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liberiamo Gaza dai succhiasangue talmudici maledetti!...

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  • Joe Fallisi
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    Messaggio 1 di 1 , 7 set 2008
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      °°°°°°°°°°°

      Video del Free Gaza Movement: la Marina israeliana spara contro i
      pescatori palestinesi.

      05-09-2008 Gaza


      Riceviamo da Vittorio Arrigoni, attualmente operativo nella Striscia
      di Gaza insieme ad altri pacifisti del Free Gaza Movement, e
      pubblichiamo.

      Guardando il video, il cui link è riportato qui di seguito, non si
      può che riflettere sulla ferocia di uno Stato che, in violazione dei
      diritti umani e delle leggi internazionali, spara contro innocui
      pescatori che sfidano il mare per portare a casa un po' di cibo per i
      propri familiari. Sulla disumanità di pratiche che, se effettuate da
      altri paesi mediorientali o del "sud del mondo" avrebbero scatenato
      le ira di politici, governanti e giornalisti, ma che, invece, passano
      del tutto inosservate poiché commesse dall'intoccabile Israele, uno
      Stato basato sulla religione e sull'appartenenza "di razza", e sulla
      pulizia etnica e apartheid di milioni di palestinesi.

      Gaza, 5 settembre 2008

      Link video:
      http://www.youtube.com/watch?v=yTUYivihoTE

      Per domani abbiamo organizzato un'altra battuta di pesca in alto
      mare, ci porteremo a bordo il primo canale televisivo tedesco, e
      alcuni giornalisti arabi.

      Il mondo deve sapere, aprire gli occhi e reagire dinnanzi a ciò che
      avviene a poche miglia dalle coste di Gaza.

      Nel video, ripreso da alcuni miei compagni, il mio peschereccio viene
      bersagliato da raffiche di mitragliatrice da una nave da guerra
      israeliana.

      Questi crimini contro l'umanità, di cui Israele si macchia, avvengono
      pressoché quotidianamente - omicidi e ferimenti di pescatori
      palestinesi che si allontano oltre le 3 miglia dalla costa, limite
      illegale imposto dalle Autorità israeliane, nonostante gli accordi di
      Oslo abbiano fissato a circa 20 miglia dalla linea costiera il limite
      massimo di allontanamento e le 12 miglia sancite dall'Accordo
      Bertini, stipulato nell'Agosto 2002 tra le Nazioni Unite e Israele.

      La nostra presenza, in quanto internazionali, qualche giorno, fa ha
      scongiurato morti e feriti fra i palestinesi. Ci auguriamo che
      l'ulteriore presenza di telecamere funga da deterrente a qualisiasi
      azione criminale da parte israeliana.

      Noi, pacifisti, accompagneremo al largo, non oltre dieci miglia dalla
      costa, pacifici pescherecci che con la loro attività rappresentano
      uno degli unici sostentamenti possibili all'interno di un economia
      schiacciata dall'assedio in cui è costretta Gaza.

      Negli anni '90, quando le barche dei pescatori potevano allontanarsi
      dalle coste di circa 12 miglia nautiche dalle coste della Striscia, i
      pescatori riuscivano a portare a riva, rivendere e anche esportare
      fino a 3.000 tonnellate di pesce ogni anno. Nel 2007 solo circa 500
      tonnellate di pesce all'anno sono state pescate in tutto dagli oltre
      3.500 pescatori professionisti lungo i 40 km costieri della Striscia
      a Gaza; di questi, solo 700 sono ancora impiegati in un settore che
      dava lavoro ad almeno 40.000 persone, tra meccanici, pescivendoli e
      migliaia di famiglie di pescatori locali.

      I pesci nelle acque vicino alle coste della Striscia sono davvero
      pochi, inquinamento ed eccessivo sfruttamento hanno reso le acque
      sterili, per questo anche domani portero al largo i pescherecci e
      speriamo in un'altra pesca miracolosa, basterebbe allontanarsi fino a
      20 miglia più a largo per incontrare, in primavera, i banchi di
      sardine che migrano dal delta del Nilo fino alle acque della Turchia,
      mentre già a meno di sei miglia della costa è difficile incontrare i
      grandi movimenti di pesci.

      Secondo il Palestinian Centre for Human Rights Israele in realtà non
      ha mai consentito ai pescatori di Gaza di spingersi fino alle 20
      miglia sancite dagli Accordi. I pescatori di Gaza denunciano che non
      possono allontanarsi di oltre 2,5 km senza correre il rischio di
      essere bersaglio degli spari israeliani, di vedere distrutte le loro
      reti e le loro barche, mentre le pattuglie israeliane li costringono
      a rientrare a riva: una situazione che va avanti sin dal 2003 e che
      si è aggravata negli ultimi anni con addirittura razzi ed elicotteri
      israeliani impiegati contro i pescatori. Le navi militari israeliane
      secondo il Sindacato dei pescatori di Rafah, nel sud della Striscia,
      pattugliano il mare 24 ore al giorno, sette giorni su sette, con il
      pretesto della sicurezza e del contrasto al traffico di armi. Nel
      corso del 2007 oltre 70 pescatori di Gaza sono stati arrestati, le
      loro barche distrutte, insieme a reti ed equipaggiamenti da pesca.
      Per mesi migliaia di pescatori non hanno avuto il permesso di
      lasciare il porto.

      "In un rapporto pubblicato dall'israeliana B'Tselem sono state
      raccolte le storie di alcuni pescatori. Isma'il Basleh il primo
      gennaio del 2007 era in mare con il fratello Samir e con l'amico
      Aymen al-Jabur. Stavano pescando quando in lontananza hanno visto
      avvicinarsi una nave da guerra israeliana che si è fermata a meno di
      trenta metri da loro e ha cominciato a sparare in aria. Il capitano
      della nave israeliana ha successivamente ordinato a Isma'il di
      seguirlo per 6 km e mezzo, quindi di spegnere i motori, togliersi i
      vestiti e nuotare nell'acqua gelida fino a loro. Ma la nave si
      allontanava e Isma'il rischiava di annegare. Il seguito della storia
      riportata da B'Tselem racconta di braccia e gambe legate, di minacce
      e intimidazioni, di privazione del sonno, di trattamenti degradanti e
      disumani.

      Anche Adnan al-Badwil ha descritto la sua disavventura: in mare, con
      il fratello alle cinque del mattino avevano appena tirato in barca le
      reti con il pesce quando hanno sentito nell'oscurità degli spari. La
      barca, colpita, ha cominciato a vacillare ed entrambi sono caduti in
      acqua. In tre dell'equipaggio sono stati feriti da frammenti di
      proiettile e ricoverati per tre giorni in ospedale.
      Ma malgrado i rischi per la loro vita, i pescatori di Gaza vanno in
      mare e cercano di sconfinare dai 3 km, per poter vivere. Oggi però
      possono portare solo barche a remi, non c'è più combustibile a Gaza e
      non perché, come succede anche da noi il prezzo è salito alle stelle,
      ma perché Israele non permette l'entrata a Gaza del combustile
      continuando un embargo che è punizione collettiva di un intera
      popolazione."

      Dedicheremo la nostra giornata di pesca ai tre pescatori che qualche
      giorno fa sono stati arrestati, e contro i dettami del ramadan,
      costretti dai soldati israeliani a mangiare e bere interrompendo così
      il loro digiuno.

      Soprattutto la dedicheremo ai due pescatori feriti di recente:
      Mohammad Ani Assultan, 19 anni, e Hussam Assultan di anni 32, colpito
      alla testa, che versa in condizioni critiche.
      Questi crimini non possono restare ancora sotto silenzio.

      Vi prego di far girare il video.
      E, a terra come in mare, di restare umani.

      Restiamo umani.

      Vik

      Vittorio Arrigoni

      blog:http://guerrillaradio.iobloggo.com/

      website della missione: http://www.freegaza.org/
      contatto: guerrillaingaza@...

      --------------

      http://www.infopal.it/testidet.php?id=9239

      ************

      YouTube Video: Shooting on Palestinian Fishing Boats (1:36)

      Date : 09-03-2008


      Source: http://uk.youtube.com/watch?v=yTUYivihoTE

      --------------

      (http://www.freegaza.org/index.php?
      module=latest_news&id=25f7ed93c6ffc0f25ba93041879b8d25&offset=)
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