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6802Un Pianeta disabitato

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  • EUROPEAN LABORATORY
    13 ago 03:24
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      Un Pianeta disabitato
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      Ad accendere la TV anche solo per pochi minuti al giorno, ci si rende
      conto di quanto sarebbe stato importante, nei trascorsi decenni,
      dirigere la prua della conoscenza collettiva sul fatto che la
      democrazia si regge ancora tutta sul mandato temporaneo imposto solo a
      coloro che ascendono al potere legislativo. In un sol telegiornale si
      ha anche più di una tragica conferma di quanto sia delicato e limitato
      lo spazio democratico costruito sul solo ed angusto potere
      legislativo, che non poggia sui numerosi altri, estesi e fondamentali,
      non di rado onnipotenti, poteri dello Stato. E di conseguenza di
      quanto sia importante estendere la democratica temporaneità
      dell'incarico all'intero apparato dei pubblici poteri, introducendo
      una riflettuta, socialmente compresa e concordata, costituzionale
      temporaneità nel sistema del Pubblico Impiego.

      Dicono gli scienziati, contandoci, che siamo divenuti più di sette
      miliardi e mezzo. Eppure, a vedere come quella che, anche solo da un
      punto di vista probabilistico, avrebbe dovuto essere una questione
      primaria e dibattuta a fondo, fino alla sua progettuale esaustione,
      non compare invece su nessun giornale, libro, saggio, articolo,
      convegno e ricerca e neppure in alcun film, romanzo, canzone e poesia,
      a notare questo assoluto vuoto intellettivo viene da credere di
      trovarci su di un Pianeta disabitato, non sovrappopolato. Ed è proprio
      questo il tragico effetto di una cultura prigioniera di una casta di
      assunti a vita: proprio lì, dove sarebbe più giusto si addensasse una
      folla di menti a pensare come progredire, uno spropositato impedimento
      non lascia spazio che alla disperazione data dall'esclusione e
      dall'impotenza.

      E' tipico, storico, ricorrente: quando non si riesce ad andare avanti
      si viene rigettati all'indietro. L'umanità si è trovata di fronte una
      insuperabile muraglia d'incultura estesa per l'intero globo. Confusa e
      sviata di continuo da professori, ricercatori e scienziati, l'umanità
      non ha abbattuto il dogma del posto fisso nei poteri dello Stato,
      lasciando questo con un brutto disegno di linee accaparratrici e
      sperequatrici. Ritenendo che oltre non si potesse ottenere dall'uomo e
      dalla vita, l'umanità, spinta continuamente all'indietro da
      professori, ricercatori e scienziati che in tutti i modi ci hanno
      convinto che la democrazia ha grandi limiti, non ha continuato la sua
      evoluzione ed è perfino regredita. Le sue intuizioni venendo
      regolarmente ammutolite dal dotto sapere di chi l'ha usato
      esclusivamente per fini propri.

      Ma la vita non ha limiti e, proprio quando le estreme complicazioni
      dei sapienti hanno ormai ricoperto di una poltiglia impraticabile
      l'intera mente collettiva, la semplicità delle cose riporta chiarezza
      sul mondo. Uno Stato è davvero democratico solo se tutti i suoi poteri
      (quindi impieghi), dal più basso al più elevato, vengono regolarmente
      restituiti all'autorità del popolo. Ed uno Stato dev'essere
      democratico non per soddisfare ideali di libertà o piacere individuali
      ma anche e soprattutto perché è un meccanismo che funziona alla
      perfezione: che non nasconde nulla ed a nulla è impreparato. La
      democrazia non è mero fatto politico, riconducibile alla sola volontà
      dei popoli. Trattasi invece di una funzionalità tecnica che la
      scienza, se questa non fosse stata ostaggio di brutta gente, avrebbe
      già ampiamente definito.

      Poniamo dunque rimedio ad una situazione in stallo culturale,
      filosofico, politico, storico da settant'anni. Otterremo tali e tanti
      positivi risultati da avere l'impressione, nel breve volgere di una
      riforma del Pubblico Impiego, quindi appunto dello Stato, di essere
      approdati su di un Pianeta altro rispetto alla Terra. Ed infatti,
      sette miliardi e mezzo quanti siamo, legati ovunque da un patto
      sociale finalmente ben scritto e quindi rispettabile, potremo infine
      esprimerci tutti per il meglio. Riscritto il codice genetico dello
      Stato, di tutti gli Stati della Terra, l'umanità potrà trasformarsi da
      quell'accozzaglia egoista ed immatura, distruttrice e suicida ch'è
      finita per essere seguendo l'incultura ufficiale, in un organismo in
      grado di far fiorire in bellezza e bontà ogni realtà che vivrà e cui
      si avvicinerà.


      Danilo D'Antonio
      Monti della Laga

      Civilmente, legalmente, pacificamente,
      rendiamo democratico l'intero Pianeta:

      http://Stato-Democratico.tk/


      La scienza è amica, gli scienziati no
      http://hyperlinker.tk/ars/scienza.htm

      Les idiots savants de la surpopulation
      http://hyperlinker.tk/spg/idiots_savants.htm

      Iatrogenesi dei problemi sociali
      http://hyperlinker.tk/spg/iatrogenesi.htm

      Individui primigeni ed umane sottospecie
      http://hyperlinker.tk/ars/sottospecie.htm