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Interessante articolo sul blog di D. Pipes

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  • Marcello
    http://it.danielpipes.org/article/3709 che potete leggere anche qua: http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz
    Messaggio 1 di 1 , 1 lug 2006
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      <http://it.danielpipes.org/article/3709>
      http://it.danielpipes.org/article/3709
      che potete leggere anche qua:
      http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz
      <http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=142&id_art=2866&aa=200
      6> &act=art&edi=142&id_art=2866&aa=2006


      Come la pensano i musulmani di tutto il mondo?

      Per saperlo, la scorsa primavera il Pew Research Center for the People & the
      Press ha condotto un sondaggio su vasta scala dal titolo "The Great Divide:
      How Westerners and Muslims View Each Other" ("La Grande Divisione: Come si
      Vedono gli Occidentali e i Musulmani"). Sono stati intervistati i musulmani
      appartenenti a due gruppi di paesi: sei dei quali a maggioranza musulmana da
      lunga data (Egitto, Indonesia, Giordania, Nigeria, Pakistan e Turchia) e
      quattro a minoranza musulmana (Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna).

      Il sondaggio, che prende altresì in considerazione il punto di vista
      dell'Occidente in merito ai musulmani, ha evidenziato dei risultati
      sconcertanti, ma non del tutto sorprendenti. Le tematiche possono essere
      raggruppate in tre sezioni.

      Una tendenza alle teorie cospirative. La maggioranza degli intervistati
      musulmani non crede che gli attacchi dell'11 settembre contro gli Stati
      Uniti siano di matrice araba. Le percentuali vanno da un mero 15% di coloro
      che in Pakistan attribuiscono la responsabilità agli arabi al 48% dei
      musulmani francesi. A conferma dei recenti trend negativi della Turchia, il
      numero dei turchi che puntano il dito contro gli arabi è diminuito,
      oscillando dal 46% nel 2002 al 16% odierno. In altre parole, in ognuna di
      queste dieci comunità musulmane, la maggioranza considera gli attacchi
      dell'11 settembre come una beffa perpetrata dal governo americano, da
      Israele o da qualcun altro.

      Inoltre, i musulmani sono largamente prevenuti nei confronti degli ebrei,
      andando dal 28% dei musulmani francesi al 98% della Giordania (che malgrado
      la moderazione della monarchia ha una popolazione a maggioranza
      palestinese). In più, i musulmani di certi paesi (specie dell'Egitto e della
      Giordania) vedono gli ebrei sotto un'ottica cospirativa, come i responsabili
      dei pessimi rapporti tra musulmani e occidentali.

      Le teorie cospirative si riferiscono ad argomenti più vasti. Alla domanda
      "Chi è maggiormente responsabile della mancanza di benessere delle nazioni
      musulmane?" tra il 14% (in Pakistan) e il 43% degli intervistati (in
      Giordania) accusa le linee politiche americane e di altri Stati europei,
      piuttosto che attribuire la colpa ai problemi interni come la mancanza di
      democrazia o di istruzione, oppure alla corruzione insita nell'Islam
      radicale.

      Questo cospirazionismo denota una diffusa riluttanza in seno all'umma ad
      affrontare la realtà, preferendo i più sicuri luoghi comuni dei complotti,
      delle trame e degli intrighi. Ciò denota altresì dei grossi problemi a
      conformarsi alla modernità.

      Appoggio al terrorismo. Tutte le popolazioni musulmane intervistate si sono
      decisamente schierate a favore di Osama bin Laden. Alla domanda se esse
      avessero fiducia in lui, la risposta è stata positiva andando dall'8% (in
      Turchia) al 72% (in Nigeria). Anche il terrorismo suicida ha riscosso
      approvazione. Le percentuali dei musulmani ad esso favorevoli vanno dal 13%
      (in Germania) al 69% (in Nigeria). Queste incredibili cifre denotano che il
      terrorismo musulmano ha delle radici profonde e rimarrà un pericolo per gli
      anni a venire.

      I musulmani britannici e nigeriani sono i più disaffezionati. Il Regno Unito
      si distingue per essere un paese paradossale. I non-musulmani ivi residenti
      sono maggiormente favorevoli all'Islam e ai musulmani di quanto lo siano i
      non-musulmani di altri paesi occidentali. Ad esempio, solo il 32% del
      campione britannico considera i musulmani violenti, una percentuale
      significativamente inferiore se si guarda al 41% della Francia, al 52% della
      Germania o al 60% della Spagna. Nella disputa delle vignette satiriche su
      Maometto, i britannici mostrarono una maggior simpatia per l'ottica
      musulmana rispetto agli altri europei. Più in generale, gli inglesi
      attribuiscono meno colpe ai musulmani per il pessimo stato dei rapporti tra
      l'Occidente e il mondo musulmano.

      Ma i musulmani britannici contraccambiano il favore con i più dannosi
      comportamenti anti-occidentali rilevati in Europa. La maggior parte di loro
      considera gli occidentali violenti, avidi, immorali più di quanto lo pensino
      le loro controparti in Francia, Germania e Spagna. Inoltre, essi manifestano
      delle posizioni di gran lunga maggiormente estremistiche in merito agli
      ebrei, all'attribuzione di responsabilità per l'11 settembre o alla
      posizione delle donne in seno alle società occidentali.

      La situazione presente in Gran Bretagna rispecchia il fenomeno del
      "Londonistan", in cui i britannici piegano anticipatamente la schiena e i
      musulmani reagiscono a questa debolezza ricorrendo a comportamenti
      aggressivi.

      I musulmani nigeriani nutrono in genere dei punti di vista molto
      belligeranti su argomenti del tipo lo stato dei rapporti tra musulmani e
      occidentali, la presunta immoralità e arroganza degli occidentali nonché
      l'appoggio a bin Laden e al terrorismo suicida. Non vi è dubbio che questa
      forma di estremismo sia una conseguenza dei violenti rapporti che
      intercorrono in Nigeria tra cristiani e musulmani.

      Ironia della sorte, in quei paesi in cui i musulmani si sono più o meno
      adattati è stata rilevata la più alta percentuale di disaffezione musulmana,
      il che sta a indicare che una via di mezzo sia la migliore: laddove i
      musulmani non ottengono speciali privilegi, come in Gran Bretagna, né
      nutrono una forte ostilità, come in Nigeria.

      Nel complesso, il sondaggio condotto dal Pew invia un indiscutibile segnale
      di crisi da un capo all'altro del mondo musulmano.



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