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Rimedio contro incostanza

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  • DIRECTION MAN
    Sono una persona costante... nell incostanza. Sono molto creativo. Ho tantissime idee. Faccio mille progetti e poi li abbandono tutti per cominciarne altri o
    Messaggio 1 di 3 , 4 lug 2004
      Sono una persona costante... nell'incostanza.
       
      Sono molto creativo. Ho tantissime idee. Faccio mille progetti e poi li abbandono tutti per cominciarne altri o portarne a ternine solo uno.
       
      Sono una persona impegnatissima. Sono sempre impegnato a cominciare le cose e mai ad ultimarle.
       
      Seguo diete e faccio la cyclette senza un programma giornaliero, ma solo quando sono "ispirato" o quando mi ricordo che ho preso la decisione di buttare giù qualche chilo. Il risultato? Dimagrisco e riprendo "costantemente" i chili perduti subito dopo.
       
      Il lavoro nella mia vita non è un "valore" o un qualcosa necessariamente correlato alla "realizzazzione di sé". Svolgo molte attività differenti. Alcune mi gratificano e provo piacere nel farle, tuttavia lavoro solo quando ne ho voglia o quando stanno terminando i miei soldi.
       
      Penso che chi lavora tutti i giorni della propria vita non sia un essere umano sensiente, ma solo un "meccanismo", un robot sociale. Ciò è magnificamente rappresentato nel bellissimo film Metropolis di Friz Lang.
       
      Mi piacerebbe diventare più costante nelle cose che faccio, nel mantenere i tanti rapporti con gli altri che apro. Mi piacerebbe acquisire una capacità di gestione delle relazioni con gli altri. Come fare?
       
      Saluti a tutti e grazie.
    • Stefania Baraldini
      E la lettera di una persona che vuole veramente cambiare (e che è pronta per farlo) o di una persona che in fondo è orgogliosa di com è fatta (lo si nota
      Messaggio 2 di 3 , 5 lug 2004
        E' la lettera di una persona che vuole veramente cambiare (e che è pronta per farlo) o di una persona che in fondo è orgogliosa di com'è fatta (lo si nota sin dalla prima riga) e allora chiede aiuto ad altri per ingannare (o quanto meno acquietare) un po' se stesso e dirsi "Ecco, vedi, ho tentato, ho chiesto in giro, ho fatto di tutto, ma nessuno è riuscito a darmi la soluzione vincente..!" ??

        Salta all'occhio l'orgoglio di possedere delle caratteristiche (essere creativo, avere tante idee, essere "sensiente" a differenza di tanti altri "robot", etc.) che di sicuro non si vogliono "dare in cambio" dei pregi che ancora mancano (costanza, sistematicità, tenacia nelle attività e nelle frequentazioni.... ) e si percepisce un poco la sfida a trovare una soluzione che vada in questa direzione (cambiare sì, però a patto che non...)

        Quindi, sempre ammesso che di vero desiderio di cambiamento si tratti, siamo a lavorare sul piano dell'IDENTITA': mica uno scherzo!

        Per me una strada da percorrere potrebbe essere quella di lavorare sull'immagine olografica del Nuovo IO (quello con tutti i pregi desiderati amplificati che c'è nel "CA" di Hack) e vedere se funziona, se è allettante e motivante così com'è oppure no.
        Se sì, da lì si può partire con tutti gli esercizi Hackiani e Pieriani (e anzi forse già l'esercizio dell'IO olografico potrebbe cambiare sostanzialmente le cose).
        In caso contrario, cioè se quell'immagine in fondo in fondo non ti convince, ti lascia un senso di disagio nello stomaco o semplicemente, appena fai l'esercizio, ti viene improvvisamente il bisogno impellente di dedicarti ad altro (che so, pulire gli interstizi delle tapparelle) ... allora c'è da lavorare un pochino di più.

        Io per il momento sono ancora lì (a pulir tapparelle, ma devi vedere che lucide)...fammi un fischio se mi vedi!!

        Un abbraccio
        Stefania
         

        DIRECTION MAN wrote:

        Sono una persona costante... nell'incostanza. Sono molto creativo. Ho tantissime idee. Faccio mille progetti e poi li abbandono tutti per cominciarne altri o portarne a ternine solo uno. Sono una persona impegnatissima. Sono sempre impegnato a cominciare le cose e mai ad ultimarle. Seguo diete e faccio la cyclette senza un programma giornaliero, ma solo quando sono "ispirato" o quando mi ricordo che ho preso la decisione di buttare giù qualche chilo. Il risultato? Dimagrisco e riprendo "costantemente" i chili perduti subito dopo. Il lavoro nella mia vita non è un "valore" o un qualcosa necessariamente correlato alla "realizzazzione di sé". Svolgo molte attività differenti. Alcune mi gratificano e provo piacere nel farle, tuttavia lavoro solo quando ne ho voglia o quando stanno terminando i miei soldi. Penso che chi lavora tutti i giorni della propria vita non sia un essere umano sensiente, ma solo un "meccanismo", un robot sociale. Ciò è magnificamente rappresentato nel bellissimo film Metropolis di Friz Lang. Mi piacerebbe diventare più costante nelle cose che faccio, nel mantenere i tanti rapporti con gli altri che apro. Mi piacerebbe acquisire una capacità di gestione delle relazioni con gli altri. Come fare? Saluti a tutti e grazie.

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      • Carnegie
        ciao a tutti, premesso che condivido pienamente l analisi fatta da Stefania, volevo consigliarti il metodo che mi ha permesso di risolvere lo stesso problema:
        Messaggio 3 di 3 , 9 lug 2004
          ciao a tutti,
          premesso che condivido pienamente l'analisi fatta da Stefania,
          volevo consigliarti il metodo che mi ha permesso di risolvere lo
          stesso problema:

          Per cambiarti ci vuole quello che gli esperti di PNL
          chiamano "CALCIO IN CULO":
          Non ti serve qualcuno che ti comprende e ti consola, ma qualcuno
          che ti rinfaccia che, se non cambi, rimarrai quello che sei:
          un fallito pieno di sè.

          detto ciò,
          cominciamo:

          1 Poniti una serie di domande del tipo:
          Voglio veramente cambiare?
          perchè?
          che cosa succederà se non cambio?



          2 fissa i tuoi obiettivi con chiarezza, per iscritto e
          specificando la data entro la quale li realizzerai.

          3 associa forte dolore all'idea di non cambiare "ORA" e
          grande piacere all'idea di cambiare "ora".

          Puoi farlo sfruttando la visualizzazione e le submodalità.
          Ricorda che il dolore (soprattutto se fisico :-) ) è il meccanismo
          di leva più potente che l'uomo ha a disposizione, quindi pensa a
          qualcosa che non vorresti si realizzasse mai, amplifica la
          rappresentazione sfruttando le submodalità, e associa il dolore
          al non cambiare. Ripeti l'esercizio associando piacere al
          cambiamento.
          Ripeti il tutto più volte.


          3 ricorda che all'inizio proverai un leggero disagio dovuto
          all' ABITUDINE, quello che Pascal chiamava "inbestialimento",
          ma se resisterai le tue abitudini cambieranno e diverranno la
          tua forza!

          4 Interrompi immediatamente il comportamento limitativo:
          Agisci!!!

          Pazzia: "fare e rifare sempre le stesse cose, aspettandosi un
          risultato diverso"


          Ricorda che tu nel tuo subconscio credi che mantenedo il tuo
          comportamento o modulo emozionale ottieni qualcosa che non potresti
          ottenere altrimenti. E' penoso!!!!

          "Il segreto del successo è imparare a usare il piacere e il dolore,
          invece che lasciarsi usare dal dolore e dal piacere. Se ci
          riuscirete avrete raggiunto il controllo della vostra vita.
          Altrimenti, sarà la vita a controllare voi"
          A. ROBBINS

          P.S.
          Non offenderti se ho usato toni un pò duri, ma è quello che ti serve
          per cambiare.
          Sai ci sono passato prima di te, e con un pò di impegno in poco
          tempo ho ottenuto risultati che neanche immaginavo.

          Comunque non aspettarti formule magiche, dipende tutto da te,
          solo tu sei l'artefice del tuo destino, sfrutta l'immenso potere
          delle DECISIONI.
          Ogni decisione che prendi, determina quello che sarai!

          Salve,
          fra Carnegie













          --- In mente@yahoogroups.com, "Stefania Baraldini"
          <Stefania_Baraldini@r...> ha scritto:
          > E' la lettera di una persona che vuole veramente
          > cambiare (e che è pronta per farlo) o di una
          > persona che in fondo è orgogliosa di com'è fatta
          > (lo si nota sin dalla prima riga) e allora chiede
          > aiuto ad altri per ingannare (o quanto meno
          > acquietare) un po' se stesso e dirsi "Ecco, vedi,
          > ho tentato, ho chiesto in giro, ho fatto di tutto,
          > ma nessuno è riuscito a darmi la soluzione
          > vincente..!" ??
          >
          > Salta all'occhio l'orgoglio di possedere delle
          > caratteristiche (essere creativo, avere tante
          > idee, essere "sensiente" a differenza di tanti
          > altri "robot", etc.) che di sicuro non si vogliono
          > "dare in cambio" dei pregi che ancora mancano
          > (costanza, sistematicità, tenacia nelle attività e
          > nelle frequentazioni.... ) e si percepisce un poco
          > la sfida a trovare una soluzione che vada in
          > questa direzione (cambiare sì, però a patto che
          > non...)
          >
          > Quindi, sempre ammesso che di vero desiderio di
          > cambiamento si tratti, siamo a lavorare sul piano
          > dell'IDENTITA': mica uno scherzo!
          >
          > Per me una strada da percorrere potrebbe essere
          > quella di lavorare sull'immagine olografica del
          > Nuovo IO (quello con tutti i pregi desiderati
          > amplificati che c'è nel "CA" di Hack) e vedere se
          > funziona, se è allettante e motivante così com'è
          > oppure no.
          > Se sì, da lì si può partire con tutti gli esercizi
          > Hackiani e Pieriani (e anzi forse già l'esercizio
          > dell'IO olografico potrebbe cambiare
          > sostanzialmente le cose).
          > In caso contrario, cioè se quell'immagine in fondo
          > in fondo non ti convince, ti lascia un senso di
          > disagio nello stomaco o semplicemente, appena fai
          > l'esercizio, ti viene improvvisamente il bisogno
          > impellente di dedicarti ad altro (che so, pulire
          > gli interstizi delle tapparelle) ... allora c'è da
          > lavorare un pochino di più.
          >
          > Io per il momento sono ancora lì (a pulir
          > tapparelle, ma devi vedere che lucide)...fammi un
          > fischio se mi vedi!!
          >
          > Un abbraccio
          > Stefania
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