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fobia?

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  • paolo frega
    Intanto vorrei ringraziare il dr. Banner e ..... no, Pier non lo ringrazio sennò si monta la testa ;-) per aver indicato Farrelly Sono andato in libreria e
    Messaggio 1 di 1 , 2 mag 2003
      Intanto vorrei ringraziare il dr. Banner
      e ..... no, Pier non lo ringrazio sennò si monta la testa ;-)
      per aver indicato Farrelly
      Sono andato in libreria e l'ho acquistato subbbbito;
      oltre a... "il momento è catartico" di Flavio Oreglio
      che consiglio forzatamente
      a tutti quelli che vogliono o hanno bisogno
      di ridere a crepapelle
      tanto da piangere dalle risate.....
       
      Ora il quesito...
      Una mia amica mi ha chiesto cosa fare
      per il proprio figlio di vent'anni
      che ha iniziato a rifiutare
      i contatti fisici e ha iniziato ad
      aver un eccessivo bisogno di pulizia
      (mi ricorda la parte di Martina Colombari
      ne "Un medico in Famiglia" )
      Non so che nome abbia questa
      ...fobia (?)
       
      Ora, io parto dal presupposto
      che questo tipo di fobie
      sono l'esternazione di un malessere interno,
      di un conflitto interiore irrisolto
      e non esternato;
      per cui secondo me curare la fobia non serve
      non si risolve quello che la crea;
      altrimenti l'organismone crea un'altra,
      o crea una malattia ecc...
       
      Mi ha detto che questo cambiamento è iniziato
      da quando in famiglia hanno niziato
      ad avere grossi problemi di lavoro
      ed economici; Mi ha inoltre detto
      che quando, raramente, lei e suo marito
      si scambiano qualche coccola,
      i volti dei figli (17 e 20 anni)
      si illuminano e diventano felici.
       
      Le ho promesso che avrei scritto in list, e nel frattempo
      le ho consigliato di:
       
      evitare di imporgli atteggiamenti diversi dagli attuali
      o fargli notare come i suoi  atteggiamenti siano  sbagliati;
       
      di inizare a rispecchiarlo e valutare le reazioni del figlio
      (ad esempio se si lavano le mani insieme, lei si lava le mani
      per più tempo di quanto faccia lui; ecc...)
       
      a non pretendere dal figlio atteggiamenti che lei vorrebbe vedere o ricevere
       
      a valutare attentamente alle preupposizioni
      insite nelle parole che usa quando parla con il figlio
      (ad es.: lei pensava di farlo.."curare" ..
      io le ho detto che
      questo presuppone che è "malato"
      e lui non ha certo voglia
      di sentirsi dire che è malato)
       
      a pensare che, qualunque iniziativa
      lei voglia intraprendere,
      dovrà essere il figlio a decidere per se stesso,
      per cui, l'ho consigliata di usare
      la sua sensibilità per indurre in lui,
      in maniera fine e delicata,
      che questi atteggiamenti
      potrebbero causargli dei seri problemi
      se nel tempo fossero esasperati..
       
      Mi ha chiesto anche qualche libro
      semplice e leggero; lei di psicologia e di pnl non sa niente
       
      Paolo
      :-)
       
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