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436980 anni dalla nascita del Partito Comunista Croato

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  • Coord. Naz. per la Jugoslavia
    15 ott

      1937-2017 – 80 ANNI DALLA NASCITA DEL PARTITO COMUNISTA CROATO


      Oltre 100 persone si sono riunite ad Anindol, presso Zagabria, per celebrare l'ottantesimo anniversario della nascita del Partito Comunista Croato. Tra i partecipanti, il rappresentante del comune di Samobor, promotore dell'evento, il rappresentante del principale partito di opposizione SDP, vari altri partiti socialisti, comunisti e di sinistra, oltre alle formazioni antifasciste e partigiane di Croazia, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, e il Coro partigiano di Zagabria che si è esibito con canzoni rivoluzionarie, tra cui “Padaj Silo i Nepravdo”.


      Le formazioni antifasciste e socialiste croate hanno commemorato questo evento che vide Tito, in segreto assieme ad altri 16 comunisti, fondare il partito che si sarebbe poi federato agli altri partiti comunisti jugoslavi e assieme ai quali sconfisse i fascisti ed instaurò uno stato socialista.


      Gli intervenuti hanno voluto ricordare come il movimento socialista in questi territori fosse iniziato al seguito della I Guerra mondiale, sull'eco della Rivoluzione d'ottobre; che alle elezioni nel Regno di Jugoslavia il Partito Comunista finì in terza posizione, prima di venir messo fuorilegge; che Tito al ritorno dall'URSS negli anni '30 si occupò di diffondere le organizzazioni del partito in tutta la Jugoslavia, fondando anche partiti comunisti nazionali, al fine di creare con successo un fronte unico contro il fascismo.


      In particolare il compagno Kapuralin (Partito Socialista dei Lavoratori) ha ricordato che il partito all'inizio era piccolo, ma ben organizzato qualitativamente, e che seppe sfruttare l'occupazione straniera non solo per condurre la liberazione nazionale, bensì per industrializzare il nuovo stato ed elevare il livello culturale del popolo:

      Se non ci fosse stato il compagno Tito, l'unità e la fratellanza, i suoi comunisti, il coraggio e la convinzione, già allora gli stivali stranieri ci avrebbero calpestato, e altra gente avrebbe governato sopra noi, come succede oggi.


      La rappresentante dello SRP, Vesna Konigsknecht, ha brillantemente riassunto cosa significa la lotta antifascista:


      Per mascherare le contraddizioni sociali, e sconfiggere l'unità della classe lavoratrice, le società capitaliste ricorrono a mistificazioni sull'unità nazionale, incoraggiano la convinzione che l'appartenenza nazionale è d'importanza critica, insistono sulle differenze tra i popoli.

      Il fascismo compare nel capitalismo; è la conseguenza del modo in cui il capitalismo funziona, della sua volontà di sconfiggere l'unità e la solidarietà di classe attraverso il mito dell'unità nazionale.

      Maggiori le differenze all'interno di una società, maggiore la tensione. Con una recrudescenza delle tensioni, più ferocemente si tira in ballo l'unità nazionale. L'esplosione avviene non là dove necessario – nel campo degli interessi contrapposti tra capitale e lavoro – ma là dove la tensione è canalizzata, nel campo del nazionalismo. Degli interessi nazionali si parla sempre più aggressivamente ed esclusivamente, e molto facilmente si scivola – nel fascismo.


      Da noi l'antifascismo è arrivato assieme al socialismo. Ogni antifascismo, se pensato coerentemente, dev'essere anticapitalista, perché il fascismo è figlio del capitalismo. E perciò, chi non vuole affrontare il capitalismo, che taccia sul fascismo!


      Il Partito Comunista Croato, come frazione del PC Jugoslavo, si era chiaramente schierato dalla parte degli interessi della classe lavoratrice. Non voleva creare un movimento di resistenza (per combattere il fascismo e ripristinare lo status quo ante) ma condurre una guerra di liberazione popolare. Mentre combatteva l'occupatore, si organizzava, sviluppava un nuovo potere, e creava un nuovo sistema sociale – il socialismo.


      Commemorando l'80esimo anniversario del PC Croato, ci ricordiamo che i nostri antifascisti lottarono sì per liberare il paese, ma anche per modificare i rapporti di classe. L'antifascismo è lotta di classe. Doveva e deve esserlo. Ieri, oggi, per sempre!


      Di seguito alcuni estratti dei discorsi degli altri partecipanti.


      Non ci arrenderemo mai, la lotta è continua, non vi sfiduciate. Alle persone di sinistra dico – uniamo le nostre forze perché solo così la Lotta Popolare di Liberazione fu vinta.


      Tutte le conquiste del sistema socialista – la solidarietà, il lavoro sicuro, l'educazione e sanità universali e gratuiti, pensioni dignitose – oggi vengono affidate al mercato. Ogni giorno siamo testimoni dell'inumanità del capitale, del mercato, della corsa alla produttività e al profitto. Per questo vengono distrutti i monumenti al mondo diverso che fu – per cercare di perpetuare il più a lungo possibile questo sistema che serve solo una minoranza.


      La lotta condotta dal Partito Comunista fu non solo lotta di liberazione, ma allo stesso tempo lotta per la libertà dei lavoratori.


      Noi a Samobor con onore ci ricordiamo del giorno in cui 80 anni fa un gruppo di uomini coraggiosi con a capo il compagno Tito fondò il Partito Comunista Croato. Con l'obiettivo di una società migliore, per l'uguaglianza delle donne e per correggere tutte le inguistizie.


      Bisogna difendere gli interessi della classe lavoratrice, ma anche la libertà nazionale, l'uguaglianza e la fratellanza tra i popoli.



      --- A cura di Andrea Degobbis.
      Sulla celebrazione di questo anniversario si veda anche: https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/8765