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4382L'Italia sul risorgere del nazismo si astiene. Di nuovo.

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  • Coord. Naz. per la Jugoslavia
    27 nov 2017

      L'Italia sul risorgere del nazismo si astiene. Di nuovo.

      1) Il ponziopilatismo UE e italiano sull’antinazismo (F. Poggi)
      2) L’ONU adotta la risoluzione russa contro il nazismo, gli USA votano contro (TASS)


      Sull'episodio precedente di astensione dell'Italia di fronte al neonazismo si vedano:

      Quelli che non condannano il nazismo (di Giulietto Chiesa, 24 novembre 2014)
      http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giulietto-chiesa/52584-quelli-che-non-condannano-il-nazismo.html

      Sulla neutralità (sic) dello Stato italiano in tema di nazismo (dic 2014)

      Verso la Giornata della Memoria: la UE dalla parte dei nazisti (gen 2015)


      === 1 ===


      Il ponziopilatismo UE e italiano sull’antinazismo


      di Fabrizio Poggi, 18 novembre 2017

      Con il voto contrario di USA e Ucraina, il Terzo comitato dell’Assemblea generale dell’ONU ha adottato la risoluzione proposta da Russia e altri 49 Paesi, tra cui Bielorussia, Venezuela, Egitto, India, Kazakhstan, RPDC, Cuba, Serbia, Siria e Sud Africa, contro la eroicizzazione di nazismo, neonazismo e altre pratiche di discriminazione. 

      La risoluzione esprime profonda preoccupazione per la celebrazione degli ex membri delle Waffen SS e “i continui tentativi di deturpare o distruggere i monumenti dedicati a quanti lottarono contro il nazismo durante la Seconda guerra mondiale”. Si lancia anche l’allarme sulla progressiva attività di raggrumanti neonazisti e “sul numero crescente di posizioni di rilievo occupate da rappresentanti di partiti razzisti o xenofobi in tutta una serie di assemblee legislative nazionali e locali”. 

      A favore della risoluzione hanno votato 125 Paesi; tra i 51 astenuti: gli immancabili Paesi della UE, insieme a Turchia, Georgia, Australia e altri. La risoluzione verrà esaminata dall’Assemblea generale ONU il prossimo dicembre.

      Chiarissimo il riferimento alla situazione dell’Ucraina golpista e non manca nemmeno quello, evidentemente, alla Polonia nazionalista, in cui da tempo si stanno distruggendo uno a uno i monumenti eretti ai caduti dell’Armata Rossa per la liberazione dal nazismo.

      Intanto, Der Spiegel pubblica l’ennesimo allarme a proposito del battaglione neonazista ucraino “Azov”, lanciato alla “salvezza dell’Europa” e alla “sua nuova conquista”, con i propri ranghi rafforzati da neonazisti tedeschi e di altri Paesi europei. Secondo la rivista tedesca, il lavorio propagandistico svolto negli ultimi tre anni da “Azov” gli avrebbe assicurato la crescita da circa 850 agli attuali 2.500 membri. 

      Discreto successo sembra aver avuto la campagna di reclutamento condotta lo scorso luglio in Germania: durante il festival Rechtsrock dell’estrema destra a Themar, in Turingia, cui hanno partecipato oltre seimila persone, “Azov” ha distribuito volantini con il richiamo a “entrare nelle file dei migliori” .

      In aggiunta al servizio di Der Spiegel, Dmitrij Rodionov ricorda su Svobodnaja Pressa come lo scorso anno la polizia brasiliana avesse condotto un’operazione nello stato di Rio Grande do Sul contro reclutatori di “Azov” e neonazisti locali che si apprestavano a partire per il Donbass. Nel maggio scorso, addirittura la Camera dei rappresentanti del Congresso USA aveva proposto di vietare all’Ucraina di devolvere i fondi occidentali al battaglione neonazista e di proibire agli istruttori militari di addestrarne gli affiliati. Cosa, evidentemente, difficile da prendere sul serio, dato che da anni, molto prima ancora del golpe del febbraio 2014 – anzi: proprio in vista di tale svolta – istruttori non solo USA, ma anche di altri Paesi occidentali, stanno addestrando le forze dell’Ucraina golpista, compresi reparti di diversi battaglioni neonazisti, accusati di crimini di guerra anche da organizzazioni non certo “comuniste”, quali Human Rights Watch и Amnesty International.

      E la “conquista dell’Europa” non è solo un’espressione figurata. Secondo il politologo Igor Šatrov, da quando “le operazioni nel Donbass si sono convertite per lo più in un conflitto di posizione, diversi elementi dei battaglioni, tra cui “Azov” si sono portati in Europa in cerca di nuove occasioni per mostrare il proprio “talento”, tanto che anche Der Spiegel è stata costretta a notarlo”. Purtroppo, continua Šatrov, in molti paesi europei “la retorica ufficiale incoraggia la diffusione dell’ideologia neofascista, con il ripetersi dell’idea di nazioni superiori ad altre, di sistemi sociali, economici e politici superiori ad altri ecc.”.

      Per quanto riguarda specificamente il battaglione (ora reggimento) “Azov”, sorto dal programma “Patriota ucraino”, il politologo Eduard Popov ricorda come, già nel 2009, si diffondesse “la strategia di una confederazione di popoli centro-europei, formata da Ucraina, Bielorussia, stati baltici e balcanici e la successiva unione con i radicali dell’Europa occidentale, che a loro volta avrebbero preso il potere con “rivoluzioni nazionali”. Quando “Azov” guerreggiava nel Donbass” continua Popov, “lo si ignorava. Ora che gli adepti del “führer” Andrej Biletskij dilagano anche in Germania, i media tedeschi cominciano a preoccuparsi. E bisogna sottolineare che non si tratta di nazionalisti, bensì di aperti nazisti”.

      Secondo Popov, gran parte dei reclutati da “Azov”, oltre che dalla Germania, proviene dai paesi scandinavi. Per quanto riguarda altri paesi europei, raggruppamenti di destra, ad esempio greci o cechi: è noto che si sono sempre espressi contro majdan. Sembra invece che un certo sostegno ad “Azov” venga dall’Italia. Nessuna meraviglia, in un paese in cui si inaugurano mausolei ai più feroci “eroi” del ventennio fascista, in cui amministrazioni socialfasciste intitolano strade e piazze agli esponenti moderni del neofascismo e neonazismo italico; in cui le massime autorità repubblicane firmano protocolli d’intesa con rappresentanti, come scritto ora nella risoluzione ONU, “di partiti razzisti o xenofobi” che occupano “posizioni di rilievo” in “assemblee legislative nazionali e locali”; un paese in cui partiti che legiferano e attuano oltreconfine pratiche da lager, hanno eliminato dalle proprie piattaforme – in modo conseguente, verrebbe da dire – ogni riferimento all’antifascismo.

      Nessuna meraviglia nemmeno per un paese, l’Ucraina appunto, in cui la pratica neonazista è attuata contro la propria stessa popolazione e in cui, come riporta la rivista Luxembourg Herald, Marina Porošenko, consorte del golpista N° 1, riesce, tramite l’apparato presidenziale e la società “Ucraina forte”, a dirottare sui conti di compagnie offshore e imprese private la cosiddetta beneficienza internazionale per i bimbi ucraini orfani o invalidi.

      Nel giro di pochissimi giorni, l’Italia è così riuscita a incamerare da parte dell’ONU una bacchettata diretta, per una politica che, nei deserti nordafricani, riecheggia in stile moderno strategie imperiali di funesta memoria e un’altra indiretta, per strette di mano e accordi ufficiali con gli eredi moderni degli scagnozzi del Drittes Reich. Avanti così…


      === 2 ===


      L'ITALIA NUOVAMENTE ASTENUTA SUL DOCUMENTO ONU CONTRO IL NAZISMO

      19 NOVEMBRE 2017

      L’ONU adotta la risoluzione russa contro il nazismo, gli USA votano contro

      Come l'anno scorso, contro l'adozione della risoluzione, hanno votato gli Stati Uniti e l'Ucraina

      ONU, 16 novembre/TASS/. Il terzo comitato dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, giovedì ha maggioranza ha approvato la risoluzione presentata dalla Russia sulla lotta alla glorificazione del neonazismo e altri tipi di discriminazioni, respingendo l'appello degli Stati Uniti di modificare sostanzialmente il testo del documento. Come l'anno scorso, contro la risoluzione si sono espressi solamente due paesi: Stati Uniti ed Ucraina.

      A sostegno del documento ricevuto, si sono espressi 125 paesi, fra cui Bielorussia, Venezuela, Egitto, India, Kazakistan, Corea del Nord, Cuba, Serbia, Siria e Sud africa. 51 i paesi astenuti, tra cui i membri dell'Unione Europea (anche l’Italia ndt), Australia, Georgia e Turchia. I co-autori della risoluzione sono stati oltre 50 paesi.

      Nella risoluzione dell’Assemblea generale ONU viene espressa la sua profonda preoccupazione "in merito alla glorificazione in qualsiasi forma" del movimento nazista e degli ex membri dell'organizzazione "Waffen SS", anche attraverso la costruzione di loro memoriali ed anche attraverso "incessanti tentativi di profanazione e distruzione di monumenti in memoria di chi ha lottato contro il nazismo nella Seconda guerra mondiale". Inoltre, il documento richiama l'attenzione sull'attivazione di gruppi nazisti e "l'aumento del numero di seggi occupati da rappresentanti di partiti estremisti razzisti o xenofobi e della loro metamorfosi di un certo numero di parlamenti nazionali e locali". In questa situazione l’Assemblea generale ha invitato i paesi "a prendere misure concrete, tra cui leggi specifiche in materia di istruzione, al fine di evitare la revisione dei risultati della Seconda guerra mondiale e la negazione dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra commessi durante la Seconda guerra mondiale".

      Prima del voto la delegazione degli Stati Uniti aveva proposto di modificare il documento, rimuovendo una serie di disposizioni, tra cui il punto in cui si esprime preoccupazione per la sempre più frequente profanazione e distruzione di monumenti ai combattenti contro il nazismo. La proposta americana è stata respinta con una maggioranza schiacciante: a suo sostegno si sono espressi solamente Israele, Stati Uniti e Ucraina, mentre 81 Stati, tra cui i paesi dell'Africa e dell'America Latina, si sono espressi contro. Gli stati dell’Unione Europea (fra cui l’Italia ndt) al momento del voto si sono astenuti.

      Come previsto nel prossimo dicembre la risoluzione sarà presa in esame nella sessione plenaria dell'Assemblea Generale. L'anno scorso un uguale documento era stato sostenuto da 136 paesi e contro si espressero solo gli Stati Uniti e l'Ucraina. 48 paesi, tra cui Germania, Italia, Polonia, Francia e gli altri membri dell'unione Europea al momento del voto si erano astenuti

      Подробнее на ТАСС: http://tass.ru/mezhdunarodnaya-panorama/4736393