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i primati dell'ItaGlia criminale (di guerra) - e se ne vantano, pure!... generali felloni e delinquenti

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  • Joe Fallisi
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90211 (v., a questo link, anche tutti quelli precedenti)
    Messaggio 1 di 6 , 4 nov 06:43
      http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90211 (v., a questo link, anche tutti quelli precedenti)

      °°°°°°°

      byebyeunclesam
      vomitevoli classifiche:

      Roma, 3 nov. (TMNews) – Gli aerei italiani che hanno partecipato alla missione Unified protector della Nato in Libia hanno sganciato “714 ordigni di precisione” contro “750 obiettivi specifici da abbattere” con “una efficacia media del 79%”, dato che ha permesso all’Italia di essere “al secondo-terzo posto insieme alla Norvegia, ma avanti alla Francia”. E’ quanto ha spiegato oggi il capo di Stato maggiore del Joint Force Command della Nato a Napoli, generale Leandro De Vincenti, durante una videoconferenza con il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
      Secondo quanto riferito dal colonnello Mauro Gabetta dall’aeroporto di Trapani Birgi “l’ultimo volo è stato compiuto il 31 ottobre, nel pomeriggio”. In sette mesi ci sono state “1.700 sortite di aerei italiani, per più di 7.300 ore di volo per la difesa aerea, la ricognizione, l’attacco al suolo”. Il generale De Vincenti, in collegamento dalla base Nato di Napoli, ha d’altra parte precisato che l’alleanza ha prodotto “456 target, di cui 171 sono stati dichiarati rossi (ovvero non conciliabili con i criteri stabiliti per la missione, ndr) e 285 verdi”. “Di questo volume, 68 sono stati assegnati all’Italia, da sola o insieme ad altre nazioni, e si sono tradotti in 750 obiettivi specifici da abbattere, che hanno richiesto a loro volta lo sganciamento di 714 ordigni”, ha precisato il generale.
      Per quanto riguarda invece la missione navale per l’embargo sulle armi, per la Nato si sono avvicendate 49 navi in sette mesi. “Per l’Italia si sono avvicendate otto navi, inclusa la nave di comando, due sommergibili e una nave rifornitrice”, ha detto l’ammiraglio Foffi collegato da bordo della nave San Giusto. “Il personale delle navi italiane ha interrogato più di tremila mercantili e ispezionato 300 carichi, effettuando 11 respingimenti”, ha aggiunto l’ammiraglio.

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    • Joe Fallisi
      http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90211 (v., a questo link, anche tutti quelli precedenti)
      Messaggio 2 di 6 , 4 nov 07:18
        http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/90211 (v., a questo link, anche tutti quelli precedenti)

        °°°°°°°

        byebyeunclesam
        vomitevoli classifiche:

        Roma, 3 nov. (TMNews) – Gli aerei italiani che hanno partecipato alla missione Unified protector della Nato in Libia hanno sganciato “714 ordigni di precisione” contro “750 obiettivi specifici da abbattere” con “una efficacia media del 79%”, dato che ha permesso all’Italia di essere “al secondo-terzo posto insieme alla Norvegia, ma avanti alla Francia”. E’ quanto ha spiegato oggi il capo di Stato maggiore del Joint Force Command della Nato a Napoli, generale Leandro De Vincenti, durante una videoconferenza con il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
        Secondo quanto riferito dal colonnello Mauro Gabetta dall’aeroporto di Trapani Birgi “l’ultimo volo è stato compiuto il 31 ottobre, nel pomeriggio”. In sette mesi ci sono state “1.700 sortite di aerei italiani, per più di 7.300 ore di volo per la difesa aerea, la ricognizione, l’attacco al suolo”. Il generale De Vincenti, in collegamento dalla base Nato di Napoli, ha d’altra parte precisato che l’alleanza ha prodotto “456 target, di cui 171 sono stati dichiarati rossi (ovvero non conciliabili con i criteri stabiliti per la missione, ndr) e 285 verdi”. “Di questo volume, 68 sono stati assegnati all’Italia, da sola o insieme ad altre nazioni, e si sono tradotti in 750 obiettivi specifici da abbattere, che hanno richiesto a loro volta lo sganciamento di 714 ordigni”, ha precisato il generale.
        Per quanto riguarda invece la missione navale per l’embargo sulle armi, per la Nato si sono avvicendate 49 navi in sette mesi. “Per l’Italia si sono avvicendate otto navi, inclusa la nave di comando, due sommergibili e una nave rifornitrice”, ha detto l’ammiraglio Foffi collegato da bordo della nave San Giusto. “Il personale delle navi italiane ha interrogato più di tremila mercantili e ispezionato 300 carichi, effettuando 11 respingimenti”, ha aggiunto l’ammiraglio.

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