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2924Apertura del 3° Forum sociale mondiale antinucleare

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  • Maurizio dott. Benazzi
    8 nov 01:13

      Apertura del 3° Forum sociale mondiale antinucleare

      08.11.2017 - Parigi - Rédaction France

      Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

      Apertura del 3° Forum sociale
mondiale antinucleare

      Seduta plenaria d’apertura del Forum sociale mondiale, 2 Novembre 2017, Intervento di Dominique Lalanne.

      In questo Forum sociale mondiale sul nucleare parleremo del nucleare militare. Ricordate, il nucleare
      militare è all’origine del nucleare civile. In questa sala, lo sappiamo tutti!

      Il primo annuncio importante a questo proposito è che il premio Nobel per la pace 2017 è stato
      attribuito alla campagna ICAN, la Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari.
      (applausi)
      E siamo numerosi in questa sala a poter dire di aver ricevuto questo premio Nobel! Possiamo
      applaudire questi numerosi amici!
      (applausi)
      Questo premio Nobel arriva a coronamento del successo a cui abbiamo contribuito, quello di far
      votare all’ONU, nel mese di Luglio 2017, un Trattato di proibizione delle armi nucleari: 122 paesi hanno
      votato a favore del testo finale, un solo paese, i Paesi Bassi, ha votato contro; soggetti a forti pressioni
      diplomatiche, nessuno dei paesi nucleari ha voluto partecipare al voto. Un testo che vieta il possesso e la fabbricazione di armi nucleari così come la minaccia di attacchi nucleari, vieta cioè ogni potenzialità di utilizzo e tutta la dottrina della “dissuasione nucleare”.

      Il processo ha occupato gli ultimi dieci anni. Gli stati nucleari hanno dato prova di una tale malafede
      da 70 anni in qua che i paesi non nucleari hanno preso l’iniziativa per imporre questa legislazione
      internazionale. In effetti, i 5 stati nucleari che esistevano nel 1970 si erano impegnati in un trattato internazionale a eliminare “con buona volontà” i propri armamenti nucleari. È il Trattato di nonproliferazione a prevedere ciò all’articolo 6. Da quella data, 4 nuovi paesi hanno acquisito delle armi nucleari e nessuno dei paesi nucleari prevede di abbandonare tale tipo di arma. E questi stessi paesi nucleari hanno tutti definito programmi di ammodernamento dell’arsenale nei 50 anni a venire!

      Si è quindi levata un’opposizione internazionale. I due terzi dei paesi si sono pronunciati a favore di
      un tale Trattato nel dicembre 2016 allorquando i 5 membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno fatto di tutto per impedire il voto. Gli Stati Uniti e la Francia in testa. Le pressioni diplomatiche, le minacce; da 10 anni è stato adoperato qualunque mezzo contro un tale trattato d’interdizione. Abbiamo vinto noi. Per noi, è solo una prima tappa.

      Questo Forum sociale mondiale ci permetterà di fare il punto per passare alla tappa successiva, quella
      in cui le armi nucleari saranno realmente eliminate, al fine di proclamare la loro abolizione, com’è
      accaduto per la schiavitù. Potrete partecipare a numerosi gruppi di lavoro, per l’informazione e il dibattito, per riflettere sul nostro impatto sull’opinione pubblica dei nostri paesi, per analizzare come bloccare i “decisori”, per organizzare la pressione sui complessi militar-industriali che dettano le proprie scelte per conservare, o addirittura aumentare, la manna finanziaria di 100 miliardi di euro all’anno per le armi nucleari. Uno scandalo per l’umanità che deve affrontare i gravi problemi legati al riscaldamento globale, alle ingiustizie e allo sfruttamento predatorio delle risorse e dell’ambiente.

      Attualmente, 15.000 bombe nucleari sono a disposizione per annientarci, di cui 2000 in stato di
      allerta permanente. Siete qui in Francia e la Francia dispone di un sottomarino costantemente pronto a
      scagliare 96 bombe nucleari dotate di una potenza distruttiva pari a mille volte la bomba di Hiroshima.

      Vi trovate in un paese che si vanta di assicurare la sicurezza internazionale grazie alla sua capacità di “dissuasione nucleare” e che minaccia d’insicurezza e morte tutti coloro che potrebbero colpire i suoi “interessi vitali”. Siete nell’Unione Europea che conta 4 stati che ospitano armi nucleari americane e che dicono di partecipare alla “condivisione nucleare” della NATO, cioè ad un programma per il quale i piloti di bombardieri di questi paesi sono pronti a partire per commettere crimini contro l’umanità bombardando delle città. Vivete su un pianeta in cui i dirigenti di nove paesi si riconoscono il diritto di vita e di morte su tutta la popolazione del mondo! Il terrorismo di questi stati è la loro dottrina ufficiale e molti gruppi estremisti vedono dunque nella violenza e nella distruzione l’unica risposta possibile alla violenza maggiore degli Stati.

      Il trattato di proibizione delle armi nucleari è una grande tappa, ma quali sono le tappe successive
      che analizzeremo in questi tre giorni?

      Pensiamo in primo luogo alle vittime dei test nucleari. I paesi nucleari hanno esploso più di 2000
      bombe di cui alcune avevano una potenza 1000 volte superiore alla bomba di Hiroshima. Ci sono state
      milioni di vittime. Molti sono morti, molti hanno visto la propria salute devastata e si presentano ora anche dei danni genetici. Terremo delle sessioni di lavoro con associazioni di veterani e di vittime. Come riparare i danni umani e ambientali? Il trattato di proibizione lo ha reso  un obbligo.

      In numerosi paesi dell’Unione Europea i parlamentari eletti hanno espresso la propria opposizione
      alle armi nucleari. Ciò è accaduto nei paesi che ospitano le armi americane, i Paesi Bassi, la Germania, il Belgio e l’Italia. Ma gli esecutivi di questi paesi rifiutano questa decisione democratica. Il Parlamento Europeo ha votato una Risoluzione nel novembre 2016 chiedendo a tutti i paesi membri di sostenere il Trattato di Proibizione. In Europa sono 7 i paesi favorevoli al Trattato di Proibizione: l’Austria, la Danimarca, l’Irlanda, Malta (4 paesi UE) come anche l’Islanda, la Norvegia e la Svizzera. L’arma nucleare è chiaramente incompatibile con la democrazia. Ciò non pone problemi nei paesi non democratici ma qui, in Francia, come possiamo tollerare che un solo uomo, il Presidente della Repubblica, possa decidere da solo, sulla base di criteri volontariamente vaghi e nel brevissimo tempo di qualche decina di minuti, di lanciare attacchi nucleari da 1000 Hiroshima?

      Rifiutare che sia la democrazia a decidere sulla questione del nucleare militare comporta inevitabilmente rifiutare che sia la democrazia a decidere sul nucleare civile e in numerosi altri campi della società, dai grandi progetti inutili alle ingiustizie sociali. Ancora una volta è possibile individuare il forte legame tra nucleare civile e nucleare militare. Il nucleare militare ha trasformato le nostre società in dittature nucleari.

      Il Trattato di Proibizione apre una possibilità di dibattito all’opinione pubblica, è tempo che gli eletti siano all’ascolto dei popoli, è tempo che i cittadini si esprimano sul loro rifiuto di un’arma di distruzione di massa e che impongano le proprie scelte ai detentori del potere.

      Infine il Trattato di Proibizione apre delle prospettive d’azione, dal momento che sono vietate tutte le attività che, direttamente o indirettamente, contribuiscono alla realizzazione ed al dispiegamento delle armi nucleari. Le industrie, le banche i lavoratori… la Francia vende bombardieri nucleari all’India, ciò sarà vietato dal Trattato, ma saranno vietati anche la costruzione di questi aerei, i prestiti bancari per facilitare le operazioni, la fabbricazione di parti di questi aerei, dal tappo di plastica fino ai circuiti elettronici.

      Il premio Nobel per la Pace che ci è stato attribuito quest’anno è un simbolo di qualità, certo, ma
      soprattutto un incoraggiamento a tutti, i gruppi, le cittadine, i cittadini. Dobbiamo interpellare l’opinione pubblica perché essa si manifesti ed imponga ad ogni paese l’obbligo di firma del Trattato di Proibizione col fine ultimo di liberare il mondo dalle armi nucleari.

      Auguro a tutti voi un buon Forum Sociale Mondiale, siamo sulla buona strada.
      Sì, vinceremo!
      (applausi)


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