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22609Re: [mente] Il caro vecchio "abbiocco"

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  • Stefano Crispino
    25 giu 2012
      Premessa: userò questo post come "carne da cannone" per descrivere
      alcune strategie mentali che servono per avere una maggiore chiarezza e
      ad introdurre informazioni di qualità superiore nel nostro cervello.
      Se credete almeno un pochino all'esistenza di una realtà oggettiva vi
      sarà chiaro che è meglio avere nella nostra testa un modello di realtà
      il più possibile aderente al modo in cui funzionano per davvero le
      cose... l'alternativa è ritrovarsi a volare fuori dalla finestra
      cercando disperatamente di convincersi di poter volare, o qualche
      elaborata versione a lungo termine dello stesso schema.

      Il 24/06/2012 10:37, Marco Malatesta ha scritto:
      > Ciao
      >
      > Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola <steambreeze@...
      > <mailto:steambreeze@...>> ha scritto:
      >
      > > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla
      > > tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in
      > scenari
      > > in cui non è possibile fare una bella routine energetica?
      >
      > Evita pasta / pizza.
      >
      > Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti,
      > nei giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro
      > ingestione con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare
      > leucocitosi, meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non
      > è proprio il massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!

      Ok, prima bandiera rossa, la parola leucocitosi.
      Non conosco il termine, quindi mi chiedo: "che cos'è?"
      Wikipedia, un dizionario medico cartaceo ed altre fonti online, sia in
      italiano che in inglese, concordano tutte nel definirla come
      un'eccessiva presenza di cellule bianche nel sangue.

      Benissimo, quindi Marco mi sta dicendo nel paragrafo citato tre cose:
      1) la digestione di cibi cotti provoca leucocitosi;
      2) la leucocitosi è un meccanismo di difesa del nostro organismo;
      3) l'ingestione di verdure a foglie verdi assieme ai cibi cotti è
      salutare perché previene la leucocitosi.

      L'errore iniziale di Marco è un'inconsistenza logica nel ragionamento:
      se la leucocitosi è un meccanismo difensivo al danno provocato dai cibi
      cotti, ed ingerire verdure la previene, in pratica ci sta indicando che
      ingerire foglie verdi è in realtà *dannoso*, perché attenua le difese
      dell'organismo. Ma su questo errore sono molto propenso a credere ad
      un'imprecisione dell'espressione, e scieglierò di credere che Marco
      intendesse dire che ingerire verdure a foglie verdi previene il danno
      dei cibi cotti e quindi non causa l'insorgenza della leucocitosi.

      Ora, già solo dalla lettura del materiale informativo sulla leucocitosi
      so che mi trovo di fronte al primo vero errore: raggruppare in un'unica
      parola fenomeni molto diversi. Così come nel linguaggio comune viene
      definito sempre "cancro" una serie di patologie anche completamente
      diverse tra di loro, così il termine leucocitosi raggruppa in realtà una
      serie di fenomeni assai vario. Sarebbe quindi giusto se chiedessi a
      Marco un chiarimento: "che tipo di leucocitosi viene provocato dalla
      digestione dei cibi cotti?"

      In realtà, sempre la prima lettura mi fornisce un'indicazione sul
      secondo errore di Marco: confondere causazione e correlazione. La
      causazione è un legame diretto e spontaneo tra due fenomeni, mentre la
      correlazione è un legame più debole nel quale osserviamo semplicemente
      la presenza di un ordine regolare tra due fenomeni. Nel caso della
      leucocitosi infatti, osserviamo che essa sorge in seguito a diversi
      fenomeni: ad infezioni virali e micotiche, a certe malattie
      infiammatorie, ma anche a condizioni innocue o positive come l'esercizio
      fisico, la gravidanza od un'emozione particolarmente intensa. Quindi la
      leucocitosi non è di per sé un fenomeno difensivo, che causa o viene
      causato solamente da processi dannosi per l'organismo, ma semplicemente
      accade in correlazione a questi, succedendo però anche a processi
      positivi o neutri.
      Questa considerazione indebolisce quindi la conclusione di Marco,
      mettendola in dubbio: diventa necessario verificare che la leucocitosi
      digestiva sia quindi effettivamente il segnale di un processo negativo.

      Il tentativo di verificare che sia questo il caso mi fa imbattere nel
      terzo errore: la scarsa verifica delle fonti.
      Infatti di leucocitosi digestiva parlano solo due studi dello stesso
      autore (Kouchakoff), pubblicati rispettivamente nel 1930 e nel 1937.
      Quando si valuta l'affidabilità di studi scientifici, soprattutto
      medici, è bene tenere in conto diversi fattori.
      Una prima utile euristica è l'età: già gli studi pubblicati al giorno
      d'oggi sono di dubbia verifica ed affidabilità, e questa tende a
      decadere col tempo. Uno studio medico pubblicato nel 1930 (82 anni fa!),
      per quanto mi riguarda, ha la stessa affidabilità di un trattato di
      alchimia. Naturalmente questa è solo un'indicazione, perché altre teorie
      pubblicate ben prima hanno continuato ad accumulare successi e conferme.
      Gli studi di Kouchakoff, d'altra parte, no: nessuno è riuscito a
      riprodurne le stesse conclusioni. Questa è un'altra bandiera rossa che
      ne fa precipitare ancora di più la plausibilità.
      Terza bandiera rossa: negli articoli originali, anche l'acqua 'cotta'
      provocava leucocitosi, il ché fa sospettare fortemente di un errore
      sistemico.
      Quarta ed ultima evidenza contraria alle affermazioni di Marco: gli
      studi miravano a determinare una temperatura critica oltre la quale i
      cibi cotti procurano leucocitosi, ma Marco omette di indicare che gli
      stessi studi indicavano che i cibi, sempre cotti ma al di sotto della
      soglia critica, non provocavano alcun fenomeno.

      In conclusione, le indicazioni di Marco sono molto probabilmente false e
      quindi molto probabilmente sub-ottimali: la leucocitosi non è di per sé
      segnale di un fenomeno negativo, né esiste alcuna prova che la
      digestione di cibi cotti la produca (anzi, il fatto che gli esperimenti
      non siano stati replicabili è una forte evidenza all'ipotesi contraria,
      ovvero che la digestione non provochi alcuna leucocitosi).

      > L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe
      > Cocca, è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede
      > molta energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).

      Anche questo è un paragrafo che contiene una strategia concettuale
      importante, il ricorso all'autorità. Questo infatti non è di per sé un
      male, anzi: una volta che abbiamo appurato per altri mezzi un'elevata
      affidabilità di un'autorità, essa ci fornisce un buon mezzo non tanto di
      risparmiarci pensiero nella ricerca della verità, ma di
      fornire ulteriori verifiche alle nostre conclusioni.
      Evidentemente Marco ha posto un'elevata affidabilità sul dott. Cocca,
      dato che lo cita come fonte.
      Investigando un po' però le cause della sonnolenza post-prandiale,
      scopro però che nelle fonti a mia disposizione sono indicate due cause
      principali differenti:
      - un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
      sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
      - ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
      elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
      comunque controverso e da approfondire.
      Le mie ricerche suggerirebbero quindi un consiglio molto diverso al
      postatore originale: mangiare pasti più leggeri e che contengano meno
      carboidrati.

      > Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.

      Questa conclusione è perfetta per discriminare le due teorie. Infatti
      tentacolo_viola dovrebbe provare un esperimento:
      - mangiare un pasto frugale di cibo cottissimo ma a ridotto contenuto di
      carboidrati (ad esempio due salsiccie alla piastra, ma i gusti
      potrebbero variare :9'''');
      - mangiare un pasto abbondante di cibo crudo ad elevato contenuto di
      carboidrati (mi viene in mente solo una forma di pasta da pizza cruda,
      sorry :/).

      Nel caso la teoria di Marco sia corretta, si dovrebbe osservare una
      forte sonnolenza nel primo caso e non nel secondo, nel caso sia corretta
      la mia teoria esattamente l'opposto: sonnolenza solo nel secondo caso.

      In entrambi i casi, alla fine gli esperimenti indicheranno che uno di
      noi due dovrà diminuire drasticamente l'affidabilità delle sue fonti.

      Ciao
      Mr Mind
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