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HO INCONTRATO ZENONE

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  • Joe Fallisi
    a infopal (I): HO INCONTRATO ZENONE Ieri, passeggiando vicino alla riva del mare, ho incontrato Zenone, una piccola statua serissima. Ai suoi tempi dorati
    Messaggio 1 di 2 , 11 nov 2008
      a infopal (I): 

      HO INCONTRATO ZENONE



      Ieri, passeggiando vicino alla riva del mare, ho incontrato Zenone, una piccola statua serissima. Ai suoi tempi dorati Larnaca si chiamava Cizio. Sono qui da due giorni con gli amici di Free Gaza (Huwaida Arraf, Greta Berlin, Ramzi Kisia, Dereck Graham...). Ora che li conosco di persona, li stimo ancora di piu'. Ognuno ha il suo lavoro e la sua vita privata e finanzia in prima persona la causa comune. Quel che fanno e' per amore della giustizia, non di partito o di carriera. Infrangere l'assedio e lo strangolamento di Gaza cercando di raggiungerla via mare e' un progetto sorto due anni fa. La cosa quasi incredibile ma vera e' che lo hanno ideato in contemporanea attivisti per i diritti umani di vari Paesi: Australia, Libano, Inghilterra, Stati Uniti. Cosi' e' nata Free Gaza. Essendo gente seria e non chiacchieroni inconcludenti, in breve sono riusciti a raccogliere il danaro utile e hanno comperato due piccole navi. Ora si tenta il secondo viaggio, forse il piu' difficile e pericoloso. Tutti sanno - in primo luogo l'entita' sionista - che un altro successo potrebbe davvero cambiare le cose. Sull'onda di Free Gaza, e autonomamente, sembra che partira' presto una nuova nave dallo Yemen - magari si svegliassero gli Arabi!... Varie diffficolta' di ordine legale e burocratico si sono accumulate negli ultimi giorni, anche previsioni meteorologiche avverse. Ma ora sembra che tutto sia finalmente risolto: dovremmo imbarcarci per la nostra avventura mercoledi' 24 settembre alle ore 22. Dopo un giorno e mezzo di navigazione vedremo, Inshallah, le barche dei gazesi in festa che ci stanno aspettando... e ritroveremo alcuni passeggeri del primo viaggio rimasti a Gaza appositamente (sia per lavorare, sia per lasciare il posto ad alcuni Palestinesi, uno dei quali, in gravi condizioni di salute, sta finalmente ricevendo le cure adeguate nell'ospedale di Larnaca), o perche' respinti ai valichi di terra. Saremo in venti. Tra di noi due giornalisti di Al Jazeera e l'irlandese Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace nel 1976. Non dovrebbe essere cosi semplice per i despoti di Tel Aviv affondarci. Neppure arrestarci. Il grande Zenone diceva che abbiamo due orecchie e una sola bocca perché dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno. Chiudo dunque questa mia prima corrispondenza, tornando sulla spiaggia per sentire cosa racconta il mare generoso.

      Joe Fallisi
      Larnaca, lunedi' 22 settembre 2008

      **********

      a infopal (II): 

      GAZA LIBERA



      Siamo ancora nella citta' di Zenone. Ma sembra che domani sera o, al massimo, lunedi', salperemo finalmente per Gaza. E' cosa certa: l'entita' sionista sta facendo tutto il possibile contro il nostro viaggio. Per superare piu' velocememnte le difficolta' burocratiche di cui parlavo, gli organizzatori di Free Gaza hanno cercato in questi giorni di affittare - persino di comprare - un'altra piccola nave. Tre di loro sono volati ieri a Beirut per trattare di persona con diversi proprietari. Dappertutto un muro di gomma, rimandi, richieste chimeriche, tergiversazioni, si', no, forse, risentiamoci, vedremo... Il fatto e' che la forza d'animo e la determinazione degli attivisti che hanno organizzato il primo viaggio e' ancora la stessa, intatta... semmai piu' forte. Alla faccia di tutti i despoti e dei parolai. Cosi', proprio oggi e' arrivata la notiza che potremo ri-utilizzare una delle due navi di proprieta' di Free Gaza, proprio quella con lo stesso loro nome. In Grecia, dove verranno firmate le ultime carte, il lavoro indefesso di alcuni amici ha fatto si' che i nuovi e definitivi documenti legali di intestazione siano gia' ultimati, con anticipo sui tempi previsti. A questo punto l'imbarcazione sara' in grado di riprendere il mare. Domattina andremo a dipingerla e a rimetterla a nuovo. Se non arriva una tempesta (immagino ci sia qualche necrocabbalista che sta operando pure in questo senso), Free Gaza navighera' molto presto verso il suo destino. Ecco i nomi dei passeggeri (l'elenco e' aggiornato alle ore 21h21m - 20h21m italiane):  

      Name              Country of Origin       Current Languages Spoken           Affiliations

      Al Jabar, Ali                Qatar          English/Arabic                     Al Jazeera

      Alshubashi, Mohammed       Germany/Palestine        English/German/Arabic       Physician, neurosurgeon

      Abourashed, Amin     Holland         English/Dutch/Arabic      Human Rights

      Arraf, Huwaida          Palestine/US            English/Arabic       NVDA/International, Human rights, International Law Spokesperson for FGM 

      Barghouti, Mustafa         Palestine         Russian/English/Arabic Pres, Mubarda Party, MP

      Boulous, Nicolas        Greece                        Greek/English                        Chemist, Boat engiheer

      Butterly, Caiomhe     Ireland     Spanish/English/Arabic         Voices in Wilderness, PSC

      Cox, Rod                     UK                English                      Pal Solidarity, Chester, UK

      Al Hams, Walid      Palestine/Sweden       English/Swedish/Arabic/Slovak      Physician, Internal Medicine

      Ernshire, Eliza           Australia/UK           English                        Human rights activist,

      Fallisi, Joe                   Italy        English/Italian/French         Opera singer, composer, reporter for infopal

      Graham, Derek            Ireland              English                      Sailor, electrician, first mate

      Hamami, Ibrahim      Palestine/UK        Arabic/English                 Physician, family medicine

      Klontzas, George       Greece          Greek/English                   Boat captain

      Kysia, Ramzi       US/Lebanon        English                 Writer, organizer, spokesperson

      Maguire, Mairead       Ireland        English                 Peace people/Nobel Peace Prize

      Masarwa, Lubna        Palestine '48/Israel        English/Arabic/Hebrew       Jerusalem Alternative Intormation Center, Al Quds University

      McDermott, Theresa      Scotland         English        Human Rights Activist, on first trip

      Mohammed, Amir                 Sudan      Arabic/English           Al Jazeera

      Wall Sylvia                       UK          English                  Human Rights Activist

      Zahalka, Jamal                  Israel             Arabic/English/Hebrew       Member of Knesset

      Ieri pomeriggio sono andato, insieme con Mairead Maguire, piccola donna dall'animo grande quanto la Gran Bretagna e l'Irlanda messe insieme, a visitare l'ammalato grave che la prima missione di Free Gaza ha portato in salvo a Cipro. Si chiama Saed Khaled Mahmud Musleh, ha 16 anni e il viso, gli occhi che sorridono come stelle, di tutti i ragazzini palestinesi. A Gaza i delinquenti sionisti gli hanno sparato addosso, da dieci metri, un missile, spappolandogli la gamba sinistra e ferendolo gravemente alll'addome. Siccome la cancrena avanzava, quella povera gamba i medici sono stati costretti ad amputargliela, tagliando alto, fin sopra il bacino. Ora sembra sia finalmente fuori pericolo. Ma ha bisogno di protesi speciali adatte al suo caso estremo. Invio a infopal (anche ad Emergency) tutta la sua documentazione medica e prego vivamente chiunque possa aiutarlo in modo fattivo di contattare me (flespa@...) e/o infopal stessa (direzione@...). Suo padre, Khaled Musleh, dignitosissimo come Saed, ne ha altri 11 di figli. Sara' questa forza incrollabile e indomabile della vita a ridare un giorno ai Palestinesi eroici la loro liberta'.

      Joe Fallisi, 
      Larnaca, giovedi' 25 settembre 2008

      **********

      a infopal (III): 

      LA TELEFONATA PIU' ECONOMICA (DALL'INFERNO)



      Una nuova grave complicazione di ordine tecnico, non prevista, ha purtroppo impedito la partenza di Free Gaza. Si sarebbe dovuto ancora attendere piu' di una settimana a Cipro. Per molti di noi era impossibile. Cosi' e stato' deciso che ci ritroveremo presto (tra circa un mese), questa volta con la sicurezza di imbarcarci. Inutile nascondere il dispiacere e la frustrazione. Ma molto piu' forte e' la volonta' di fare quel che abbiamo stabilito. E che faremo. Del resto, nessuno ha mai pensato che quest'impresa fosse facile e lo stesso primo viaggio ha subito ritardi disperanti. Alla fine poi, contro tutte le congiure, le due navicelle hanno preso il largo e sono arrivate vittoriose a Gaza. L'intrepido capitano Arrigoni mi aspettava per bere un te' alla menta... Fra non molti giorni, amico!...
      L'altro ieri Barghouti illustrava, con l'ausilio di appositi grafici, la realta' dell'occupazione. E' qualcosa che va oltre cio' che normalmente si crede. Cento volte peggio del razzismo e dell'apartheid bianco in Sudafrica - e questo a detta degli stessi politici che hanno vissuto durante quel regime. Secondo un piano preciso, l'entita' malefica ha continuato, dal 1948, a rubare terra, olivi, acqua ai Palestinesi e a vessarli in ogni modo. Lo scopo e' uno solo, sempre lo stesso: rendere loro la vita impossibile e portare a compimento una gigantesca pulizia etnica, cosicche' lo Stato "ebraico" alla fine risulti padrone unico e assoluto. In realta' gli stessi sionisti, per quanto l'economia shylockiana stia oggi celebrando i suoi fasti, sanno bene che si tratta, piu' che di un sogno possibile, di un incubo. Per i Palestinesi martirizzati, ma anche per loro stessi. Basta solo che gli yankee dichiarino bancarotta (meglio: che i loro creditori battano cassa e gli scambi internazionali sostituiscano gli spettrodollari, per esempio, con gli euro) e l'edificio-carcere giudaico, zombi artificialmente pompato dalla Lobby amerikana, crollera' in poco tempo nel disastro e nella vergogna. I Palestinesi mai hanno piegato la testa e mai si arrenderanno. E sono molto piu' prolifici - sani, in tutti i sensi. Il  vero problema sara' se e come potranno perdonarli di tutte le infamie e torture che hanno subito. Nell'ultimo biennio il 20% delle morti di bambini al di sotto di un anno di eta' e' stato causato dai check points criminali, insieme col Muro simbolo e architrave della tirannia sionista. Cosi' pure, 73 donne sono state costrette a far venire alla luce i figli senza poter raggiungere l'ospedale e un terzo di loro ha perso la vita. Al punto che oggi le donne palestinesi incinte spesso si presentano ai posti di blocco con mesi di anticipo... Prima di far ritorno nel parlamento lovecraftiano, Jamal Zahalka ci ha raccontato una storiella. Tre nuovi ospiti arrivano all'inferno: da Houston il primo, da Londra il secondo, il terzo da Gaza. Devono telefonare ai loro parenti. Chiama lo statunitense. Il conto e' di 5.000 dollari. Poi l'inglese: 1000 sterline. Il palestinese va a sua volta in cabina e alla fine chiede: "Quanto devo?"... "Niente", gli risponde il diavolo. "Niente"???!!!... perche'?"... "E' una chiamata locale".

      Joe Fallisi
      Larnaca, lunedi' 29 settembre 2008

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      a infopal (IV): 

      ARRIVEDERCI ZENONE



      Quest'ultima corrispondenza - ma spero ne seguirà presto una nuova serie - è dedicata alle sorelle e ai fratelli di Saed: a Jasmine (15 anni), Weroot (12), Hanìn (10), Saeeda (9), Hadeel (7), Nairma e Umdellalah (gemelle, 4) e a Mahmud (5), Samir (3), Abdularti (2), Mohammed (1). Saed è il primogenito, il futuro capofamiglia. Ha un'intelligenza e un senso dell'umorismo eccezionali. Non si lamenta mai. Ti guarda con occhi pieni di luce e di mare, come se avesse capito tutto. Giovanissimo vecchio saggio, così magro, quasi trasparente, lo tiene in vita un soffio e l'amore di suo padre, della sua famiglia, dei suoi amici. E' ancora ricoverato alla Vorkas Clinic di Larnaca. Qui tutti gli vogliono bene e lo aiutano (in genere i ciprioti sono ben disposti verso i palestinesi, sapendo cosa significa vivere sotto occupazione), ma ha bisogno di un altro ospedale, specializzato in casi simili al suo. Non si tratta solo di vedere se, una volta guarito di tutte le patologie interne, si riuscirà a costruirgli una protesi speciale che lo faccia stare in piedi, ma anche di rieducare il corpo a quella posizione, ridare un po' di energia alla gamba rimasta, che pure è stata ferita e oggi è smilza e sottile, debole come un lumicino. Proprio a questo scopo abbiamo costituito un piccolo comitato che si occuperà delle sue cure. Troveremo presto l'ospedale adatto (forse in Germania, o anche in Italia) e i soldi necessari. Aspettiamo di avere, da due amiche meravigliose che vivono a Nicosia e che faranno tutto quel che possono e che è stato deciso, il nuovo report medico di Saed aggiornato alla situazione attuale. Tra pochi giorni sarà pronto. A seconda di quel che i medici dei Centri che contatteremo ci diranno, faremo la scelta adatta. A quel punto, Saed e suo padre saliranno per la prima volta in aereo, e potranno contemplare dall'alto, da lontano, la loro terra che aspetta di rivedere Saed sano e salvo. Free Gaza è (ancora) un movimento, non un partito. Non ha "capi", tirannucoli che si guardano allo specchio e che fan fare le cose ai sottoposti. Ognuno collabora liberamente, volontariamente e contribuisce per il meglio. Chi ha partecipato al primo viaggio - e ora sta organizzando il secondo - ha avuto il merito, tra l'altro, di portare Saed in salvo. Altri si occuperanno di concludere la missione. Mi ricordo che uno dei primi giorni parlavo con un'attivista, e ci raccontavamo le nostre "origini". Le ho detto che fin da ragazzino avevo abbracciato l'anarchia. A quel punto le sono scintillati gli occhi. E ci siamo abbracciati noi due.

      Joe Fallisi
      Larnaca, martedi' 7 ottobre 2008

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