105 endroits au Kosovo, en particulier autour de Prizren et de Pec.

      La Serbie garde toujours le silence sur les effets de l’utilisation de munitions à l’uranium appauvri, et de plus aucune mesure systématique de contrôle et de protection sanitaire de la population n’a été prise, pas plus pour les participants à la guerre que pour les civils. Cependant, les experts de la Faculté pour la protection du travail de Nis, ainsi que les reponsables et les épidémiologues de la Clinique d’oncologie du Centre clinique de Nis ont fait récemment état de ce problème, lors d’une conférence sur les conséquences écologiques et sanitaires de la contamination par l’uranium appauvri, un « composant » fatal du résidu nucléaire.

      Cette conférence a été organisée par l’organisation non-gouvernementale Eko-Land, dans le cadre d’un projet ayant pour but « d’éveiller la conscience écologique des citoyens et de les impliquer activement dans le règlement du problème ».

      « Étant donné que la science médicale montre que l’évolution de la malignité provoquée par l’irradiation à l’uranium appauvri demande dix à vingt ans, il est plus que certain que nous aurons en Serbie en l’an 2020 un énorme accroissement de maladies malignes, ainsi que l’apparition de modifications génétiques chez les humains et les animaux. Ce n’est pas seulement la Serbie qui est contaminée, mais un espace beaucoup plus vaste, car ce métal radioactif se propage facilement. J’espère que 1999 sera la dernière année au cours de laquelle le monde aura utilisé ce type de munitions », avertit Velimir Nedeljkovic, professeur à la Faculté de Nis. Il ajoute que ses estimations ne relèvent pas « d’un discours contre l’américanisme et l’européanisation, bien au contraire ». Il tient à cœur à la Serbie d’appartenir au monde développé qui insiste sur de meilleures conditions de vie et sur les droits de l’homme. Et le droit le plus fondamental est celui d’avoir un environnement sain, qui garantiti le droit à la vie et à la santé de tous les êtres humains.


      Un très étrange silence

      Après 1999, on a quelque peu évoqué en Serbie des bombardements à l’uranium appauvri, mais il y a eu aussi beaucoup de mensonges. Par la suite, on en a moins parlé. Et tandis que les médias étrangers parlaient des militaires italiens et allemands atteints de maladies, de notre côté nous n’en parlions pas et le cachions, comme si nos soldats et nos civils n’étaient pas touchés par la maladie.

      Nous agissions ainsi probablement parce qu’il s’agit d’un sujet propre à inquiéter l’opinion publique. Or, il est très important que les citoyens de notre pays sachent ce qui nous est arrivé en 1999, et quelles sont les mesures pouvant être prises pour amoindrir les conséquences. « Nous ne devons pas oublier ce qui s’est passé, et c’est aux reponsables politiques de dire si nous pourrons le pardonner », estime Velimir Nedeljkovic.

      Il indique qu’après les bombardements à l’uranium appauvri sur sept endroits du sud de la Serbie, un autre problème s’est ajouté, celui de la négligence de l’État. Après les bombardements, les autorités n’ont fait que marquer ces endroits « en les protégeant de manière primitive d’une simple clôture de fil barbelé ». À certains endroits, la clôture a vite fait de disparaître et les paysans faisaient paître leurs troupeaux sur le sol contaminé par l’uranium appauvri.

      « Ce n’est que l’année dernière que ces lieux contaminés ont été nettoyés. Ce retard de six ans après représente un grand danger pour la population de Serbie. Pendant ce laps de temps, l’uranium appauvri s’est propagé sur notre territoire par le bétail, la chaîne alimentaire, les cours d’eau et l’air ». Velimir Nedeljkovic ajoute qu’un grand problème tient aussi au fait que l’État ne s’est pas soucié de procéder correctement au traitement des métaux des chars et des autres matériels du sud de la Serbie et du Kosovo touchés par l’uranium appauvri. Les munitions à l’uranium appauvri sont en fait utilisées précisément pour bombarder le matériel blindé, les forts et les blockhaus en raison de leur grande capacité de pénétration pouvant développer des températures élevées. L’uranium appauvri, placé dans l’élément pénétrateur, peut détruire « facilement » la surface la plus solide.

      « On ne connaît pas les lieux et les routes où ont été acheminés les métaux des chars radioactifs. Nous avons appris il y a peu de temps que plusieurs wagons de résidus métalliques avaient été bloqués près de la frontière macédonienne car on avait constaté leur radioactivité. À Medurovo, près de Nis, la ferraille provenant de la découpe des chars radioactifs est longtemps restée entassée, de sorte que « l’ange de la charité » revient à nous de nouveau, le plus souvent sous forme de résidus métalliques », affirme Velimir Nedeljkovic.


      Le précédent de la Bosnie-Herzégovine

      Il rappelle qu’avant les bombardements en Serbie et au Kosovo, l’uranium appauvri avait aussi été utilisé en Bosnie-Herzégovine. Ses conséquences, dit-il, sont dévastatrices car à certains endroits, par exemple à Hadzic, qui a « quasiment perdu toute sa population suite à une explosion de maladies cancéreuses sept ans seulement après les bombardements ». Les mêmes conséquences ont été observées dans d’autres parties du monde où ces munitions radioactives ont été utilisées. L’uranium appauvri a d’abord été utilisé en Somalie, et pendant la guerre du Golfe persique.

      « L’argument ‘défensif’ des pays qui utilisent les armes à l’uranium appauvri, affirmant que la Convention de Genève n’est pas enfreinte, est absolument inadmissible. Il est vrai que lors des bombardements de l’OTAN, les armes nucléaires n’ont pas été utilisées, car les munitions fabriquées avec l’uranium appauvri ne sont pas considérés comme des armes nucléaires car elles ne provoquent pas de réaction nucléaire. Mais la Convention de Genève interdit également les projectiles à l’uranium appauvri, qui sont des armes radioactives, chimiques et toxiques. De plus, ces projectiles contenant de l’uranium appauvri sont des armes qui tuent de manière non sélective et apportent des souffrances excessives, ce qui est également interdit par la Convention. De toute façon, si le monde avait fait preuve de bon sens, l’utilisation de telles armes aurait pu être sanctionnée précisément selon la convention de Genève », estime Velimir Nedeljkovic.


      Recyclage

      Il pense que la réponse à la question de savoir pourquoi le monde développé utilise ces munitions est assez simple. Les résidus nucléaires sont l’un des plus grands cauchemars de l’humanité contemporaine. Il y en a des quantités énormes (cent millions de tonnes en Amérique et autant dans le reste du monde), et « personne, pas même la science, ne sait qu’en faire ». Il y a eu des tentatives de les déposer au fond des océans et des mers, mais on y a heureusement renoncé, car les conséquences auraient été désastreuses. Dans un passé récent, on a même pensé envoyer ces résidus dans le cosmos.

      « La seule manière qui reste est le recyclage, comme on le fait au Japon (le procédé mené dans les réacteurs nucléaires ne se fait pas jusqu’au bout mais on l’interrompt, et le reste des barres d’uranium est recyclé, enrichi et réutilisé comme combustible dans ces réacteurs nucléaires). Les États-Unis et la Russie, ayant de grands espaces, stockent leurs résidus nucléaires dans des régions reculées en attendant que la science donne une réponse dans les temps futurs. Mais comme les quantités sont devenues énormes, « quelqu’un au Pentagone a eu l’idée d’empaqueter les résidus dans des bombes en les envoyant chez les autres ».


      Preuves expérimentales...

      Velimir Nedeljkovic ajoute que pour l’instant, il n’y a pas d’accord entre les USA et les pays membres de l’OTAN, d’une part, et les pays dans les territoires desquels ont été utilisées les munitions à uranium appauvri sur les conséquences nocives que celui-ci provoque. Les pays qui l’utilise s’en tiennent à l’argument qu’il n’existe pas de preuves concrètes que la santé des hommes serait affectée seulement par l’uranium appauvri. Il est en effet difficile de le prouver, surtout dans les pays techniquement non développés. Car la science exige aussi des preuves expérimentales et « des preuves sur la population humaine ».

      Et comment doivent se protéger les pays, parmi lesquels la Serbie, qui ne disposent pas de « preuves concrètes » ? Selon les propos de Velimir Nedeljkovic, la Serbie a pris au moins six ans de retard en ayant recueilli et déchargé le sol contaminé à Vinca, qui est « le meilleur moyen de protection ». Il lui reste à mener à bien l’assainissement des sols, surtout des plus grandes surfaces qui ont subi ces effets. Cela signifie qu’il faudrait planter sur ces lieux « suspects » des cultures qui extraient du sol les particules d’uranium appauvri et les déposent dans les racines, les arbres ou les fruits. L’avoine possède de grandes possibilités d’absorption mais évidemment elle ne doit pas être consommée dans l’alimentation humaine ou animale. Il reste néanmoins aux citoyens de rester « prudents » toute leur vie, quelle que soit cette signification, après tout ce qui les a « touchés ».


      === 4 ===

      Quelle: aikor-info vom 26. August 2006 http://www.aikor.de

      ATOMKRIEG OHNE ATOMPILZ
      Willige Vollstrecker oder Aufstand der Anständigen?

      Von Sabine Schiffer
      ( 15.08.2006 )

      Über die Bezeichnung „Friedenskanzler“ für Gerhard Schröder“ kann man streiten. Über eine ähnliche Bezeichnung für Angela Merkel nicht. Seit ihrem Machtantritt in Deutschland weht ein anderer Wind, der sich im aktuellen Libanonkrieg direkt und vernichtend niederschlägt. Über die Solidaritätsgefühle zu Israel ist man plötzlich zum Befürworter für Krieg geworden.

      Mit ein bisschen Protest hier und ein bisschen Friedensdemo dort ist es nun nicht mehr getan, um die Empörung über den Verrat an unserer Idee von einem friedlichen Zusammenleben zum Ausdruck zu bringen. Offensichtlich haben wir alle unserem Wunsch nach Frieden nicht wirklich Nachdruck verliehen – die letzten Jahre und Jahrzehnte nicht und aktuell schon gleich gar nicht, denn während wir mit Diskussionen über Werte (sic!) und kulturelle Differenzen abgelenkt werden, wurden und werden Waffen von der menschenverachtendsten und –vernichtendsten Art stetig weiter entwickelt. Während man uns - mit dem Blick auf Iran - vor noch nicht entwickelten Atomwaffen warnt, ist der Atomkrieg – angeblich in unserem Interesse geführt - seit Jahren bereits in vollem Gange.

      Die Folge ist, dass die Verseuchung der Erde mit abgereichertem Uran zunimmt – in Ex-Jugoslawien, Irak und Afghanistan geben die Missbildungen an Säuglingen und der natürlich nicht vorkommende Mehrfachkrebs als zunehmende Diagnose bei Erwachsenen und Kindern sowie ehemaligen Soldaten einen Vorgeschmack auf das, was uns weltweit erwartet. Derlei Munition – einst in Deutschland entwickelt – nun im Libanon einzusetzen, zeugt von der Verblendung der Täter, die nicht kapieren wollen, dass sie nicht nur den Gegner, sondern sich selbst gleich mit ausrotten. Teile Jugoslawiens, Irak und Afghanistan gelten in Fachkreisen bereits jetzt als unbewohnbar  – die verbleibenden Menschen dort sterben wie die Fliegen. Auch der Truppenübungsplatz im fränkischen Grafenwöhr ist im Verdacht für gesteigerte Krebsraten in der Umgebung verantwortlich zu sein. Auch hier werden nach wie vor Informationen über die eingesetzte Munition zurückgehalten, die notwendige Bündelung von Daten verhindert. Prof. Siegwart-Horst Günther vom Gelben Kreuz International trägt derlei Beobachtungen seit Jahren zusammen. Dr. Doug Rokke, ehemaliger Zuständiger des U.S. Army Depleted Uranium Project kommt zu den gleichen Ergebnissen. Es gibt Aufrufe zur Ächtung dieser Waffen von Ärzte gegen Atomkraft und der Internationalen Koalition für ein Verbot von Atomwaffen (ICBUW) uvm.

      Wie kommt es, dass wir angesichts der Bedrohung einfach zusehen? Ist es die bereits eingetretene Gewöhnung an den Krieg, die uns abstumpfen lässt? Vielleicht, weil wir ihn weit weg wähnen? Welch ein Irrtum. 2003 wurden in Großbritannien enorm erhöhte radioaktive Werte gemessen. In Irak hat man zu der Zeit tonnenweise Uranmunition ausgebracht. Ob als Blindgänger schlummernd in der Erde oder durch die Explosion beim „bunkerbrechenden“ Aufschlag zu Uranoxid verdampft, es verstrahlt die Erde wie die Menschen – Zivilbevölkerung wie Soldaten – und hat eine Halbwertzeit von 4 ½ Mrd. von Jahren. Die entstehenden Nanopartikel sind durch nichts filterbar, auch nicht durch Schutzanzüge oder Gasmasken. Einmal in die Atmosphäre ausgebracht, verändern sie Zellen von Pflanzen, Tieren und Menschen, schädigen das Erbgut auf immer – und überall. Diese Fakten kaum ertragen zu können, darf nicht zu einem Wegsehen führen. Dies kommt lediglich Desinformationskampagnen vonseiten neokonservativer Kreise in den USA und ihrer Verbündeten weltweit zu pass. Die Friedensbewegung in den USA fühlt sich von Europa im Stich gelassen und die Bundesregierung hat daran einen unrühmlichen Anteil. Der Schulterschluss mit George W. Bush bedeutet Krieg, und dieser wird schon seit Jahren mit unerlaubten Waffen geführt.

      Massiven Interessen im Energie- und Politsektor werden Menschen geopfert – egal ob Israeli oder Palästinenser, amerikanischer Soldat oder iranischer Despot. Als lange trainiertes Medienpublikum haben wir uns auf das unbeteiligte Zusehen verlegt und treten nicht zum Schutz für uns und unsere Nachfahren ein. Nicht lange nach dem Schock über die nationalsozialistische Diktatur und das Mitläufertum in Deutschland müssen wir feststellen, dass wir zum großen Teil wieder schweigen. Wir brauchen die ältere Generation nicht mehr zu fragen: „Warum habt Ihr nichts dagegen getan?“ Wir können es hier und jetzt aktuell erfahren, wie es kommt, dass man durch Schweigen einer Entwicklung zustimmt, für die man schließlich mit verantwortlich ist im Informationszeitalter medialer Demokratie. Solange wir uns noch frei äußern können, haben wir die Pflicht, dieses zu tun und von unserer Regierung menschenwürdige Volksvertretung zu verlangen oder sie abzusetzen. Die demokratischen Möglichkeiten werden jedoch kontinuierlich eingeschränkt, und auch dies lassen wir geschehen. Welche Sicherheit vor zellzerstörenden radioaktiven Nanopartikeln soll uns aber der Einsatz der Bundeswehr im Inland oder der große Lauschangriff geben? Einsichten in die Wirkung von Dauerniedrigstrahlung haben wir mindestens seit den Atombombenversuchen in Polynesien.

      Neben Mitläufern aus Unwissenheit scheint es auch einige Mittäter aus Gleichgültigkeit oder kurzsichtiger Profitgier zu geben – oder aus falsch verstandener Solidarität, der gerade wieder einige Israelis aufsitzen. Natürlich wird man zunächst und gerne die Übeltäter aus Überzeugung verurteilen – zur Entlastung seiner selbst. Aber auch Unwissenheit schützt vor Strafe nicht. Die Strafe wird für viele von uns die Todesstrafe sein – das Urteil lassen wir gerade sprechen, statt die wirklichen Verbrecher an der Menschheit vor Gericht zu zerren und diese alles vernichtende Kriegsführung mit Langzeiteffekt zu stoppen. Es herrscht eine Tendenz zum Global War vor – zur Macht- und Ressourcensicherung und als Ablenkungsstrategie vom wirtschaftlichen Weltmachtstreben, so kurzsichtig es auch ist – vorbei an nationalen, religiösen und ethnischen Grenzen. Bombennutzung sichert weiteren Absatz. Die Nationalität der Macher heißt „Profit“ und der Gott der gnadenlosen Kriegstreiber „Geld“. Sie sind international organisiert und kennen keine kulturellen Berührungsängste. Dies erklärt auch, warum sich Waffenverkäufe nicht auf den „Freund“ beschränken – auch beim „Feind“ macht man Geschäfte. Angesichts der Erkenntnis, dass die Opfer der perfiden Waffensysteme eh im gleichen Boot der nachhaltigen Verseuchung sitzen, erhält der Zynismus des Gegeneinanderaufhetzens noch eine ganz eigene Qualität. Business as usual: Militärausrüstung steigert den Umsatz – auch bei uns in Deutschland. Börsenkurse steigen und fallen und schütten für die kalkulierenden Macher ihre Gewinne aus. Übrigens, der Uranpreis steigt auf Grund der erhöhten Nachfrage.

      Weitere Informationen zum Thema:

      www.uni-kassel.de/fb5/frieden/themen/DU-Geschosse/reinecke.html
      www.bandepleteduranium.org
      www.ippnw.de/Frieden/Uranmunition/?swip=5f71cb37370bd4841c9859f66c80cddc
      www.physik.uni-oldenburg.de/Docs/puma/radio/Uran_Munition.html,
      www.urankonferenz.de


      === 5 ===

      Israel using US-supplied depleted uranium in Lebanon
      (Written by Israeli Committee for a Middle East Free from Atomic, Biological & Chemical Weapons)

      The government of Israel has recently purchased from the United  States bunker-busting bombs (GBU-28), for use in its war in Lebanon.  These bombs contain depleted uranium - a carcinogenic substance  that spreads in the form of a toxic and radioactive dust, which  enters the lungs and bones and is especially harmful to babies  and young children. We call on the government of Israel not to make use of these  bombs. This call is of special significance on 6 August, the anniversary  of the dropping of the atomic bomb on Hiroshima...
      The Israeli Committee for a Middle East Free from Atomic, Biological Chemical Weapons, P.O.Box 16202 Tel Aviv 61161, Israel (Gideon Spiro Tel. +972-(0)3-5238584)



      APPENDIX TO ILLEGAL WEAPONS IN LEBANON
      (Sarah Meyer, INDEX RESEARCH)

      The following is an update of source material for Index on Illegal US Weapons in Lebanon. (30.07.06.) (...) "Bush is now rushing depleted uranium (DU) bombs to Israel. … Laser guided GBU-28 bunker penetration bombs and much of the tank ammunition, such as M829 A1 shells, have DU penetrators built into them. What is even more galling is the likelihood that Rakon NZ probably manufactured the software to guide these obscene weapons… The silence of most of the media is deafening over this increasing menace to our global atmosphere."...


      Blog Lull & Depleted Uranium
      (UrShalim)

      ...Is any one in Beirut feeling a funny burning sensation on the face and in the eyes like me? Especially those who visit the suburbs? Could it just be the hot August weather? Al-Akhbar [Ar] reported yesterday that a bomb hole (3m deep 10m wide) in Khiam was tested for nuclear radiation by Dr. Ibrahim Rashidi of the Lebanese University and Mohammad Kobeisi of the National Council for Scientific Research. The radiation level was very high according to both. Depleted uranium is suspected. Samples were taken for further testing to determine the type of radiation. Bernard Koshner (ex minister, France) was present according to Al-Akhbar. The article, written by Kamel Jaber, mentions suspicions of Khiam being hit by Tomahawk rockets...



      Weapons Used and Targets Hit in Israeli Bombing Raids
      (Leuren Moret, Globalresearch.ca)

      ...The following types of ammunition were used by Israeli forces: * cluster bombs * depleted uranium bombs - including an order during the war by Israel from the US for 100 more GBU-28 5000 lb. depleted uranium warhead bombs * depleted uranium 105mm and 120mm tank rounds [Info from Major Doug Rokke which he saw in the news] * missiles (probably DU) * white phosphorous weapons * Baccilus globigii - bioweapon which makes people vomit but does not result in death. (A military source said this was determined from color coding on the weapons)  This weapon was used in southern Lebanon and reported that it suddenly caused people to get sick. * Reports from MDs treating the wounded describing new kinds of wounds never seen before which may be laser weapons. The US has them (classified) on the ABRAMS tanks. There were certainly Directed Energy Weapons. (DEW) used by Israel because shrunken bodies and other types of indicators were reported by Lebanese MDs, descriptions exactly like wounds etc. reported in Baghdad at the airport in 2003 and since. * Toxic chemicals...



      Scientists suspect Israeli arms used in South contain radioactive matter
      (Mohammed Zaatari, Daily Star staff)

      Mohammad Ali Qobeissi, a member of the National Council for Scientific Research, said on Sunday that a crater caused by an Israeli munition in Khiam contained "a high degree of unidentified radioactive materials." Qobeissi, along with Ibrahim Rashidi from the Faculty of Sciences at the Lebanese University, have inspected the crater - which is 3 meters deep and has a diameter of 10 meters - in the Jlahiyyeh quarter in Khiam, with a Geiger-Muller radioactivity counter and nuclear material detector. "A team from the council will test a sample from the crater in order to find out what kinds of radioactive materials it contains," Qobeisi told The Daily Star...



      The Middle East : Lethal Legacy.
      (Felicity Arbuthnot)

      ...Yet in Israel's invasion of Lebanon, bombardment of Palestine the depleted uranium (DU) weapons used, are so lethal, that Israel, as well as the region, now has the soil in which they plant, the water they drink, the air they breathe, poisoned for a potential four and a half billion years. With the use and release of other lethal toxins, so is genetic damage to haunt future generations : 'until the sun goes out.' Israel's actions have set the region's yet to be conceived, on potential self destruct. It is only needed to view pictures of Iraq's congenital birth deformities after the use of depleted uranium (DU) weaponry there in the 1991 war - and those of the children conceived by returning US and UK soldiers, to look humanity's annihilation in the face. The bombs rushed to Israel (via the UK) were also DU, designated unanimously, a weapon of mass destruction by three UN sub-committees. 'Depleted' uranium is a misnoma. Uranium weapons are a product of the nuclear fuel cycle, thus contain all the lethal radioisotopes which should be stored in a high level nuclear waste facility, not disposed of over populations. 'Nuclear waste with fins on', is how one expert describes DU missiles. Saddam Hussein did not have weapons of mass destruction which Prime Minister Blair assured Britain: 'could be launched in forty five minutes', but Britain, the US and Israel do - and did...


      ---

      A Search for Cellular and Molecular Mechanisms Involved in Depleted Uranium (DU) Toxicity

      Jalal Pourahmad, Monireh Ghashang, Hossein Ali Ettehadi, Ruhollah Ghalandari Faculty of Pharmacy and Pharmaceutical Research Center, Shaheed Beheshti University of Medical Sciences, Tehran, P.O.Box 14155-6153, Iran

      Inc. Environ Toxicol 21: 349–354, 2006.

      Addition of U(VI) (uranyl acetate) to isolated rat hepatocytes results in rapid glutathione oxidation, reactive oxygen species (ROS) formation, lipid peroxidation, decreased mitochondrial membrane potential, and lysosomal membrane rupture before hepatocyte lysis occurred. Cytotoxicity was prevented by ROS scavengers, antioxidants, and glutamine (ATP generator). Hepatocyte dichlorofluorescein oxidation was inhibited by mannitol (a hydroxyl radical scavenger) or butylated hydroxyanisole and butylated hydroxytoluene (antioxidants). Glutathione depleted hepatocytes were resistant to U(VI) toxicity and much less dichlorofluorescein oxidation occurred. Reduction of U(VI) by glutathione or cysteine in vitro was also accompanied by oxygen uptake and was inhibited by Ca(II) (a U(IV) or U(VI) reduction inhibitor). U(VI)-induced cytotoxicity and ROS formation was also inhibited by Ca(II), which suggests that U(IV) and U(IV) GSH mediate ROS formation in isolated hepatocytes. The U(VI) reductive mechanism required for toxicity has not been investigated. Cytotoxicity was also prevented by cytochrome P450 inhibitors, particularly CYP 2E1 inhibitors, but not inhibitors of DT diaphorase or glutathione reductase. This suggests that P450 reductase and reduced cytochrome P450 contributes to U(VI) reduction to U(IV). 

      In conclusion, U(VI) cytotoxicity is associated with mitochondrial/lysosomal toxicity by the reduced biological metabolites and ROS.

      Source: Mauro Cristaldi


      === 6 ===

      FÉDÉRATION  SYNDICALE MONDIALE

      Athènes le 24 Octobre, 2006

      La position de la Fédération Syndicale Mondiale sur le nucléaire.


      Dès sa fondation jusqu'à présent, la FSM et le mouvement syndicaliste de classe dans le monde entier sont pour la paix, le désarmement, la Sécurité Mondiale et la résolution de

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