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4366Gabriele D'Annunzio lo slavofobo

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  • Coord. Naz. per la Jugoslavia
    13 ott

      Gabriele D'Annunzio lo slavofobo

      1) 1919, D'Annunzio e gli slavi: "il flutto della barbarie schiava giungerebbe su Trieste"
      2) La Repubblica di Croazia sulla celebrazione della marcia su Fiume (di Marco Barone, settembre 2017)


      Si vedano anche:

      La Profezia di Gabriele D'Annunzio sul destino dello Stato jugoslavo (1920)

      Inchiesta sul Monumento a D'Annunzio ed ai Legionari in #Monfalcone: Dal fiumanesimo, al fascismo, a Gladio (2014)
      Tra Ronchi e Monfalcone esiste un monumento falsamente eretto il 12 settembre 1960, dedicato ai legionari di D'Annunzio ed a quella impresa di Fiume che per molti suoi determinanti aspetti ha anticipato la marcia su Roma e le violenze che hanno subito in primis le popolazioni di quella che oggi chiamiamo ex Jugoslavia..Dopo diversi mesi di analisi di diversi documenti e non solo, nasce l'inchiesta sul monumento a D'Annunzio ed ai Legionari in Monfalcone che spiega i collegamenti che sussistono dal fiumanesimo al fascismo e gladio intorno a quel manufatto ancora oggi contestato...
      http://xcolpevolex.blogspot.it/2014/09/inchiesta-sul-monumento-dannunzio-ed-ai.html
      IL DOCUMENTO a cura di Marco Barone e Luca Meneghesso IN FORMATO PDF:


      === 1 ===


      D'Annunzio e gli slavi: "il flutto della barbarie schiava giungerebbe su Trieste"

      di Marco Barone, 9 ottobre 2017

      19 ottobre 1919 una lettera che ha come destinatari principali i fiumani dal titolo Italia e Vita. Una lettera dove emergono concetti ed aspetti che connoteranno quell'imperialismo italiano che porterà all'invasione del Balcani con tutte le conseguenze nefaste che la storia ci ha ben insegnato. Una lettera, con un linguaggio semplicemente incomprensibile  in molti passaggi, e con uno stile assurdo, dove si eleva bene quel senso di disprezzo verso gli slavi che verrà rimarcata dal poeta amante della guerra in diverse occasioni. 
      Un D'Annunzio che esalta lo spirito degli italiani che hanno difeso l'italianità di Fiume, del Carnaro, dove "voi spiegaste nel vento del Carnaro il tricolore italiano, in faccia ai Croati che dal governatore ungaro avevano ricevuto il potere civico per inizio di quella frode più tardi proseguita sopra le navi imperiali in Pola nostra."
      Uno spirito dell'italianità che sarebbe stato presente in diverse località, "per le coste e per le isole, da Volosca a Laurana, da Moschiena ad Albona, da Veglia a Lussino, da Cherso ad Arbe."
      Rimarcando che "l’istinto profondo della razza vi avverte che una falsa libertà è peggiore d’una servitù rivoltosa." 
      Un D'Annunzio che prova a giustificare il perchè della necessità di mantenere sotto il dominio italiano alcune zone strategiche: "a settentrione di Fiume, essi debbono includere Idria, affinché la torbida Balcania non prema le spalle di Gorizia e di Tolmino. "
      Od ancora " Come Idria, Postumia aspetta a noi. Se non la tenessimo, il flutto della gente balcanica, il flutto della barbarie schiava, giungerebbe a una ventina di chilometri dalle mura di Trieste."

      Ed un nuovo elogio ( si fa per dire) di D'Annunzio nei confronti degli slavi, che continua a ritenere come inferiori rispetto alla cultura latina, italiana :

      "Col distretto di Postumia lasceremmo in mano degli Schiavi meridionali il valico di Longatico, quello di Nauporto e forse quello di Prevaldo, che costituiscono da tempo immemorabile la vera Porta d’Italia, la soglia latina calcata dalle incursioni boreali e orientali dei Barbari di ogni evo."

      Un disprezzo non politico, ma verso un popolo che connoterà quel razzismo che si scaglierà contro chi aveva come colpa  quello di non appartenere alla "razza" latina, italiana.
      Marco Barone



      === 2 ===


      La Repubblica di Croazia dica no alla celebrazione della marcia su Fiume. Lettera all’Ambasciata

      di Marco Barone, 5 settembre 2017

      Alla cortese attenzione dell'AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI CROAZIA
      Via Luigi Bodio 74/76
      00191 Roma
      ITALIA E-Mail: vrhrim@...


      Pregiatissimo Ambasciatore, 
      la contatto in qualità di cittadino della Repubblica italiana nonché di residente nel Comune di Ronchi dei Legionari (Gorizia) in Friuli Venezia Giulia. 
      La contatto poichè Lei è il massimo rappresentante della Repubblica di Croazia in Italia e deve essere informato su quanto accade puntualmente da diversi anni nel Comune di Ronchi ogni 12 settembre. 
      Il 12 settembre del 1919 Gabriele D’Annunzio partì casualmente dal Comune di Ronchi per occupare militarmente la città di Fiume ( Rijeka ). Fatto storico che diversi intellettuali italiani, come Pasolini, definirono una “pagliacciata narcisistica” ed importanti storici come marcia che ha anticipato quella fascista su Roma, per gesti, modalità e ritualità. 
      Impresa nazionalistica capeggiata da una persona guerrafondaia, come D’Annunzio e razzista nei confronti del popolo croato. Cosi si rivolgeva verso i croati ed il popolo slavo: "il croato lurido, s’arrampicò su per le bugne del muro veneto, come una scimmia in furia, e con un ferraccio scarpellò il Leone alato oppure (…) " quell’accozzaglia di Schiavi meridionali che sotto la maschera della giovine libertà e sotto un nome bastardo mal nasconde il vecchio ceffo odioso" ... oppure da Gli ultimi saranno i primi, 4 maggio 1919 (…) "Fuori la schiaveria bastarda e le sue lordure e le sue mandre di porci!". Concetti che saranno fatti propri dal dittatore fascista Mussolini. 
      Il Comune di Ronchi deve la sua attuale denominazione, “dei legionari” proprio a quella marcia. Denominazione che venne conseguita sotto il fascismo dopo l’aver omaggiato Mussolini con la cittadinanza onoraria, cosa che è stata revocata solo recentemente. Ma la comunità di Ronchi è sempre stata complessivamente contraria ad omaggiare sia D’Annunzio che quella marcia, basta pensare che il monumento che è stato costruito per ricordare e celebrare l’occupazione militare di Fiume da parte dell’Italia per mano di D’Annunzio è stato realizzato nel confinante Comune di Monfalcone perché il Comune di Ronchi non diede la propria disponibilità stante il carattere fascista di quella marcia e la storia partigiana di Ronchi.
      Il noto scrittore Boris Pahor in merito a questa vicenda nel 2014 ha avuto modo di sottolineare in sostanza che dei legionari non ha più, oggi ragione e diritto di esistere, tolta la cittadinanza onoraria a Mussolini è altrettanto naturale togliere la denominazione dei Legionari di Ronchi, ben tenendo conto anche del fatto che oggi popoli e paesi come l’Italia, Slovenia e Croazia vivono in amicizia, e che Ronchi è un territorio multietnico, multiculturale e vista anche la presenza dell’aeroporto, sarebbe il caso di accogliere, chi giunge in questi luoghi, in modo diverso e non con la denominazione dei Legionari. 
      Se D'Annunzio da alcuni viene considerato come un valore d'Italia, per molti cittadini non lo è. Perchè razzista prima di tutto ed offensivo contro gli amici e fratelli croati. Ogni 12 settembre dei nazionalisti si riuniscono presso il monumento dedicato a D’Annunzio per la marcia di occupazione di Fiume, con anche alcune delegazioni che provengono dalla città di Fiume. Celebrazione storica ma dal chiaro connotato politico. Celebrazione a cui partecipano anche amministratori locali con la fascia tricolore a rappresentare, dunque, la Repubblica italiana. 
      Perché celebrare quella marcia significa rivendicare l’italianità di Fiume. Atto totalmente irrispettoso nei confronti della Repubblica di Croazia e della città di Fiume. Atto storico e politico che certamente non corre nella direzione di favorire i rapporti tra Italia e Croazia per i motivi come succintamente esposti. 
      Nel 2019 ci sarà il centenario per tale evento e circolano voci che qualcuno vorrebbe promuovere un pellegrinaggio storico/politico dal Comune di Ronchi alla città croata di Fiume per celebrare quell’occupazione militare. 
      Tutte questioni che favoriscono sentimenti nazionalistici che compromettono in modo rilevante quella edificazione di una Europa di pace e fratellanza ed amicizia tra popoli che stiamo tutti insieme e con fatica cercando di realizzare. 
      Tanto premesso
      si chiede all’Ambasciata della Repubblica di Croazia, nella persona dell'Ambasciatore, di sollecitare l’intervento della Repubblica di Croazia nei confronti delle autorità italiane perché non abbiano più luogo cerimonie, celebrazioni, della marcia di occupazione su Fiume e che non venga considerato più come un “valore” d'Italia la figura di D’Annunzio stante le sue parole altamente offensive e razziste come manifestate nei confronti del popolo croato.
      Confidando in un suo cortese riscontro, nel nome della fratellanza ed amicizia tra i popoli, le porgo i più cordiali saluti. 

      Marco Barone 
      Ronchi (Gorizia), 5 settembre 2017 

      ---


      Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

      di Marco Barone, 18 settembre 2017

      Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević. 

      Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso: 

      "Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della Repubblica di Croazia a Roma da parte sua intraprenderà tutto il possibile nell'ambito delle proprie competenze, e apprezzeremmo altrettanto il Suo ulteriore impegno nella questione. Siamo sicuri che Lei, come stimato cittadino della Repubblica Italiana, insieme ad altri Suoi concittadini, può, più di tutti, contribuire al cambiamento di tale clima e alla ancora migliore costruzione dei rapporti di buon vicinato, in particolare nelle zone multietniche adiacenti ai confini."

      Nella mia lettera concludevo, dopo aver evidenziato che quelle celebrazioni del 12 settembre per Fiume e D'Annunzio "favoriscono sentimenti nazionalistici che compromettono in modo rilevante quella edificazione di una Europa di pace e fratellanza ed amicizia tra popoli che stiamo tutti insieme e con fatica cercando di realizzare" in questo modo: chiedo all’Ambasciata della Repubblica di Croazia, nella persona dell'Ambasciatore, di sollecitare l’intervento della Repubblica di Croazia nei confronti delle autorità italiane perché non abbiano più luogo cerimonie, celebrazioni, della marcia di occupazione su Fiume e che non venga considerato più come un “valore” d'Italia la figura di D’Annunzio stante le sue parole altamente offensive e razziste come manifestate in modo eloquente soprattutto nei confronti dei croati.