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Il caro vecchio "abbiocco"

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  • tentacolo_viola
    Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in scenari in cui non è
    Messaggio 1 di 10 , 14 mar 2012
      Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in scenari in cui non è possibile fare una bella routine energetica? Ho già provato senza successo i tre picchiettamenti della routine da soli, e l'EFT...
    • zio H.
      ... Conosco bene il problema... ...perché l avevo... alla base c è un pasto sbagliato per te... calibra come ti senti dopo vari tipi di pasti e
      Messaggio 2 di 10 , 14 mar 2012
        Il giorno 14/mar/2012, alle ore 16:18, tentacolo_viola ha scritto:

        > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in scenari in cui non è possibile fare una bella routine energetica? Ho già provato senza successo i tre picchiettamenti della routine da soli, e l'EFT...
        >

        Conosco bene il problema...
        ...perché l'avevo...

        alla base c'è un pasto sbagliato per te...
        "calibra" come ti senti dopo vari tipi di pasti e combinazioni alimentari e le quantità...

        se hai sonno o gas quel cibo non è adatto a te (non importa quanto sia "sano" o "alla moda" ;-))
        ascolta il feedback del TUO corpo...
        e nel mio caso un po' di kelp e te verde è servito per "svegliarmi" all'inizio...




        Un abbraccio
        zio Hack

        www.zioh.it <--- Clicca qui per aggiungermi su Facebook
        www.hacknews.net <---- Clicca qui per leggere il mio blog
        www.migliorati.org
      • tentacolo_viola
        ... Ok, lo farò! Grazie :) ... Qui ho bisogno di qualche info in più...
        Messaggio 3 di 10 , 15 mar 2012
          --- In mente@yahoogroups.com, "zio H." <zio@...> ha scritto:

          > alla base c'è un pasto sbagliato per te...
          > "calibra" come ti senti dopo vari tipi di pasti e combinazioni alimentari e le quantità...
          >
          > se hai sonno o gas quel cibo non è adatto a te (non importa quanto sia "sano" o "alla moda" ;-))
          > ascolta il feedback del TUO corpo...

          Ok, lo farò! Grazie :)

          > e nel mio caso un po' di kelp e te verde è servito per "svegliarmi" all'inizio...

          Qui ho bisogno di qualche info in più...
        • zio H.
          ... http://it.wikipedia.org/wiki/Kombu Un abbraccio zio Hack www.zioh.it
          Messaggio 4 di 10 , 15 mar 2012
            Il giorno 15/mar/2012, alle ore 16:55, tentacolo_viola ha scritto:
            >
            >> e nel mio caso un po' di kelp e te verde è servito per "svegliarmi" all'inizio...
            >
            > Qui ho bisogno di qualche info in più...
            >


            http://it.wikipedia.org/wiki/Kombu

            Un abbraccio
            zio Hack

            www.zioh.it <--- Clicca qui per aggiungermi su Facebook
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          • Marco Malatesta
            Ciao Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola ha ... scenari ... Evita pasta / pizza. Dato che parliamo di alimentazione colgo
            Messaggio 5 di 10 , 24 giu 2012
              Ciao

              Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola <steambreeze@...> ha scritto:

              > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla
              > tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in scenari
              > in cui non è possibile fare una bella routine energetica?

              Evita pasta / pizza.

              Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti, nei giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro ingestione con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare leucocitosi, meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non è proprio il massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!

              L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe Cocca, è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede molta energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).

              Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.

              Ho scritto tempo fa la recensione di "Il Crudo è servito" di Lucia Giovannini e Giuseppe Cocca
              e in queste ore ho pubblicato quella di un libro altrettanto utile e piacevole, "La dieta di Eva" di Aida Vittoria Eltanin.

              Ciao


              Marco
            • tentacolo_viola
              ... Ok... immagino anche il pane sia incluso in quest elenco, giusto? ... Qui non ho capito se è un consiglio generale, o se è strettamente inerente
              Messaggio 6 di 10 , 25 giu 2012
                --- In mente@yahoogroups.com, Marco Malatesta <marco@...> ha scritto:

                > Evita pasta / pizza.

                Ok... immagino anche il pane sia incluso in quest'elenco, giusto?


                > Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti, nei
                > giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro ingestione
                > con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare leucocitosi,
                > meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non è proprio il
                > massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!

                Qui non ho capito se è un consiglio generale, o se è strettamente inerente all'abbiocco...


                > L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe Cocca,
                > è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede molta
                > energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).

                Mi sembra condivisibile e chiara come spiegazione.


                > Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.

                Ok, testerò senz'altro :)
                Mille grazie!
              • Stefano Crispino
                Premessa: userò questo post come carne da cannone per descrivere alcune strategie mentali che servono per avere una maggiore chiarezza e ad introdurre
                Messaggio 7 di 10 , 25 giu 2012
                  Premessa: userò questo post come "carne da cannone" per descrivere
                  alcune strategie mentali che servono per avere una maggiore chiarezza e
                  ad introdurre informazioni di qualità superiore nel nostro cervello.
                  Se credete almeno un pochino all'esistenza di una realtà oggettiva vi
                  sarà chiaro che è meglio avere nella nostra testa un modello di realtà
                  il più possibile aderente al modo in cui funzionano per davvero le
                  cose... l'alternativa è ritrovarsi a volare fuori dalla finestra
                  cercando disperatamente di convincersi di poter volare, o qualche
                  elaborata versione a lungo termine dello stesso schema.

                  Il 24/06/2012 10:37, Marco Malatesta ha scritto:
                  > Ciao
                  >
                  > Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola <steambreeze@...
                  > <mailto:steambreeze@...>> ha scritto:
                  >
                  > > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla
                  > > tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in
                  > scenari
                  > > in cui non è possibile fare una bella routine energetica?
                  >
                  > Evita pasta / pizza.
                  >
                  > Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti,
                  > nei giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro
                  > ingestione con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare
                  > leucocitosi, meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non
                  > è proprio il massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!

                  Ok, prima bandiera rossa, la parola leucocitosi.
                  Non conosco il termine, quindi mi chiedo: "che cos'è?"
                  Wikipedia, un dizionario medico cartaceo ed altre fonti online, sia in
                  italiano che in inglese, concordano tutte nel definirla come
                  un'eccessiva presenza di cellule bianche nel sangue.

                  Benissimo, quindi Marco mi sta dicendo nel paragrafo citato tre cose:
                  1) la digestione di cibi cotti provoca leucocitosi;
                  2) la leucocitosi è un meccanismo di difesa del nostro organismo;
                  3) l'ingestione di verdure a foglie verdi assieme ai cibi cotti è
                  salutare perché previene la leucocitosi.

                  L'errore iniziale di Marco è un'inconsistenza logica nel ragionamento:
                  se la leucocitosi è un meccanismo difensivo al danno provocato dai cibi
                  cotti, ed ingerire verdure la previene, in pratica ci sta indicando che
                  ingerire foglie verdi è in realtà *dannoso*, perché attenua le difese
                  dell'organismo. Ma su questo errore sono molto propenso a credere ad
                  un'imprecisione dell'espressione, e scieglierò di credere che Marco
                  intendesse dire che ingerire verdure a foglie verdi previene il danno
                  dei cibi cotti e quindi non causa l'insorgenza della leucocitosi.

                  Ora, già solo dalla lettura del materiale informativo sulla leucocitosi
                  so che mi trovo di fronte al primo vero errore: raggruppare in un'unica
                  parola fenomeni molto diversi. Così come nel linguaggio comune viene
                  definito sempre "cancro" una serie di patologie anche completamente
                  diverse tra di loro, così il termine leucocitosi raggruppa in realtà una
                  serie di fenomeni assai vario. Sarebbe quindi giusto se chiedessi a
                  Marco un chiarimento: "che tipo di leucocitosi viene provocato dalla
                  digestione dei cibi cotti?"

                  In realtà, sempre la prima lettura mi fornisce un'indicazione sul
                  secondo errore di Marco: confondere causazione e correlazione. La
                  causazione è un legame diretto e spontaneo tra due fenomeni, mentre la
                  correlazione è un legame più debole nel quale osserviamo semplicemente
                  la presenza di un ordine regolare tra due fenomeni. Nel caso della
                  leucocitosi infatti, osserviamo che essa sorge in seguito a diversi
                  fenomeni: ad infezioni virali e micotiche, a certe malattie
                  infiammatorie, ma anche a condizioni innocue o positive come l'esercizio
                  fisico, la gravidanza od un'emozione particolarmente intensa. Quindi la
                  leucocitosi non è di per sé un fenomeno difensivo, che causa o viene
                  causato solamente da processi dannosi per l'organismo, ma semplicemente
                  accade in correlazione a questi, succedendo però anche a processi
                  positivi o neutri.
                  Questa considerazione indebolisce quindi la conclusione di Marco,
                  mettendola in dubbio: diventa necessario verificare che la leucocitosi
                  digestiva sia quindi effettivamente il segnale di un processo negativo.

                  Il tentativo di verificare che sia questo il caso mi fa imbattere nel
                  terzo errore: la scarsa verifica delle fonti.
                  Infatti di leucocitosi digestiva parlano solo due studi dello stesso
                  autore (Kouchakoff), pubblicati rispettivamente nel 1930 e nel 1937.
                  Quando si valuta l'affidabilità di studi scientifici, soprattutto
                  medici, è bene tenere in conto diversi fattori.
                  Una prima utile euristica è l'età: già gli studi pubblicati al giorno
                  d'oggi sono di dubbia verifica ed affidabilità, e questa tende a
                  decadere col tempo. Uno studio medico pubblicato nel 1930 (82 anni fa!),
                  per quanto mi riguarda, ha la stessa affidabilità di un trattato di
                  alchimia. Naturalmente questa è solo un'indicazione, perché altre teorie
                  pubblicate ben prima hanno continuato ad accumulare successi e conferme.
                  Gli studi di Kouchakoff, d'altra parte, no: nessuno è riuscito a
                  riprodurne le stesse conclusioni. Questa è un'altra bandiera rossa che
                  ne fa precipitare ancora di più la plausibilità.
                  Terza bandiera rossa: negli articoli originali, anche l'acqua 'cotta'
                  provocava leucocitosi, il ché fa sospettare fortemente di un errore
                  sistemico.
                  Quarta ed ultima evidenza contraria alle affermazioni di Marco: gli
                  studi miravano a determinare una temperatura critica oltre la quale i
                  cibi cotti procurano leucocitosi, ma Marco omette di indicare che gli
                  stessi studi indicavano che i cibi, sempre cotti ma al di sotto della
                  soglia critica, non provocavano alcun fenomeno.

                  In conclusione, le indicazioni di Marco sono molto probabilmente false e
                  quindi molto probabilmente sub-ottimali: la leucocitosi non è di per sé
                  segnale di un fenomeno negativo, né esiste alcuna prova che la
                  digestione di cibi cotti la produca (anzi, il fatto che gli esperimenti
                  non siano stati replicabili è una forte evidenza all'ipotesi contraria,
                  ovvero che la digestione non provochi alcuna leucocitosi).

                  > L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe
                  > Cocca, è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede
                  > molta energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).

                  Anche questo è un paragrafo che contiene una strategia concettuale
                  importante, il ricorso all'autorità. Questo infatti non è di per sé un
                  male, anzi: una volta che abbiamo appurato per altri mezzi un'elevata
                  affidabilità di un'autorità, essa ci fornisce un buon mezzo non tanto di
                  risparmiarci pensiero nella ricerca della verità, ma di
                  fornire ulteriori verifiche alle nostre conclusioni.
                  Evidentemente Marco ha posto un'elevata affidabilità sul dott. Cocca,
                  dato che lo cita come fonte.
                  Investigando un po' però le cause della sonnolenza post-prandiale,
                  scopro però che nelle fonti a mia disposizione sono indicate due cause
                  principali differenti:
                  - un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
                  sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
                  - ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
                  elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
                  comunque controverso e da approfondire.
                  Le mie ricerche suggerirebbero quindi un consiglio molto diverso al
                  postatore originale: mangiare pasti più leggeri e che contengano meno
                  carboidrati.

                  > Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.

                  Questa conclusione è perfetta per discriminare le due teorie. Infatti
                  tentacolo_viola dovrebbe provare un esperimento:
                  - mangiare un pasto frugale di cibo cottissimo ma a ridotto contenuto di
                  carboidrati (ad esempio due salsiccie alla piastra, ma i gusti
                  potrebbero variare :9'''');
                  - mangiare un pasto abbondante di cibo crudo ad elevato contenuto di
                  carboidrati (mi viene in mente solo una forma di pasta da pizza cruda,
                  sorry :/).

                  Nel caso la teoria di Marco sia corretta, si dovrebbe osservare una
                  forte sonnolenza nel primo caso e non nel secondo, nel caso sia corretta
                  la mia teoria esattamente l'opposto: sonnolenza solo nel secondo caso.

                  In entrambi i casi, alla fine gli esperimenti indicheranno che uno di
                  noi due dovrà diminuire drasticamente l'affidabilità delle sue fonti.

                  Ciao
                  Mr Mind
                • Manolo
                  Grazie molto interessante ! m ... Grazie molto interessante ! m From: Stefano Crispino To: mente@yahoogroups.com Sent: Tuesday, June 26,
                  Messaggio 8 di 10 , 27 giu 2012
                    Grazie molto interessante !

                    m


                    From: Stefano Crispino <ikstef@...>
                    To: mente@yahoogroups.com
                    Sent: Tuesday, June 26, 2012 12:01 AM
                    Subject: Re: [mente] Il caro vecchio "abbiocco"

                    Premessa: userò questo post come "carne da cannone" per descrivere
                    alcune strategie mentali che servono per avere una maggiore chiarezza e
                    ad introdurre informazioni di qualità superiore nel nostro cervello.
                    Se credete almeno un pochino all'esistenza di una realtà oggettiva vi
                    sarà chiaro che è meglio avere nella nostra testa un modello di realtà
                    il più possibile aderente al modo in cui funzionano per davvero le
                    cose... l'alternativa è ritrovarsi a volare fuori dalla finestra
                    cercando disperatamente di convincersi di poter volare, o qualche
                    elaborata versione a lungo termine dello stesso schema.

                    Il 24/06/2012 10:37, Marco Malatesta ha scritto:
                    > Ciao
                    >
                    > Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola <steambreeze@...
                    > <mailto:steambreeze@...>> ha scritto:
                    >
                    >  > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla
                    >  > tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in
                    > scenari
                    >  > in cui non è possibile fare una bella routine energetica?
                    >
                    > Evita pasta / pizza.
                    >
                    > Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti,
                    > nei giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro
                    > ingestione con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare
                    > leucocitosi, meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non
                    > è proprio il massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!

                    Ok, prima bandiera rossa, la parola leucocitosi.
                    Non conosco il termine, quindi mi chiedo: "che cos'è?"
                    Wikipedia, un dizionario medico cartaceo ed altre fonti online, sia in
                    italiano che in inglese, concordano tutte nel definirla come
                    un'eccessiva presenza di cellule bianche nel sangue.

                    Benissimo, quindi Marco mi sta dicendo nel paragrafo citato tre cose:
                    1) la digestione di cibi cotti provoca leucocitosi;
                    2) la leucocitosi è un meccanismo di difesa del nostro organismo;
                    3) l'ingestione di verdure a foglie verdi assieme ai cibi cotti è
                    salutare perché previene la leucocitosi.

                    L'errore iniziale di Marco è un'inconsistenza logica nel ragionamento:
                    se la leucocitosi è un meccanismo difensivo al danno provocato dai cibi
                    cotti, ed ingerire verdure la previene, in pratica ci sta indicando che
                    ingerire foglie verdi è in realtà *dannoso*, perché attenua le difese
                    dell'organismo. Ma su questo errore sono molto propenso a credere ad
                    un'imprecisione dell'espressione, e scieglierò di credere che Marco
                    intendesse dire che ingerire verdure a foglie verdi previene il danno
                    dei cibi cotti e quindi non causa l'insorgenza della leucocitosi.

                    Ora, già solo dalla lettura del materiale informativo sulla leucocitosi
                    so che mi trovo di fronte al primo vero errore: raggruppare in un'unica
                    parola fenomeni molto diversi. Così come nel linguaggio comune viene
                    definito sempre "cancro" una serie di patologie anche completamente
                    diverse tra di loro, così il termine leucocitosi raggruppa in realtà una
                    serie di fenomeni assai vario. Sarebbe quindi giusto se chiedessi a
                    Marco un chiarimento: "che tipo di leucocitosi viene provocato dalla
                    digestione dei cibi cotti?"

                    In realtà, sempre la prima lettura mi fornisce un'indicazione sul
                    secondo errore di Marco: confondere causazione e correlazione. La
                    causazione è un legame diretto e spontaneo tra due fenomeni, mentre la
                    correlazione è un legame più debole nel quale osserviamo semplicemente
                    la presenza di un ordine regolare tra due fenomeni. Nel caso della
                    leucocitosi infatti, osserviamo che essa sorge in seguito a diversi
                    fenomeni: ad infezioni virali e micotiche, a certe malattie
                    infiammatorie, ma anche a condizioni innocue o positive come l'esercizio
                    fisico, la gravidanza od un'emozione particolarmente intensa. Quindi la
                    leucocitosi non è di per sé un fenomeno difensivo, che causa o viene
                    causato solamente da processi dannosi per l'organismo, ma semplicemente
                    accade in correlazione a questi, succedendo però anche a processi
                    positivi o neutri.
                    Questa considerazione indebolisce quindi la conclusione di Marco,
                    mettendola in dubbio: diventa necessario verificare che la leucocitosi
                    digestiva sia quindi effettivamente il segnale di un processo negativo.

                    Il tentativo di verificare che sia questo il caso mi fa imbattere nel
                    terzo errore: la scarsa verifica delle fonti.
                    Infatti di leucocitosi digestiva parlano solo due studi dello stesso
                    autore (Kouchakoff), pubblicati rispettivamente nel 1930 e nel 1937.
                    Quando si valuta l'affidabilità di studi scientifici, soprattutto
                    medici, è bene tenere in conto diversi fattori.
                    Una prima utile euristica è l'età: già gli studi pubblicati al giorno
                    d'oggi sono di dubbia verifica ed affidabilità, e questa tende a
                    decadere col tempo. Uno studio medico pubblicato nel 1930 (82 anni fa!),
                    per quanto mi riguarda, ha la stessa affidabilità di un trattato di
                    alchimia. Naturalmente questa è solo un'indicazione, perché altre teorie
                    pubblicate ben prima hanno continuato ad accumulare successi e conferme.
                    Gli studi di Kouchakoff, d'altra parte, no: nessuno è riuscito a
                    riprodurne le stesse conclusioni. Questa è un'altra bandiera rossa che
                    ne fa precipitare ancora di più la plausibilità.
                    Terza bandiera rossa: negli articoli originali, anche l'acqua 'cotta'
                    provocava leucocitosi, il ché fa sospettare fortemente di un errore
                    sistemico.
                    Quarta ed ultima evidenza contraria alle affermazioni di Marco: gli
                    studi miravano a determinare una temperatura critica oltre la quale i
                    cibi cotti procurano leucocitosi, ma Marco omette di indicare che gli
                    stessi studi indicavano che i cibi, sempre cotti ma al di sotto della
                    soglia critica, non provocavano alcun fenomeno.

                    In conclusione, le indicazioni di Marco sono molto probabilmente false e
                    quindi molto probabilmente sub-ottimali: la leucocitosi non è di per sé
                    segnale di un fenomeno negativo, né esiste alcuna prova che la
                    digestione di cibi cotti la produca (anzi, il fatto che gli esperimenti
                    non siano stati replicabili è una forte evidenza all'ipotesi contraria,
                    ovvero che la digestione non provochi alcuna leucocitosi).

                    > L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe
                    > Cocca, è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede
                    > molta energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).

                    Anche questo è un paragrafo che contiene una strategia concettuale
                    importante, il ricorso all'autorità. Questo infatti non è di per sé un
                    male, anzi: una volta che abbiamo appurato per altri mezzi un'elevata
                    affidabilità di un'autorità, essa ci fornisce un buon mezzo non tanto di
                    risparmiarci pensiero nella ricerca della verità, ma di
                    fornire ulteriori verifiche alle nostre conclusioni.
                    Evidentemente Marco ha posto un'elevata affidabilità sul dott. Cocca,
                    dato che lo cita come fonte.
                    Investigando un po' però le cause della sonnolenza post-prandiale,
                    scopro però che nelle fonti a mia disposizione sono indicate due cause
                    principali differenti:
                    - un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
                    sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
                    - ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
                    elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
                    comunque controverso e da approfondire.
                    Le mie ricerche suggerirebbero quindi un consiglio molto diverso al
                    postatore originale: mangiare pasti più leggeri e che contengano meno
                    carboidrati.

                    > Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.

                    Questa conclusione è perfetta per discriminare le due teorie. Infatti
                    tentacolo_viola dovrebbe provare un esperimento:
                    - mangiare un pasto frugale di cibo cottissimo ma a ridotto contenuto di
                    carboidrati (ad esempio due salsiccie alla piastra, ma i gusti
                    potrebbero variare :9'''');
                    - mangiare un pasto abbondante di cibo crudo ad elevato contenuto di
                    carboidrati (mi viene in mente solo una forma di pasta da pizza cruda,
                    sorry :/).

                    Nel caso la teoria di Marco sia corretta, si dovrebbe osservare una
                    forte sonnolenza nel primo caso e non nel secondo, nel caso sia corretta
                    la mia teoria esattamente l'opposto: sonnolenza solo nel secondo caso.

                    In entrambi i casi, alla fine gli esperimenti indicheranno che uno di
                    noi due dovrà diminuire drasticamente l'affidabilità delle sue fonti.

                    Ciao
                    Mr Mind


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                  • giuseppe
                    Ciao a tutti trovo questo post interessante per diversi motivi.. inizio con la risposta di Marco Malatesta rispetto a ... come far fronte alla sonnolenza
                    Messaggio 9 di 10 , 20 set 2012
                      Ciao a tutti
                      trovo questo post interessante per diversi motivi..
                      inizio con la risposta di Marco Malatesta rispetto a ...

                      ""come far fronte alla sonnolenza post prandiale di "tentacolo viola", quando non gli è possibile effettuare la routine energetica ..""

                      Nella risposta di Marco Malatesta vi è un consiglio pratico:
                      ...1) evitare pasta e pizza, ..e/o associarli con lattuga o altra verdura a foglie verdi..
                      e una spiegazione:
                      2) La leucocitosi postprandiale..

                      Per i consigli pratici sono in accordo con Marco,
                      anche se come giustamente scrive Stefano Crispino è ovvio che:

                      >.."un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
                      >sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
                      >- ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
                      >elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
                      >comunque controverso e da approfondire."...


                      E' ovvio che un pasto "abbondante" può messo in relazione con la "sonnolenza" in molte situazioni e contesti.. sui motivi si può con tranquillità discutere..

                      Utilizzo anche io un principio di autorità e mi trovo in accordo con lo Zio che scrive:

                      ..."Conosco bene il problema...
                      >...perché l'avevo...
                      >alla base c'è un pasto sbagliato per te...
                      >"calibra" come ti senti dopo vari tipi di pasti e combinazioni alimentari e le
                      >quantità...
                      >se hai sonno o gas quel cibo non è adatto a te (non importa quanto sia "sano" o
                      >"alla moda" ;-))
                      >ascolta il feedback del TUO corpo...
                      >e nel mio caso un po' di kelp e te verde è servito per "svegliarmi""....

                      Per me si ha l'abbiocco quando l'impegno dell'apparato digerente è così forte da sottrarre energie agli organi della relazione.. e partendo da queste premessa consiglio di calibrare come scrive lo Zio l'alimentazione ascoltando il feedback..

                      che poi mangiare una insalata prima del piatto cucinato possa aiutare l'organismo nel processo digestivo più che una teoria per me è un fatto, basta provare .. e se per qualcuno non funziona al meglio si cerca altro..

                      Rispetto puoi alla Leucocitosi digestiva, il fatto che gli studi siano degli anni 30 non mi sembra un demerito, e non trovo corretto 2 pesi e 2 misure, o si accettano studi datati o non si accettano.... i primi studi su importanza delle proteine di Voit sono del 1872, anche gli studi sugli aminoacidi essenziali e fabbisogno proteico sono degli anni 30/40 .. ma non per questo non sono considerati attendibili dalla dietetica ufficiale..( ovviamente per me sono delle cazzate megagalattiche, ma se si cerca è l'autorità scientifica dominante , quei i dati ricavati da studi sui ratti ..sono per la dietetica convenzionale più che attendibili )..

                      oltre gli studi di Kouchakoff rispetto alle risposte del nostro organismo ai cibi sottoposti a manipolazione termica, abbiamo anche il medico italiano C. Lusignani, dell'Università di Parma,che nel 1924 aveva già pubblicato un prezioso lavoro oltre che sulla leucocitosi digestiva, anche sulla variazione del calibro dei capillari in relazione a ingestione di cibi crudi o cotti..ma siccome sono studi di 90 anni fa forse sono stregoneria ;-)
                      Lusignani si è occupato del meccanismo fisiologico che innesca o sospende la leucocitosi digestiva, dimostrando che le variazioni leucocitarie successive all'ingestione dell'alimento sono dovute a meccanismi nervosi centrali e periferici che, regolando il calibro vasale, determinano, attraverso fenomeni di vasocostrizione o di vasodilatazione, l'aumento o la diminuzione dei leucociti.

                      Anche io sono rimasto perplesso al pensiero che qualcuno pensi ancora che per mangiare dei carboidrati un "crudista" della mangiare della pasta per pizza cruda, meglio informare che nella frutta (più o meno tutta) vi sono carboidrati, basta mangiare mele, pere, kiwi, uva, meloni, pesche ecc.. e se per carboidrati si intendono quelli complessi, le banane dovrebbero essere più appetibili della pasta per pizza..

                      se poi si pensa che 2 salsicce arrostite, per il fatto che non contengono carboidrati, danno meno abbiocco di un pasto di frutta, comprese banane.. siamo liberi di sparare tutte le supercazzole che vogliamo.. e non penso sia questo il punto, gli aspetti da valutare sono ovviamente molteplici.....

                      Con affetto
                      Giuseppe dr Cocca

                      --- In mente@yahoogroups.com, Stefano Crispino <ikstef@...> ha scritto
                      > Premessa: userò questo post come "carne da cannone" per descrivere
                      > alcune strategie mentali che servono per avere una maggiore chiarezza e
                      > ad introdurre informazioni di qualità superiore nel nostro cervello.
                      > Se credete almeno un pochino all'esistenza di una realtà oggettiva vi
                      > sarà chiaro che è meglio avere nella nostra testa un modello di realtà
                      > il più possibile aderente al modo in cui funzionano per davvero le
                      > cose... l'alternativa è ritrovarsi a volare fuori dalla finestra
                      > cercando disperatamente di convincersi di poter volare, o qualche
                      > elaborata versione a lungo termine dello stesso schema.
                      >
                      > Il 24/06/2012 10:37, Marco Malatesta ha scritto:
                      > > Ciao
                      > >
                      > > Il giorno 14 marzo 2012 16:18, tentacolo_viola <steambreeze@...
                      > > <mailto:steambreeze@...>> ha scritto:
                      > >
                      > > > Salve a tutti. Qualcuno conosce qualche trucco per far fronte alla
                      > > > tendenza ad addormentarsi (ad esempio dopo aver pranzato/cenato) in
                      > > scenari
                      > > > in cui non è possibile fare una bella routine energetica?
                      > >
                      > > Evita pasta / pizza.
                      > >
                      > > Dato che parliamo di alimentazione colgo l'occasione per consigliarti,
                      > > nei giorni in cui mangi i suddetti alimenti, di precedere la loro
                      > > ingestione con lattuga o altra verdura a foglia verde, per evitare
                      > > leucocitosi, meccanismo difensivo che ci fa capire che il cibo cotto non
                      > > è proprio il massimo per noi... così come del resto per tutti gli animali!
                      >
                      > Ok, prima bandiera rossa, la parola leucocitosi.
                      > Non conosco il termine, quindi mi chiedo: "che cos'è?"
                      > Wikipedia, un dizionario medico cartaceo ed altre fonti online, sia in
                      > italiano che in inglese, concordano tutte nel definirla come
                      > un'eccessiva presenza di cellule bianche nel sangue.
                      >
                      > Benissimo, quindi Marco mi sta dicendo nel paragrafo citato tre cose:
                      > 1) la digestione di cibi cotti provoca leucocitosi;
                      > 2) la leucocitosi è un meccanismo di difesa del nostro organismo;
                      > 3) l'ingestione di verdure a foglie verdi assieme ai cibi cotti è
                      > salutare perché previene la leucocitosi.
                      >
                      > L'errore iniziale di Marco è un'inconsistenza logica nel ragionamento:
                      > se la leucocitosi è un meccanismo difensivo al danno provocato dai cibi
                      > cotti, ed ingerire verdure la previene, in pratica ci sta indicando che
                      > ingerire foglie verdi è in realtà *dannoso*, perché attenua le difese
                      > dell'organismo. Ma su questo errore sono molto propenso a credere ad
                      > un'imprecisione dell'espressione, e scieglierò di credere che Marco
                      > intendesse dire che ingerire verdure a foglie verdi previene il danno
                      > dei cibi cotti e quindi non causa l'insorgenza della leucocitosi.
                      >
                      > Ora, già solo dalla lettura del materiale informativo sulla leucocitosi
                      > so che mi trovo di fronte al primo vero errore: raggruppare in un'unica
                      > parola fenomeni molto diversi. Così come nel linguaggio comune viene
                      > definito sempre "cancro" una serie di patologie anche completamente
                      > diverse tra di loro, così il termine leucocitosi raggruppa in realtà una
                      > serie di fenomeni assai vario. Sarebbe quindi giusto se chiedessi a
                      > Marco un chiarimento: "che tipo di leucocitosi viene provocato dalla
                      > digestione dei cibi cotti?"
                      >
                      > In realtà, sempre la prima lettura mi fornisce un'indicazione sul
                      > secondo errore di Marco: confondere causazione e correlazione. La
                      > causazione è un legame diretto e spontaneo tra due fenomeni, mentre la
                      > correlazione è un legame più debole nel quale osserviamo semplicemente
                      > la presenza di un ordine regolare tra due fenomeni. Nel caso della
                      > leucocitosi infatti, osserviamo che essa sorge in seguito a diversi
                      > fenomeni: ad infezioni virali e micotiche, a certe malattie
                      > infiammatorie, ma anche a condizioni innocue o positive come l'esercizio
                      > fisico, la gravidanza od un'emozione particolarmente intensa. Quindi la
                      > leucocitosi non è di per sé un fenomeno difensivo, che causa o viene
                      > causato solamente da processi dannosi per l'organismo, ma semplicemente
                      > accade in correlazione a questi, succedendo però anche a processi
                      > positivi o neutri.
                      > Questa considerazione indebolisce quindi la conclusione di Marco,
                      > mettendola in dubbio: diventa necessario verificare che la leucocitosi
                      > digestiva sia quindi effettivamente il segnale di un processo negativo.
                      >
                      > Il tentativo di verificare che sia questo il caso mi fa imbattere nel
                      > terzo errore: la scarsa verifica delle fonti.
                      > Infatti di leucocitosi digestiva parlano solo due studi dello stesso
                      > autore (Kouchakoff), pubblicati rispettivamente nel 1930 e nel 1937.
                      > Quando si valuta l'affidabilità di studi scientifici, soprattutto
                      > medici, è bene tenere in conto diversi fattori.
                      > Una prima utile euristica è l'età: già gli studi pubblicati al giorno
                      > d'oggi sono di dubbia verifica ed affidabilità, e questa tende a
                      > decadere col tempo. Uno studio medico pubblicato nel 1930 (82 anni fa!),
                      > per quanto mi riguarda, ha la stessa affidabilità di un trattato di
                      > alchimia. Naturalmente questa è solo un'indicazione, perché altre teorie
                      > pubblicate ben prima hanno continuato ad accumulare successi e conferme.
                      > Gli studi di Kouchakoff, d'altra parte, no: nessuno è riuscito a
                      > riprodurne le stesse conclusioni. Questa è un'altra bandiera rossa che
                      > ne fa precipitare ancora di più la plausibilità.
                      > Terza bandiera rossa: negli articoli originali, anche l'acqua 'cotta'
                      > provocava leucocitosi, il ché fa sospettare fortemente di un errore
                      > sistemico.
                      > Quarta ed ultima evidenza contraria alle affermazioni di Marco: gli
                      > studi miravano a determinare una temperatura critica oltre la quale i
                      > cibi cotti procurano leucocitosi, ma Marco omette di indicare che gli
                      > stessi studi indicavano che i cibi, sempre cotti ma al di sotto della
                      > soglia critica, non provocavano alcun fenomeno.
                      >
                      > In conclusione, le indicazioni di Marco sono molto probabilmente false e
                      > quindi molto probabilmente sub-ottimali: la leucocitosi non è di per sé
                      > segnale di un fenomeno negativo, né esiste alcuna prova che la
                      > digestione di cibi cotti la produca (anzi, il fatto che gli esperimenti
                      > non siano stati replicabili è una forte evidenza all'ipotesi contraria,
                      > ovvero che la digestione non provochi alcuna leucocitosi).
                      >
                      > > L'abbiocco, se ho ben compreso dalle spiegazioni del dott. Giuseppe
                      > > Cocca, è dovuto al fatto che la digestione di certi alimenti richiede
                      > > molta energia (più di quanta ne fornisce, almeno in quel momento).
                      >
                      > Anche questo è un paragrafo che contiene una strategia concettuale
                      > importante, il ricorso all'autorità. Questo infatti non è di per sé un
                      > male, anzi: una volta che abbiamo appurato per altri mezzi un'elevata
                      > affidabilità di un'autorità, essa ci fornisce un buon mezzo non tanto di
                      > risparmiarci pensiero nella ricerca della verità, ma di
                      > fornire ulteriori verifiche alle nostre conclusioni.
                      > Evidentemente Marco ha posto un'elevata affidabilità sul dott. Cocca,
                      > dato che lo cita come fonte.
                      > Investigando un po' però le cause della sonnolenza post-prandiale,
                      > scopro però che nelle fonti a mia disposizione sono indicate due cause
                      > principali differenti:
                      > - un pasto abbondante può richiamare molto sangue allo stomaco
                      > sottraendolo al cervello, con conseguente senso di sonnolenza;
                      > - ipoglicemia reattiva, dovuta alla reazione dell'organismo ad un
                      > elevato carico di carboidrati assorbiti. Questo fenomeno è ancora
                      > comunque controverso e da approfondire.
                      > Le mie ricerche suggerirebbero quindi un consiglio molto diverso al
                      > postatore originale: mangiare pasti più leggeri e che contengano meno
                      > carboidrati.
                      >
                      > > Mangiando cibo crudo invece questo problema non dovrebbe verificarsi.
                      >
                      > Questa conclusione è perfetta per discriminare le due teorie. Infatti
                      > tentacolo_viola dovrebbe provare un esperimento:
                      > - mangiare un pasto frugale di cibo cottissimo ma a ridotto contenuto di
                      > carboidrati (ad esempio due salsiccie alla piastra, ma i gusti
                      > potrebbero variare :9'''');
                      > - mangiare un pasto abbondante di cibo crudo ad elevato contenuto di
                      > carboidrati (mi viene in mente solo una forma di pasta da pizza cruda,
                      > sorry :/).
                      >
                      > Nel caso la teoria di Marco sia corretta, si dovrebbe osservare una
                      > forte sonnolenza nel primo caso e non nel secondo, nel caso sia corretta
                      > la mia teoria esattamente l'opposto: sonnolenza solo nel secondo caso.
                      >
                      > In entrambi i casi, alla fine gli esperimenti indicheranno che uno di
                      > noi due dovrà diminuire drasticamente l'affidabilità delle sue fonti.
                      >
                      > Ciao
                      > Mr Mind
                      >
                    • Stefano Crispino
                      Il 20/09/2012 23:49, giuseppe ha scritto: --8
                      Messaggio 10 di 10 , 30 set 2012
                        Il 20/09/2012 23:49, giuseppe ha scritto:
                        --8<--
                        > Rispetto puoi alla Leucocitosi digestiva, il fatto che gli studi siano
                        > degli anni 30 non mi sembra un demerito, e non trovo corretto 2 pesi e 2
                        > misure, o si accettano studi datati o non si accettano....
                        --8<--

                        Se avessimo diretto accesso alla verità, sarebbe sicuramente un
                        atteggiamento possibile. Purtroppo non ce l'abbiamo, e quindi dobbiamo
                        utilizzare un'impostazione più sfumata.
                        Quando ho detto che per me gli studi degli anni '30 erano comparabili
                        all'alchimia, ho specificato di stare utilizzando un'euristica, ovvero
                        un algoritmo di giudizio rapido seppur impreciso.
                        Questo per un motivo ben preciso: anche un idiota può dire la verità per
                        caso. Democrito, più di due millenni fa, enunciò una sorprendente teoria
                        atomistica. Dalton, trecento anni fa, formulò anch'egli una teoria
                        atomistica simile, ma se dovessi scegliere a chi dare più credito,
                        sceglierei quest'ultimo, semplicemente sulla base del fatto che più si
                        va avanti nel tempo, più si hanno a disposizione strumenti e conoscenze
                        per rendere maggiormente corretta ed affidabile la propria indagine.
                        Questo atteggiamento assume un'importanza ancora maggiore nel caso di
                        due studi in contraddizione: diventa cruciale avere un criterio sul
                        quale valutare l'affidabilità di entrambi.
                        Nel caso specifico, la leucocitosi, non è il fatto che lo studio sia
                        stato condotto negli anni '30 a decretarne l'inaffidabilità: è il fatto
                        che ci sono studi *successivi* che ne constatano l'infondatezza, unito
                        al fatto che i suoi risultati non sono stati replicati da coloro che
                        hanno provato a ripeterli.
                        Non dobbiamo inoltre piazzare un peso assoluto nemmeno sull'esperienza
                        personale: certamente è un fattore di valutazione importante, ma non
                        dev'essere santificato. Distorsioni cognitive, auto-inganno ed effetto
                        placebo possono tutti alterare la capacità di avere feedback onesti da
                        noi stessi. Un esempio estremo: durante i primi giorni
                        dell'avvelenamento da radiazioni ci si sente benissimo, prima di
                        iniziare a sanguinare dagli organi interni.
                        L'esperienza personale potrà anche confermare studi in seguito
                        falsificati, ma la verità è sempre meglio.

                        Ciao
                        Mr Mind
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