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22714Ogg: Il caro vecchio "abbiocco"

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  • giuseppe
    20 set 2012
      Ciao a tutti
      trovo questo post interessante per diversi motivi..
      inizio con la risposta di Marco Malatesta rispetto a ...

      ""come far fronte alla sonnolenza post prandiale di "tentacolo viola", quando non gli è possibile effettuare la routine energetica ..""

      Nella risposta di Marco Malatesta vi è un consiglio pratico:
      ...1) evitare pasta e pizza, ..e/o associarli con lattuga o altra verdura a foglie verdi..
      e una spiegazione:
      2) La leucocitosi postprandiale..

      Per i consigli pratici sono in accordo con Marco,
      anche se come giustamente scrive Stefano Crispino è ovvio che:

      >.."un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
      >sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
      >- ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
      >elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
      >comunque controverso e da approfondire."...


      E' ovvio che un pasto "abbondante" può messo in relazione con la "sonnolenza" in molte situazioni e contesti.. sui motivi si può con tranquillità discutere..

      Utilizzo anche io un principio di autorità e mi trovo in accordo con lo Zio che scrive:

      ..."Conosco bene il problema...
      >...perché l'avevo...
      >alla base c'è un pasto sbagliato per te...
      >"calibra" come ti senti dopo vari tipi di pasti e combinazioni alimentari e le
      >quantità...
      >se hai sonno o gas quel cibo non è adatto a te (non importa quanto sia "sano" o
      >"alla moda" ;-))
      >ascolta il feedback del TUO corpo...
      >e nel mio caso un po' di kelp e te verde è servito per "svegliarmi""....

      Per me si ha l'abbiocco quando l'impegno dell'apparato digerente è così forte da sottrarre energie agli organi della relazione.. e partendo da queste premessa consiglio di calibrare come scrive lo Zio l'alimentazione ascoltando il feedback..

      che poi mangiare una insalata prima del piatto cucinato possa aiutare l'organismo nel processo digestivo più che una teoria per me è un fatto, basta provare .. e se per qualcuno non funziona al meglio si cerca altro..

      Rispetto puoi alla Leucocitosi digestiva, il fatto che gli studi siano degli anni 30 non mi sembra un demerito, e non trovo corretto 2 pesi e 2 misure, o si accettano studi datati o non si accettano.... i primi studi su importanza delle proteine di Voit sono del 1872, anche gli studi sugli aminoacidi essenziali e fabbisogno proteico sono degli anni 30/40 .. ma non per questo non sono considerati attendibili dalla dietetica ufficiale..( ovviamente per me sono delle cazzate megagalattiche, ma se si cerca è l'autorità scientifica dominante , quei i dati ricavati da studi sui ratti ..sono per la dietetica convenzionale più che attendibili )..

      oltre gli studi di Kouchakoff rispetto alle risposte del nostro organismo ai cibi sottoposti a manipolazione termica, abbiamo anche il medico italiano C. Lusignani, dell'Università di Parma,che nel 1924 aveva già pubblicato un prezioso lavoro oltre che sulla leucocitosi digestiva, anche sulla variazione del calibro dei capillari in relazione a ingestione di cibi crudi o cotti..ma siccome sono studi di 90 anni fa forse sono stregoneria ;-)
      Lusignani si è occupato del meccanismo fisiologico che innesca o sospende la leucocitosi digestiva, dimostrando che le variazioni leucocitarie successive all'ingestione dell'alimento sono dovute a meccanismi nervosi centrali e periferici che, regolando il calibro vasale, determinano, attraverso fenomeni di vasocostrizione o di vasodilatazione, l'aumento o la diminuzione dei leucociti.

      Anche io sono rimasto perplesso al pensiero che qualcuno pensi ancora che per mangiare dei carboidrati un "crudista" della mangiare della pasta per pizza cruda, meglio informare che nella frutta (più o meno tutta) vi sono carboidrati, basta mangiare mele, pere, kiwi, uva, meloni, pesche ecc.. e se per carboidrati si intendono quelli complessi, le banane dovrebbero essere più appetibili della pasta per pizza..

      se poi si pensa che 2 salsicce arrostite, per il fatto che non contengono carboidrati, danno meno abbiocco di un pasto di frutta, comprese banane.. siamo liberi di sparare tutte le supercazzole che vogliamo.. e non penso sia questo il punto, gli aspetti da valutare sono ovviamente molteplici.....

      Con affetto
      Giuseppe dr Cocca

      --- In mente@yahoogroups.com, Stefano Crispino <ikstef@...> ha scritto
      > Premessa: userò questo post come "carne da cannone" per descrivere
      > alcune strategie mentali che servono per avere una maggiore chiarezza e
      > ad introdurre informazioni di qualità superiore nel nostro cervello.
      > Se credete almeno un pochino all'esistenza di una realtà oggettiva vi
      > sarà chiaro che è meglio avere nella nostra testa un modello di realtà
      > il più possibile aderente al modo in cui funzionano per davvero le
      > cose... l'alternativa è ritrovarsi a volare fuori dalla finestra
      > cercando disperatamente di convincersi di poter volare, o qualche
      > elaborata versione a lungo termine dello stesso schema.
      >
      > Il 24/06/2012 10:37, Marco Malatesta ha scritto:
      > > Ciao
      > >
      > > Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola <steambreeze@...
      > > <mailto:steambreeze@...>> ha scritto:
      > >
      > > > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla
      > > > tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in
      > > scenari
      > > > in cui non è possibile fare una bella routine energetica?
      > >
      > > Evita pasta / pizza.
      > >
      > > Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti,
      > > nei giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro
      > > ingestione con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare
      > > leucocitosi, meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non
      > > è proprio il massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!
      >
      > Ok, prima bandiera rossa, la parola leucocitosi.
      > Non conosco il termine, quindi mi chiedo: "che cos'è?"
      > Wikipedia, un dizionario medico cartaceo ed altre fonti online, sia in
      > italiano che in inglese, concordano tutte nel definirla come
      > un'eccessiva presenza di cellule bianche nel sangue.
      >
      > Benissimo, quindi Marco mi sta dicendo nel paragrafo citato tre cose:
      > 1) la digestione di cibi cotti provoca leucocitosi;
      > 2) la leucocitosi è un meccanismo di difesa del nostro organismo;
      > 3) l'ingestione di verdure a foglie verdi assieme ai cibi cotti è
      > salutare perché previene la leucocitosi.
      >
      > L'errore iniziale di Marco è un'inconsistenza logica nel ragionamento:
      > se la leucocitosi è un meccanismo difensivo al danno provocato dai cibi
      > cotti, ed ingerire verdure la previene, in pratica ci sta indicando che
      > ingerire foglie verdi è in realtà *dannoso*, perché attenua le difese
      > dell'organismo. Ma su questo errore sono molto propenso a credere ad
      > un'imprecisione dell'espressione, e scieglierò di credere che Marco
      > intendesse dire che ingerire verdure a foglie verdi previene il danno
      > dei cibi cotti e quindi non causa l'insorgenza della leucocitosi.
      >
      > Ora, già solo dalla lettura del materiale informativo sulla leucocitosi
      > so che mi trovo di fronte al primo vero errore: raggruppare in un'unica
      > parola fenomeni molto diversi. Così come nel linguaggio comune viene
      > definito sempre "cancro" una serie di patologie anche completamente
      > diverse tra di loro, così il termine leucocitosi raggruppa in realtà una
      > serie di fenomeni assai vario. Sarebbe quindi giusto se chiedessi a
      > Marco un chiarimento: "che tipo di leucocitosi viene provocato dalla
      > digestione dei cibi cotti?"
      >
      > In realtà, sempre la prima lettura mi fornisce un'indicazione sul
      > secondo errore di Marco: confondere causazione e correlazione. La
      > causazione è un legame diretto e spontaneo tra due fenomeni, mentre la
      > correlazione è un legame più debole nel quale osserviamo semplicemente
      > la presenza di un ordine regolare tra due fenomeni. Nel caso della
      > leucocitosi infatti, osserviamo che essa sorge in seguito a diversi
      > fenomeni: ad infezioni virali e micotiche, a certe malattie
      > infiammatorie, ma anche a condizioni innocue o positive come l'esercizio
      > fisico, la gravidanza od un'emozione particolarmente intensa. Quindi la
      > leucocitosi non è di per sé un fenomeno difensivo, che causa o viene
      > causato solamente da processi dannosi per l'organismo, ma semplicemente
      > accade in correlazione a questi, succedendo però anche a processi
      > positivi o neutri.
      > Questa considerazione indebolisce quindi la conclusione di Marco,
      > mettendola in dubbio: diventa necessario verificare che la leucocitosi
      > digestiva sia quindi effettivamente il segnale di un processo negativo.
      >
      > Il tentativo di verificare che sia questo il caso mi fa imbattere nel
      > terzo errore: la scarsa verifica delle fonti.
      > Infatti di leucocitosi digestiva parlano solo due studi dello stesso
      > autore (Kouchakoff), pubblicati rispettivamente nel 1930 e nel 1937.
      > Quando si valuta l'affidabilità di studi scientifici, soprattutto
      > medici, è bene tenere in conto diversi fattori.
      > Una prima utile euristica è l'età: già gli studi pubblicati al giorno
      > d'oggi sono di dubbia verifica ed affidabilità, e questa tende a
      > decadere col tempo. Uno studio medico pubblicato nel 1930 (82 anni fa!),
      > per quanto mi riguarda, ha la stessa affidabilità di un trattato di
      > alchimia. Naturalmente questa è solo un'indicazione, perché altre teorie
      > pubblicate ben prima hanno continuato ad accumulare successi e conferme.
      > Gli studi di Kouchakoff, d'altra parte, no: nessuno è riuscito a
      > riprodurne le stesse conclusioni. Questa è un'altra bandiera rossa che
      > ne fa precipitare ancora di più la plausibilità.
      > Terza bandiera rossa: negli articoli originali, anche l'acqua 'cotta'
      > provocava leucocitosi, il ché fa sospettare fortemente di un errore
      > sistemico.
      > Quarta ed ultima evidenza contraria alle affermazioni di Marco: gli
      > studi miravano a determinare una temperatura critica oltre la quale i
      > cibi cotti procurano leucocitosi, ma Marco omette di indicare che gli
      > stessi studi indicavano che i cibi, sempre cotti ma al di sotto della
      > soglia critica, non provocavano alcun fenomeno.
      >
      > In conclusione, le indicazioni di Marco sono molto probabilmente false e
      > quindi molto probabilmente sub-ottimali: la leucocitosi non è di per sé
      > segnale di un fenomeno negativo, né esiste alcuna prova che la
      > digestione di cibi cotti la produca (anzi, il fatto che gli esperimenti
      > non siano stati replicabili è una forte evidenza all'ipotesi contraria,
      > ovvero che la digestione non provochi alcuna leucocitosi).
      >
      > > L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe
      > > Cocca, è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede
      > > molta energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).
      >
      > Anche questo è un paragrafo che contiene una strategia concettuale
      > importante, il ricorso all'autorità. Questo infatti non è di per sé un
      > male, anzi: una volta che abbiamo appurato per altri mezzi un'elevata
      > affidabilità di un'autorità, essa ci fornisce un buon mezzo non tanto di
      > risparmiarci pensiero nella ricerca della verità, ma di
      > fornire ulteriori verifiche alle nostre conclusioni.
      > Evidentemente Marco ha posto un'elevata affidabilità sul dott. Cocca,
      > dato che lo cita come fonte.
      > Investigando un po' però le cause della sonnolenza post-prandiale,
      > scopro però che nelle fonti a mia disposizione sono indicate due cause
      > principali differenti:
      > - un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
      > sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
      > - ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
      > elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
      > comunque controverso e da approfondire.
      > Le mie ricerche suggerirebbero quindi un consiglio molto diverso al
      > postatore originale: mangiare pasti più leggeri e che contengano meno
      > carboidrati.
      >
      > > Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.
      >
      > Questa conclusione è perfetta per discriminare le due teorie. Infatti
      > tentacolo_viola dovrebbe provare un esperimento:
      > - mangiare un pasto frugale di cibo cottissimo ma a ridotto contenuto di
      > carboidrati (ad esempio due salsiccie alla piastra, ma i gusti
      > potrebbero variare :9'''');
      > - mangiare un pasto abbondante di cibo crudo ad elevato contenuto di
      > carboidrati (mi viene in mente solo una forma di pasta da pizza cruda,
      > sorry :/).
      >
      > Nel caso la teoria di Marco sia corretta, si dovrebbe osservare una
      > forte sonnolenza nel primo caso e non nel secondo, nel caso sia corretta
      > la mia teoria esattamente l'opposto: sonnolenza solo nel secondo caso.
      >
      > In entrambi i casi, alla fine gli esperimenti indicheranno che uno di
      > noi due dovrà diminuire drasticamente l'affidabilità delle sue fonti.
      >
      > Ciao
      > Mr Mind
      >
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